Bimbo inciampa, sbatte la testa su un masso e muore: tragedia a Palermo

MEDICINA ONLINE AMBULANZA URGENZA EMERGENZA PRONTO SOCCORSO OSPEDALE INCIDENTE STRADALE MORTE CHIRURGIA AUTO MEDICA STRADA.jpgQuando pensiamo di essere sfortunati… Una morte assurda ha colpito un bimbo di appena 7 anni, residente a Castronovo di Sicilia, in provincia di Palermo. Il piccolo Giuseppe stava giocando in campagna – precisamente, in contrada Oliva San Vitale – insieme ad altri bimbi, mentre i genitori raccoglievano olive poco distanti da lui, quando ha inciampato e, cadendo all’indietro, per sfortuna è andato a sbattere pesantemente con la testa contro un masso.

Niente da fare per il povero Giuseppe, malgrado i tentativi di tenerlo in vita: il rianimatore è giunto direttamente con l’elisoccorso dall’ospedale di Catania, ma i pur tempestivi soccorsi non sono riusciti ad evitare la morte del piccolo, causata dal grave trauma cranico. La salma del bimbo è stata trasportata al Presidio territoriale d’emergenza di Lercara Friddi, dove avrà luogo l’esame autoptico. L’intera comunità di Castronovo di Sicilia è sotto choc; il sindaco Francesco Onorato ha già proclamato il lutto cittadino per domani, martedì 21 novembre.

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Vicino Roma trovato un grosso serpente tra i rifiuti

MEDICINA ONLINE ROMA ARICCIA PROVINCIA TROVATO SERPENTE BISCIA RIFIUTI IMMONDIZIA MORTO ANIMALE.jpgUn grosso serpente è stato trovato oggi tra i rifiuti nel corso della giornata “Puliamo Ariccia”: si tratta di una “biscia dal collare”, dal nome Natrix natrix, che raggiunge anche un metro e mezzo di lunghezza, non è velenosa e vive vicino ai laghi e ai fiumi. La biscia era morta, all’interno di un secchio abbandonato nel bosco, dove è stata trovata immondizia di ogni genere: bottiglie, plastica, cartaccia, fazzoletti.

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E’ allarme per il super batterio killer che resiste agli antibiotici

MEDICINA ONLINE LABORATORIO MICROSCOPIO ANATOMO PATOLOGO AGO ASPIRATO BIOPSIA CHIRURGICA CITOLOGIA ISTOLOGIA ESAME ISTOLOGICO LINFONODO LAB CHIMICA FISICA SANGUE ANALISI FECI URINA GLICEMIA AZOTEMIA DENSITA CHEMISTRYSta facendo notizia un batterio chiamato Kpc, Klebsiella Pneumoniae Carbapenemasi-produttrice, un super batterio considerato un vero e proprio killer che, in oltre il 50% dei casi, è ormai diventato resistente ad ogni tipo di antibiotico, compresi i più potenti. Sono sempre di più i batteri che resistono agli antibiotici, come anche la Pseudomonas aeruginosa, organismi divenuti insensibili agli antibiotici grazie a modifiche del loro patrimonio genetico.

Il dott. Matteo Bassetti, dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine e vicepresidente della Sita: “Il Kpc è un batterio che tipicamente causa infezioni di vario tipo, da quelle urinarie a quelle polmonari a quelle dell’addome o del sangue, che è diventato resistente all’ultima classe di farmaci che sono i più potenti: esprime questo meccanismo che si chiama Kpc. Contro questo microrganismo gli antibiotici che usiamo normalmente, non funzionano più e oggi per trattarlo dobbiamo mettere insieme più antibiotici, un cocktail che possa funzionare. Oltre il 50% delle persone infettate da questo batterio muore“.

Continua Bassetti: ” Quello dell’antibiotico-resistenza, causata dall’utilizzo eccessivo e inappropriato di questi farmaci, è diventato tema globale tanto da essere inserito tra le priorità al centro del G7 dei ministri della Salute che si è svolto di recente a Milano. La missione della Sita è quella di invitare attraverso lo studio di linee guida medici e pazienti a prescrivere e ad assumere gli antibiotici in modo appropriato, oltre a chiedere alle istituzioni meno vincoli nell’uso delle nuove molecole”.

