Lo statunitense Jonathan Buckelew, oggi 35enne, ha vissuto un’emergenza che gli ha cambiato la vita il 26 ottobre 2015, quando è stato trasportato d’urgenza in un ospedale della Georgia (USA) dopo essere andato in convulsioni e aver perso conoscenza durante una manipolazione cervicale chiropratica, secondo quanto riportato dai documenti del tribunale. Buckelew è stato portato al North Fulton Hospital, dove un ictus del tronco encefalico non è stato diagnosticato per un’intera giornata. Il ritardo ha causato la sindrome da locked-in, una rara condizione neurologica che lascia il paziente pienamente cosciente ma completamente paralizzato, ad eccezione dei movimenti oculari. Chi soffre di questa condizione è cosciente dell’ambiente circostante e generalmente può udire, ma non è in grado di muoversi né di comunicare, per il resto della vita.
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Risarcimento record
Buckelew ha citato in giudizio il chiropratico, l’ospedale, il dottor Matthew Womack, il radiologo James Waldschmidt e il neurologo di guardia Christopher Nickum. Il tribunale statale della contea di Fulton ha stabilito che Womack e Waldschmidt non hanno diagnosticato correttamente l’ictus di Buckelew, e a quest’ultimo è stato riconosciuto un risarcimento record di 75 milioni di dollari. La Corte d’Appello della Georgia ha confermato la sentenza nel marzo scorso, condannando Womack per negligenza medica con un risarcimento di 40 milioni di dollari. Secondo i documenti giudiziari, a Buckelew sono stati assegnati 9 milioni di dollari per spese mediche passate, 20 milioni per spese future e 46 milioni per dolore e sofferenza.
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Danni evitabili
«Questo caso è straziante, perché la paralisi e il danno cerebrale di Jonathan erano completamente evitabili», ha dichiarato Lloyd Bell, l’avvocato di Buckelew, dopo la sentenza favorevole della giuria. «Se tutti i professionisti sanitari coinvolti nella cura di Jonathan avessero agito secondo gli standard, diagnosticato e trattato l’ictus per tempo e comunicato efficacemente tra loro, la vita di Jonathan sarebbe oggi molto diversa. Il medico del pronto soccorso ha visto che il paziente presentava tutti i segni e sintomi di un ictus e non ha mai attivato l’allerta ictus. Avevano delle linee guida da seguire per giungere alla diagnosi corretta, ma non le hanno rispettate.».
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Staccare la spina
La vita di Buckelew è ora irriconoscibile rispetto al passato. Era attivo, praticava sport, ma oggi non può né muoversi né parlare. «Sento che non esiste una vera giustizia per qualcuno che ha perso ogni aspetto della propria vita», ha detto il padre, Jack, all’emittente CBS affiliate Atlanta News First. Jack ha spiegato che lui e la moglie, Janice, hanno dovuto trasformare completamente la loro casa per adattarla alle esigenze del figlio. Buckelew non può parlare con la sua famiglia, ma comunica sbattendo le palpebre o usando il naso per digitare su una tastiera. «Ci sono giorni in cui dice: “staccate la spina”, e quelli sono i giorni più duri».
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine