Dinamico, riflessivo, elastico o creativo? Scopri che tipo di cervello sei

child Head.Children Learn to thinkUscirà il prossimo 5 novembre un libro intitolato «Top Brain, Bottom Brain: Surprising Insights Into How You Think», ovvero: «Cervello alto e cervello basso: rivelazioni sorprendenti su come pensiamo». Ne sono autori il noto neuroscienziato cognitivo Stephen M. Kosslyn, professore a Harvard, e lo scrittore e sceneggiatore G. Wayne Miller. Gli aggettivi alto e basso si contrappongono ai precedentemente ben noti destro e sinistro, perché Kosslyn e Miller intendono fare piazza pulita della leggenda (secondo loro) che esista un cervello destro, deputato alle forme, l’immaginazione e le analogie e un cervello sinistro, deputato invece al calcolo, la logica e il linguaggio.

Non più emisfero destro (creativo) e sinistro (logico): l’interazione sarebbe invece tra “basso” e “alto”

Kosslyn è stato uno dei neurobiologi cognitivi più importanti degli ultimi anni, noto soprattutto per le sue ricerche sulla «pura» formazione di immagini mentali a occhi chiusi e la sbalorditiva somiglianza di questa con la reale visione, non solo dal punto di vista cognitivo, ma anche per via dell’identica attivazione di alcune regioni cerebrali in entrambe, mostrata proprio da Kosslyn e collaboratori circa venti anni orsono. Ma quale percorso ha portato oggi Kosslyn all’individuazione del cervello alto e basso? «Già nello studio della visione e della cognizione visiva mi ero interessato alla differenza tra le connessioni ventrali (quindi basse) e dorsali (quindi alte). Poi ho notato interessanti corrispondenze di questa suddivisione anatomica e funzionale in altri campi. Con due collaboratori abbiamo svolto una vasta ricerca su tutto quanto si sapeva, pubblicata su American Psychologist due anni fa. Diventava importante evitare la distinzione destro/sinistro, analitico/intuitivo, logico/creativo. Volevamo analizzare in modo diverso come le diverse parti del cervello elaborano l’informazione. È sorta in me l’idea che il cervello, come un tutto, è un sistema integrato e dobbiamo considerare come le diverse parti interagiscono. Sono emersi i quattro modi di interazione che descriviamo nel libro, che si propone di far riflettere sulle implicazioni, tutte testabili, di questo nuovo modo di analizzare cervello e pensiero». I quattro modi di funzionamento e interazione identificati da Kosslyn e Miller per il cervello alto e il cervello basso si chiamano Dinamico («Mover») , Riflessivo («Perceiver») , Creativo («Stimulator») ed Elastico («Adaptor») .

Scopri che tipo di cervello sei!

Dinamico (Mover) : utilizzo alternativo, a scelta, sia del cervello alto che del cervello basso, un modo di funzionamento che si traduce in pianificazione a medio/lungo termine, con conseguenze positive – ma non immediate – delle azioni. Il “mover” ha visione imprenditoriale degli affari e possiede le qualità giuste per diventare leader di un gruppo. Brillante ma egocentrico e a volte ipocrita, è un ottimo psicologo, riesce a capire cosa vuole il gruppo da lui e glielo sa fornire: ciò lo porta ad essere molto amato ma anche molto odiato, adulato ma anche offeso. Ha molti progetti, non sa stare fermo, e questo lo porta ad affrontarne alcuni con superficialità. Raggiunge grandi obbiettivi e se non li raggiunge ne soffre parecchio perché è convinto, a volte esagerando, di essere destinato a grandi cose. Spesso tale modo di funzionamento appartiene a persone che hanno dovuto attraversare un’infanzia difficile o notevoli iniziali contrarietà o difficoltà, poi superate con forte perseveranza e fiducia nei propri mezzi. Gli esempi indicati nel libro sono i fratelli Wright, pionieri dell’aviazione, il presidente Franklin Delano Roosevelt e la star televisiva americana Oprah Winfrey. Fanno lavori mai banali ma alcuni detrattori possono considerarli, a conti fatti, mediocri.

Riflessivo (Perceiver) : utilizzo opzionale e modulare del cervello basso, ma non del cervello alto. Il “perceiver” esplora in profondità il proprio pensiero e le proprie azioni, situandoli in un contesto ampio. Studioso, si veste in maniera ordinaria perché non ama apparire, riflette molto prima di fare qualcosa. Nel gruppo tende ad ascoltare molto e a parlare poco, ma quando parla dice la cosa più intelligente della discussione e la dice a bassa voce, per questo chi lo conosce poco può percepirlo come “strano”, “solitario” oppure “snob”. Esempi citati: religiosi come il Dalai Lama e scrittori come Emily Dickinson. Schivi, poco inclini ad apparire sotto i riflettori, spesso dotati di forti principi morali, modesti, in genere non realizzano personalmente dei grandi progetti e non hanno grande interesse a perseguirli, solitamente anche quando raggiungono obbiettivi importanti il loro carattere li porta a non ricevere il giusto credito per quello che hanno costruito, tuttavia ciò non li disturba o li disturba poco. Dotati di poca creatività, fanno lavori da tutti considerati banali ma assolutamente non mediocri.

