Differenza tra emorragia interna, esterna, capillare, arteriosa, venosa

MEDICINA ONLINE QUALE LA DIFFERENZA TRA ARTERIA VENA CAPILLARE.Con il termine “emorragia” (in inglese “hemorrhage” o “bleeding”) in medicina si intende la fuoriuscita del sangue dai vasi sanguigni o dal cuore.

Emorragia interna o esterna

In base alla sede della fuoriuscita di sangue si possono avere due tipi di emorragia: interna o esterna. La principale differenza è che in quella interna il sangue rimane confinato all’interno del corpo, mentre in quella esterna il sangue esce all’esterno del corpo.

Emorragia interna

L’emorragia interna è un tipo di emorragia in cui il sangue, fuoriuscito da un vaso sanguigno o dal cuore, si riversa (e si può accumulare) all’interno del corpo. L’emorragia interna può essere causata da lesione sia di una vena che di una arteria. E’ una emorragia subdola perché non è visibile all’esterno e, se lieve, il paziente può anche non accorgersi di averla, se non magari ad un controllo casuale dei valori del sangue, che mostrano una inspiegabile anemia. L’assenza dei sintomi può portare ad un ritardo della diagnosi e ad un relativo aumento della gravità della patologia o condizione che l’ha determinata a monte. In alcuni casi una emorragia interna si manifesta unicamente perché viene ad essere riscontrata in tracce microscopiche in materiali biologici, come nel caso delle feci o delle urine. In alcuni casi se il sangue viene perso nella parte alta del tratto digerente (ad esempio nello stomaco), ha il tempo di coagularsi e può essere ritrovato nelle feci che appaiono di colore marrone molto scuro, tendente al nero (melena). Altra componente che concorre alla possibile elevata gravità di una emorragia interna è il fatto che il sangue non può disperdersi all’esterno e, rimanendo confinato all’interno del corpo, si accumula e l’ematoma può determinare compressione a livello di vasi, nervi od organi, come per esempio avviene nel tamponamento cardiaco da emorragia intrapericardica o nell’aumento della pressione endocranica da ematoma cerebrale. Se l’emorragia interna è grave – perché è lesionato un grande vaso arterioso – è rapidamente mortale, come ad esempio avviene nell’emorragia da rottura di aneurisma addominale. Anche l’emorragia di una arteria più piccola può essere mortale se non si interviene rapidamente per impedire la fuoriuscita di sangue.

Per approfondire: Emorragia interna: definizione, cause, sintomi, diagnosi, gravità, terapia

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Lieve perdita ematica esterna da lesione della cute

Emorragia esterna

L’emorragia esterna è un tipo di emorragia in cui il sangue, fuoriuscito dal vaso, si riversa all’esterno del corpo (non determinando quindi l’effetto compressivo tipico delle emorragie interne). L’emorragia esterna è più frequentemente causata da lesione di vasi più superficiali, quindi da una vena. Le emorragie esterne di lieve entità rappresentano una emergenza meno frequentemente rispetto a quelle interne, poiché negli individui sani esistono fattori fisiologici come piastrine, fibrinogeno e fibrina, che intervengono nella coagulazione del sangue, la quale blocca l’emorragia. Ciò non significa tuttavia che una emorragia esterna non sia pericolosa: le emorragie venose massive che coinvolgono vasi venosi di grossa portata, richiedono trattamenti d’urgenza, sono pericolose e spesso mortali.

I due tipi di emorragia, quella esterna e quella interna, non si escludono a vicenda e nello stesso paziente possono essere anche contemporaneamente presenti.

Per approfondire gli argomenti fino ad ora citati, leggi anche:

Emorragia arteriosa, venosa o capillare

In base al tipo di vaso sanguigno da cui fuoriesce il sangue, si possono avere due tipi di emorragia:

  • emorragia arteriosa: si verifica quando il sangue fuoriesce da una arteria; 
  • emorragia venosa: si verifica quando il sangue fuoriesce da una vena;
  • emorragia capillare: si verifica quando il sangue fuoriesce da una arteria.

