Differenza tra costole e vertebre

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA COSTOLE COSTE VERTEBRE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgVertebre e costole (o coste) sono ossa importanti del nostro corpo che costituiscono la gabbia toracica. La gabbia toracica è formata dalle cartilagini costali, dallo sterno, dalle coste e dalle vertebre toraciche, così suddivise:

  • posteriormente, 12 vertebre (vertebre toraciche);
  • latero-anteriormente, 12 paia di costole (o coste);
  • anteriormente, le cartilagini costali e un osso chiamato sterno.

Le 12 vertebre toraciche formano (assieme alle 7 cervicali, 5 lombari, 5 sacrali e 3 coccigee) la colonna vertebrale o rachide o spina dorsale, che è il principale sostegno del corpo umano. Dalla colonna vertebrale partono le 12 paia di costole: ogni paio di costole origina infatti da una delle 12 vertebre toraciche.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Costola incrinata: sintomi, terapia e tempi di recupero

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COSTOLA INCRINATA SINTOMI TEMPI DI RECUPERO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgUna costola è “incrinata” quando – principalmente, in seguito a un trauma nella zona del torace – risulta essere indolenzita, specialmente durante gli atti di respirazione profonda. A volte l’incrinatura è anche più estesa, interessando anche i muscoli intercostali, quelli che sono frapposti fra costola e costola. Per poterla diagnosticare correttamente, oltre alla visita obiettiva, è opportuno procedere con alcuni esami strumentali di tipo radiologico.

CAUSE DELLE COSTOLE INCRINATE
Definita l’incrinatura della costola come un fenomeno piuttosto frequente, ma non sottovalutabile, possiamo altresì ricordare come di solito una costola incrinata è conseguenza di un trauma diretto alla gabbia toracica. Si pensi, a titolo di esempio non esaustivo, ai colpi che è possibile ricevere al torace durante la pratica di un’attività sportiva, agli incidenti automobilistici, a quelli domestici o, perfino, ai contraccolpi al torace di una tosse violenta o di lunga durata.

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RICONOSCERE LE COSTOLE INCRINATE
Quando una costola si incrina genera dolore e, a volte, anche gonfiore ed ematoma, in corrispondenza dell’area traumatizzata. Il dolore tipico della costola incrinata tende inoltre a peggiorare durante il compimento di alcune azioni come il respiro profondo, la compressione della zona toracica infortunata, i movimenti di torsione e di piegatura del corpo o ancora il riposo notturno dalla parte della zona traumatizzata. Naturalmente, non per tutti i piccoli dolori è necessario ricorrere al pronto intervento del medico: tuttavia, l’azione del proprio medico di riferimento sarà opportuna se vi sono alcuni sintomi maggiormente “chiarificatori”, come la presenza di dispnea, l’incremento graduale del dolore al torace (anziché la sua diminuzione), la presenza di dolore alla spalla o all’addome, la tosse e la febbre.

COME DIAGNOSTICARE LE COSTOLE INCRINATE
Come abbiamo già ricordato, la presenza della costola incrinata determina sintomi e segni molto simili a quelli prodotti da una costola fratturata. Per cercare di giungere a una corretta diagnosi, al medico sarà richiesto non solamente un attento esame obiettivo, bensì anche il ricorso a esami strumentali di tipo radiologico, che sono pertanto indispensabili per il raggiungimento di una diagnosi corretta e sicura. Tra i principali, rientrano alcune procedure come i raggi X, la TAC, la radiografia alle costole, la risonanza magnetica nucleare.

