Il cellulare fa male? Una ricerca francese dice di no

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Che faccia o non faccia male, di una cosa sono sicuro: i bambini devono stare lontani dai cellulari

L’Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria francese, a seguito di un lungo studio sull’esposizione a onde elettromagnetiche, ha dichiarato che non vi sono rischi scientificamente provati per la salute dell’uomo. L’impatto biologico sarebbe “limitato” ma solo per gli utilizzatori più assidui di cellulari: si parla di circa 30 minuti al giorno per 25 anni con l’apparecchio appoggiato all’orecchio. un volume di telefonate pari a 1.640 ore. Gli auricolari in pratica riducono a zero anche questa soglia, e non è un caso che si continui a consigliarne l’uso, soprattutto ai più giovani.

Le associazioni dei consumatori che si battono per una più stringente regolamentazione delle antenne ricetrasmittenti hanno reagito malamente. A loro parere si tratterebbe di un documento “più politico che scientifico”. I membri dell’associazione Robin des Toits hanno espresso delusione soprattutto perché l’equipe avrebbe ignorato i rischi legati all’elevata banda passante della 4G. “È dal 2009 che chiediamo studi sull’impatto della 4G prima della sua diffusione perché le persone non siano utilizzate come cavie”, ha ricordato l’associazione.

Allora, nessun pericolo? I 16 esperti che negli ultimi due anni mezzo hanno analizzato centinaia di studi scientifici sull’esposizione alle onde elettromagnetiche sono stati piuttosto chiari. Gli unici effetti collaterali di ordine biologico riscontrati sono di bassa gravità e rimediabili: riguardano l’insonnia, alcuni disturbi cognitivi (dell’orientamento, per esempio) e della fertilità maschile. Si parla quindi di una modifica dell’organismo senza conseguenze patologiche, poiché di fatto non è stato riscontrato un nesso causale. Gli effetti provati negativi di tipo sanitario non sono stati riscontrati. Anses consiglia quindi il mantenimento degli attuali regolamenti e comune buon senso nell’uso delle tecnologie mobili.

Di diverso avviso invece il Consiglio d’Europa che recentemente, parlando di scuole, ha espresso preoccupazione per l’esposizione alle onde elettromagnetiche dei servizi Wi-Fi e mobili. La maggiore vulnerabilità dei più giovani sarebbe dovuta al fatto che il loro sistema nervoso non è ancora perfettamente sviluppato.

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