Filler

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare La guida rapida alle sostanze riempitive (filler) più usate per trattare le rughe

A che serve un filler

il termine, dall’inglese “to fill” ossia riempire, indica una serie di sostanze di riempimento che vengono iniettate sottopelle, nel derma superficiale o profondo, a seconda che s’intenda stimolare la cute (vedi biostimolazione), rinforzare le strutture di sostegno (vedi bioristrutturazione) o creare o ridare volume (vedi anche lipofilling con grasso autologo).
In base alla tipologia della sostanza, alle caratteristiche delle molecole di cui sono composti e alla profondità cui sono iniettati.

I tipi di filler
Riassorbibili: acido ialuronico naturale o cross-linkato (modifica delle molecole che aumenta la durata del filler), collagene
Semi-riassorbibili: acido polilattico, idrossipatite di calcio, trifosfato calcico, polycaprolactone
Permanenti: poliacrilamide, polimetilmetacrilati, silicone liquido (materiale il cui uso è vietato in Italia)

Sicurezza
L’articolo 1 della direttiva 93/42 CE del giugno 1998 fa rientrare i filler nella categoria dei “medical device” (dispositivi medici). Pur avendo simili finalità, le sostanze che li compongono sono molto diverse tra loro per caratteristiche biologiche e chimico-fisiche. La ricerca di un impianto sempre più duraturo ha immesso sul mercato sostanze potenzialmente dannose che hanno generato un’esplosione di eventi avversi ormai sotto gli occhi di tutti. Per questo molte società scientifiche si sono schierate contro l’uso di filler permanenti, che vanno quindi evitati per non incorrere in pericolose reazioni, difficilmente gestibili, con esiti anche a distanza nel lungo periodo.

Come funziona
I filler sono utilizzati per ridurre rughe e solchi di viso e décolleté, aumentare il volume dei tessuti molli del viso, cioè labbra, zigomi, guance, delinearne i contorni, quindi zigomi, guance, mento; ridurre lo scheletrimento della pelle, nel dorso di mani e piedi; per fini ricostruttivi, in caso di cicatrici depresse, esiti di acne, asimmetrie e atrofie facciali.
Dove e come: in ambulatorio medico, con o senza anestesia locale. Alcuni filler contengono piccola percentuale di lidocaina (0,3%), un anestetico locale che diminuisce il disagio delle punture.

Effetti collaterali
Filler permanenti: ascessi, fibrosi, necrosi, reazioni granulomatose, infezioni batteriche, migrazione dal sito d’iniezione
Filler riassorbibili: reazioni infiammatorie (arrossamento, edema, eritema) ipersensibilità specifiche immediate o ritardate, granulomi, necrosi soprattutto nella zona della glabella

Quando non usarli
1. Gravidanza e allattamento (per carenza di studi approfonditi).
2. Cute lesa con eczemi, herpes labiale, eritemi, è consigliabile effettuare il trattamento una volta risolta la patologia locale.
3. Sensibilità specifiche accertate o tendenza a sviluppare cicatrici ipertrofiche.
4. Malattie autoimmuni o del collagene.
5. Presenza di filler pregressi non noti. La stimolazione meccanica creata dal nuovo filler può scatenare una reazione granulomatosa nei confronti del materiale preesistente, come un filler non riassorbibile.

Le regole prime di usarli
1. Farsi dire dal medico (oltre a leggerli nel consenso informato), scopi, limiti e rischi del trattamento, non solo risultati, durata e costi.
2. Farsi consegnare dal medico sia l’etichetta della confezione del filler, su cui sono indicati tipo di filler iniettato, lotto, data di scadenza, produttore, sia un certificato che riporta la data dell’impianto e quantità di filler impiantata, da conservare per ripetere il trattamento o per gestire eventuali reazioni avverse.
3. Assicurarsi comunque che non si tratti di filler permanenti, ovvero non riassorbibili.
4. Informare il medico delle proprie condizioni di salute, compresi farmaci e integratori eventualmente assunti.

Le regole dopo averli usati
1. Evitare l’attività fisica intensa per 6 ore.
2. Non sfregare e massaggiare l’area per 24 ore e non applicare make-up o creme per almeno quattro ore dal trattamento.
3. Non esporsi al sole e lampade o fare attività al freddo fino a che rossori e gonfiori non siano scomparsi.
4. Se prescritte dal medico, si possono utilizzare creme dermatologiche per ridurre lividi e gonfiori oppure per prevenire le infezioni (pomate antibiotiche).

Dott. Emilio Alessio Loiacono

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