Le 20 curiosità che ancora non conosci sui Goonies

MEDICINA ONLINE The Goonies  1985 Richard Donner Harvey Bernhard Chris Columbus Steven Spielberg FILM WALLPAPER HD PICS PHOTO IMMAGINE SCENA MAPPA RECENSIONE MOVIE CINEMAQuanto conoscete il film I Goonies? Ecco le venti cose che forse non sapete su questo bellissimo film del 1985!

20 – Anche se il film non lo spiega esplicitamente, i Goonies si chiamano così perché vivono (come a inizio pellicola viene ripetuto più volte) a Goon Docks, quartiere di Astoria, nell’Oregon. Ma “goony” nello slang americano vuol dire anche sempliciotto, e questo spiega perché Mikey ripeta spesso con quel tono da piccola fiammiferaia che loro sono solo dei “poveri Goonies”. In una scena tagliata del film, quango i ragazzi si trovano nel pozzo dei desideri e Andy dice di non essere una Goonie, viene recitato il giuramento dei Goonies, che fa così: “I will never betray my goon dock friends / We will stick together until the whole world ends / Through heaven and hell, and nuclear war / Good pals like us, will stick like tar / In the city, or the country, or the forest, or the boonies / I am proudly declared a fellow Goony”.

19 – Tra le scene eliminate nella versione cinematografica (alcune delle quali poi ripescate per l’home video), la più celebre è quella della piovra: a fine film, quando i Goonies riabbracciano i loro genitori, Data racconta ai giornalisti di “una piovra spaventosa”, affermazione che sembra una sparata ed invece era relativa ad una scena eliminata. In quella scena, una piovra spuntava dal mare accanto alla nave pirata di WIlly l’Orbo e afferrava Stef e Mouth. A fermarla era lo stesso Data, che le infilava in bocca un walkman evidentemente impermeabile, addolcendo la bestia con un po’ di musica dance. Il brano in sottofondo, parte della colonna sonora del film, era “8 Arms To Hold You” dei The Goon Squad. Persa la scena con la piovra, sparì dal film anche il pezzo. Risultato: il maxisingolo stampato apposta non ha venduto molto ed oggi è ambitissimo tra gli appassionati dei Goonies. Le altre scene tagliate mostrano i ragazzi parlare (e Data fare un’altra delle sue figuracce) davanti al ristorante-covo della banda Fratelli, e i Goonies che arrivano in bici a un drugstore, lo Stop-N-Snack, dove Mikey trova una cartina di Astoria da cui individua la posizione del tratto di costa di cui parla la mappa di Willy l’Orbo. Nella rastrelliera delle cartine ci sono anche dei fumetti: si tratta di Warlord vol. 1 #89 (gennaio 1985) e di Marvel Team Up vol. 1 #149 (gennaio 1985, con l’Uomo-Ragno e Cannonball dei Nuovi Mutanti contro l’Uomo Incandescente). Si vede anche un numero di Mad (#254, dicembre 1984), il che fa tre apparizioni della rivista nel film, considerando le due vecchie copie che si vedono a casa di Mikey. Nella stessa scena, mentre Chunk lecca del gelato dal banco frigo, arrivano Stef e Andy in compagnia del loro amico stronzo figlio del ricco Troy. Stef e Mouth si mettono a giocare a due coin op Atari dell’epoca: I, Robot e Return of the Jedi. Troy prende la mappa ai ragazzi, se l’arrotola come un sigaro e l’accende. A fermarlo, quando sta per menare Mikey, è l’intervento del fratello di quest’ultimo, il figlio maggiore dei Walsh. Che, per quanto venga chiamato Brand per tutto il film, si chiama Brandon.

