Vi svelo perché TUTTE le diete che avete fatto in vita vostra NON hanno MAI funzionato (seconda parte)

Vi svelo perchè TUTTE le diete che avete fatto in vita vostra NON hanno funzionato (seconda parte)
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Perché spesso falliamo il nostro obiettivo di perdere peso quando ci mettiamo a dieta? Succede molto spesso che proviamo ad adottare uno stile alimentare differente, più sano, ma che poi i risultati non arrivino. Perché? Continua l’analisi delle cause più comuni, partendo da una riflessione sul proprio rapporto con i sacrifici e con le aspettative più o meno realistiche.

Spiluccate

Molti di voi, quelli che dicono di ingrassare o di non riuscire a dimagrire pur non mangiando niente, spiluccano. Nel senso che mentre cucinano assaggiano frequentemente i cibi. Nel senso che sentono se la pappa del proprio bambino va bene di sale, che mangiano una patatina pensando che non incida sul complessivo introito calorico giornaliero. Molti accettano l’assaggino al supermercato e poi se ne dimenticano. Molti bevono una bibita ipercalorica (le cole, per esempio), piuttosto che un bel bicchiere di acqua fresca. Molti aggiungono zucchero alla spremuta d’arancia, o assumono sette caffé al giorno molto zuccherati e non li contano nel computo calorico della giornata. Tutti questi spiluccamenti o piccoli assaggi, sono talmente veloci che sembrano innocui. Non dico che non si devono fare, ma dico di esserne coscienti, di considerarli, prima di lamentarsi che il vostro dimagrimento non sta avendo successo. Una tecnica per tenerli d’occhio è quella di avvalersi di un diario alimentare.

Siete convinti che dato che domani comincerete una dieta, oggi potete abbuffarvi fino a mezzanotte

Ottima strategia! Conosco molte persone che lo fanno: sapendo che da domani o da lunedì cominceranno una dieta, si abbuffano oggi concedendosi tutto quello che possono. A volte lo fanno solo il giorno prima di iniziare una dieta, altre volte anche fino ad una settimana prima. Vi rendete conto – se siete tra questi – che così farete doppia fatica perché dovrete, attraverso la dieta, sbarazzarvi anche delle calorie che avete ingerito prima della dieta? Ma questo non è il punto più importante. Fermatevi a riflettere un momento: perché avete bisogno di mangiare tutte queste cose buone per il palato prima di mettervi a dieta? Perché lo fate? Chiaramente il vostro comportamento è dettato dal fatto che guardate alla dieta come un periodo di privazione e sofferenza, come un metodo che forse non vi porterà i risultati sperati. Perché? Perché se ci credeste davvero comincereste da subito a darvi da fare per dimagrire senza aspettare altro tempo o ingurgitare altre schifezze. Se acquisto un’auto che credo abbia ottime prestazioni, non la metto in garage e continuo a guidare l’auto vecchia!
Quindi, mi domando, vale la pena cominciare una dieta se siete voi i primi a non credete che funzionerà? Ricordatevi che se non ci credete, prima o poi cederete, col rischio di acquistare più chili di quanti ne avete persi. Cominciare una dieta facendo prima un grande rifornimento di carburante alimentare è, come dicevo, vedere la dieta come un periodo buio, faticoso e di cui fareste volentieri a meno. Un periodo punitivo per voi ed i vostri chili, un periodo di costrizione. E voi sapete che essere di umore nero quando si fa una dieta, soffrire ed avere la sensazione di fare una cosa perché si deve e non perché si vuole, vi condurrà inevitabilmente a cedere fino ad interrompere la dieta stessa.

Stress

Non sottovalutate mai lo stress. Il fatto è che se ne parla talmente tanto che ormai sembra diventato un luogo comune, ma non è affatto così. Esistono dei sintomi specifici di tipo comportamentale, emotivo e addirittura cognitivo che caratterizzano le persone affette da stress. Uno dei sintomi da stress che potrebbero riguardarvi è l’iperfagia, ovvero una condizione nella quale si mangia molto di più, più velocemente e più voracemente, quasi senza sentire il sapore del cibo. Arriva a diventare una vera e propria compulsione. Anche in questo caso, non serve a niente curare il sintomo, cioè mettersi a dieta: bisogna riconoscere e curare lo stress!
Sintomo inverso, ma comunque altrettanto frequente è la perdita di appetito, fino al disinteresse totale nei confronti del cibo: si arriva a mangiare per sopravvivere e anche in questi casi è opportuno rivolgersi al medico.