COME CURARE LE COSTOLE INCRINATE
Per quanto concerne la terapia prevista per le costole incrinate, questa è generalmente consistente nel riposo, con applicazione di ghiaccio sulla zona dolorante e con l’assunzione di farmaci antidolorifici come l’aspirina, i derivati dell’aspirina e l’ibuprofene. L’obiettivo principale sarà infatti quello di garantire il corretto respiro, considerando che un respiro non profondo può predisporre all’insorgenza di polmoniti e di infezioni polmonari. In aggiunta ai farmaci antidolorifici sarà necessario mantenersi al riposo da qualsiasi attività fisica (sport o lavoro), l’applicazione già ricordata del ghiaccio sulla zona gonfia e con l’ematoma (sono sufficienti almeno 15-20 minuti 3-4 volte al giorno) e ancora eseguire sporadici colpi di tosse “controllata” almeno una o due volte ogni ora per ridurre il già ricordato rischio di polmoniti e di infezioni polmonari. È invece opportuno non avvolgere il torace con bendaggi (renderebbe ancora più difficile la respirazione profonda con ciò che ne consegue sul fronte del rischio infezioni), non fumare e non eseguire movimenti improvvisi o sollevare pesi.

PREVENIRE LE COSTOLE INCRINATE
Non sempre è facile cercare di prevenire le costole incrinate, tenendo in considerazione che gli infortuni alla cassa toracica possono avvenire in diversi contesti e in differenti situazioni. È tuttavia opportuno cercare di ridurre i rischi indossando sempre l’appropriato equipaggiamento sportivo, utilizzando la cintura di sicurezza alla guida dell’auto e arredando la propria casa in maniera tale che possano essere minimizzati i rischi di caduta: si tratta infatti delle tre principali indicazioni mediche che è opportuno seguire per poter prevenire questo e altri infortuni tipici alla gabbia toracica.

IN QUANTO TEMPO SI GUARISCE DALLE COSTOLE INCRINATE
Di solito, se non vi sono particolari complicazioni, le costole incrinate guariscono nell’arco di 3 o 4 settimane. Tuttavia, se l’evento traumatico è piuttosto forte e vi è altresì un interessamento dei muscoli intercostali, il processo di guarigione di una costola incrinata potrebbe essere anche molto più lungo, e in grado di durare perfino 2 mesi, o poco più.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Costola rotta (frattura costale): sintomi, diagnosi e terapia

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COSTOLA ROTTA FRATTURA COSTALE SINTOMI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLa frattura costale è un infortunio abbastanza comune, che consiste nella rottura più o meno grave delle coste del torace.
Spesso la rottura riguarda una costola soltanto; tuttavia, in casi particolarmente sfortunati, può interessare contemporaneamente diverse coste adiacenti (frattura multipla alle costole).

CAUSE
La causa più comune della frattura alle costole è un forte trauma al torace.
Traumi d’intensità tale da rompere una o più coste possono verificarsi in occasione di un incidente stradale, di una caduta o di di uno scontro di gioco durante la pratica di un’attività sportiva.
In aggiunta agli eventi traumatici, possono causare una frattura alle costole anche:

  • Una tosse molto forte. Può sembrare strano, ma colpi di tosse particolarmente violenti possono portare alla rottura delle ossa che costituiscono la gabbia toracica.
  • Un movimento ripetitivo, svolto sul luogo di lavoro o durante uno sport. In questi frangenti, i medici parlano più propriamente di frattura alle costole da stress. Due possibili attività sportive che possono indurre una frattura alle costole da stress sono il golf e il canottaggio.

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FATTORI DI RISCHIO

Tra i fattori di rischio di una frattura alle costole, rientrano:

  • L’osteoporosi. L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, che provoca un forte indebolimento delle ossa. Tale indebolimento scaturisce dalla riduzione della massa ossea, che, a sua volta, è conseguenza del deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo.
    Pertanto, le persone con osteoporosi sono più predisposte alle fratture, perché hanno ossa più fragili del normale.
  • La partecipazione a sport di contatto. Praticare sport in cui è previsto il contatto fisico è ad alto rischio di fratture, non solo a livello degli arti inferiori o superiori, ma anche a livello del torace.
    Gli sportivi più a rischio sono i giocatori di rugby, calcio, football americano, hockey su ghiaccio e pallacanestro.
  • Le lesioni neoplastiche delle costole. Un tumore maligno, con origine in una costola, indebolisce quest’ultima, rendendola più fragile e particolarmente suscettibile alle fratture.