Emorragia arteriosa

Le emorragie arteriose – ammettendo che l’arteria interessata appartenga al circolo sistemico e non a quello polmonare – sono caratterizzate dalla fuoriuscita di sangue rosso vivo (ossigenato) che avviene in sincronia con il battito cardiaco. Il sangue arterioso esce con schizzi molto intensi che si alternano a momenti di “quiete”, tanto più intensi quanto la lesione avvenga in prossimità del cuore. Allontanandoci dal cuore, la pressione sistolica tende gradatamente a diminuire ed una lesione arteriosa produrrà schizzi di sangue meno intensi. Le emorragie arteriose sono generalmente molto più gravi di quelle venose. Se gravi sono mortali.

Emorragia venosa

Le emorragie venose – ammettendo che la vena interessata appartenga al circolo sistemico e non a quello polmonare – sono caratterizzate dalla fuoriuscita di sangue rosso scuro (non ossigenato, ricco di anidride carbonica) che NON avviene in sincronia con il battito cardiaco. Il sangue venoso fuoriesce in modo graduale e lento, senza schizzi alternati a periodi di “quiete”. Le emorragie venose sono generalmente meno gravi di quelle arteriose, tuttavia ciò non significa che non siano pericolose: una emorragia venosa di grave entità (qualora ad esempio venga lesa una grossa vena) e non trattata, può essere mortale, anche se in tempi più lunghi rispetto ad una emorragia arteriosa a parità di diametro di vaso.

Emorragia capillare

Le emorragie capillari sono le meno gravi: in esse il sangue fuoriesce a gocce intorno alla lesione. La perdita di sangue capillare è generalmente di lieve quantità. Quando non si verifica una lacerazione cutanea, il sangue si raccoglie sotto l’epidermide (ematoma), mentre sulla pelle è visibile un’ecchimosi, chiazza di colorito violaceo che con il passare del tempo diventa prima giallastra e poi tende a scomparire.

I tre tipi di emorragia, quella arteriosa, quella venosa e quella capillare, non si escludono a vicenda e nello stesso paziente possono essere anche contemporaneamente presenti.

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Cause

Le cause che portano ad emorragie, sono molteplici:

  • rottura di un vaso da trauma;
  • trasudamento anomalo di sangue dal vaso;
  • corrosione delle strutture intimali del vaso per danni alla parete.

Queste evenienze possono essere causate e/o favorite da vari motivi, tra cui:

  • traumatismi di varia natura, come ad esempio incidenti stradali, colpo di arma da fuoco, ferita da taglio, traumi contusivi contro oggetti appuntiti, amputazione, rottura scomposta di femore…;
  • patologie dei vasi sanguigni, come ad esempio vasculiti, aterosclerosi, dissezione o aneurisma con rottura;
  • patologie cardiovascolari: un picco di ipertensione arteriosa può ad esempio lesionare un vaso sanguigno già indebolito da altra patologia;
  • vari tipi di infezioni virali, batteriche e parassitarie, come quelle causate dal virus Ebola o dal virus Marburg;
  • coagulopatie, cioè malattie della coagulazione sanguigna;
  • presenza di piaghe, come ad ad esempio lesioni da decubito;
  • vari tipi di tumori, come ad esempio tumore del colon-retto, del polmone, della prostata, del fegato, del pancreas, del cervello o del rene;
  • presenza di ulcerazione, ad esempio ulcera gastrica perforata;
  • interventi chirurgici: lesione di vaso sanguigno per errori del medico.

Una emorragia può essere inoltre favorita da:

  • malnutrizione per difetto;
  • scorbuto;
  • trombocitopenia autoimmune;
  • gravidanza ectopica;
  • ipotermia maligna;
  • cisti ovariche;
  • carenza di vitamina K;
  • emofilia;
  • farmaci.

