Dipendenza da videogiochi: ora è ufficialmente una patologia

MEDICINA ONLINE HIKIKOMORI DIPENDENZA INTERNET GIOVANI BAMBINI PC COMPUTER INTERNET WEB MASTURBAZIONE COMPULSIVAL’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ultimamente inserito nel proprio rapporto annuale sulle nuove patologie (documento ICD-11) quella del “gaming disorder” (disturbo da videogiochi), un disturbo che porta una parte dei videogiocatori all’estraniazione e al distacco dalla realtà che li circonda, causato dall’abuso patologico di questa modalità di intrattenimento.

Il documento stila una lista di alcuni comportamenti che, se portati ad un livello eccessivo e concomitante, possono ora essere considerati come una vera e propria patologia, simile al gioco d’azzardo patologico. Vediamoli insieme, premettendo che il documento include giochi che possono essere online o offline, ma accomunati dalla piattaforma digitale in senso ampio.

1) Compromissione del controllo sull’attività videoludica. Chi ne è affetto perde il controllo del tempo e ne dedica una parte davvero eccessiva in rapporto alle normali attività quotidiane. Sotto osservazione anche la frequenza di gioco, la difficoltà a staccarsene e la necessità di giocare a prescindere dal contesto in cui ci si trova (soprattutto per giochi mobile, ovviamente).

2) Priorità alterate. Chiara e oggettiva perdita del senso della realtà, poiché l’attività videoludica scavalca le normali attività quotidiane.

3) Costante o maggiore attività gaming pur avendo la percezione delle conseguenze negative. Del tutto simile alle problematiche del gioco d’azzardo, chi è affetto da “gaming disorder” è consapevole di avere un problema ma ciò non lo ferma, anzi, in molti casi la dipendenza lo porta a dedicarsi sempre più all’attività. Anche con conseguenze economiche, poiché molti giochi richiedono acquisti in app per fare progressi in tempi rapidi.

Questi comportamenti possono portare a seri problemi in ambito familiare, lavorativo, sociale e scolastico. Il documento pone un’indicazione abbastanza arbitraria per distinguere la patologia dalla semplice passione per i videogiochi ovvero che i pattern patologici devono durare da almeno 12 mesi, oppure meno nel caso siano davvero molto evidenti. Insomma, per essere tecnicamente affetti da “gaming disorder” devono coesistere differenti situazioni di estraniazione e disturbo comportamentale, per i quali saranno previsti percorsi di cura nell’ambito della psicologia e/o assistenza presso apposite strutture. Stando ad alcuni specialisti contattati possiamo affermare che la percentuale di situazioni realmente patologiche sul totale dei videogiocatori è tutto sommato modesta, ma è anche vero che fino ad oggi la problematica non aveva ancora i tratti della patologia ufficiale.

Ora servirà obiettività e concretezza al fine di non demonizzare oltremisura una pratica, quella del gaming, che non è certo solo patologia e estraniazione, come molti tenderanno a pensare anche in presenza di comportamenti tutto sommato normali. Riteniamo comunque sacrosanta la nuova direttiva OMS in quanto le situazioni particolarmente gravi è giusto che siano trattate come una vera patologia, con un percorso di cura che possa garantire a chi ne è affetto un ritorno alla vita normale lontano da ansia, estraniazione e distacco dai propri affetti.

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Il terremoto che ha spostato l’asse di rotazione della Terra e accorciato le giornate

MEDICINA ONLINE MONDO SPAZIO SFERA TERRA PIANETA UNIVERSO DIO ROMA MILANO EUROPA NAZIONE STATO MARI LUCE SOLE NASA LUNA STELLA SATELLITE PERSONE UMANITA STORIA SPACE UNIVERSE PLANET EARTPuò un terremoto essere così potente da modificare l’asse di rotazione terrestre? La risposta è si: il fatto si è verificato nel terremoto in Cile del 2010.

