La “pillola del giorno dopo” e la “pillola abortiva” sono la stessa cosa? Assolutamente no, i due farmaci agiscono sul corpo in modo diverso e con obiettivi differenti. La distinzione? Non è solo terminologica ma medica: la “pillola del giorno dopo” è una contraccezione d’emergenza che interviene dopo un rapporto non protetto o in caso di fallimento del metodo contraccettivo, prevenendo una gravidanza, mentre la pillola abortiva interrompe farmacologicamente una gravidanza già iniziata. Sono due strumenti che intervengono in momenti differenti e, soprattutto, sono due procedure differenti.
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Cosa c’è da sapere sulla “pillola del giorno” dopo
La contraccezione d’emergenza in Italia viene declinata in due modalità:
- pillola del giorno dopo conosciuta come Levonorgestrel da assumere entro 72 ore dall’incidente, il prima possibile. Non c’è bisogno di ricetta per le maggiorenni, invece le minorenni dovranno presentare la prescrizione per averla;
- pillola dei 5 giorni dopo o Ulipristal Acetato può essere assunta fino a 120 ore dall’accaduto e non è necessaria l’impegnativa né per le over né per le under 18.
Il medicinale agisce andando a bloccare l’ovulazione, intervenendo in modo preventivo evitando la fecondazione. Qualora però la fase del ciclo fosse già in corso l’efficacia si abbassa drasticamente. Cosa accade in caso invece di una gravidanza già in atto? Il farmaco è totalmente inefficace.
Il Ministero della Salute lo chiarisce anche nelle proprie FAQ: la pillola del giorno dopo “non interrompe la gravidanza, ma la impedisce” e non viene quindi classificata come farmaco abortivo. L’OMS aggiunge che la contraccezione d’emergenza non è in grado di interrompere una gravidanza.
Cosa sapere sulla pillola abortiva
Le cose cambiano quando si parla di pillola abortiva, ovvero di interruzione farmacologica volontaria della gravidanza. Non siamo più davanti alla contraccezione d’emergenza e serve una procedura diversa con l’aiuto del consultorio e dell’ospedale. La procedura farmacologica avviene in due momenti e prevede l’impiego di due diversi principi attivi. Si comincia con il mifepristone, assunto per via orale, che interrompe l’azione del progesterone, l’ormone necessario al proseguimento della gravidanza.
A distanza di circa 48 ore viene poi somministrato il misoprostolo. Il farmaco provoca le contrazioni dell’utero e dà avvio al processo di espulsione del tessuto gestazionale. In questa fase possono comparire sanguinamento e crampi, con intensità variabile da persona a persona. Si tratta quindi di un percorso che non si esaurisce in una sola somministrazione, ma segue tempi e modalità precise e richiede il rispetto delle indicazioni fornite dal personale sanitario.
La pillola abortiva non è un contraccettivo d’emergenza acquistabile in farmacia come i medicinali senza obbligo di prescrizione. In Italia l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica rientra nel percorso sanitario previsto per l’IVG e segue le disposizioni e le procedure previste dal Servizio sanitario.
Senza alcun giudizio, in Italia le persone che non vogliono una gravidanza possono rivolgersi a farmacie e consultori oppure professionisti del settore privato per individuare una contraccezione abituale, intervenire con una di emergenza o attivare una procedura di aborto in caso di gravidanza non desiderata. Chiaramente è bene informarsi su ogni aspetto prima di prendere le proprie decisioni.
Lo Staff di Medicina OnLine