La mia ex di 14 anni chiedeva ad alta voce: “Chi vuole un pompino?”

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI SOLE TRAMONTO SPIAGGIA MARELa delusione è arrivata durante una festa di Capodanno, nella casa di un amico lasciata libera dai genitori, partiti per la montagna. I preparativi per festeggiare il 2014, in zona Navigli, a Milano, promettevano bene: c’erano birre, vodka, canne, potenti casse per pompare la musica e una trentina di amici tra i 14 e i 17 anni. Erano quasi tutti compagni di scuola, in un liceo artistico. Mattia sbirciava per vedere se c’era anche la sua ex ragazza, con cui era uscito per qualche settimana, e che l’aveva da poco lasciato con un sms. Dopo la prima puntata della nostra inchiesta sulle abitudini sessuali degli adolescenti, che si focalizzava sull’esperienza di un gruppo di studentesse di un liceo classico milanese (leggi), Il Fatto Quotidiano esplora ora un altro punto di vista. Quello di un 15enne – e dei suoi amici – che raccontano le difficoltà nel gestire relazioni basate sempre meno sui sentimenti, e lo spaesamento provocato dall’intraprendenza, talvolta aggressiva, delle ragazze.

CHI VUOLE UN POMPINO?

Passa quasi un’ora prima che Mattia incontri la sua ex. “L’ho vista ubriaca, che girava e chiedeva ad alta voce: ‘Chi vuole un pompino?’. È stata una cosa orribile, tristissima”, racconta lui. La parte peggiore però è arrivata poco dopo: “C’erano quattro ragazzi e due ragazze, tutti di 16 anni, che facevano le loro cose al piano di sopra. Toc. Toc. Toc… Il letto sbatteva contro il muro, era davvero fastidioso. Abbiamo alzato la musica al massimo per non sentire. Poi la mia ex, che ha solo 14 anni, si è aggiunta a loro. A quel punto i miei amici mi hanno portato via, ero disgustato”. Non è stato solo l’alcol, secondo Mattia, a spingere l’ex nell’orgia: “L’ha fatto solo per farsi notare, perché sapeva che c’erano i ragazzi più grandi. Me l’aspettavo, perché queste ragazze aprono le gambe come niente – dice mordendosi il labbro – ma ci sono rimasto comunque malissimo”.

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LA DONNA IDEALE

Mentre racconta la sua storia, diventa chiaro che Mattia non è il tipico liceale: beve poco, non fuma, è ancora vergine e soprattutto “mi fanno schifo quelli che escono con una tipa perché ha un bel culo. Io vorrei solo che fosse dolce, possibilmente simpatica. Che le piacesse la mia stessa musica, metal soft, che condividesse i miei ideali. Poi, certo, dev’essere carina, però non è quella la priorità”. Ma guardando questo ragazzo di 15 anni, coi capelli lunghi, la giacca di pelle nera e un viso che ricorda un giovane Johnny Depp, tutto viene in mente tranne che non abbia successo con le ragazze. “Infatti loro ci provano, ma io non voglio che la mia prima volta sia con una che mi salta addosso e mi ribalta. Voglio che sia speciale, voglio essere innamorato, perché per me fare l’amore ha un significato. Altrimenti avrei già perso la verginità. E ho molti amici che la pensano come me”. Quando parla delle ragazze Mattia non vuole generalizzare: “Non sono tutte assatanate. Il problema è che più fanno cose elaborate a letto, più scalano la piramide sociale. Per questo passano la giornata a parlare di sesso mentre noi pensiamo alla musica, ai videogame e, certo, anche alle tipe, ma solo se ci interessano davvero”.

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LE REGOLE DEL SUCCESSO

“Sappiamo tutti come funziona: se vuoi che le ragazze ci provino devi essere un truzzetto”. Che Mattia, sorseggiando un succo di pera (“il caffè non mi piace”) descrive così: pantaloni a vita molto bassa, coi boxer che s’intravedono. Capello corto, o testa rasata. Cappellino da rapper. Atteggiamento arrogante. “Se sei così – che poi è tutto quello che io odio – allora la tipa ce l’hai a disposizione. Ci fai quel che vuoi”. Ma anche i truzzetti, quando c’è da scegliere una fidanzata, sono perplessi: “Alla fine (e gli amici annuiscono, ndr) cerchiamo tutti una persona affidabile. Non una che cambia idea ogni settimana, che ti fa le corna, che non ha nessun autocontrollo e va a letto con altri quattro tizi. Non c’è niente di sexy in questo. Quelle come la mia ex infatti le odiamo tutti perché sono davvero eccessive”.

