Le 20 curiosità che ancora non conosci sul film Aliens – Scontro Finale

MEDICINA ONLINE ALIEN 2 SCONTRO FINALE Aliens is a 1986 American science-fiction action horror film written and directed by James Cameron, produced by Gale Anne Hurd and starring SigournQuanto ne sapete sul film Aliens – Scontro Finale dl 1986? Ecco le venti cose che forse non sapete su questo bellissimo film di fantascienza, seguito del primo Alien del 1979!

20 – Sigourney Weaver NON voleva girare un secondo film nei panni di Ripley. La storia presentata da James Cameron le piacque però tanto da farle cambiare idea: restava quindi da appianare solo un piccolissimo problema in merito al suo cachet. Le discussioni tra il suo agente e la Fox andarono avanti così a lungo che, a un certo punto, la compagnia cercò di convincere Cameron a sviluppare un sequel SENZA Ripley. Alla fine il regista contattò l’agente di Schwarzenegger, fingendo di volerlo tirare dentro come protagonista. L’agente, come previsto da Cameron, chiamò il collega che si occupava della Weaver per avvisarlo, visto che i due lavoravano per la stessa agenzia, e in breve tempo si trovò l’accordo. Tutta contenta, l’attrice si portò dietro pure la mamma (Elizabeth Inglis interpreta la figlia di Ripley, invecchiata e morta mentre la madre era in giro in ipersonno). Sigourney Weaver pose inizialmente tre condizioni a Cameron: in questo seguito Ripley non doveva impugnare alcuna arma, doveva essere ingravidata da un alieno ed alla fine doveva morire. Cameron non ne ha rispettata nessuna.

19 – L’APC (M577 Armoured Personnel Carrier), il veicolo impiegato per il trasporto truppe dai Marine, nei piani di Cameron avrebbe dovuto avere un design diverso. Ma la società incaricata di crearlo da zero pretendeva troppi soldi e perciò si è ripiegato su un rimorchio della British Airways, uno di quei così piatti con le ruotone giganti usati negli aeroporti per tirarsi dietro gli aerei. Per renderlo più veloce, però, si è stati costretti ad eliminare buona parte della struttura originale, riducendone così il peso di oltre 45 tonnellate.

18 – Il nome della nave del primo Alien, la Nostromo, era un omaggio al romanzo omonimo di Joseph Conrad. Quello della nave di Aliens – Scontro Finale, la USS Sulaco pure. Sulaco era la città mineraria sudamericana in cui lo scrittore polacco-britannico ha ambientato Nostromo. Le altre citazioni letterarie di Aliens spaziano da Starship Troopers di Heinlein (la “caccia all’insetto” di cui parla Hudson all’inizio) ad Asimov: Bishop cita a un certo punto in versione bignami la prima delle tre leggi della robotica, quella secondo cui “Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno”.

17 – Nella prima versione dello script, “Alien II” (settembre 1983), il personaggio di Carter Burke non c’era, il nome del pianeta era solo Acheron senza la sigla alfanumerica LV-426, la figlia di Ripley era ancora viva, Ripley, Newt e Hicks finivano imbozzolati e, soprattutto, gli alieni erano divisi in varie razze. Quelli addetti all’imbozzolamento, in particolare, erano albini e più piccoli dei guerrieri.

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16 – Il set della colonia Hadley’s Hope, cioè la vecchia centrale elettrica dismessa di Acton, Londra, è stato riutilizzato nel Batman di Tim Burton per gli interni della Axis Chemicals. La troupe di Aliensha lasciato tutto così, ciao, chiudete voi, e i tizi della Warner si sono trovati i muri con la finta bava e tutto il resto da ripulire. Felicissimi, guarda. Non ti dico. Stando a quanto dichiarato da Lance Henriksen, visto che le scene in interni ai Pinewood Studios sono state girate mentre Kubrick era alle prese con il suo Full Metal Jacket, cast e troupe delle due pellicole hanno organizzato in quelle settimane lì feste, partite a scaricabarile e pinella, gare di rutti. In uno studio lì accanto c’era anche Al Pacino (sul set di Revolution), che è passato un paio di volte a distribuire cinque alti a tutti.