Il sisma

Il terremoto in Cile del 2010 è stato un evento sismico che si è verificato al largo della costa del Maule, in Cile, il giorno 27 febbraio 2010 alle ore 3:34 locali. La violentissima scossa è stata caratterizzata da una magnitudo di 8,8 Mw ed è durato durato per circa tre minuti: è stato il secondo più forte terremoto che ha colpito il Cile mai registrato, dopo quello del 1960  che aveva raggiunto una magnitudo di 9,5 Mw. La scossa è stata estremamente violenta. Per fare un paragone, il sisma ha liberato un’energia 1.000 volte maggiore rispetto al distruttivo terremoto di Haiti dello stesso anno ed è stato 30.000 volte più potente del tristemente a noi noto terremoto dell’Aquila del 2009.

Due milioni di sfollati

Le città che maggiormente hanno avvertito la scossa (IX grado della scala Mercalli, rovinosa) sono state Talcahuano, Arauco, Lota, Chiguayante, Cañete e San Antonio. Nella capitale Santiago del Cile il sisma è stato avvertito con una forza pari al VIII grado della scala Mercalli, distruttiva. Il sisma è stato anche percepito in molte città argentine come Buenos Aires, Córdoba, Mendoza e La Rioja. I morti accertati ed identificati per il sisma sono 521, mentre i dispersi 52. Due milioni gli sfollati. L’epicentro è stato calcolato nell’oceano Pacifico, al largo della costa di Maule; a circa 97 km a nord-nordovest dalla città di Chillán e a 115 km nord-nordest dalla seconda città cilena per abitanti, Concepción. Il terremoto ha generato una sessa nel lago Pontchartrain, a nord di New Orleans (USA), che si trova a circa 7600 km di distanza dall’epicentro.

Asse terrestre spostato

Gli scienziati della NASA hanno appurato che il terremoto è stato così potente che ha spostato l’asse di rotazione terrestre di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. Ricordiamo che l’asse di rotazione terrestre è quella linea immaginaria che congiunge i due poli terrestri e attorno alla quale la Terra compie il suo moto di rotazione nello spazio. Lo spostamento di tale asse, conseguente al terremoto del Cile del 2010, ha determinato un accorciamento della durata delle giornate: il cambiamento, seppur minimo, per gli scienziati sarebbe permanente, con una riduzione di 1,26 microsecondi della durata del giorno.

Gli eventi del terremoto del Cile del 2010 sono stati usati come ispirazione per la sceneggiatura del film thriller-horror del 2012 “Aftershock” diretto da Nicolás López ed interpretato da Eli Roth.

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Differenza tra slash e backslash (/ e \)

MEDICINA ONLINE STUDIO STUDIARE LIBRO LEGGERE LETTURA BIBLIOTECA BIBLIOGRA LIBRERIA QUI INTELLIGENTE ESAMI 30 LODE TEST INGRESSO MEDICINA UNIVERSITA SCUOLA COMPITO VERIFICA INTERROGAZIONE ORALE SCRITTO PICTURE HD WALLPAPERSlash (/)

Lo slash (/), anche chiamato barra obliqua o sbarra è un carattere tipografico, graficamente rappresentato in un piccolo segmento, inclinato dal basso a sinistra verso l’alto a destra. Nella tastiera QWERTY si ottiene principalmente tramite la pressione contemporanea del tasto “shift” (maiuscolo) e del tasto “7” ma anche tramite la pressione singola del tasto a lui dedicato nel tastierino numerico. Si differenzia dallo “backslash” (\ ) anche chiamato “barra inversa” proprio per il suo orientamento, che è speculare rispetto a quest’ultimo, in cui il segmento è inclinato dall’alto a sinistra verso il basso a destra. Nella lingua scritta comune italiana è solitamente più diffuso e corretto l’uso dello slash (/) e meno diffuso e corretto l’uso del backslash (\), anche se questa NON è una regola fissa ed il loro uso dipende dal contesto specifico di scrittura. In informatica – come ben sanno i programmatori – è estremamente diffuso l’uso di entrambi, con significato diverso in base al contesto specifico e di uso. In matematica, per indicare le frazioni si deve usare lo slash (/) e NON il backslash.

Utilizzo dello slash (/)

Lo slash separa in una poesia un verso dall’altro, quando non si va a capo alla fine di ciascun verso. Si utilizza anche come separazione fra diverse alternative, o nelle date. È usato per scrivere unità di misura espresse da frazioni. Nella scrittura di espressioni matematiche mediante l’utilizzo di semplici caratteri ASCII non estesi, la barra indica l’operazione di divisione. Alcuni esempi dell’uso della barra:

  • “Ei fu. Siccome immobile / dato il mortal sospiro / stette la spoglia immemore / orba di tanto spiro /” (Manzoni);
  • oggi è il 18/01/2018;
  • 130 km/h;
  • fare pesi e/o corsa;
  • Il/la sottoscritto/a … nato/a a …;
  • 3 + (14/7) = 5.

In informatica lo slash è usato in molte situazioni, tra cui:

  • Come separatore nei percorsi di un file system in Unix e nei sistemi Unix-like.
  • Negli URL (acronimo di Uniform Resource Locator) cioè la sequenza di caratteri che identifica univocamente l’indirizzo di una risorsa in Internet, come ad esempio è questo sito.
  • In diversi linguaggi di programmazione (per esempio C, C++ e Java), la barra è usata per delimitare i commenti.
  • In HTML, SGML, XML e linguaggi derivati, lo slash serve a concludere un tag.
    In quasi tutti i linguaggi di programmazione, la barra è l’operatore della divisione.

Altri usi dello slash:

  • In linguistica una doppia sbarra obliqua (/…/) è usata, secondo una convenzione internazionale, per delimitare le trascrizioni fonematiche (sia che esse usino l’AFI o altri sistemi), o i singoli fonemi.
  • Nei tabelloni del gioco del bowling, la barra indica uno spare, ossia l’abbattimento dei 10 birilli in due colpi.
  • In matematica l’uso di due barre verticali || o di due barre oblique // indica due rette parallele.
  • In elettrotecnica due barre oblique // indicano una connessione in parallelo di due bipoli.
  • Può significare, in linguaggio matematico “tale che” (es. x/x < 3, si legge “x tale che x sia minore di 3).

Backslash (\)

Il backslash (\), anche chiamato barra inversa, retroversa o rovesciata, è un carattere tipografico, graficamente rappresentato in un piccolo segmento, inclinato dall’alto a sinistra verso il basso a destra. Nella tastiera QWERTY si ottiene tramite la pressione singola (senza shift) del tasto posto immediatamente alla sinistra del tasto “1”. Si differenzia dallo “slash” (/ ) anche chiamata “barra obliqua” o “sbarra“, che è speculare rispetto a quest’ultimo, in cui il segmento è inclinato dal basso a sinistra verso l’alto a destra.

Utilizzo del backslash (\)

Il backslash è un segno che viene tipicamente usato in informatica: viene impiegato, ad esempio, nell’ambito dei sistemi operativi Microsoft come separatore tra i nomi delle directory nel percorso di un file. In alcuni ambiti (qualche linguaggio di programmazione come il C, shell come Bash), il backslash viene utilizzato (all’interno delle espressioni regolari) per sopprimere o modificare il significato del carattere seguente. Il backslash può essere anche utilizzato come carattere di escape.

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Beta Carotene: integratore per l’abbronzatura e controindicazioni

MEDICINA ONLINE MANGIARE TIPI DI ZUCCHERO CAROTE CANNA FRUTTA MAGRA DIABETE CALORIE GLICEMIA RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBO LIl β-carotene (pronuncia: “beta carotene”) è un pigmento organico appartenente alla famiglia dei carotenoidi ovvero una classe di composti organici reperibili in piante, alghe, funghi e in alcune specie di batteri. Il beta carotene è noto soprattutto per essere un precursore della Vitamina A, importante per la salute dell’organismo umano. Molti credono che esso sia contenuto solo nelle varietà di frutta e verdura alle quali conferisce il classico colore arancione tendente al rosso (come le carote) ma ciò è assolutamente sbagliato: non tutta la frutta e verdura contenente beta carotene possiede il classico colore arancione, anzi il beta carotene è contenuto anche in moltissimi ortaggi a foglia verde.

Assorbimento e dose giornaliera di beta carotene

Il beta carotene riveste la maggior importanza nutrizionale tra tutti i carotenoidi e a differenza del retinolo, non presenta epatotossicità (la capacità di una sostanza chimica ad arrecare danni al fegato) a dosi elevate. Prima di passare ai benefici del beta carotene è importante parlare dell’assorbimento dei carotenoidi, molto variabile, che non fornisce dunque un fattore di conversione certo per quel che riguarda la trasformazione in vitamina A; attualmente si suppone che 1 UI (unità internazionale) di vitamina A equivalga a 0.3 microgrammi di retinolo, 1.8 microgrammi di beta carotene e 3.6 microgrammi di altri carotenoidi. Pertanto 3000 UI (la dose quotidiana di vitamina A consigliata in un uomo adulto) equivalgono a circa 5400 microgrammi (5.4 mg) di beta carotene, basti pensare che 200 grammi di carote apportano una quantità di beta carotene pari a 20 mg.

Cibi che contengono alte quantità di beta carotene

Come abbiamo visto ad inizio articolo, non solo le carote contengono beta carotene. Altre fonti alimentari di beta carotene comprendono spinaci, zucca, albicocche, peperoni, patate dolci, alga spirulina, melone, broccoli, cavoli, cachi e asparagi.

Benefici del beta carotene

Da molti il beta carotene è associato ad una abbronzatura “migliore”, tuttavia le proprietà ed i benefici (diretti ed indiretti) del beta carotene non si fermano solo alla tintarella:

Antiossidante

Il beta carotene vanta proprietà antiossidanti, contrastando l’insorgere dei radicali liberi e lo stress ossidativo.

Fonte di vitamina A

È la fonte per eccellenza di vitamina A per vegetariani vegani, come abbiamo avuto modo di vedere, in caso di necessità, il beta carotene viene convertito dall’organismo in vitamina A.

Alleato della vista

È indispensabile per la vista e permette di migliorarla nel caso di cecità notturna. L’acido retinoico è essenziale per la crescita ed il differenziamento delle cellule; una carenza di vitamina A potrebbe causare una crescita anomala delle ossa, secchezza della cornea oculare e disturbi all’apparato riproduttivo.

Contro il cancro

È in via di sperimentazione l’utilità del beta carotene contro la comparsa del cancro (vedi paragrafo Controindicazioni) e l’insorgere di alcune malattie a carico dell’apparato cardiocircolatorio grazie alle sue proprietà antiossidanti, utili a prevenire la formazione di depositi nelle arterie, con ovvi benefici per la circolazione sanguigna e per la prevenzione della formazione dei trombi venosi.

Alleato del sistema immunitario

Anche il sistema immunitario può trarre beneficio dalle proprietà del beta carotene, grazie al suo “potere” di aumentare il numero di linfociti nel sangue, migliorando la risposta del sistema immunitario contro gli attacchi ad opera degli agenti patogeni

Ottimo per la salute della pelle

Come già anticipato, il beta carotene è utile per chi cerca una ottima abbronzatura: il beta carotene si deposita infatti sulla pelle conferendole un aspetto dorato ed un colore più scuro molto simile all’abbronzatura solare, ragion per la quale viene spesso consigliato come integratore pro-abbronzatura (pur non trattandosi di un’abbronzatura vera e propria in quanto la sintesi di melanina non viene coinvolta nel processo). Il beta carotene può prevenire le scottature solari nei soggetti con pelli sensibili ed un’alterata fotosensibilità.