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Cancro al pancreas sempre più killer: casi aumentati del 60%

Magee performs a surgery at the Vietnam Cuba hospital in HanoiIl tumore maligno del pancreas interessa in Italia ogni anno in Italia circa ben 13 mila persone, ma il dato più allarmante è che negli ultimi 15 anni ha fatto registrare quasi un 60% di aumento di casi e le proiezioni indicano che è destinato a diventare rapidamente la seconda causa di morte nei Paesi occidentali. Purtroppo il cancro del pancreas è uno dei tumori con la prognosi più severa, aggressivo e nella maggior parte dei casi letale, questo soprattutto perché – nella maggioranza dei casi – non fornisce alcun sintomo specifico della sua presenza nelle fasi iniziali e diventa clinicamente evidente solo nelle fasi tardive, cioè quelle in cui il tumore è in uno stadio grave e terminale e dove neanche la chirurgia – estremamente invasiva – può aumentare di molto le speranze di lunga sopravvivenza.

Alta mortalità

Si è discusso di tumore al pancreas nell’incontro “World Pancreatic Cancer Day 2017: storie e iniziative per continuare a fare luce sul tumore al pancreas“, che si è tenuto a Roma alla presenza di clinici e associazioni di pazienti. L’incidenza è attualmente di 12 casi ogni 100 mila abitanti, tuttavia, il rapido aumento registrato e previsto per il futuro, preoccupa gli specialisti, anche perché questa incidenza corrisponde nel 93% dei casi anche alla mortalità: il cancro al pancreas è oggi la quarta causa di morte in Italia.

L’arma della prevenzione

La prevenzione, in questo caso ancora più rispetto al solito, è la migliore strategie per aumentare le possibilità di sopravvivenza: si raccomanda una vita sana, alimentazione corretta, attività fisica giornaliera, controlli frequenti se sono presenti casi in famiglia e soprattutto smettere di fumare: 4 pazienti su 5 con tumore al pancreas sono infatti fumatori e questo la dice lunga sul rapporto tra tabagismo e cancro pancreatico.

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I capelli della donna incinta svelano il rischio di depressione post-partum

MEDICINA ONLINE PARTO DEPRESSIONE POST PARTUM BABY BLUE NEWBORN GRAVIDANZA INCINTA ACQUA LATTE MATERNO SENO MAMMA FIGLIO BAMBINO BIMBO NEONATO PERICOLOSO BAMBINA IN TERAPIA INTENSIVA BIRTH WATER PICTURE WALLPAPER PICS HDI capelli della donna incinta possono prevedere se la madre soffrirà di depressione post-partum misurandone la quantità del principale ormone dello stress (il cortisolo): lo dimostra uno studio spagnolo condotto da María Isabel Peralta Ramírez pubblicato sulla rivista PLoS ONE, condotto presso l’Università di Granada e facente parte del progetto di ricerca “Gestastress”. Tale risultati potrebbero aprire nuove strade per la diagnosi precoce di depressione post partum.

Lo studio

Gli scienziati hanno coinvolto 44 donne incinte e ne hanno seguito tutta la gravidanza misurando i livelli di cortisolo depositati sui capelli nel primo e terzo trimestre. Il cortisolo nel capello è indicativo del grado di stress affrontato nei tre mesi precedenti l’analisi. Dallo studio è emerso che a livelli alti di cortisolo sia nel primo sia nel terzo trimestre, aumenta il rischio di depressione post-partum per la donna. Questo potrebbe aprire la strada ad un test facile ed economico che permette di aiutare la madre a rischio di depressione, ancora prima che questa di manifesti e che diventi pericolosa per la madre e per il neonato.

