I nuovi distributori automatici di frutta biologica a km zero

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DISTRIBUTORI FRUTTA BIOLOGICA A KM ZERO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgSvolta “salutistica” per le vending machine: i gestori della distribuzione automatica stanno ampliando l’offerta alimentare per tenere conto delle differenti esigenze nutrizionali, alimentari e di gusto dei consumatori. Secondo una ricerca svolta da Confida – Associazione italiana distribuzione automatica – sui propri associati, che rappresentano il 70% dell’intero mercato, l’82,6% dei gestori sta introducendo prodotti per intolleranti (senza glutine, senza lattosio, eccetera), il 74,4% prodotti provenienti da agricoltura biologica, il 70,9% prodotti freschi come yogurt e frutta, il 47,7% prodotti del territorio o a “chilometro zero” e il 62,8% prodotti equo solidali. La distribuzione automatica di cibi e bevande è un settore composto in Italia da circa 3.000 imprese che occupano 33mila lavoratori. Un mercato da 3,4 miliardi di euro con circa 10,5 miliardi di consumazioni erogate l’anno e oltre 800mila macchine da vending installate in uffici privati, enti pubblici, scuole, ospedali, stazioni e aeroporti. Non sorprende quindi che sempre più aziende del settore ortofrutticolo puntino con decisione sul canale: tra queste Gf Group che tra gli obiettivi da perseguire dopo lo sbarco in Borsa con il nome di Orsero Spa elencati martedì scorso a Milano cita proprio lo sviluppo del vending per le banane, e poi – tra le altre – Noberasco, New Factor, Melinda, Kiku. Ampie le potenzialità anche per la IV gamma.

Dai dati dell’indagine di Confida emerge anche come il 55,8% delle imprese abbia adottato interventi per la riqualificazione energetica e il 64% utilizzi soluzioni Led che comportano un risparmio energetico oltre a un minore impatto ambientale; il 29,1% produce energia “pulita” tramite pannelli solari, impianti di minieolico o altri strumenti. I distributori automatici di ultima generazione creano nuovi scenari sul fronte della shelf life: collegati ad internet con sistemi di telemetria (le cosiddette “smart vending machine”), adottati ad oggi dal 19,8% degli operatori, consentono di segnalare in tempo reale la necessità di rifornimento e gli eventuali guasti consentendo anche di intervenire in remoto sulle macchine.

L’attenzione alla gestione dei rifiuti e al riciclo crea un’economia circolare nel settore e si realizza tramite l’utilizzo di confezioni e bicchieri in materiale compostabile-biodegradabile o in materiale a basso impatto di Co2 adottati dal 47,7% dei gestori e la promozione della raccolta differenziata direttamente tra i clienti (adottata dal 69,8% delle società di vending). Il settore della distribuzione automatica, tramite Confida, ha anche dato vita ad un progetto ribattezzato “Vending sostenibile” per diffondere le buone prassi in materia di sostenibilità ambientale. In occasione degli “Stati generali” del settore organizzati da Confida a Roma nei giorni scorsi è stato però lanciato anche un grido d’allarme: l’obbligo della memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi che scatterà il primo aprile prossimo pesa molto sulle aziende, cui è già costato 45 milioni di euro.

Informazioni su Dott. Emilio Alessio Loiacono

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