Creativo (Stimulator) : l’inverso del modo precedente. Intenso uso del cervello alto, ma non del cervello basso. Hanno le idee più innovative del gruppo ed eseguono progetti anche complessi, ma non si curano di seguirne le conseguenze, né, paradossalmente, hanno la capacità creativa di modificare i progetti quando cambiano le situazioni. Possono essere creativi e originali, ma rischiano di non fermarsi in tempo, creando problemi a loro stessi e agli altri. Raggiungono obbiettivi a volte anche molto elevati, talmente elevati che rischiano di non saper più controllare la situazione e finiscono per rimanere travolti dalle conseguenze. L’esempio nel libro è il campione di golf Tiger Woods, oppure alcuni ben intenzionati attivisti sociali americani che, partiti con progetti elevati ed innovativi, hanno creato grandi cose ma – a conti fatti – hanno fallito nel conseguire i propri obiettivi. Fanno lavori non banali e non mediocri ma che spesso li portano alla rovina.

Elastico (Adaptor) : scarso uso opzionale tanto del cervello alto che del cervello basso. Niente progetti a lungo termine: non sa programmarli e non riesce a raggiungerli, tuttavia ciò non lo disturba. Si è assorbiti dal contingente e dalle richieste immediate dell’ambiente. Un “adaptor” si sa godere la vita, non si mette troppi problemi a vivere alla giornata e si disinteressa di una programmazione che organizzi il proprio futuro, si accontenta anche di un lavoro considerato da tutti banale e mediocre. La sua vita privata è quasi sempre disorganizzata. Tende a seguire il gregge, anche se spesso viene giudicato molto spiritoso e vivace. Si è ottimi membri di un team, negli sport di gruppo e nelle imprese, ma, per quanto il soggetto sia ben voluto dagli altri componenti del gruppo, spesso non ha le qualità per essere giudicato un leader. Tra gli esempi: alcuni giocatori americani di baseball e, curiosamente, anche l’attrice Elisabeth Taylor, che risulta essere stata donna molto spiritosa, ma cattiva programmatrice della propria vita privata, con i suoi ben otto matrimoni.

E il linguaggio?

Resta il tema del linguaggio. Come rientra in questa nuova suddivisione?  Le aree cerebrali connesse con il linguaggio, a detta di Kosslyn, sono particolarmente interessanti: «A prima vista sembrano una notevole eccezione alla nostra generalizzazione sulle funzioni del cervello alto (top) e del cervello basso (bottom). Infatti l’area di Broca, notoriamente coinvolta nella produzione del linguaggio, si situa in quella che per noi è la regione inferiore del lobo frontale. Riceve ricche connessioni dalle regioni superiori di tale lobo, ma anche dal lobo temporale e dalle regioni motorie, somato-sensoriali e parietali». Quindi quali conclusioni si possono trarre? «Questo schema di connessioni suggerisce che l’area di Broca funziona in parte come se appartenesse al cervello alto, come sarebbe da aspettarsi, dato che controlla la bocca, la lingua, le labbra e le corde vocali durante la produzione del linguaggio. Però sappiamo anche che quest’area si attiva quando capiamo il linguaggio e questo è caratteristico delle funzioni del cervello basso. Inoltre, si attiva quando cerchiamo di capire il senso delle azioni delle altre persone, e dei loro gesti non verbali, di nuovo una funzione del cervello basso. Quindi, l’area di Broca gioca un ruolo nel classificare e interpretare le informazioni che riceviamo dall’esterno, come ci aspettiamo che avvenga, data la sua localizzazione anatomica. Dato che, però, gioca anche un ruolo nel generare i movimenti dell’apparato vocale, si conferma quanto sosteniamo nella nostra teoria: i due sistemi cerebrali, alto e basso, interagiscono senza posa e lavorano sempre insieme».

Nessun tipo di cervello è superiore agli altri

ino a ieri, alcuni sostenitori della diversità tra cervello destro e cervello sinistro non hanno lesinato «ricette» su come migliorare la nostra intelligenza, attraverso esercizi mentali, allenamenti a diversi tipi di pensiero e simili. La nuova teoria del cervello alto e del cervello basso di Kosslyn non offre nulla di simile. «Assolutamente no, nessun suggerimento di questo tipo, nessuna ricetta, nessuna terapia. Sottolineiamo ripetutamente nel nostro libro che nessuno dei quattro “modi” di funzionamento integrato del cervello è superiore agli altri tre. Ciascuno di questi è più o meno utile degli altri in circostanze diverse».

Integrare la vecchia e la nuova teoria

Il libro traccia ciascuna di queste biografie esemplari e spiega in dettaglio come le varie fasi e il profilo biografico globale mostrino l’attivazione e l’interazione (o la mancanza di interazione) tra i due cervelli. Personalmente, sono piuttosto persuaso che la storia del cervello destro e sinistro, seppur gonfiata a dismisura e divulgata in modo talvolta grezzo, non sia una leggenda. Ma forse, da ora in avanti, potremmo integrare queste suddivisioni, e parlare di cervello basso sinistro, alto destro e così via. Qualche biografia paradigmatica italiana non mancherebbe, ma asteniamoci, per ora.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

Informazioni su Dott. Emilio Alessio Loiacono

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