EPIDEMIOLOGIA

Le costole che più spesso subiscono una frattura sono quelle situate al centro della gabbia toracica.
Le fratture delle costole superiori (prima e seconda) sono di solito successive a traumi facciali o colpi alla testa.

Sintomi e complicazioni
Il sintomo caratteristico della frattura è il dolore localizzato in corrispondenza del punto di rottura ossea. La sensazione dolorosa varia da paziente a paziente, a seconda della posizione, del numero di costole interessate e della tolleranza individuale al dolore.

PARTICOLARITÀ DEL DOLORE

Il dolore post-frattura alle costole tende a peggiorare in alcune particolari circostanze:

  • Quando il paziente respira profondamente.
  • Con la compressione della zona toracica infortunata.
  • Con i movimenti di torsione e piegatura del corpo.

Se, a causa di un dolore molto intenso, il paziente non riesce a respirare in maniera normale, ha la tendenza a soffrire di:

  • Fiato corto
  • Mal di testa
  • Vertigini, giramenti di testa, stanchezza e/o sonnolenza
  • Ansia e irrequietezza

SE LA FRATTURA È DOVUTA A UN TRAUMA

Spesso, quando all’origine della frattura c’è un trauma, sull’area toracica coinvolta nell’impatto compaiono due segni che non passano certo inosservati: gonfiore ed ematoma.

SE LA FRATTURA È MULTIPLA: POSSIBILI RISCHI

Se la frattura alle costole è multipla, può portare all’instaurarsi di una condizione medica potenzialmente mortale, identificata con il termine “volet costale“. A tale proposito leggi anche: Frattura costale multipla, volet costale e pneumotorace

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

Se avvertono un dolore forte e permanente e se hanno problemi di respirazione, le persone vittime di forti traumi toracici dovrebbero rivolgersi al proprio medico o recarsi al più vicino centro ospedaliero

COMPLICAZIONI

Se grave o non trattata, la frattura di una o più costole può comportare diverse complicazioni, tra cui:

  • Lesione dei vasi sanguigni toracici più importanti. Ciò ha luogo quando la rottura interessa le prime tre paia di costole superiori. A recare danno all’aorta o agli altri grossi vasi del torace è uno dei due monconi ossei appuntiti, risultanti dalla frattura.
  • Lesione a carico di uno dei polmoni. Le costole che, se fratturate, possono danneggiare i polmoni sono quelle situate a metà della gabbia toracica. Come in precedenza, a “pungere” i polmoni è uno dei due monconi ossei appuntiti, che si creano dopo la rottura scomposta dell’osso.
    La principale conseguenza di una costola che lede un polmone è il collasso del polmone stesso, dovuto all’ingresso di aria e sangue nella cavità pleurica. In medicina, tale condizione è nota anche come pneumotorace (PNX).
  • Lesione a carico di milza, fegato o reni. Questi tre organi sono a rischio di danneggiamento quando la frattura interessa le costole inferiori ed è tale da creare delle estremità molto appuntite.
  • Polmonite e altri disturbi a livello polmonare. L’incapacità di respirare profondamente, perché tale azione provoca dolore, può portare all’insorgenza di un’infiammazione polmonare anche grave.

Differenze rispetto alla costola incrinata
L’aspetto sintomatologico che maggiormente differenzia la frattura di una costola dall’incrinatura è il fatto che, nel secondo caso, non esiste il rischio di una lesione agli organi interni del torace.

Diagnosi
In genere, l’iter diagnostico per l’individuazione di una frattura alle costole prevede, per prima cosa, un accurato esame obiettivo e, in secondo luogo, l’esecuzione di una serie di esami strumentali, in alcuni casi anche alquanto invasivi.
Poiché una costola fratturata può comportare alcune pericolose complicanze, diagnosticarne correttamente la presenza è molto importante.
Ciò spiega per quale motivo i medici, in presenza di un dolore costale, sono particolarmente scrupolosi nel voler capire l’esatta causa del quadro sintomatologico presente.