15 – Tutti gli attori che interpretano dei marine nel film, tranne il ritardatario Michael Biehn hanno dovuto seguire due settimane di addestramento da parte di uomini del SAS britannico. Cameron ha esentato Sigourney Weaver, Paul Reiser e William Hope, perché Ripley e Burke sono due civili e Gorman doveva fare la figura dell’incapace.

14 – Le capsule dell’ipersonno sulla Sulaco che si vedono all’inizio del film sembrano dodici, ma sono in realtà solo sei. Il problema era ovviamente di natura pecuniaria, perché ciascuno di quei cosi costava la bellezza di quattromila e trecento dollari

13 – All’inizio delle riprese, Hicks era James Remar. Solo che a un certo punto lui e James Cameron hanno litigato perciò Remar è stato allontanato ed al suo posto è stato chiamato in fretta Michael Biehn, con cui Cameron aveva già lavorato in Terminator. Narra la leggenda che il venerdì sera il regista gli abbia fatto un colpo di telefono e che il lunedì mattina lui fosse già a Londra sul set. Ma che fare delle scene già girate? Quelle in cui i Marine entrano nella colonia? C’erano i soldi per rigirarle da capo? No, no che non c’erano. Morale della favola, anche se voi non lo sapete, in alcune inquadrature in cui lo si vede di spalle, Hicks è ANCORA James Remar.

12 – Gli attori che interpretano i Marine della Sulaco hanno avuto carta bianca da Cameron per personalizzare armature ed elmetti. Giusto per quel tocco di realismo da warmovie in Vietnam in più che buttalo via. Cynthia Dale Scott, che nel film è Dietrich, si è fatta scrivere “BLUE ANGEL” sull’elmetto, come omaggio all’angelo azzurro di Marlene Dietrich. Bill Paxton (Hudson), invece, “Louise” sulla corazza, come dedica alla moglie, Louise Newbury. Ricco Ross (Frost) il diminutivo “Heath” in un cuore, per la fidanzata dell’epoca, Heather.

11 – Per le navette da sbarco (UD-4L Cheyenne Dropship), James Cameron ha ingaggiato diversi designer ed esaminato molte proposte. Ma siccome nessuna lo convinceva, ha fatto da sé: il suo prototipo l’ha ottenuto incollando sul cockpit di un elicottero Apache giocattolo dei pezzi di altri modellini.

10 – Lance Henriksen voleva indossare delle lenti a contatto con la doppia pupilla per far assumere a Bishop un look più inquietante nella scena in cui sta osservando dei campioni al microscopio in laboratorio.

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9 – Il fucile a impulsi dei Marine (M41A Pulse Rifle) nasceva dall’accoppiamento di una mitragliatrice Thompson M1A1, di uno shotgun Remington 870 e di alcuni pezzi di un altro fucile, il bimodale semi-automatico/a pompa Franchi SPAS 12. Le smart gun M56 derivavano invece da vecchie mitragliatrici tedesche MG 42 fissate a un’imbracatura da steadicam modificata. Pesavano davvero un casino. Sempre a proposito delle armi, nella scena in cui Vasquez si trova nel condotto dell’aria e spara agli alieni con la pistola, l’attrice Jenette Goldstein non riusciva a tener ferma l’arma dopo aver fatto fuoco. In quelle scene, perciò, è stata sostituita da una stuntman d’eccezione: la produttrice Gale Anne Hurd, da poco moglie di Cameron, che aveva già maneggiato armi vere al poligono e sapeva che diavolo fare. Oggi la Hurd è tra i produttori di The Walking Dead. Ha divorziato da James Cameron nel 1989: due anni dopo ha sposato Brian De Palma, ma anche lì è durata poco. Il suo terzo marito è lo sceneggiatore e regista Jonathan Hensleigh (The Punisher).