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Visita ginecologica: come avviene, mestruazioni, preparazione, quando si fa

MEDICINA ONLINE VISITA MEDICA GINECOLOGICA COMPLETA VIDEO VULVA GENITALI INTERNI ESTERNI STUDIO VAGINA UTERO ESAME ECOGRAFIA TRANSVAGINALE FIBROMI POLIPI TUMORE CANCRO GRAVIDANZA INCINTA CISTI OVAIO PAP TEST ETA.jpgLa visita ginecologica consiste nella valutazione dell’apparato genitale femminile sia dei genitali esterni che di quelli interni, con lo scopo di valutare lo stato di normalità dell’apparato genitale femminile ed escludere la presenza di patologie.

Quali domande mi farà la ginecologa?

La visita ginecologica inizia con una prima parte colloquiale, seduti alla scrivania. La prima domanda riguarderà il motivo della visita: è un controllo di routine o c’è una ragione particolare (sintomi insoliti da indagare, esigenza di iniziare l’assunzione di un contraccettivo ormonale…)? Poi, se ci si trova davanti a quel medico per la prima volta, si dovrà ricostruire l’anamnesi familiare, patologica e fisiologica, per cui le domande riguarderanno: malattie o irregolarità mestruali presenti in famiglia, malattie avute in passato e patologie attuali (ipertensione, diabete…), caratteristiche del ciclo mestruale (a che età è iniziato, durata, regolarità ecc).

Come si svolge la visita ginecologica vera e propria?

Durante la visita ginecologica la paziente si siede sul lettino ginecologico a gambe divaricate ed il medico esegue l’esplorazione visiva della vulva e introduce in vagina un piccolo divaricatore in plastica monouso, che permette di visualizzare il collo dell’utero ed eseguire il Pap test. Rimosso il divaricatore, si procede all’esplorazione vaginale: il medico, attraverso un dito in vagina, valuta le caratteristiche dell’utero e delle ovaie.
La visita ginecologica a volte può essere completata da un’ecografia transvaginale di supporto (ecografia Office o ambulatoriale), per valutare la presenza o il sospetto di patologie come fibromi, polipi endometriali o cisti ovariche.
La visita e l’ecografia non sono dolorose. Se il medico avverte tensione muscolare inviterà la paziente a rilassarsi e questo migliorerà la qualità della visita.

A cosa servono i particolari gambali del lettino?

Una delle cose che più caratterizza la visita ginecologica (e può spaventare le pazienti ai primi approcci) è il lettino con i gambali, ovvero i supporti su cui appoggiare gli incavi delle ginocchia prima di sdraiarsi. La loro funzione è quella di farti assumere e mantenere senza troppo sforzo la posizione più adatta per farti visitare, ovvero supina e con i muscoli addominali rilassati.

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Perché è importante?

È utile sottoporsi periodicamente alla visita ginecologica ed al Pap test perché in questo modo è possibile effettuare una diagnosi precoce di varie patologie come il tumore all’utero, i fibromi o l’endometriosi, e ciò ovviamente migliora la possibilità di cura: la diagnosi precoce rende curabili e meno gravi patologie potenzialmente mortali.

Visita ginecologica: quando bisogna iniziare a farla?

Se non ci sono problematiche particolari, è consigliabile iniziare a frequentare lo studio del ginecologo intorno ai 20 anni, o comunque quando si desidera iniziare ad avere rapporti sessuali completi nel caso si abbiano dubbi da chiarire in materia di contraccezione.

Ogni quanto fare la visita ginecologica?

Per controlli di routine, una visita ogni 1 o 2 anni con Pap test ed ecografia è sufficiente per tenere sotto controllo i principali fattori di rischio per la salute femminile (tra cui malattie sessualmente trasmissibili e tumore del collo dell’utero e delle ovaie).

Quando farla più spesso?

E’ utile effettuare più controlli ginecologici ravvicinati in alcuni casi: se nella vostra famiglia sono presenti casi di malattie di interesse ginecologico (e quindi è più alto per voi il rischio di svilupparle a vostra volta), nel periodo della menopausa e, ovviamente, quando stiamo cercando di rimanere incinte e durante una gravidanza.