ESAME OBIETTIVO

Durante l’esame obiettivo, il medico visita il paziente, ricercando eventuali segni clinici esterni (ematomi, gonfiore ecc), e lo interroga sui sintomi:

  • In che cosa consistono?
  • A seguito di quale evento sono comparsi?
  • Quali movimenti o gesti ne acuiscono l’intensità?

Domande di questo genere permettono di capire, a grandi linee, il problema di base e che cosa l’ha provocato.  Dopo il questionario, l’esame obiettivo termina con la palpazione della zona dolorante (per vedere qual è la risposta del paziente), l’auscultazione dei polmoni e del cuore (alla ricerca di eventuali suoni anomali) e l’analisi del capo, del collo, del midollo spinale e del ventre.

ESAMI STRUMENTALI

Gli esami strumentali sono fondamentali, in quanto le informazioni che forniscono permettono il raggiungimento di una diagnosi finale corretta e sicura.
Tra le procedure prescritte, possono rientrare:

  • Raggi X. Permettono di individuare la maggior parte delle fratture alle costole.
    Infatti, presentano dei limiti solo in presenza di fratture costali “fresche” e non nette.
    I raggi X sono radiazioni ionizzanti nocive per la salute; tuttavia è bene ricordare che la dose di tali radiazioni è minima.
  • TAC. Fornisce una serie di immagini tridimensionali, che riproducono molto chiaramente l’anatomia interna del corpo.
    È molto utile per analizzare non solo le ossa dell’intera gabbia toracica, ma anche lo stato di salute dei vasi sanguigni toracici, dei polmoni e degli organi addominali.
    Si basa sull’utilizzo di quantitativi non trascurabili di radiazioni ionizzanti.
  • Risonanza magnetica nucleare (RMN). È un esame radiologico che prevede l’esposizione del paziente a campi magnetici del tutto innocui, senza bisogno di radiazioni ionizzanti nocive.
    Come la TAC, è utile per valutare una vasta gamma di elementi: costole, vasi sanguigni passanti per il torace, polmoni e organi dell’addome.
  • Scintigrafia ossea. È un esame di medicina nucleare molto sensibile, in quanto mostra qualsiasi alterazione ossea, anche la meno evidente.
    Proprio per la sua sensibilità, i medici la prescrivono quando sospettano fratture minime, poco visibili mediante i precedenti esami strumentali. Fratture siffatte sono quelle che può provocare un gesto ripetitivo o un forte colpo di tosse.
    Purtroppo, è una tecnica diagnostica alquanto invasiva. Infatti, prevede l’iniezione venosa di un farmaco radioattivo.

Trattamento
La terapia che i medici adottano in caso di costola fratturata prevede riposo, applicazione di ghiaccio sulla zona dolente e assunzione di farmaci antidolorifici. Tra gli antidolorifici più prescritti, rientrano l’aspirina, i derivati dell’aspirina e l’ibuprofene.

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IMPORTANZA DI RIDURRE IL DOLORE

La pianificazione di una cura farmacologica che riduca il dolore ha un’importanza terapeutica fondamentale. Infatti, dopo la riduzione della sensazione dolorosa, il paziente riesce nuovamente ad eseguire respiri profondi e ciò riduce fortemente il rischio di polmonite.

PREVENIRE LE POLMONITI

Per prevenire l’insorgenza di polmoniti, i medici consigliano di tossire o compiere un respiro profondo una o due volte ogni ora.

Prognosi
Attenendosi alle raccomandazioni e ai consigli del medico, una frattura alle costole guarisce in genere nel giro di 6-8 settimane.

Prevenzione
Indossare sempre il giusto equipaggiamento sportivo, arredare la propria residenza in modo da minimizzare il rischio di caduta e assumere le giuste quantità di calcio con la dieta, sono le tre principali indicazioni mediche per prevenire (o comunque ridurre fortemente il rischio di) una frattura alle costole.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Frattura costale multipla, volet costale e pneumotorace