Il pensiero “tutto o nulla”

Capita a molti di interrompere una dieta soltanto perché si è fatto qualche strappo di troppo. O di smettere di andare in palestra perché tanto nelle ultime settimane non si è riusciti ad essere costanti. E allora, in questi casi, ci si dice che non vale più la pena continuare a seguire un’alimentazione a calorie controllate o uno sport che nemmeno ci piaceva tanto. In un certo senso ci sembra che avendo trasgredito per un paio di volte alle regole, la dieta non valga più, che tanto vale abbandonarla del tutto: poi un giorno che saremo più motivati e più pronti la riprenderemo sicuramente. O ci iscriveremo di nuovo in palestra.
Ebbene, anche questa mentalità non è assolutamente funzionale ai vostri scopi. Può succedere, in effetti, che per qualche motivo, una festa, un invito a cena improvviso, un desiderio irrefrenabile, si rompa la dieta. Ma perché abbandonarla? Oppure perché dirsi: “Ormai ho ceduto, tanto vale indulgere anche a cena”? Tutti possiamo commettere degli errori, sempre che trasgredire di tanto in tanto ad una dieta rappresenti davvero un errore! Che ne direste se il vostro capo, al lavoro, quando commettete un errore, decideste di licenziarvi? Pensate di meritarvi il licenziamento solo per un misero, recuperabile errore? Certo che no! E allora, cercate di essere più flessibili anche con voi stessi, se desiderate che gli altri lo siano con voi. Se sgarrate, ricominciate subito dopo a rimettervi in riga. Se vi concedete un dolce non previsto nel vostro programma alimentare, non cominciate a mangiare a quattro ganasce nella convinzione che tanto ormai la regola sia infranta! Se per una settimana non vi allenate in palestra, non smettete di andarci pensando che o vi allenate per bene o non serve a niente. Questa mentalità, definita “pensiero del tutto o nulla”, non vi giova, né per quanto riguarda la vostra forma fisica (diete, allenamento), né tanto meno in tutte le altre situazioni della vostra vita quotidiana. Ricordate che potete farcela, davvero. È tutto nelle vostre possibilità, ma per prima cosa dovete convincervene.

Non spezzettate un grande obiettivo in tanti più piccoli

Dovete perdere 20 chili ed il dietologo vi ha appena detto che ci vorrà almeno un anno. Davanti a questa prospettiva, chi non si sentirebbe sull’orlo del baratro? Un anno è lunghissimo e voi non sapete se sarete in grado di non mollare per tutto questo interminabile tempo. Pensate alle feste di Natale, di Pasqua, al carnevale. Vi viene in mente che verrà il vostro compleanno, quello dei vostri figli, dei vostri amici. Le stagioni si susseguiranno, arriverà l’estate… un anno è praticamente infinito!
Come riuscirete a farcela? Anche in questo caso c’è un trucco. Molto semplice, in apparenza banale, ma efficacissimo: dovete solo assumere una prospettiva diversa. Prendete il vostro obiettivo finale, i venti chili, ma anche i trenta o i quindici, o i dieci e frantumatelo con forza in piccole parti. È un po’ come immaginare di dover fare un lungo viaggio con molte tappe alla fine del quale ci sarà la vostra nuova casa, o la meta di un viaggio che tanto sognate di fare: c’è una strada al termine della quale arriverete a destinazione, ma questa strada è talmente lunga che non riuscite proprio a vederne la fine. Però potete vedere le aree di sosta, almeno quelle più vicine a voi. Una volta raggiunte quelle, ne potrete vedere altre, fino all’ultima, la più ambita: la vostra agognata destinazione. Quindi ditevi, per esempio, che la prima tappa sarà perdere due chili entro il prossimo mese e guardate solo ed unicamente quest’area di sosta, non tutte le altre e non tutte insieme. Solo quando sarete arrivati in questa tappa numero uno vi preoccuperete della successiva. Così facendo, toccando tutte le tappe, entro i prossimi dodici mesi sarete a destinazione e forse arriverete anche in anticipo!
Questa tecnica viene impiegata davvero in tutti i campi, dovunque ci sia un obiettivo da raggiungere. Ricordate per esempio di quando andavate a scuola: se la prof vi avesse detto di studiare l’intero libro di storia, probabilmente non avreste saputo come fare e vi sareste sentiti vinti ancora prima di cominciare. Invece 5-6 pagine da imparare applicandosi nemmeno tutti i giorni vi hanno consentito, a fine anno scolastico, di studiare l’intero libro! Provate ad applicare questa tecnica in tutti i campi della vostra vita: vedrete che la vostra motivazione all’impegno ne verrà di volta in volta rinsaldata e difficilmente proverete la brutta sensazione che quello che dovete fare non rientri nelle vostre possibilità!

