La leva militaree dovrebbe essere obbligatoria anche per le donne?

Forse non tutti sanno che la leva militare obbligatoria per gli uomini in Italia non è stata abolita, ma soltanto sospesa con la legge n. 226 del 2004. In teoria, in caso di guerra o grave emergenza nazionale (e di questi tempi l’ipotesi non è purtroppo così peregrina) potrebbe essere ripristinata rapidamente.

Storicamente, come in quasi tutti i Paesi del mondo, la leva riguarda esclusivamente gli uomini, che sono letteralmente costretti a partire e rimanere nella zona di conflitto, pena i reati di renitenza alla leva e diserzione.

Questo però apre una questione logica e politica interessante. Nel momento attuale l’opinione pubblica insiste giustamente molto sul principio di parità tra uomini e donne: parità nel lavoro, nelle opportunità, nei diritti civili e nella rappresentanza. Se però si accetta il principio della piena uguaglianza tra i sessi in tutti i campi della vita pubblica, la domanda diventa inevitabile: la parità dovrebbe riguardare anche i doveri civici più gravosi, come il servizio militare obbligatorio?

Alcuni sostengono che la leva dovrebbe essere universale, quindi applicata sia agli uomini sia alle donne, proprio per coerenza con il principio di uguaglianza non solo in tutti i diritti ma anche in tutti i doveri. Altri ritengono che esistano differenze biologiche, sociali e operative che giustificherebbero ancora una apparentemente anacronistica distinzione. In diversi Paesi il dibattito è già concreto: in Norvegia e in Israele, ad esempio, la leva militare coinvolge anche le donne, sebbene con modalità parzialmente diverse. Recentemente la Croazia ha ufficialmente reintrodotto il servizio di leva obbligatorio per tutti gli uomini tra i 19 e i 30 anni che porta ad entrare nella riserva dell’esercito fino ai 55 anni, ma non per le donne, per cui la leva rimane su base volontaria, quindi non obbligatoria.

La domanda quindi non è provocatoria: se chiediamo uguaglianza nei diritti, dobbiamo chiedere uguaglianza anche nei doveri?
Esistono ambiti in cui una distinzione rimane legittima?
Il femminismo non dovrebbe battersi per la parità in tutti i campi (compresa quindi anche la leva obbligatoria femminile) e non solo “quando conviene”?
Secondo voi, in caso di ripristino della leva militare, essa dovrebbe essere obbligatoria anche per le donne?

Sono curioso di sentire il vostro punto di vista. Scrivetelo nei commenti e spiegate il perché.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

 

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