
Mangiare, parlare, respirare e percepire i sapori sono azioni che compiamo ogni giorno senza pensarci. Eppure, dietro questi gesti apparentemente semplici si nasconde un sistema anatomico straordinario, nel quale muscoli, nervi e organi devono lavorare in perfetta sincronia. Ecco 13 curiosità scientifiche che aiutano a scoprire come funziona il nostro corpo, dalla gola in su.
1. Nella bocca vivono centinaia di specie batteriche.
Nella tua bocca in questo preciso momento ci sono almeno circa 10 miliardi di microrganismi tra batteri, funghi e virus, anche se la quantità varia notevolmente in base all’igiene orale, alla saliva, all’alimentazione e alla presenza di placca dentale. Nella letteratura scientifica si descrivono centinaia di specie batteriche, con stime che possono arrivare a circa 500-700 specie identificate o potenzialmente presenti nel microbiota orale. Non sono tutti batteri dannosi: molti convivono normalmente con noi. Il problema può emergere quando l’equilibrio di questa comunità si altera, favorendo condizioni come carie, infiammazione delle gengive e parodontite. La composizione del microbiota varia anche tra lingua, saliva e placca dentale.
2. L’epiglottide non è un semplice coperchio.
L’epiglottide è una struttura cartilaginea situata alla base della lingua, davanti all’ingresso della laringe. Spesso viene descritta come un coperchio che chiude la trachea durante la deglutizione, per impediche che il cibo deglutito finisca nelle vie aeree e non nell’esofago, ma la realtà è più complessa. Per proteggere la trachea e i polmoni, infatti, intervengono anche le corde vocali, altri muscoli della laringe e il movimento verso l’alto della laringe stessa. È il lavoro coordinato di tutte queste strutture a impedire, nella maggior parte dei casi, che il cibo finisca nelle vie respiratorie.
3. La lingua è controllata da diversi nervi, ognuno con un compito specifico.
La lingua non serve soltanto a parlare e a spostare il cibo durante la masticazione. È un organo dotato di un sistema nervoso molto articolato. Un nervo, chiamato ipoglosso, controlla gran parte dei suoi movimenti; altri nervi trasmettono al cervello le sensazioni del tatto, del dolore e della temperatura, oppure le informazioni relative ai sapori. Grazie a questa organizzazione, possiamo riconoscere ciò che abbiamo in bocca, pronunciare parole precise e spingere il cibo verso la gola per inghiottirlo.
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4. La laringe possiede un sistema di allarme contro ciò che non dovrebbe entrarci.
La laringe, oltre a essere fondamentale per la voce, protegge le vie respiratorie. La sua mucosa contiene terminazioni nervose sensibili che possono rilevare la presenza di liquidi, particelle o secrezioni. Quando vengono stimolate, possono attivare riflessi come la tosse, che aiutano a liberare le vie aeree. È uno dei motivi per cui basta spesso una piccola quantità di liquido che imbocca la strada sbagliata per provocare un colpo di tosse improvviso.
5. Un danno a un singolo nervo può compromettere sia la voce sia la deglutizione.
Il nervo laringeo ricorrente, una ramificazione del nervo vago, controlla gran parte dei muscoli che muovono le corde vocali. Se viene lesionato, per esempio durante un intervento chirurgico alla tiroide, la voce può diventare rauca o debole. In alcuni casi può anche ridursi la capacità di chiudere correttamente le vie respiratorie durante la deglutizione, aumentando il rischio che liquidi o alimenti entrino nella trachea. Abbiamo due nervi laringei ricorrenti: la lesione a entrambi è ovviamente più grave che la lesione singola.
6. Il naso non serve soltanto a sentire gli odori e inspirare
Quando respiriamo attraverso il naso, l’aria viene riscaldata, umidificata e parzialmente filtrata prima di raggiungere i polmoni. All’interno delle cavità nasali si trovano strutture chiamate turbinati, che aumentano la superficie di contatto tra l’aria e la mucosa. Il muco intrappola polvere e particelle, mentre minuscole ciglia microscopiche aiutano a trasportarle verso la gola. Respirare con la bocca permette comunque di introdurre aria, ma riduce parte di questo lavoro di preparazione.
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7. Ingoiare è un’operazione neurologica sorprendentemente complessa.
