Mastite e dotti galattofori otturati, patologie della donna che allatta

allattamento mastite dotti galattoforiDopo alcuni articoli su argomenti più leggeri, ora si torna seri nel parlare di patologie che interessano un momento molto particolare della donna: l’allattamento. Le patologie in questione sono la mastite e i dotti galattofori otturati.

La mastite è un’infezione batterica della mammella che spesso insorge nella donna che allatta. Tuttavia può anche interessare donne che non allattano o che siano incinte. Non si sa per certo perché la mastite colpisce alcune donne mentre altre non ne sono soggette. E’ possibile che i batteri trovino accesso tramite le ragadi del capezzolo, ma non è insolito vedere l’insorgere di una mastite in una donna con il capezzolo integro.

Bisogna distinguere la mastite dal dotto galattoforo otturato. Il dotto galattoforo otturato non si cura con gli antibiotici, mentre per la mastite spesso ci si ricorre. Il dotto galattoforo otturato si presenta come una massa gonfia e dolorosa nella mammella. La pelle sovrastante è spesso arrossata, come succede anche nella mastite, ma con meno intensità. Frequentemente, la febbre e dolore molto intenso vengono associate alla mastite. Non è facile capire la differenza tra un caso lieve di mastite e uno severo di dotto galattoforo otturato. Un dotto galattoforo otturato non curato può proseguire in mastite. In Francia, i medici riconoscono una condizione che chiamano lymphangite che si manifesta con la pelle della mammella arrossata e calda al tatto, febbre, ma niente massa dolorosa sottostante. Questi medici non credono sia necessario l’uso d’antibiotici per curare questa condizione. Io stesso ho riscontrato molti casi nella mia pratica che assomigliano a questa descrizione ed, infatti, il problema si risolve senza antibiotici. Ma spesso ci si guarisce anche da una mastite conclamata senza l’aiuto d’antibiotici.

Comune a tutti i problemi legati all’allattamento al seno è l’attacco non corretto alla mammella. Se il bambino non si attacca bene alla mammella non la svuoterà a dovere, favorendo di conseguenza l’insorgere della mastite.

Dotti galattofori otturati
Il dotto galattoforo otturato si risolve spontaneamente nell’arco delle 24-48 ore. Nella presenza di un dotto otturato, il bambino potrà essere irrequieto al seno perché il flusso del latte potrà rallentare a causa di esso. Si può liberare un dotto otturato con più rapidità provando uno o tutti dei seguenti consigli:
1)Continuare ad allattare sul lato affetto.

2) Svuotare bene la mammella affetta. Un modo per facilitare questo è posizionare il bambino in maniera che il suo mento “indichi” la zona inturgidita. Se ad esempio il dotto galattoforo interessato e quello della zona esterna verso il basso (ore 16:00), la posizione “rugby” o sottobraccio è la migliore.

3) Usare la spremitura manuale della mammella mentre il bambino poppa applicando una pressione continua.

4) Applicare calore all’area afflitta con la borsa dell’acqua calda prestando attenzione a non danneggiare la pelle con una temperatura troppo elevata e per molto tempo.
5)Cercare di riposare il più possibile. Non è sempre facile ma si può portare il bambino a letto con sé.

Quando una piccola vescica sull’estremità del capezzolo si associa al dotto otturato, la si può aprire con un ago sterile. Riscaldare la punta di un comune ago da cucito sulla fiamma, aspettare che si raffreddi e poi procedere a rompere la vescica. Se si ha timore ad applicare questa tecnica potete andare dal vostro medico di fiducia. Qualche volta si potrà spremere fuori una sostanza della consistenza del dentifricio liberando così il dotto galattoforo. Inoltre aprendo la vescica si sente un immediato sollievo dal dolore al capezzolo anche se il dotto non si libera immediatamente. Si consiglia di farsi vedere dalla clinica.

Se un dotto galattoforo otturato non si risolve entro 48 ore (cosa molto rara), l’uso della terapia ultrasonica può essere di beneficio, applicata dal medico con questa modalità: 2 watt/cm2, continuo per 5 minuti sull’area affetta, una volta al giorno, fino a 2 applicazioni.

Se il problema non si risolve con due applicazioni non è il caso di continuare, infatti quando la terapia ultrasonica funziona, dà risultati dopo una sola seduta. Inoltre, la terapia ultrasonica sembra aiutare a prevenire dotti galattofori otturati ricorrenti nella stessa zona della mammella. In alcune madri, l’assunzione di lecitina (1200 mg) 3 o 4 volte al giorno si è verificato efficace nella prevenzione di dotti galattofori otturati ricorrenti.

Mastite
Se la madre ha dei sintomi consoni alla mastite per più di 24 ore, dovrebbe iniziare una terapia antibiotica. Se la condizione rimane stabile e non si vedono miglioramenti dopo 24 ore, la madre dovrà iniziare la terapia. Di norma, i sintomi continuano a migliorare e scompaiono dopo 2 a 5 giorni. Di solito la febbre scompare dopo 24 ore, il dolore da 24 a 48 ore e l’inturgimento della mammella nel corso dei giorni successivi. Il rossore può perdurare per una settimana o più. Ecco qualche consiglio per chi soffre di mastite:
1) Continuate ad allattare, a meno che non sia troppo doloroso. Se risulta impossibile allattare, tirare il latte cercando di svuotare bene la mammella. Riprendere l’allattamento appena possibile, prima è meglio è. Continuando ad allattare si guarisce più in fretta dalla mastite. Non è dannoso per il bambino.

2) Calore (borsa d’acqua calda) applicato alla zona afflitta aiuta a guarire.

3) Il riposo aiuta a combattere l’infezione.

4) La febbre aiuta a combattere l’infezione. Usare gli antipiretici solo se ci si sente veramente male, non solo perché si ha la febbre.

5) Gli antidolorifici (acetaminofene, ibuprofene) sono molto efficaci. Vi sentirete meglio e la quantità che passa nel latte e che di conseguenza viene ingerito dal bambino è insignificante.

Ascesso

La comparsa di un ascesso può complicare la mastite. Non è necessario abbandonare l’allattamento nel caso questo accada. Spesso bisogna drenare l’ascesso chirurgicamente, in quel caso è comunque possibile allattare.

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