Coccigodinia e dolore anale: sintomi, rimedi e cure

MEDICINA ONLINE OSSA OSSO PARI IMPARI SCHELETRO UOMO DIFFERENZE TESSUTO SPUGNOSO TRABECOLARE COMPATTO CORTICALE FIBROSO LAMELLARE CARTILAGINE OSSO SACRO COCCIGE CERVELLO SISTEMA NERVOSO CENTRALE PERIFERICO MIDOLLO OSSEO SPINALELa coccigodinia è una sindrome dolorosa che interessa il bacino, in particolare il coccige o l’area circostante. I dischi di cartilagine specie negli anziani, sono affaticati da decenni di uso continuo nel compito di mantenere il coccige nella sua sede e tendono ad usurarsi, provocando dolori sempre più forti. La coccigodinia è quasi sempre associata all’età avanzata, raramente è causata da metastasi o da un tumore chiamato “osteosarcoma” (ovvero un tumore maligno primitivo delle ossa). In alcuni casi la sofferenza può essere provocata da patologie come la cisti pilonidale  (una particolare cisti che compare nella regione sacrale, tra lo strato adiposo cutaneo e la fascia muscolare)  e lo sperone osseo.

Caratteristiche della coccigodinia
Non è difficile comprendere di soffrire di coccigodinia: il dolore infatti è sempre localizzato alla base della colonna vertebrale e anche se la sua intensità può variarare, è proprio il preciso posizionamento a renderlo facilmente identificabile. In alcuni casi potrebbe essere particolarmente forte, al punto da non permettere di effettuare attività tanto semplici quanto indispensabili: guidare la propria autovettura o addirittura sedersi. Fra i vari dolori collegati alla coccigodinia ricordiamo:

  • un insieme di forti dolori quando si evacua (ossia quando si va in bagno);
  • dei forti dolori alle gambe, i fianchi ed i glutei;
  • un forte aumento dei dolori collegati alle mestruazioni;
  • aumento del dolore durante i rapporti sessuali;

Sappiamo che la coccigodinia non rappresenta una problematica molto grave, ma se essa si unisce ad altre patologie, come una massa anomala od un ascesso, le difficoltà e le sofferenze patite possono aumentare notevolmente. Per capire l’eventuale presenza di una sinergia negativa fra la coccigodinia ed altre malattia si potrà utilizzare una radiografia.

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Come curare efficacemente la coccigodinia?
Un metodo semplice ed efficace per combattere la coccigodinia è l’utilizzo dei FANS (i farmaci antinfiammatori non steroidi), a cui si possono unire anche dei farmaci miorilassanti che evitano una contrazione muscolare eccessiva, inutile e addirittura controproducente. Anche il paracetamolo (Tachipirina) può essere usato efficacemente, specie se il dolore è lieve. Tutti queste medicine non sono però così efficaci nel caso in cui il paziente soffra di dolori particolarmente intensi, quali quelli provocati dalla coccigodinia cronica, una “variante” particolarmente aggressiva di questa patologia. In questo caso sarà necessario utilizzare un trattamento più “radicale” ed adoperare il tramadolo: si tratta di un oppioide sintetico, vendibile solo con una prescrizione medica non ripetibile. Tale sostanza non è un semplice agonista oppioide ma agisce come inibitore della ricaptazione della noradrenalina, inducendo anche un maggior rilascio di serotonina. Si tratta di un farmaco da utilizzare con cautela in quanto può anche provocare effetti collaterali non indifferenti come vomito, nausea, sudorazione eccessiva e stitichezza. Non è assolutamente un farmaco da utilizzare in gravidanza e nel caso venga assunto in sinergia con altri farmaci antidolorifici il mix può portare a tremori nervosi di grande intensità. Il tramadolo è quindi una sorta di “extrema ratio” e proprio per questa ragione può essere acquistato solo con ricetta non ripetibile in modo che il medico possa verificare se sia davvero necessario che il paziente ne assuma dose ulteriori.

Curare la coccigodinia con altre terapie
Se non desiderate assumere farmaci chimici e pensate che la cura migliore sia quella di tipo naturale, potreste affidarvi con fiducia al vostro fisioterapeuta, osteopata o chiropratico: i massaggi praticati da degli esperti possono infatti allontanare il dolore, almeno per un periodo ridotto di tempo. Esistono inoltre dei cuscini creati proprio per ridurre la pressione sul coccige e permettere così una seduta comoda e priva di dolore.

La rimozione chirurgica del coccige
Nel caso in cui né i farmaci né i massaggi apportino beneficio non resterà che agire alla radice tramite una coccigectomia, ossia una asportazione chirurgica dell’intero coccige. Normalmente questo intervento è effettuato solo su pazienti che soffrono di una notevolissima instabilità del coccige e di dolori davvero lancinanti. In alcuni casi esso è utilizzato nella terapia post partum, quando la paziente abbia subito una frattura del coccige a causa di fortissime contrazioni. La tecnica più usata è detta “di Gardner”, uno specialista anglosassone che negli anni ’70 introdusse questa metodologia chirurgica. Il paziente viene sottoposto ad un’ anestesia generale e successivamente messo in posizione genu-pettorale. Viene praticata una incisione longitudinale della cute nella zona fra i glutei, rimanendo sempre ad almeno 5 cm. di distanza dall’anno per evitare qualsiasi tipo di infezione. Successivamente verrà effettuata un’incisione dei tessuti sottocutanei per arrivare a raggiungere il coccige. A questo punto con delle apposite garze verranno allontanati tutti i tessuti ed i legamenti che si trovano attorno al coccige. Verrà poi effettuato uno scollamento della parete anteriore coccigea, l’esposizione della punta del coccige e la resezione dei tralci connettivali. Infine verrà rimosso completamente tutta quella parte del coccige effettivamente lesionata. Pur essendo decisamente invasiva questa operazione chirurgica risolverà sicuramente la problematica limitando i rischi di infezione e permettendo una guarigione tutto sommato rapida: dopo circa 5 settimane si potrà ritornare a sedersi normalmente ed i dolori al coccige rimarranno solo un brutto ricordo!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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