La migliore offerta (2012) spiegazione del finale del film

MEDICINA ONLINE FILM LA MIGLIORE OFFERTA 2012 TORNATORE STANZA DEI QUADRI.jpgLa migliore offerta (2012) regia di Giuseppe Tornatore, con Geoffrey Rush, Jim Sturgess, Sylvia Hoeks, Donald Sutherland, Philip Jackson, Kiruna Stamell; drammatico, sentimentale.

Trama senza spoiler

Virgil Oldman è un sessantenne antiquario e battitore d’aste di elevata professionalità, capace di riconoscere il vero dal falso con grande bravura. Conduce una vita lussuosa ma solitaria: non ha mai avuto una donna al suo fianco e tutta la sua passione è rivolta all’arte. Riceve un incarico telefonico da una giovane misteriosa chiamata Claire, erede di una ricca famiglia: la ragazza vuole che venga fatta una valutazione degli oggetti preziosi che arredano la sua villa e di cui vuole liberarsi, non si presenta mai agli appuntamenti. Virgil viene così attratto da questa committente nascosta fino al punto di scoprire il suo segreto.

Spiegazione del film con spoiler

Quella che per tutto il film abbiamo creduto essere la vera Claire (la bellissima Sylvia Hoeks), in realtà non lo è. E’ una truffatrice e non soffre affatto di agorafobia. La vera Claire è la ragazza disabile del bar affetta da nanismo ed abilissima nel ricordare e numerare gli eventi (Kiruna Stamell). E’ lei la vera proprietaria della villa che per lei è inutile e quindi la mette in affitto e tra i tanti affittuari c’è una compagnia di attori, cui fa parte anche la finta Claire che, assieme al portiere e all’orologiaio Robert (Jim Sturgess), sono stati assoldati da Billy (Donald Sutherland) per rapinare Virgil. Tra le motivazioni del gesto di Billy (che è l’autore del dipinto della finta madre della finta Claire), anche la vendetta per non essere considerato un vero artista da Virgil. La compagnia di attori, per compiere la rapina, ha inscenato tutto: la finta Claire ha finto di essere agorafobica, ha fatto innamorare il rigido Virgil e lo ha spinto a convivere, per scoprire la sua stanza-cassaforte e poterlo derubare. Come confermato dalla vera Claire, la finta Claire era tutto fuorché agorafobica, visto che l’ha vista uscire dalla villa svariate volte.

La scena del bar

A seguito di tali fatti sconvolgenti, Virgil decide di non fare denuncia alla Polizia, perché ancora innamorato della finta Claire, nonostante tutto. Cade in una sorta di stato catatonico e finisce in un istituto psichiatrico, in cui i suoi assistenti lo ricoverano viste le sue precarie condizioni mentali. Niente e nessuno riesce a destare la sua attenzione: sembra focalizzare i suoi pensieri esclusivamente sui suoi ricordi con Claire e sul fatto di volere rivederla a tutti i costi.
Una volta dimesso dalla clinica, Virgil prende una decisione: partire per un bar di Praga. Fa questo perché è convinto che:

“in ogni falso si nasconde sempre un elemento di verità”

e quindi è sicuro che la frase della finta Claire:

“qualunque cosa dovesse accaderci, sappi che io ti amo”

nasconda del vero, cioè che la ragazza lo stesse truffando ma contemporaneamente fosse anche innamorata realmente di lui. Parte per tale bar solo sul presupposto della possibile verità della confessione di un qualche legame tra lei ed un certo caffè Night and Day a Praga, confidenza che gli fece quando erano insieme, fatto che potrebbe essere falso ma Virgil spera sia vero. Virgil giunto sul posto affitta un appartamento nella piazza dell’orologio descritta da Claire, portando con sé il ritratto senza valore artistico della madre di Claire, ma di grande valore affettivo perché gli ricorda l’amata. Virgil si reca al bar descritto dalla finta Claire e si aspetta di incontrarla, prima o poi.

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