Cosa devo portare con me alla visita ginecologica?

Una buona abitudine è quella di radunare in una cartellina tutti i referti degli ultimi Pap test, ecografie ginecologiche ed esami del sangue, e portare tutto per farlo visionare al ginecologo. Anche il calendario mestruale su cui si annotano le date di inizio e fine delle mestruazioni può tornare utile.

Cosa bisogna fare (o evitare) prima della visita ginecologica?

La visita ginecologica non richiede una preparazione specifica, puoi lavarti come di consueto, ma andrebbero evitate lavande vaginali o creme locali nelle 72 ore precedenti perché potrebbero mascherare alcune condizioni. Inoltre, meglio astenersi dai rapporti completi per almeno 24 ore prima della visita. Puoi urinare prima della visita, a meno che il medico non ti avverta del contrario, non c’è bisogno di avere la vescica piena per fare l’ecografia.

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Posso fare la visita ginecologica se ho le mestruazioni?

Il momento ideale in cui la visita ginecologica dovrebbe essere effettuata è circa tra gli 8 ed i 10 giorni dall’inizio delle mestruazioni. Non è possibile fare la visita ginecologica con il ciclo, anche perché non si riuscirebbe a fare il prelievo per il Pap test o il tampone, tuttavia in casi di emergenza la visita ginecologica viene effettuata anche durante le mestruazioni.

Devo depilarmi prima di presentarmi alla visita ginecologica?

Non è indispensabile: come e quanto depilare la zona intima è una scelta assolutamente personale, e non ci sono obblighi neanche per quanto riguarda visita ginecologica e depilazione. L’unica cosa importante è sentirsi a proprio agio, senza preoccuparsi troppo di cosa potrebbe pensare il ginecologo – che è un medico e non presterà particolare attenzione a questo dettaglio.

Come vestirsi per la visita ginecologica?

Anche sotto questo punto di vista non ci sono risposte corrette o sbagliate: conta soprattutto sentirsi a proprio agio, per cui la scelta ideale sono pantaloni e scarpe comodi per spogliarsi facilmente, e magari una maglietta lunga per non sentirti subito troppo “esposta” mentre vai dalla zona spogliatoio al lettino ginecologico.

È normale avere delle perdite di sangue dopo la visita ginecologica?

Può capitare, e non è niente di particolarmente allarmante: durante la visita può essere utilizzato lo speculum ed essere eseguito un Pap test, cose possono causare piccole escoriazioni alle pareti interne e quindi un leggero sanguinamento che si risolve in maniera autonoma. Non c’è bisogno di intervenire, a meno che la perdita di sangue sia abbondante e non accenni a diminuire: in questo caso recarsi immediatamente dal medico.

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Primo trapianto di testa umana al mondo eseguito con successo

MEDICINA ONLINE PRIMO TRAPIANTO DI TESTA AL MONDO ITALIANO CHIRURGIA SERIE TV CHIRURGIAFringe_Newton's_Head.jpg

Immagine presa dalla serie TV “Fringe”

Il primo trapianto di testa umana al mondo è stato eseguito con successo, lo ha annunciato in una conferenza stampa a Vienna, il neurochirurgo italiano Sergio Canavero, spiegando che un’équipe dell’università medica di Harbin ha realizzato il primo trapianto di testa umana su cadavere al mondo ed affermando che un’operazione su un essere umano vivo potrebbe essere “imminente”.

Il trapianto su cadavere è un evento storico per la medicina. E’stato effettuato dal team guidato dal chirurgo Xiaoping Ren, che l’anno scorso ha trapiantato con successo una testa sul corpo di una scimmia. L’operazione si è svolta in Cina, con un intervento durato ben 18 ore, in cui sono stati connessi con successo la colonna vertebrale, i nervi ed i vasi sanguigni. Il prossimo passo, ha spiegato Canavero, sarà lo scambio e il trapianto di testa da donatori viventi in stato di morte cerebrale.

Questa è la strada che porterà l’uomo ad essere potenzialmente immortale. Voi cosa ne pensate?

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