Il miglior integratore di beta carotene

Il miglior integratore alimentare di beta carotene in capsule, scelto, usato e consigliato dal nostro Staff medico, è questo: http://amzn.to/2FQymQ0

Altri integratori utili per il vostro benessere psico-fisico, sono i seguenti:

I migliori prodotti per una abbronzatura luminosa e duratura

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere della tua pelle, in grado di migliorare l’abbronzatura e farla durare a lungo:

Controindicazioni ed effetti indesiderati del beta carotene

La più importante controindicazione riguarda i soggetti fumatori che assumono o intendono assumere beta carotene: meglio evitare! Alcuni studi epidemiologici hanno portato alla luce una correlazione parecchio significativa fra l’insorgenza del cancro e l’assunzione (di dosi elevate prolungate per anni) di beta carotene tramite cibo, si pensa per via di alcuni enzimi del citocromo P450; gli stessi studi confermano viceversa l’azione positiva antineoplastica del beta carotene in quanti non fumano. L’unico effetto indesiderato noto (spesso causato da dosi elevate e prolungate nel tempo) è la carotenodermia fenomeno estetico caratterizzato da pelle tendente al giallo e totalmente reversibile, a tal proposito leggi: Pelle gialla: differenza tra ittero e carotenodermia

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Crisi di mezza età nelle donne: sintomi e come superarla

MEDICINA ONLINE UOMO IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO ANDROPAUSA CRISI DI MEZZA ETA QUANTO DURA SINTOMI DEPRESSIONE COPPIA AMORE MATRIMONIO PENE SESSUALITALa crisi di mezza età non è solo maschile, ma colpisce anche le donne, specie durante il periodo della menopausa, sicuramente un momento molto delicato e non sempre facile da gestire per la donna, sia fisicamente che psicologicamente, e ciò può riflettersi negativamente sul rapporto. Sia gli uomini che le donne hanno le medesime probabilità di sperimentare la crisi, o più correttamente la “transizione“, di mezza età. L’unica differenza consiste nel modo in cui viene affrontata. Le donne tendono a basare il proprio valore sulle relazioni interpersonali, anche se alle spalle hanno avuto una carriera lavorativa di successo. Quindi, sono più inclini a valutare con maggior criticità la loro performance come mogli, madri o entrambe le figure. A tal proposito leggi: Differenza tra la crisi di mezza età maschile e femminile

La crisi di mezza età femminile

Tutto è in subbuglio dal punto di vista fisico, psicologico, spirituale. Per alcune può essere illuminante, per altre difficile. Il modo con cui viene affrontata questa fase della vita dipende da una serie di fattori, tra cui il sostegno del partner e delle persone care e la propria forza di carattere. Il senso della crisi di mezza età sembra quindi legato a un momento in cui la maggiore consapevolezza della finitezza del nostro essere ci costringe a fare i conti con domande profonde ed esistenziali, legate al tema del chi siamo e del chi vogliamo essere. Per poter rispondere a tali interrogativi è richiesto il coraggio di guardarsi dentro, affrontando un viaggio interiore spesso tortuoso e per nulla scontato. È una viaggio, però, che al di là delle sue difficoltà, potrà aiutarci a rivelare parti di noi finora sopite, escluse, non riconosciute, permettendoci da una parte di riconciliarci con i nostri desideri, pensieri, sentimenti e dall’altra aprendoci a prospettive ancora inedite del nostro vivere, attraverso cui riappropriarci della responsabilità e libertà di realizzare i nostri valori e significati di vita.

I sintomi della crisi di mezza età femminile

Non ci sono sintomi comuni a tutte le donne e necessariamente sempre presenti che identificano la crisi di mezza età. I più comuni sono:

  • maggiore insicurezza sul futuro;
  • sentirsi in un “vicolo cieco”;
  • conflitti con il partner più frequenti;
  • volersi sentire giovani;
  • minore attrazione per il partner;
  • minor voglia di far funzionare il rapporto;
  • ripensare continuamente agli errori commessi in passato;
  • noia;
  • mancanza di obiettivi ;
  • mancanza di stimoli.