Per deglutire correttamente devono coordinarsi numerosi muscoli della lingua, della faringe e della laringe. La prima parte del processo, quando spingiamo il cibo con la lingua, è in gran parte volontaria. Quando il bolo raggiunge la gola, invece, si attiva una sequenza di movimenti automatici, organizzati dal sistema nervoso. Questo spiega perché alcune malattie neurologiche, come l’ictus e il Parkinson, possano rendere difficile inghiottire anche quando bocca e gola non presentano lesioni evidenti. Per approfondire: Le 7 fasi della deglutizione (volontarie ed involontarie)
8. La digestione comincia già in bocca.
La saliva non serve soltanto a “bagnare” il cibo, permettendogli di scivolare meglio verso l’esofago e lo stomaco: contiene enzimi, tra cui l’alfa-amilasi, che iniziano a scomporre l’amido presente in alimenti come pane, pasta e patate. Non a caso si dice che la prima digestione avviene in bocca: masticazione e insalivazione sono processi essenziali per una normale processo digestivo. La saliva facilita anche la formazione del bolo alimentare, rendendolo abbastanza morbido e scivoloso da poter essere inghiottito, inoltre, contribuisce a proteggere i denti e le mucose e a mantenere l’equilibrio dell’ambiente orale.
9. La voce non dipende soltanto dalle corde vocali.
Le corde vocali producono il suono grazie alla loro vibrazione durante il passaggio dell’aria espirata. Ma il suono che ascoltiamo viene modificato anche dalla gola, dalla bocca e, in determinate condizioni, dalle cavità nasali. Queste strutture funzionano come una sorta di sistema di risonanza, che conferisce alla voce il suo timbro caratteristico. Ecco perché due persone possono avere voci molto diverse.
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10. I gemelli omozigoti hanno davvero la stessa voce?
I gemelli omozigoti condividono praticamente lo stesso patrimonio genetico e, per questo, possono avere voci straordinariamente simili. La genetica influenza infatti le dimensioni della laringe, le caratteristiche delle corde vocali e la forma delle cavità di risonanza, come visto nel punto precedente. La voce, tuttavia, non dipende soltanto dall’anatomia: anche le abitudini linguistiche, l’accento, l’intonazione e il modo di articolare le parole contribuiscono a renderla riconoscibile. Inoltre, eventuali differenze nello sviluppo, nelle patologie laringee, in eventuali traumi al massiccio facciale e nell’uso della voce possono modificarne le caratteristiche. Anche quando l’altezza della voce è quasi identica, possono emergere differenze nel timbro e nel ritmo del parlato. In sintesi, i gemelli omozigoti possono essere difficili da distinguere dalla voce, ma non possiedono necessariamente un’impronta vocale identica.
11. Quando deglutiamo, smettiamo per un istante di respirare.
Ogni volta che inghiottiamo cibo o liquidi, la respirazione si interrompe brevemente. È un meccanismo automatico, coordinato dal tronco encefalico, che permette di dare la precedenza alla deglutizione e riduce il rischio che il materiale ingerito finisca nelle vie respiratorie. Subito dopo, la respirazione riprende normalmente.
12. Lo smalto è il tessuto più duro del corpo umano, ma non si rigenera come un osso.
Lo smalto è lo strato esterno che protegge i denti. È composto per circa il 96% da minerali, soprattutto cristalli di idrossiapatite, che gli conferiscono una durezza eccezionale. A differenza dell’osso, però, lo smalto maturo non contiene cellule capaci di ricostruirlo dopo una perdita importante di tessuto. Nelle fasi iniziali della carie, quando il danno consiste soprattutto nella perdita di minerali, la saliva e il fluoro possono favorire la remineralizzazione. Se invece si forma una cavità vera e propria, il tessuto perduto non può ricrescere spontaneamente.
13. Le ferite della bocca spesso guariscono più rapidamente di quelle della pelle.
Chi si morde accidentalmente la guancia o la lingua può notare che la lesione tende a migliorare in pochi giorni. La mucosa orale, infatti, possiede una buona capacità di riparazione, favorita dalla ricca vascolarizzazione, dal rapido rinnovamento delle cellule e da alcune sostanze presenti nella saliva che partecipano ai processi di guarigione. La saliva contiene anche molecole con attività antimicrobica, che contribuiscono alla difesa dei tessuti. La velocità di guarigione dipende comunque dalla profondità della ferita, dalla sua causa e dalle condizioni generali della persona.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine