Sindrome della morte improvvisa del lattante: quadro clinico e terapie

MEDICINA ONLINE NEONATO BAMBINO BIMBO GENITORE PAPA PADRE FIGLIO DORMIRE SONNO LETTO NOTTE MATERASSO CUSCINO DONNA SLEEP APNEA OSTRUTTIVA RESPIRARE BITE DENTI RUMORE CERVELLO RIPOSO STRESS SVEGLIA OROLOGIO MELATONINA INTEGRLa “sindrome della morte improvvisa del lattante” nota anche come “sindrome della morte improvvisa infantile” o “morte inaspettata del lattante” (in inglese Sudden Infant Death Syndrome o SIDS), comunemente nota come “morte in culla”, è un fenomeno che non trova ancora una chiara spiegazione precisa dai ricercatori. La SIDS si manifesta con il decesso improvviso ed inaspettato di un lattante apparentemente sano, spesso in totale assenza di segni premonitori e di cause plausibili. La morte inattesa del bambino non è spiegabile sulla base della successiva autopsia.

Quadro clinico

Nell’80% dei casi circa le morti da SIDS si manifestano nel sonno o dopo un brusco risveglio. Non esiste una predilezione di sesso e non sono stati documentati fattori genetici. Esistono dati controversi per quanto concerne la familiarità, essendo stata riscontrata solo da alcuni Autori un’incidenza maggiore nella fratria di questi bambini.

Epidemiologia

La prevalenza della sindrome in condizioni normali, escludendo i fattori predisponenti, è di 1-2 bambini su 1000 nati. Il picco di incidenza si colloca tra il secondo e il terzo mese; raro è il riscontro nella prima settimana di vita e dopo il sesto mese, rarissimo quello tra
il primo e il secondo anno di vita.

Quadro polisonnografico

Non esiste un pattern poligrafico tipico che possa identificare, anche nei soggetti a rischio, rilievi predittivi nei confronti dell’evento critico. Tuttavia sono state riscontrate pause apneiche prevalentemente di natura ostruttiva nei near miss for sudden infant death, cioè quei bambini che sono stati resuscitati da episodi potenzialmente letali, e in occasionali registrazioni ottenute in lattanti successivamente deceduti.

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale va posta nei confronti delle morti da cause obiettivabili clinicamente o all’autopsia, quali botulismo infantile o, ancora, polmonite, meningite, miocardite, emorragia intracranica, violenza.

Terapia non farmacologica

E’ importante evitare nei soggetti a rischio situazioni stressanti o ambientali quali frequenti cambiamenti di orario nella routine alimentare e igienica del bambino, nonché la deprivazione del sonno e viaggi, in particolare in soggetti più a rischio, come quelli che soffrono di apnee ostruttive ed i nati pretermine, in particolare quelli con peso inferiore a 1500 grammi, in cui il rischio aumenta proporzionalmente all’immaturità.

Terapia farmacologica

Vagolitici nei soggetti a rischio ipervagotonici, mentre in quelli con iperattività simpatica β-bloccanti come trattamento preventivo.

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