Uno dei segni certamente più evidenti di tale crisi si manifesta con la necessità di tornare a essere giovani. E’ evidente perché questa volontà porta spesso la donna a cercare nuove esperienze, a fare cose prima non fatte per varie ragioni, a vestirsi come adolescenti, a frequentare locali o discoteche, mettere insomma in atto una serie di comportamenti improvvisamente inusuali, che gli amici della donna vedono come “diversi” rispetto al solito. Questo nuovo atteggiamento nei confronti della vita può trasformarsi in un meraviglioso risveglio, in una forte motivazione che ci allontana dalla routine, ma può anche provocare una grande nostalgia che ci blocca e ci spinge a vivere una sorta di letargo mentale ed emotivo, facendoci dimenticare che, in realtà, ci sono ancora moltissime cose da poter fare.

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Durata della crisi di mezza età femminile

Per quanto riguarda la durata della transizione di mezza età, non c’è un lasso di tempo predefinito. Per qualcuno questo periodo può durare alcuni mesi, per altri anche anni. Tutto dipende non solo dal carattere di ciascuno, ma anche del suo passato, dallo status sociale, dall’atmosfera familiare e dal supporto che riceve. La scienza, comunque, ci consola provando che toccato il fondo non si può che risalire. Una volta imparato ad accettare la propria vita per quella che è, sommato al non dannarsi più ripensando al passato, si ritrova la serenità che si pensava per sempre perduta. Se ti trovi, quindi, nel punto più basso della parabola del benessere, cerca di considerare la situazione con filosofia e realismo: le cose non possono che andare meglio di così.

Consigli per superare la crisi di mezza età femminile:

Mantieni un atteggiamento positivo

L’età porta esperienza, saggezza e conoscenza. Hai ancora molti anni davanti e non vale certo la pena viverli soffrendo: usa invece l’esperienza accumulata per trarre più appagamento dalle piccole grandi gioie e per non soffrire con fatti apparentemente gravi, ma in realtà facilmente superabili.

Goditi la vita:

L’esperienza di essere cresciuta e aver attraversato molte difficoltà ti rende ancora più interessante, oltre che più forte. Hai un maggiore autocontrollo e difficilmente ti troverai a non sapere le conseguenze delle tue azioni. Ricordati sempre che il miglior momento da vivere è il “qui e ora”. Non associare la gioventù alla felicità: in ogni tappa della vita si può essere felici.

Rifletti

A metà (od oltre!) della tua vita è un buon momento per pensare a ciò che hai fatto e a ciò che puoi ancora fare. Non è troppo tardi per portare a termine un progetto, per realizzare un sogno e per mettere in cantiere nuovi traguardi da raggiungere.

Accetta i cambiamenti fisici

L’essere attraente passa sì attraverso il corpo, ma rimanda anche alla mente. Se per tutti noi è innegabile l’importanza del vedersi bene e del sentirsi a proprio agio con l’aspetto fisico, è altrettanto importante comprendere che tali aspetti sono strettamente intrecciati anche con la nostra serenità interiore fatta di motivazioni, emozioni, autostima, accettazione di sé.

Tieniti in forma

Quello che abbiamo detto al punto precedente ovviamente non significa che bisogna accettare passivamente i kg di troppo! Iscrivervi in palestra, ad esempio, può solo far bene alla vostra autostima, al vostro benessere e – soprattutto – alla vostra salute.

Usa l’arma dell’esperienza

Ricordatelo sempre: una donna matura, con esperienza e tanto carattere, è – per molti uomini – molto più attraente ed affascinante di una ragazza di 20 anni “senza cervello”.

Vai alla ricerca di te stessa

Finché nelle nostre scelte permetteremo di essere condizionati da bisogni indotti, da modelli da imitare ed ideali irrealistici, saremo spesso confusi e sviati da apparenze e comportamenti che potenzialmente non ci appartengono e che non ci permettono di esprimere in modo autentico chi siamo.