18 – Per la parte di Mouth, poi andata a Corey Feldman, aveva sostenuto in precedenza un provino anche Corey Haim. I due giovani attori si sarebbero conosciuti sul set di Ragazzi perduti e sarebbero diventati a) pappa e ciccia, b) colleghi in altri sei film a cavallo tra la fine degli anni 80 e l’inizio del meno colorato decennio successivo, tanto da diventare noti come “I due Corey”. Haim, rimasto praticamente senza un soldo, è morto nel 2010 per un edema polmonare. In questa scena all’inizio del film, quando Chunk racconta di aver assistito alla fuga della Banda Fratelli dalla polizia, Mikey fa una battuta su Michael Jackson, per dare del pallonaro all’amico (“Più mondiale di quella volta che Michael Jackson venne a casa tua per andare al gabinetto?”). Corey Feldman sarebbe diventato un grande amico del cantante e avrebbe fatto capolino anche in un suo video (Liberian Girl, 1989). In seguito, chiamato a testimoniare nei processi per molestie a carico di Jackson, Feldman accuserà la popstar di aver allontanato molti ragazzini come lui dopo esserne stato amico, creando loro degli scompensi emotivi. Feldman si disse comunque molto colpito della morte di Jacko nel 2009

17 – La nave pirata di Willy l’Orbo, l’Inferno (Infierno nella versione italiana), era un vero vascello lungo 32 metri, ispirato alla nave di Erroll Flynn nel film Lo sparviero del mare; tutte le scene di interni che si vedono alla fine del film sono state girate realmente a bordo dell’imbarcazione. La Inferno venne costruita in due mesi e mezzo, utilizzando anche del cordame dell’attrazione Pirati dei Caraibi di Disneyland, all’epoca in corso di restauro. Alla fine delle riprese fu messa in vendita, ma in mancanza di acquirenti venne demolita.

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16 – Mentre sono nel covo della banda Fratelli e prima di scendere giù per il camino, i fratelli Mikey e Brandon stanno litigando. Sean Astin, rivolto a Josh Brolin, termina una frase chiamando l’altro con il suo vero nome, Josh. In un’altra scena, Sean Astin dice “Holy Mackenzie!”: è un omaggio a suo fratello, Mackenzie Astin, di lì a poco anche lui attore. Sean Astin, il futuro Sam nel Signore degli Anelli, per chi non lo sapesse è figlio dell’attrice Patty Duke (Oscar nel ’63 per Anna dei Miracoli) e figlio adottivo del suo terzo marito, John Astin.

15 – Durante l’inseguimento sui titoli di testa, vediamo Data alle prese con uno dei suoi marchingegni. Sulla cintura è inciso il numero identificativo di un certo agente segreto. Più tardi, quando scivola sulla corda per arrivare a casa di Mikey e sta per sfondargli la porta a vetri, si sente anche il tema dei film di Bond.

14 – Quando Chunk si mette alla ricerca degli altri Goonies e della banda Fratelli assieme a Sloth, quest’ultimo indossa una maglietta degli Oakland Raiders. L’attore che interpreta Sloth, John Matuszak, era stato un giocatore di quella squadra dell’NFL tra il 1976 e il 1981, ed era molto meno mostruoso senza trucco. Tanto è vero che se lo cercate so Google immagini, trovate foto in cui è mezzo nudo e abbracciato a degli orsacchiotti, scattate per la rivista playgirl. Erano necessarie ogni volta cinque ore di trucco per dargli la faccia di Sloth. L’occhio sinistro e le orecchie erano meccanici e controllati a distanza con un telecomando da un tizio della troupe. Quando Sloth doveva sbattere le ciglia, partiva un conto alla rovescia per sincronizzare l’occhio vero e quello finto. Nonostante il cognome, Matuszak è morto piuttosto giovane quattro anni dopo: a soli 38 anni se l’è portato via un infarto, provocato da un sovradosaggio di antidolorifici.