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IL TERRORE

Avere a che fare con ragazze così aggressive è una costante fonte d’ansia. Per vari motivi: “Intanto non sappiamo bene cosa dobbiamo fare. Metti che ci andiamo a letto e va male: diventa molto imbarazzante”. Soprattutto perché, conferma Mattia, “non fai a tempo a uscire dalla stanza che lei sta già messaggiando con le sue amiche per mandare un resoconto completo di tutto quello che abbiamo appena fatto. Descrivono ogni dettaglio e poi ti danno il voto, dicono se sei stato bravo o no. È davvero una sfida avere a che fare con queste cose”. È più sicuro, spiega, sperimentare con chi conosci bene: “Se l’hai appena incontrata va a spifferare tutto, ma proprio tutto, di sicuro. Il ragazzo che non riesce, o non viene, o non è particolarmente dotato vive poi nel terrore”.

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I PRELIMINARI

La versione delle ragazze che Il Fatto Quotidiano ha incontrato è che i preliminari contano talmente poco che, anche a scuola, parlarne non ti mette al centro dell’attenzione. Mattia svela qualche dettaglio in più: “Noi a loro non facciamo niente. Sono loro ad andare ‘di bocca e di mano’. Mi pare ovvio: loro ci osservano, giudicano ogni nostra mossa e movimento. E noi, per esempio il sesso orale, non sappiamo esattamente come farlo. Quindi non ce la sentiamo. Insomma, è un rischio inutile”. Mattia spiega il sesso come se fosse uno tra i pochi ad averne colto l’importanza. Racconta l’ansia che vivono i suoi amici prima di perdere la verginità, e il panico che li accompagna dopo, preoccupati dal finire intrappolati nella casella sbagliata, quella dello “sfigato”, “imbranato”, “effeminato”, di quello che “ce l’ha piccolo” o che “non ci sa fare”. Ci tiene a chiarire che per lui la differenza tra “scopare e fare l’amore” c’è eccome. E che anche tutto quello che accompagna e precede il sesso ha, per lui, un peso.

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FIORI E SOLLIEVO

Ci sono due momenti in cui Mattia alza la voce. Quando parla della sua ex (“come fai passarti quattro ragazzi uno dopo l’altro? E non intendo limonare, ma andare di bocca”) e quando racconta un episodio successo il giorno prima, a scuola. “La mia compagna di banco aveva il sorriso stampato in faccia. Le ho chiesto perché fosse così felice e mi ha detto che le è venuto il ciclo, che per fortuna non è rimasta incinta”. Ma non è il rischio di una gravidanza indesiderata a farlo innervosire: “Quello che davvero non concepisco è che si sia sverginata con un tipo, che tra l’altro ha davvero la faccia da stronzo, con cui è uscita per una settimana, che l’ha mollata per un’altra e poi è tornato da lei. E la sera stessa in cui si sono rimessi insieme lei c’è andata a letto, senza precauzioni e senza il minimo rispetto per se stessa”. E per l’8 marzo, dice Mattia, non avrebbe senso regalare le mimose alle sue amiche: “I fiori non li vogliono. Le uniche ad apprezzarli sono le prof”.

Questo è un articolo apparso sul Fatto Quotidiano. Lo riporto perché regala un interessante spaccato di come il mondo dei giovani si interfaccia col sesso.

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Informazioni su dott. Emilio Alessio Loiacono

Medico Chirurgo - Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Una risposta a La mia ex di 14 anni chiedeva ad alta voce: “Chi vuole un pompino?”