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Differenze tra infatuazione e innamoramento: quando è amore vero?

MEDICINA ONLINE TRISTE COME RICONQUISTARE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE COUPLE WALLPAPERSi fa presto a dire coppia! In realtà i sentimenti che legano due persone e che fanno in modo di sentirsi attratte, hanno molto sfumature. Una nostra giovane lettrice ci ha chiesto: “Non riesco a capire la differenza tra cotta, infatuazione ed innamoramento: quando è vero amore? Grazie per l’aiuto!

Quando si parla di amore, i nome e le definizioni hanno spesso poco senso, dal momento che quello che una persona considera una “semplice cotta”, un’altra la potrebbe chiamare “innamoramento” e viceversa. Cercheremo comunque di darti una definizione il più precisa possibile, pur anticipandoti che se è amore vero… solo tu puoi saperlo!

Cos’è una “cotta”?

Generalmente il termine “cotta” viene usata per gli adolescenti e si riferisce a quei primi sentimenti di attrazione verso un’altra persona che iniziano a verificarsi durante la pubertà, ad esempio verso un amico di infanzia – diventato improvvisamente “qualcosa di più di un semplice amico” – o verso una compagna di classe. Generalmente le “cotte” sono amori “rapidi”, nel senso che si sente un trasporto improvviso e molto intenso per un’altra persona, tuttavia – in modo altrettanto rapido – i sentimenti cambiano ed accade spesso che la cotta di oggi sia riferita ad una persona diversa rispetto a quella di un mese fa od a quella del mese prossimo. Questo ovviamente non significa che non possa esistere una cotta che duri per anni, né che una cotta sia semplicemente un “amore di serie B”: alcune cotte sono talmente intense che ci sono adulti che, ancora a distanza di decenni, ricordano la prima cotta come qualcosa di prezioso, che gli ha fatto provare sentimenti che non ha mai più riprovato in vita sua.

Cos’è l’infatuazione?

Il termine infatuazione, da alcuni chiamata “sbandata“, avviene quando sentiamo un desiderio di attrazione fisica e psicologica nei confronti di un’altra persona, in una forma difficile da controllare. I sintomi dell’infatuazione sono la necessità e il bisogno quasi urgente di vedere una persona, il desiderio sessuale, l’ansia di saperla distante, il rischio che si prova nel volersi avventurare, il desiderio di lasciarsi andare e provare nuove cose. Spesso quando si è infatuati non si pensa alle conseguenze: ciò che abbiamo in mente è la soddisfazione del desiderio più immediato, come fare qualcosa insieme o avere un incontro di natura sessuale. L’infatuazione è contrassegnata da uno stato di euforia, gioia, che ci si sente quasi folli a pensare certe cose o anche solo desiderare di farle. Difficilmente prendiamo decisioni razionali in queste condizioni: durante l’infatuazione tutto può apparirci distorto e passiamo rapidamente da fasi opposte, come un maniaco depressivo! La conseguenza di questo stato febbrile è che esso si consuma abbastanza rapidamente, anche se all’inizio, travolti dal desiderio e dalla ricerca dell’appagamento, non ce ne rendiamo conto. Come una fiamma che brucia rapidamente, l’esito può essere anche infausto. Può finire tutto oppure evolvere in un rapporto che richiede impegno: l’infatuazione spesso termina nella fine della coppia, ma nulla vieta che sfoci in un rapporto stabile e duraturo, che qualcuno potrebbe chiamare amore.

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Cos’è l’innamoramento?