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma FRATTURA COSTALE VOLET COSTALE PNEUMOTORACE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgQuando una frattura costale è multipla, cioè interessa più coste, può portare all’instaurarsi di una condizione medica potenzialmente mortale, identificata con il termine “volet costale“. Il volet costale consiste in un parziale o completo scollamento di un gruppo di costole dalla restante gabbia toracica. Ciò può comportare una situazione di movimento paradosso, in cui il gruppo di coste scollate compie movimenti opposti a quelli della gabbia toracica restante.
Il volet costale può risultare letale quando determina uno pneumotorace associato a grave insufficienza respiratoria. Infatti, in siffatte condizioni, i polmoni si irrigidiscono e gli atti respiratori diventano gradualmente sempre più difficili.
Secondo uno studio statistico anglosassone, ogni 13 individui che si presentano in ospedale per una frattura alle costole ve n’è uno con volet costale. Alcuni sinonimi di volet costale sono: lembo costale mobile, lembo toracico mobile e flail chest.

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Differenza tra costola incrinata e rotta

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA COSTOLA INCRINATA ROTTA FRATTURATA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano.jpgUna costola incrinata (incrinatura costale) o rotta (costa fratturata) è quasi sempre conseguenza di un trauma diretto alla gabbia toracica, come avviene nel caso di incidenti stradali, traumi sportivi (negli sport di contatto) o incidenti domestici (cadute ed urti contro spigoli dei mobili). Nel caso della costola incrinata perfino una tosse cronica può determinare la contusione; la rottura della costa si verifica spesso anche in persone anziane, specie se soffrono di osteoporosi. L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, che provoca un forte indebolimento delle ossa. Tale indebolimento scaturisce dalla riduzione della massa ossea, che, a sua volta, è conseguenza del deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo. Pertanto, le persone con osteoporosi sono più predisposte alle fratture, perché hanno ossa più fragili del normale. La frattura costale può essere anche causata da lesioni neoplastiche delle costole. Un tumore maligno, con origine in una costola, indebolisce quest’ultima, rendendola più fragile e particolarmente suscettibile alle fratture.

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Gravità
L’incrinatura costale è un infortunio abbastanza comune, quasi sempre di modesta gravità, in cui la costa rimane integra e rimane nella sua sede naturale. Invece la frattura costale può, in alcuni casi, rappresentare una urgenza medica, dal momento che la costa si rompe (anche in più pezzi), può spostarsi dalla sua posizione naturale, lesionare la cute e può potenzialmente causare emorragie e determinare danni gravi gli organi interni, specie i polmoni. Se la frattura alle costole è multipla, può portare all’instaurarsi di una condizione medica potenzialmente mortale, identificata con il termine “volet costale“.

Sintomi
In entrambi i casi il sintomo principale è il dolore, associato a gonfiore e formazione di un ematoma, tuttavia nel caso della costola incrinata essi sono generalmente di minore entità. Il dolore che caratterizza una costola incrinata ed una costola rotta tende a peggiorare in alcune particolari circostanze:

  • Quando il paziente respira profondamente.
  • Con la compressione della zona toracica infortunata.
  • Con i movimenti di torsione e piegatura del corpo.
  • Quando il paziente dorme dalla parte della zona traumatizzata.

Se, a causa di un dolore molto intenso, il paziente fatica a respirare in maniera normale, può sviluppare:

  • dispnea;
  • mal di testa;
  • vertigini;
  • giramenti di testa;
  • senso di stanchezza;
  • sonnolenza ricorrente;
  • ansia.

Diagnosi
Nel dubbio se si tratti di costola incrinata, con microfratture o rotta, si procede con le indagini strumentali:

  • I raggi X. In genere, permettono di stabilire con facilità se una costola è solo incrinata oppure fratturata. Risultano poco chiari soltanto in presenza di fratture lievi, non nette.
  • La TAC. Fornisce una serie di immagini tridimensionali, che riproducono molto chiaramente l’anatomia interna del corpo.
    È molto utile per escludere la presenza di una frattura. Infatti, permette di valutare non solo le ossa della gabbia toracica, ma anche lo stato di salute dei vasi sanguigni toracici, dei polmoni e degli organi addominali che potrebbero essere stati lesionati in caso di frattura costale.
  • La risonanza magnetica nucleare (RMN). Come la TAC, è utile per valutare una vasta gamma di elementi: costole, vasi sanguigni passanti per il torace, polmoni e organi dell’addome.