  1. Riccardo ha detto:

    Trovo che questo articolo non abbia nè capo e nè coda. Ok che sono delle brutte cose il fatto che si era ubriacata, che aveva fatto sesso senza le adeguate precauzioni per evitare una gravidanza, che l’abbiano fatto quasi in pubblico, facendosi notare, offendendo il pudore di qualcuno li vicino, che la ragazza l’abbia fatto (…secondo l’ipotesi su quanto raccontato…) solo per farsi notare, che si instaurino fidanzamenti che durino solo una settimana e si facciano le corna, che si faccia critica messaggiando alle amiche senza il consenso della persona con cui si hanno fatto certe cose. Ma trovo che tutto il resto non siano altro che falsi moralismi: non ci trovo niente di male nel perdere la verginità e fare sesso con una o più persone all’infuori di un fidanzamento se si è single nè nel passare la giornata a parlare di sesso invece che pensare alla musica e ai videogiochi durante l’adolescenza o l’età adulta che sia e neanche nell’uscire con una ragazza perchè ha un bel fondoschiena se è uno dei motivi per cui si esce con essa. E questa cosa che lui vuole chiarire, a un certo punto, che ci sia differenza tra “scopare e fare l’amore” non è altro che una sua cosa soggettiva, personalmente non ci trovo alcuna differenza tra le due cose indicate da i due termini che, inoltre, in realtà indicano la stessa cosa: sono sinonimi e chi non ha comprensione delle sinonimie, e, quindi, crede che due sinonimi indicano due cose diverse, è un’analfabeta funzionale. E farlo con una persona senza esserci fidanzato o innamorato non significa che non si debbano svolgere anche i preliminari o che la ragazza sia necessariamente una che ti salti addosso e ti ribalti e, poi, queste sono questioni di gusti personali e anche la sua concezione di “speciale” è soggettiva. Trovo che il sesso sia una delle cose più belle che esistano a prescindere da se lo si faccia tra fidanzati o tra persone single e non è un privilegio riservato alle persone innamorate, anche chi non è fidanzato ha una libido e ha diritto a soddisfarla. C’è chi ha una pulsione sessuale lieve ma c’è anche chi ne ha una molto più forte,più insistente e se non ci si vuole o non ci si può fidanzare con qualcuno non è giusto che si debba stare in astinenza sessuale solo perchè un falso moralismo pretende così. Anche io quando ero un liceale avevo caratteristiche contrarie allo stereotipo del “classico liceale” che intendete nell’articolo, anzi: io non bevevo affatto e sono tutt’ora astemio, non ho mai fatto un tiro di sigaretta, sono un salutista; non appartengo alla tendenza del “truzzetto”(e, comunque, non giudico le persone in base a se sono “truzzi” o altro) e, anzi, sono una metalhead che ascolta anche il metal estremo, ma non ci ho mai trovato alcunché di male nella sessualità adolescenziale tra persone single e con più persone e neanche nell’attrazione fisica. Tra l’altro, ha anche posto un preconcetto assurdo e ciò è che con una ragazza o ci esci perchè “ha un bel culo” o perchè è “dolce e possibilmente simpatica”, il che denota di vedere la realtà con i paraocchi…: perchè non può anche piacere una ragazza per entrambe le caratteristiche?… A me può piacere una ragazza sia per delle caratteristiche fisiche che per delle caratteristiche della personalità ecc., apprezzo delle ragazze per entrambi gli aspetti.
    Sono d’accordo nella contrarietà a cose quali l’alcolismo, la droga, la mancanza di serietà nell’impegno di una relazione, la violazione della privacy, il cercare di essere popolare a tutti costi, il non prendere precauzioni per quando si fanno certe cose, ma non sono affatto d’accordo su certi moralismi (…falsi) che noto espressi nei confronti della sessualità che, inoltre, vengono manifestati solo perchè precostituiti dalla religione predominante e il conformismo.
    Inoltre, sul finire dell’articolo, si nota meglio la mentalità sessista del ragazzo dell’articolo: il fatto che le ragazze debbano essere per forza quelle che vogliono i fiori… E, poi, il fatto che due persone escano insieme da una settimana non significa necessariamente che si siano messe insieme. Come fa una ragazza a fare sesso orale con quattro ragazzi di fila si è chiesto?… E’ semplicemente una questione di gusti personali, ma, comunque, lo so che per una mentalità di derivazione bigotta e sessista l’uomo può svolgere le attività sessuali come gli pare mentre la donna no.

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