E’ difficile rispondere con precisione a questa domanda, perché l’amore ha tante sfaccettature: è amore quello che prova una madre per il proprio figlio, ma è anche amore quello ti spinge ad aiutare uno sconosciuto donandogli il sangue, come amore è quello che spesso lega due fratelli o due cugini. L’amore e l’innamoramento a cui ti riferisci tu è probabilmente quello che lega due persone in un “fidanzamento” o nel “matrimonio”, quindi ci concentreremo su quello. Ci si innamora quando si prova amore per una persona, un profondo e disinteressato sentimento di affetto per essa. A differenza dell’infatuazione, che è dominata dalla chimica e da una sorta di “irresponsabilità”, l’amore mette in campo sentimenti più profondi come la fiducia, la lealtà, la fedeltà, la voglia di stare vicino all’altro anche nei momenti di difficoltà e non solo quando “splende il sole”. Il desiderio di sacrificarsi o fare qualcosa per un’altra persona senza volere nulla in cambio se non amore, nonché la capacità di affrontare i problemi secondo la logica del compromesso, dando al partner la possibilità di esprimersi e di essere ascoltato. L’amore è un impegno verso il partner preso con delle intenzioni sincere, genuine. Quando si agisce, si mette in campo un progetto, spesso lo si fa pensando alle conseguenze che ricadono su entrambi e non si agisce egoisticamente. Quando pensiamo in questa logica del coinvolgimento allora possiamo ritenerci innamorati. Anche l’amicizia richiede questi requisiti, ma nell’amore permangono l’affetto e la complicità dello stare insieme, da soli e soprattutto, nell’amore vero, il desiderio di stare insieme e sostenersi, perdura anche quando diminuisce o finisce l’attrazione fisica, ad esempio quando si raggiunge una certe età e la stima e l’affetto reciproche prendono inevitabilmente il posto dell’amore “bollente” della gioventù. A differenza dell’infatuazione, la rinuncia all’egoismo comporta l’assunzione di posizioni defilate, che a volte costituiscono una rinuncia votata al buon funzionamento del rapporto. Ovviamente non è sempre facile mantenere accesa la fiamma del rapporto: specie nelle “crisi di mezza età” entrambi i partner possono ricercare all’esterno quello che l’altro non fornisce più e succede spesso di avere delle vere e proprie “sbandate” per amici o colleghi di lavoro (spesso anche loro impegnati in rapporti seri o matrimonio), sbandate che sovente non portano a nulla di buono, dal momento che possono distruggere due rapporti in un colpo solo e ricadere su eventuali figli.

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Eclissi totale di “super Luna blu” il 31 gennaio: da non perdere!

MEDICINA ONLINE STARS MOON ECLIPSE TOTAL ECLISSE TOTALE DI LUNA LUCE STELLA CADENTE LUNA FACCIA VISIBILE LIGHT SIDE MOON APOLLO PIANETA LIGHT SPEED TERRA EARTH SPACE SPAZIO HI RESOLUTION.jpgIl 31 gennaio prossimo ci sarà  una particolare eclissi totale di Luna: oltre a essere la prima eclissi di questo 2018, si verificherà in condizioni di super Luna, ovvero quando la Luna è in perigeo, il punto dell’orbita lunare più vicino a noi, e questa, sarà anche la seconda luna piena del mese, chiamata anche Blue Moon. Una combinazione di fenomeni, questa, che non si verificava da oltre 150 anni: l’ultima si era verificata il 31 marzo 1866, mentre la prossima, visibile anche dall’Italia, sarà nella notte del 31 dicembre 2028, quindi non dovete perdervela! Non aspettatevi però di vedere una luna di colore blu, perché non sarà così!

Eclissi totale

L’eclissi totale è un fenomeno che si verifica quando la Terra, la luna e il Sole sono in perfetto allineamento. La NASA ha però precisato che la Luna si immergerà completamente nel cono d’ombra creato dal nostro pianeta (che si trova appunto tra il Sole e la luna), tuttavia, il satellite non sarà del tutto scuro, ma si tingerà di un arancione intenso, con sfumature rosso scuro. Questa colorazione particolare è dovuto al fatto che i raggi solari che colpiscono la nostra atmosfera vengono assorbiti e irradiati verso l’esterno. La luce blu è la più colpita: in altre parole l’atmosfera filtra la maggior parte della luce blu, facendo passare solo la componente arancione e rossa, che viene successivamente proiettata sulla Luna.

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