Differenza tra ematochezia, rettorragia, proctorragia, melena, sangue occulto nelle feci

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma FECI SANGUE MUCO CIBO PUS VERMI PREOCCUPARE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari AnoIl termine “ematochezia” indica l’emissione di feci miste a sangue di colore rosso vivo. Il sangue in questo caso:

  • è di lieve entità;
  • è di colore rosso vivo;
  • viene emesso insieme alle feci;
  • “vernicia” il cilindro fecale (o è presente in striature);
  • è espressione di un sanguinamento da una lesione vicina all’ano (ano stesso o retto).

Per approfondire, leggi anche: Ematochezia: cause, sintomi, diagnosi, cure, quando preoccuparsi?


Il termine “rettorragia” (anche chiamata “proctorragia“, i due termini sono sinonimi) indica l’emissione di sangue dall’ano. Il sangue in questo caso:

  • è di entità più elevata rispetto all’ematochezia;
  • ha un colore generalmente più scuro rispetto all’ematochezia, ma più chiaro rispetto alla melena;
  • può essere emesso insieme alle feci o può essere emesso senza defecare;
  • se emesso con le feci, non le “vernicia” solamente bensì tende a “farcirle”;
  • è espressione di un sanguinamento da una lesione non necessariamente vicina all’ano, ad esempio può essere provocata da una emorragia del colon trasverso o discendente.

Per approfondire, leggi anche: Quando il sangue esce dall’ano: rettorragia e proctoragia


Con “sangue occulto nelle feci” si indica una condizione in cui il sangue è presente nel materiale fecale, ma in quantità talmente piccole che non è visibile ad occhio nudo ma solo tramite ricerca eseguita con indagini di laboratorio. Il sangue in questo caso:

  • e di lievissima entità (minore rispetto all’ematochezia);
  • è emesso insieme alle feci;
  • è nelle feci, ma è invisibile ad occhio nudo;
  • è espressione di un sanguinamento da una lesione non necessariamente vicina all’ano, ad esempio può essere provocata da una emorragia del colon trasverso o discendente.

Il sangue occulto nelle feci, unito all’anemia e ad una perdita di peso inspiegabile, spesso sono i primi segnali di un tumore del colon.

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Con “melena” si indica una condizione in cui il sangue è presente nel materiale fecale ma è “digerito”: la bilirubina ha avuto il tempo di trasformarsi e di venire degradata, quindi le feci appaiono nere (“picee”).

Il sangue in questo caso:

  • e di entità variabile, ma è generalmente in quantità sufficiente a fornire la colorazione nera a tutte le feci;
  • è emesso insieme alle feci;
  • è di colore rosso scurissimo, marrone, tendente al nero.

La melena è generalmente espressione di una lesione molto lontana dall’ano, ad esempio una emorragia a livello dello stomaco, ma potrebbe anche essere espressione di una emorragia vicina all’ano (ad esempio nel colon discendente o nel sigma) in presenza di un transito intestinale estremamente lento per blocco intestinale (ileo meccanico o paralitico).

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Cause, terapie e cure

Innumerevoli sono le cause ed i fattori di rischio che determinano o favoriscono il sanguinamento: dolicocolon (eccessiva lunghezza del colon); stipsi; enterocele;
blocco del transito intestinale a causa vari fattori come tumori intestinali o addominali o gomitolo di parassiti intestinali; rettocele; colite; fecaloma; dieta povera di liquidi; ragadi, fistole, emorroidi, prolassi; traumi addominali; corpi estranei nell’intestino; tumore a colon, retto, ano; lesioni da rapporto sessuale anale.

La diagnosi della causa a monte che determina il sanguinamento viene effettuata durante la visita proctologica con anoscopia, in cui anamnesi ed ispezione della zona anale sono spesso sufficienti a raggiungere una diagnosi. L’esame fisico del paziente con palpazione dell’addome può permettere al medico di palpare una eventuale massa dura di origine fecale in fossa iliaca sinistra, probabile segno di fecaloma. L’esplorazione digitale rettale può aiutare il medico nella diagnosi. La rettosigmoidoscopia è particolarmente utile in tutti i dolore durante la defecazione, stipsi ostinata e blocchi intestinali. In alcuni casi si può ricorrere alla radiografia diretta dell’addome. L’esame delle feci con coprocoltura e ricerca di sangue occulto è in molti casi utile al medico per raggiungere la diagnosi, come anche la defecografia e la colonscopia tradizionale e virtuale.

Il trattamento specifico di un sanguinamento dall’ano è fortemente condizionato dalla causa a monte che l’ha determinato ed include terapie mediche (lassativi, clisteri…) e chirurgiche (rimozione di polipi, cancro al colon…). A prescindere dalla causa specifiche che ha determinato il sanguinamento, seguire alcuni consigli abbassa senza dubbio il rischio di soffrirne:

  • evitare le abbuffate;
  • alimentarsi in modo adeguato;
  • assumere la giusta quantità di fibre (né troppe, né troppo poche);
  • perdere peso se sovrappeso o obesi;
  • bere adeguate quantità d’acqua (almeno 1,5 litri al giorno);
  • svolgere periodicamente attività fisica;
  • evitare la vita sedentaria;
  • indossare biancheria intima di cotone;
  • evitare biancheria sintetica non traspirante;
  • mantenere la zona anale e perianale pulita, usando detergenti appropriati dopo ogni defecazione;
  • evitare l’igiene eccessiva o maniacale che potrebbe causare irritazione;
  • utilizzare carta igienica morbida, non colorata e non profumata;
  • lavare la zona anale dopo l’attività sportiva per eliminare sudore e sporcizia recuperata da eventuali attrezzi sportivi;
  • asciugare la zona genitale ed anale con il phon o con un panno morbido di cotone, evitando di lasciarla umida;
  • evitare il grattamento dell’ano;
  • lavare l’ano con acqua tiepida o lievemente calda o lievemente fredda: NON usare acqua gelata o bollente;
  • evitare di stare seduti tutto il giorno o – se necessario –  usare una ciambella come questa: https://amzn.to/2ObIydU.

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Quando andare dal medico? Come abbiamo visto il sanguinamento può essere determinato da cause meno gravi o più gravi. Un singolo episodio di sanguinamento, non correlato ad altri sintomi o segni, non dovrebbe mettere in ansia il paziente e dovrebbe risolversi spontaneamente. Episodi ripetuti di sanguinamento dovrebbero essere invece indagati tempestivamente, perché potrebbero essere la spia di un problema anche grave.

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