Differenza tra flebite, flebotrombosi, tromboflebite, trombosi venosa profonda

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Differenze tra arteria e vena

Flebite

Con “flebite” in medicina si identifica genericamente l’infiammazione della tonaca intima di una vena. In base alle cause che l’hanno provocata, una flebite prende il nome di:

  • flebite meccanica: è l’infiammazione di una vena causata dall’attrito contro l’endotelio da parte di un accesso vascolare;
  • flebite chimica: è l’infiammazione di una vena causata da farmaci o soluzioni che possono avere un effetto irritante sulle pareti venose interne;
  • flebite batterica: è l’infiammazione di una vena causata dall’azione di tossine batteriche veicolate ad esempio da strumenti per iniezioni o flebo; l’infiammazione della vena è quindi determinata da una infezione.

Inoltre, in base alla profondità della vena interessata da infiammazione, si distinguono due tipi di flebite:

  • flebite superficiale: interessa i vasi venosi posti subito al di sotto della cute;
  • flebite profonda: interessa vasi situati più in profondità, come ad esempio la vena femorale.

La flebite si associa generalmente, ma non necessariamente, alla formazione di “trombosi venosa”.

Trombosi venosa

L’espressione “trombosi venosa” indica il fatto che uno o più trombi ostruiscano una o più vene, più spesso a carico degli arti inferiori, anche se virtualmente ogni vena può essere colpita da trombosi; particolarmente a rischio sono le vene varicose nelle gambe, comuni nelle donne in gravidanza e negli anziani. Al contrario, nella “trombosi arteriosa”, il trombo ostruisce una arteria, e non una vena. Una trombosi arteriosa è un evento mediamente molto più pericoloso rispetto ad una trombosi venosa, pensiamo ad esempio all’ostruzione di una arteria coronaria o cerebrale, che potrebbero innescare un infarto acuto del miocardio (“attacco di cuore”) o un ictus cerebrale ischemico. Ciò ovviamente non significa che una trombosi venosa sia un evento necessariamente lieve: una trombosi venosa profonda è capace ad esempio di generare una embolia polmonare anche mortale.

Tromboflebite

Quando l’infiammazione della vena (flebite) si associa alla presenza di un trombo nella vena (trombosi venosa), allora si parla di “tromboflebite“. Se la vena colpita è superficiale si parla di “tromboflebite superficiale“, mentre invece se la vena interessata è profonda e all’interno di un muscolo, si parla di “tromboflebite profonda” o più correttamente di “trombosi venosa profonda” o “TVP” situazione quest’ultima molto più grave che pone il paziente a rischio di complicazioni anche mortali. Il termine “flebite” viene spesso usato come sinonimo di “tromboflebite superficiale”, sebbene ciò non sia del tutto corretto visto che la tromboflebite superficiale, come prima spiegato, è solo uno dei possibili tipi di flebite, quello caratterizzato dalla formazione di un trombo che occlude una vena superficiale.

Flebotrombosi

Con “flebotrombosi” si indica la presenza di uno o più trombi all’interno di una o più vene. La presenza di tali trombi NON è determinata dall’infiammazione della parete del vaso (chiamata “flebite”) fatto questo che differenzia la flebotrombosi dalla tromboflebite. Semplificando: mentre nella flebotrombosi il trombo è causato dalla precedente presenza dell’infiammazione della vena, nella flebotrombosi il trombo è causato da altra condizione e la vena NON è infiammata (anche se può diventarlo in seguito). La flebotrombosi può causare embolia polmonare o – più raramente  embolia paradossa, inoltre è causa di sindrome post trombotica con insufficienza venosa cronica (PTS, spesso chiamata anche sindrome post-flebitica).

Trombosi venosa profonda (TVP)

Con “trombosi venosa profonda” (TVP) si indica la formazione di un coagulo di sangue all’interno di una vena profonda del corpo e non in una vena superficiale. La trombosi venosa profonda causa un’ostruzione parziale o completa al flusso del sangue all’interno della vena (o delle vene).  Le sedi più colpite da TVP sono le grandi vene dell’arto inferiore (gamba e coscia), ma la trombosi può formarsi in qualsiasi vena profonda del corpo, ad esempio nelle vene profonde dell’arto superiore (braccio), del collo o dell’addome. Come già precedentemente accennato, al contrario della “trombosi venosa superficiale” (presenza di coagulo nelle vene superficiali) e della “tromboflebite superficiale” (infiammazione di una vena superficiale con formazione di coagulo), la TPV è un evento generalmente grave, potenzialmente mortale: la complicanza più temuta di questa condizione è infatti l’embolia polmonare, un’evenienza anche fatale che si verifica quando un frammento del trombo si stacca e passa in circolo, diventando un “embolo”, per poi raggiungere – tramite le vene cave – l’atrio destro del cuore, per poi passare nel ventricolo destro ed andarsi a fermare a livello delle arterie polmonari, i vasi sanguigni che, partendo dal ventricolo destro del cuore, raggiungono i polmoni grazie alla piccola circolazione, portando il sangue ricco di anidride carbonica ad essere riossigenato.

Complicanze della trombosi venosa profonda

Le complicanze della trombosi venosa profonda, sono:

  • Insufficienza venosa cronica: è una condizione patologica dovuta ad un difficoltoso ritorno del sangue venoso al cuore. L’insufficienza venosa degli arti inferiori innesca un aumento di pressione nei capillari, con successiva formazione di edema, ipossia generalizzata e lattacidemia (eccessiva presenza di acido lattico nel sangue). Per approfondire: Insufficienza venosa e vene varicose: cause, prevenzione e trattamenti
  • Sindrome post-flebitica o post-trombotica (PTS): sono i segni e sintomi che possono verificarsi come complicanze a lungo termine della trombosi venosa profonda. La sindrome post-trombotica può coinvolgere tra il 23 e il 60% dei pazienti nei due anni successivi ad un evento di trombosi venosa profonda alla gamba, il 10% di questi può sviluppare una grave condizione, comprendente ulcere venose. I fattori di rischio per la sindrome postflebitica comprendono la trombosi prossimale, la trombosi venosa profonda omolaterale ricorrente, e un indice di massa corporea superiore a 22.
  • Embolia polmonare: qualora il trombo si stacchi andandosi a fermare a livello delle arterie polmonari, si può verificare la pericolosa “embolia polmonare”, una delle più temibili complicanze della trombosi venosa profonda; a tal proposito, leggi: Embolia polmonare: massiva, diagnosi, da tumore, terapia

Semplificando

Semplificando i concetti:

  • flebite: infiammazione di una vena;
  • trombosi venosa: presenza di trombi in una vena;
  • trombosi arteriosa: presenza di trombi in una arteria;
  • tromboflebite: infiammazione di una vena che porta alla formazione di un trombo nella vena;
  • flebotrombosi: presenza di trombo all’interno di una vena; la presenza del trombo NON è determinata dall’infiammazione (il trombo si sviluppa per altri motivi), anche se l’infiammazione della vena può verificarsi DOPO il trombo;
  • tromboflebite superficiale: infiammazione e trombo in una vena superficiale (vicina alla cute);
  • tromboflebite profonda (più correttamente “trombosi venosa profonda“): trombo in vena profonda, capace di staccarsi, diventare un embolo e provocare embolia polmonare.

Per approfondire:

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