8 – La produzione voleva coinvolgere H.R. Giger per fargli sviluppare un altro po’ di design per il film, ma Cameron si disse contrario. C’era da creare in pratica solo la Regina Aliena, e per quella aveva già dei bozzetti pronti. Appena finiva di ramazzare il set, preparare il pranzo per tutti e spicciare casa ci si metteva lui.

7 – In una scena eliminata del film, un impiegato della colonia, prima di diventare amico intimo di un facehugger come tutti i suoi colleghi, incontra un supervisore e i due si lamentano della compagnia, la Weyland Yutani: “…e otteniamo sempre la stessa risposta: Lascia stare”. Cameron riutilizzò in seguito tutta la scena, frase inclusa, in Terminator 2 – Il giorno del giudizio. Metti la CyberDyne Systems al posto della Weyland Yutani ed ecco fatto.

6 – Altri collegamenti con la saga di Terminator? Quanti ne volete. In una delle scene presenti solo nella special edition, Bill Paxton (Hudson) parla del “phased plasma pulse rifle”. I fucili usati dai marine coloniali esplodono proiettili e granate, non plasma: si tratta infatti di una citazione dal primo Terminator, la scena in cui il giovane Schwarzenegger chiede al tipo nell’armeria, perlappuntamente, un “phased plasma rifle”. Nel primo Terminator appaiono inoltre vari membri del cast di Aliens: Michael Biehn, Lance Henriksen e Bill Paxton. In Terminator 2 si aggiunge alla cumpa anche Jenette Goldstein/Vasquez.

5 – Tutta quella parte del film in cui Ripley tiene con una mano il fucile e con l’altro braccio regge Newt? Per evitare alla Weaver un eccessivo sforzo, venne realizzato un fantoccio più leggero della giovane Carrie Henn da impiegare in alcune inquadrature. Le scarpe di Ripley, quelle sneaker alte con lo strap, erano un paio di Reebok. L’azienda britannica ne ha rimesso in commercio una replica nel 2010. Il conto alla rovescia di quindici minuti, a fine pellicola? Dura davvero quindici minuti.

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4 – Dei Marine Coloniali della Sulaco non viene citato il nome di battesimo, ma solo il cognome. Per praticità, nei documenti ufficiali del film ciascuno conservava il nome dell’attore che lo impersonava: Colette Ferro (Colette Hiller), Daniel Spunkmeyer (Daniel Kash), Mark Drake (Mark Rolston), Ricco Frost (Ricco Ross), Trevor Wierzbowski (Trevor Speedman), Al Apone (Al Matthews), Jenette Vasquez (Jenette Goldstein), William Hudson (Bill Paxton), William Gorman (William Hope), Cynthia Dietrich (Cynthia Dale Scott). L’unica eccezione è rappresentata dal caporale Hicks, che di nome fa Dwayne e non Michael o James (come Biehn e Remar).

3 – Al Matthews, che nel film interpreta il sergente Apone, era stato davvero un sergente dei Marine. Matthews ha combattuto in Vietnam, dove ha rimediato varie medaglie ed è stato il primo soldato di colore della prima divisione Marine ad esser promosso sul campo sergente.

2 – Hudson (Bill Paxton) pronuncia nel film 35 volte la parola “Man”. La celebre scena in cui, precipitata la dropship, dice “Game over, man! Game over!” non era così sul copione e fu frutto perlopiù di una sua improvvisazione. La parola “fuck”, invece, è ripetuta 25 volte. 18 delle quali per bocca di Hudson.

1 – Avete presente tutta quella tonnellata di xenomorfi fatti a brandelli nel film? La produzione poteva contare su SEI costumi da alieno, alcuni dei quali incompleti (tutine nere con giusto delle parti in lattice appiccicate sopra). Il risultato finale è frutto solo di un lavoro di pianificazione, scelta delle inquadrature, abuso di trucchi di illuminazione e montaggio così certosini da avere il beneplacito ufficiale della Grande Chartreuse.

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