Dogging, fare sesso in pubblico per essere osservati da altre persone: caratteristiche e rischi

Con “dogging” si intende una pratica sessuale che consiste nell’avere rapporti sessuali in luoghi pubblici o semi-pubblici, come parcheggi, boschi, spiagge o aree isolate, spesso con la possibilità – o l’intento – di essere osservati da altri. In molti casi, gli “spettatori” sono consenzienti e possono anche essere invitati a partecipare. Questa pratica nasce originariamente nel Regno Unito e ha poi preso piede anche in altri Paesi, inclusa l’Italia, soprattutto grazie alla diffusione di forum e social dedicati, dove ci si dà appuntamento in posti specifici a determinati orari.

Significato del termine

Il termine “dogging” significa letteralmente “portare fuori il cane”: fa riferimento al fatto che – chi voleva spiare altre coppie mentre facevano sesso in pubblico – potevano usare la scusa di portare a spasso i propri animali domestici, ad esempio un cane la sera in un parco, come copertura per proprie pratiche sessuali.

Caratteristiche comuni del dogging

Le caratteristiche tipiche del dogging, sono:

  • Esibizionismo e voyeurismo: sono elementi centrali della pratica, perché chi partecipa facendo sesso in pubblico spesso trae piacere dall’essere guardato o dal guardare (esibizionista), mentre chi spia trae piacere nel guardare di nascosto altre persone (voyeur).
  • Anonimato: molte volte non ci si conosce tra partecipanti, e si rimane su un piano anonimo.
  • Codici e segnali: a volte chi vuole attivamente essere spiato, usa segnali (come fari dell’auto accesi o finestrini aperti) per indicare disponibilità ad essere spiati.
  • Masturbazione: il “dogger” spesso si masturba mentre osserva di nascosto le coppie che fanno sesso.

In quali posti si pratica il dogging?

Luoghi pubblici dove tipicamente si svolge questa pratica, sono parcheggi, aree di sosta, parchi, spiagge o zone boscose. Qualsiasi zona abbastanza isolata e tranquilla, che offra spazi per osservare una scena di nascosto, può essere destinata al dogging.

Aspetti legali e rischi

E’ importante ricordare che in molti Paesi, compresa l’Italia, fare sesso in pubblico può essere considerato reato di atti osceni in luogo pubblico, quindi è importante sapere che si rischiano sanzioni legali. Ci sono anche rischi legati alla sicurezza personale e alla privacy, dato che si può finire ripresi o fotografati senza consenso, inoltre, avendo a che fare con sconosciuti (e soprattutto con sconosciuti che abbiano una o più parafilia), chi viene spiato può subire violenza.

Aspetti storici

Il termine dogging si è diffuso nel Regno Unito a partire dagli anni ‘90, ma le sue radici vanno più indietro nel tempo. La parola ha origini gergali: inizialmente indicava l’atto di “seguire” le coppie che facevano sesso in auto nei parcheggi (come un cane: to dog someone in inglese significa appunto “seguirlo da vicino”). Evoluzione storica:

  • Anni ‘70-‘80: si comincia a parlare di persone che si appostano nei parcheggi per spiare coppie che fanno sesso. È una forma di voyeurismo, per lo più maschile.
  • Anni ‘90: il fenomeno si struttura, anche grazie all’anonimato e alla connessione offerta da forum e bacheche telefoniche.
  • Anni 2000 in poi: con l’arrivo di Internet e dei primi social, il dogging esplode. Appaiono siti dedicati, mappe di “hotspot”, chat e community per organizzare incontri.

È quindi un fenomeno strettamente legato alla cultura del sesso occasionale, dell’anonimato e all’evoluzione dei media digitali.

Aspetti psicologici

Il dogging coinvolge vari elementi psicologici, spesso connessi a fantasie erotiche comuni, ma anche a bisogni più profondi, come il desiderio di essere apprezzati ed amati. Bisogna ricordare che alcune persone provano eccitazione nell’essere osservate durante atti sessuali (esibizionismo), mentre altre trovano piacere nell’osservare senza essere coinvolte (voyeurismo): il dogging può quindi soddisfare entrambe le platee nello stesso contesto. Per alcuni il “brivido” di essere “beccati” dalle forze dell’ordine, è l’essenza stessa del dogging: il fatto che avvenga in pubblico (o in zone semi-pubbliche) introduce una componente di pericolo, che può aumentare l’adrenalina e quindi l’eccitazione. L’anonimato e la disinibizione sono componenti vitali del dogging: molte persone che praticano dogging dicono di sentirsi più libere perché non devono mantenere un’identità sociale. La mancanza di legami emotivi può far vivere la sessualità in modo più libero, privo di aspettative. Infine il dogging può fornire ai partecipanti una forma di “appartenenza” a “qualcosa”: alcuni frequentatori cercano infatti nel dogging anche una forma di connessione sociale, di tribù, una sottocultura con regole, linguaggi e codici propri.

Aspetti sociali

Il dogging ci dice molto sui cambiamenti nei costumi sessuali e sull’evoluzione del concetto di “intimità” nella società moderna. Il dogging è parte della più ampia tendenza alla normalizzazione di pratiche una volta tabù, grazie a Internet e al cambiamento culturale. È legato a un’idea di sessualità più fluida, meno legata a vincoli tradizionali, come coppia monogama, casa, letto, ecc. App e siti hanno reso più facile organizzare e diffondere la pratica. Alcuni usano Telegram, forum, o piattaforme geolocalizzate. L’effetto è una rete informale di luoghi e codici, condivisa da una comunità semi-chiusa. Anche se è consensuale tra adulti, la pratica si scontra con le norme di decoro pubblico e i limiti della legge, inoltre, può generare controversie nei media e nei dibattiti su “morale”, sicurezza e rispetto degli spazi comuni usati da chi pratica il dogging.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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