I risultati non sono arrivati subito

Molti abbandonano i propri buoni propositi, la dieta, l’allenamento sportivo perché i risultati non arrivano subito, i progressi non si vedono giorno per giorno allo specchio e quindi si convincono che quel programma non faccia al loro caso. Insomma, perché dovreste privarvi di dolci e prelibatezze, o di ore di relax invece di andare in palestra, quando questi risultati non si vedono e non si sa se arriveranno? Sarebbe interessante chiedere ai vostri genitori se hanno smesso di incitarvi a camminare e a parlare quando eravate molto piccoli, solo perché durante i primi periodi non ci riuscivate…
In effetti, non è detto che tutti i programmi alimentari facciano al caso vostro, ma è certo che se mangiate meno calorie di quante il vostro metabolismo abbia bisogno, prima o poi perderete peso. Non è detto che se sollevate pesi in palestra dimagrirete, ma se vi muovete anche camminando più di quanto non facciate di solito, aiuterete il vostro corpo a bruciare più in fretta le calorie. I risultati difficilmente si vedono subito, anzi, a volte tardano ad arrivare, ma se state facendo tutto per bene, caso mai seguiti anche da uno specialista, sappiate che se abbandonate il programma è solo colpa vostra! Se avete molti chili da perdere, i primi andranno via più velocemente degli ultimi, se avete pochi chili da perdere lo sforzo che dovrete applicare sarà maggiore, ma ci riuscirete senza dubbio.
La nostra società consumistica – e non è affatto un luogo comune – ci ha abituato a questa mentalità del tutto e subito: possiamo avere tutto quello che desideriamo, basta avere il denaro per comprarlo. Ma per certi aspetti, quelli veramente importanti, non è per niente così. Non possiamo decidere di essere felici e diventarlo subito. Non possiamo decidere di imparare un’altra lingua oggi e domani già parlarla fluentemente. Non possiamo iscriverci in palestra e domani già avere il corpo di Rambo!
Quello che possiamo fare è chiarire bene il nostro obiettivo, per esempio “Desidero perdere cinque chili”, stabilire realisticamente quanto tempo ci vorrà anche rispetto al nostro stile di vita, chiarire tutti gli accorgimenti che dovremo adottare per farcela e farci un’idea precisa del nostro punto di partenza, cioè, come siamo realmente, oggi? E come posso aspettarmi di diventare domani? Quello che sto dicendo è che se avete 40 chili da perdere, non potete aspettarvi realisticamente che il mese prossimo avrete ottenuto un fisico da fotomodella. Se avete cinquant’anni, non potete assolutamente prefiggervi che il vostro fisico, a seguito di un forte dimagrimento, resti tonico come quando avevate vent’anni. Più le aspettative che vi porrete saranno concrete e realistiche, più riuscirete a non mollare e a gioire dei risultati ottenuti.
Un altro aspetto di questa mentalità “tutto e subito” è che nel momento in cui decidete di perdere peso, vi private di tutto ciò che vi piace e vi iscrivete in palestra per seguire tutti i corsi previsti, tutti i giorni. Anche questo comportamento è dannoso, perché un tale sconvolgimento di abitudini, se all’inizio vi darà il senso che gli sforzi che state facendo saranno premiati, dall’altro vi farà stancare quasi subito e ritornerete alle vostre vecchie abitudini, sconfitti e delusi.

Continua con la terza parte dell’articolo.

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