Ictus, emorragia cerebrale e TIA: cosa fare e cosa NON fare

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma EMORRAGIA CEREBRALE CUSE SINTOMI PREMONITORI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari PeneCosa fare se si sospetta un TIA (attacco ischemico transitorio) o un ictus cerebrale?
Intervenire con grande tempestività è l’unico modo per prevenire effetti devastanti o invalidanti, quindi è importante di fronte ai primi sintomi chiamare il 118 e andare nell’ospedale più vicino dotato di stroke unit (reparti con personale in grado di diagnosticare i sintomi dell’ictus e trattarlo nel modo più efficace).

Cosa NON fare se si sospetta un TIA o un ictus cerebrale? 

  1. NON chiamare la guardia medica
  2. NON rivolgersi al medico di famiglia
  3. NON mettersi a letto in attesa che i sintomi spariscano
  4. NON perdere tempo per nessun motivo

La regola d’oro: recarsi IMMEDIATAMENTE all’ospedale
Un attacco ischemico transitorio, come anche un ictus o una emorragia cerebrale, devono sempre essere gestiti come un’emergenza, anche se i sintomi sono già passati, specie perché un TIA può essere considerato un campanello d’allarme per un futuro ictus cerebrale vero e proprio. Basti pensare che addirittura il 40% dei pazienti colpiti da un TIA, in futuro viene colpito da un ictus.
E’ fondamentale che, ai primi sintomi di allarme, ci si rechi in un ospedale dotato di Stroke Unit. Solo questi ospedali sono organizzati adeguatamente a gestire in maniera accurata ed appropriata l’emergenza ictus. Il soggetto, portato nella stroke unit, potrebbe venire sottoposto ad una trombolisi, cioè gli vengono somministrati farmaci trombolitici/antiaggreganti che sciolgono i coaguli e ne prevengono di nuovi. E’ indispensabile che il personale specializzato valuti se il paziente è in grado di poter essere trattato con questa terapia che ha, su particolari soggetti, alcune controindicazioni. La trombolisi può essere effettuata in pazienti che hanno avuto un’ischemia cerebrale al massimo entro 3 ore dall’esordio dei sintomi. Quando il caso lo richiede, si interviene anche chirurgicamente, ad esempio per rimuovere il trombo che ha causato l’attacco ischemico transitorio.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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