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Malattie che interferiscono con la coagulazione

Una emorragia può essere complicata dalla presenza di varie malattie, come ad esempio da una coagulopatia, cioè da una malattia che interferisce con la normale coagulazione del sangue. A tal proposito leggi anche:

Sintomi e segni

In caso di emorragia, i sintomi e segni possono essere molto vari e più o meno gravi in base al tipo, al sito ed alla gravità della perdita ematica. Ad esempio una semplice epistassi (sangue dal naso) generalmente non determina alcun sintomo o segno se non il sanguinamento stesso, mentre una grave emorragia interna determina rapidamente segni molto gravi di shock ipovolemico. Parlando in generale, possibili sintomi e segni di una emorragia possono essere:

  • dolore nel sito della lesione;
  • sanguinamento visibile nel sito di lesione (nel caso di emorragia esterna);
  • pallore;
  • ipotensione arteriosa (diminuzione della pressione sanguigna);
  • tachicardia o bradicardia (aumento o diminuzione della frequenza cardiaca);
  • tachipnea o bradipnea (aumento o diminuzione della frequenza respiratoria);
  • dispnea (fame d’aria);
  • sonnolenza;
  • perdita di coscienza (svenimento);
  • perdita della concentrazione;
  • debolezza;
  • ansia;
  • amnesia;
  • sete intensa;
  • vista annebbiata;
  • ipotermia (diminuzione della temperatura corporea);
  • senso di freddo;
  • sudore freddo;
  • brividi;
  • malessere generale;
  • senso di confusione;
  • anemia;
  • vertigini;
  • anomalie del sistema nervoso (deficit motori e/o sensitivi);
  • shock emorragico ipovolemico;
  • coma;
  • decesso.
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Epistassi (“sangue dal naso”)

Diagnosi

La diagnosi si basa sull’anamnesi e sull’esame obiettivo, che in genere sono sufficienti in caso di lievi sanguinamenti esterni. In caso di emorragia interna, al contrario, la diagnosi di urgenza dovrà basarsi anche su altre tecniche come indagini di laboratorio (emocromo, ricerca di sangue occulto nelle feci, analisi delle urine…) e diagnostica per immagini (TAC, risonanza magnetica, ecografia…).

Trattamento

Il trattamento varia molto in base a sede e gravità dell’emorragia. Nei casi di lieve sanguinamento esterno in genere è sufficiente pulire la ferita, disinfettarla e comprimere il sito con una garza, applicando anche dei punti se necessario. Molti sanguinamenti esterni lievi, se l’individuo è sano, si autolimitano in pochi minuti anche senza alcun intervento medico.

In caso di emorragia interna arteriosa o venosa grave, la terapia deve essere intrapresa il prima possibile per evitare la morte del paziente. Il primo trattamento è rappresentato dalla compressione a monte del punto di rottura di un vaso sanguigno, che non deve essere rimossa per non perdere il beneficio del processo coagulativo. Il trattamento è chirurgico: il chirurgo vascolare dovrà intervenire a livello della lesione, per ripararla. L’ipovolemia e l’ipotermia devono essere contrastati con massiva reintroduzione di sangue e liquidi.

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Zone interessate da emorragia

Le emorragie si possono classificare anche a seconda della zona dell’organismo interessata dal sanguinamento. Esempi di emorragia, sono:

  • emoperitoneo: emorragia all’interno del peritoneo;
  • emopericardio: emorragia tra i due foglietti pericardici;
  • emotorace: emorragia pleurica massiva;
  • emorragie gastrointestinali: interessano un tratto del tubo gastrointestinale cioè esofago, stomaco, duodeno, intestino tenue, colon- retto e ano;
  • epistassi: riguarda invece il sanguinamento dalle narici;
  • emorragie del sistema nervoso: possono essere distinte in emorragia cerebrale o emorragia intra-assiale correlata alla rottura di una vaso cerebrale (da traumi da rottura di un aneurisma cerebrale, ad esempio in caso di picco ipertensivo) e in emorragie extra-assiali che sono correlate ad emorragia nei rivestimenti esterni del sistema nervoso e si possono distinguere in emorragia epidurale, sottodurale e subaracnoidea.

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