Trattamento
Nel caso di costola incrinata il trattamento prevede

  • riposo;
  • applicazione di ghiaccio sulla zona dolorante per almeno 15-20 minuti 3-4 volte al giorno;
  • respirare profondamente o eseguire un colpo di tosse controllato almeno una o due volte ogni ora. Serve a ridurre il rischio di polmoniti e infezioni polmonari.
  • assunzione di farmaci antidolorifici (aspirina e ibuprofene).

Nel caso di costola fratturata può invece rendersi necessario un intervento chirurgico.

Cosa NON fare in entrambi i casi:

  • Non avvolgere il torace con bendaggi. In caso contrario, c’è il rischio di rendere ancora più difficile la respirazione profonda.
  • Non fumare.
  • Non eseguire movimenti improvvisi o sollevare pesi.

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Gabbia toracica: dove si trova, a che serve e da cosa è composta

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GABBIA TORACICA DOVE CHE SERVE COMPOSTA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLa gabbia toracica (a volte chiamata anche “cassa toracica“; in inglese ” thoracic cage” o “rib cage“) è una struttura ossea molto importante del corpo umano.

Dove si trova la gabbia toracica?
La gabbia toracica si trova nella metà superiore del corpo umano, tra collo e diaframma.

Da quali ossa e cartilagini è è costituita?
La gabbia toracica è costituita dalle cartilagini costali, dallo sterno, dalle coste e dalle vertebre toraciche, così suddivise:

  • posteriormente, 12 vertebre (vertebre toraciche);
  • latero-anteriormente, 12 paia di costole (o coste);
  • anteriormente, le cartilagini costali e un osso chiamato sterno.

Ogni paio di costole origina da una delle 12 vertebre posteriori, facenti parte della gabbia toracica.  Nella parte anteriore, le coste terminano con le cartilagini costali; queste ultime rappresentano il punto d’unione con lo sterno solo per le prime 7 paia di coste superiori. Infatti, dall’ottavo al decimo paio, le singole costole si uniscono (sempre tramite cartilagine) alla costa superiore (quindi le ottave alle settime, le none alle ottave ecc); mentre dal decimo al dodicesimo paio, sono libere.
Tra le costole ci sono numerosi muscoli, noti come muscoli intercostali. I muscoli intercostali consentono alla gabbia toracica di espandersi durante gli atti respiratori; pertanto giocano un ruolo fondamentale per l’introduzione dell’aria nei polmoni.

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Costole vere, spurie, fluttuanti
Le prime sette coste dall’alto verso il basso, sono dette costole vere e si uniscono direttamente allo sterno,l’ottava, la nona e la decima sono coste spurie (o false) , raggiungono lo sterno tramite la cartilagine che va prima a formare un tratto comune e poi a legarsi allo sterno, mentre le ultime due paia non sono unite allo sterno, per tale motivo sono dette fluttuanti.

A che serve la gabbia toracica?
Ha principalmente compito strutturale e funzionale alla respirazione. La gabbia toracica protegge meccanicamente organi interni importanti come cuore e polmoni, ma non solo: in essa sono anche contenute le porzioni toraciche dell’esofago, della trachea e dell’aorta. La gabbia toracica inoltre affianca il diaframma nel partecipare ai movimenti respiratori.

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Cos’è una costa? Differenza tra costole e coste

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COSE COSTA DIFFERENZA COSTOLE COSTE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgParlando con un paziente, mi è capitato di usare il termine “costa” e di notare come il mio interlocutore non avesse capito a quale corpo mi stessi riferendo; tale evento mi fornisce l’occasione di chiarire il concetto.

Cos’è una costa?
In campo medico il termine “costa” è semplicemente sinonimo di “costola”, cioè una delle 24 ossa affusolate e ricurve della vostra cassa toracica

Che differenza c’è tra una “costa” ed una “costola”?
Nessuna: come appena affermato, costa e costola sono sinonimi ed indicano la medesima cosa.

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