13 – Le voci su un possibile seguito per i Goonies si sono rincorse per anni. La Warner Bros e Donner hanno ribadito più volte che quella storia di The Goonies Never Say Die era solo una leggenda metropolitana. L’unico vero seguito delle vicende di Mikey e compagni – se togli alcuni elementi non presenti nel film ma narrati nella sua novelisation, come il fatto che la famiglia di Chunk abbia davvero adottato Sloth alla fine – è rappresentato dall’ultimo dei tre videogiochi ispirati al film. Dopo un primo platform di Datasoft per Commodore 64 e altri computer a 8-bit (1985, con un remake nel 2010), la palla passò a Konami, che sfornò nel 1986 il suo The Goonies (per Famicom, poi portato anche su MSX, NEC PC-88 e Sharp X1) e l’anno dopo The Goonies II (NES). Quest’ultimo, uscito anche in versione americana e PAL, raccontava del ritorno dei Fratelli, che rapivano gli amici di Mikey e, per una qualche ragione, una sirena di nome Annie.

12 – Che fine hanno fatto i Goonies oggi? Di Sean Astin (Mikey) sappiamo già. Oltre a doppiare Raffaello nell’ultima serie delle Turtles, sta girando vari film. Josh Brolin (Brand), figlio di James Brolin, è anche lui ancora lanciatissimo. Sarà Dwight McCarthy nel nuovo film di Sin City, Una donna per cui uccidere. Corey Feldman ha alle spalle due matrimoni, altrettanti divorzi e problemi di droga come successo a molti ragazzini prodigio di Hollywood. Kerry Green (Andy) è apparsa in diverse serie TV (Law and Order, La signora in giallo). Marta Plimpton (Stef) si è vista di recente nelle serie The Good Wife e Raising Hope. Jonathan Ke Quan (Data) ha smesso di fare l’attore nel 2002. Ma ha continuato a studiare varie arti marziali (aveva iniziato sul set di Indiana Jones e il tempio maledetto) ed è diventato un coordinatore di stuntman (X-Men, The One). Jeff Cohen (Chunk) ha mollato molto prima, nel ’91: ha studiato legge all’UCLA, ha aperto uno studio legale specializzato in beghe hollywoodiane, è considerato uno degli uomini più importanti del settore oltre ad essere decisamente migliorato fisicamente:

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11 – Il televisore su cui ragazzi stanno guardando il video di Cyndi Lauper, “Goonies R Good Enough”, a casa di Mikey, è stato infilato lì in fase di montaggio: quel video è stato girato solo sei mesi dopo la fine delle riprese del film. Molti dei ragazzini si dissero terrorizzati dell’esperienza sul set di quel videoclip, per la presenza di wrestler come André the Giant e Iron Sheik.

10 – Richard Donner appare alla fine del film: è uno dei due poliziotti in sella ai quad che arrivano in soccorso dei ragazzi quando sbucano sulla spiaggia (quello a destra con i capelli bianchi). Molti altri membri della crew fanno comparsa nella pellicola: il tizio morto nella cella frigorifera è uno dei cameraman, mentre un altro ha interpretato il padre di Mouth; la madre di Data è invece l’assistente alla regia Jennie Lew Tugend.

9 – L’idea di far cantare la Madama Butterfly di Puccini, il Rigoletto di Verdi e la romanza Una furtiva lagrima di Donizetti a Jake Fratelli è venuta allo stesso Robert Davi, che aveva un passato da studente di canto lirico. Nelle due scene in cui la madre lo schiaffeggia, Anne Ramsey lo prese davvero a cinquine. Donner chiese all’attrice (scomparsa poco dopo anche lei, nell’88) di metterci tutta la forza possibile. L’altro membro della banda, Francis, è invece Joe Pantoliano (il traditore di Matrix, Memento, ma soprattutto Ralph Cifaretto dei Soprano).

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8 – Quando Chunk, liberato da Sloth, chiama la polizia dal covo dei Fratelli, il poliziotto non gli crede perché abituato alle sue frottole. L’agente, mentre gli elenca le sue precedenti bugie, dice:“Oppure quell’ultima balla sui mostriciattoli che si moltiplicano se gli butti sopra l’acqua”. È ovviamente una citazione di Gremlins, film scritto dallo stesso sceneggiatore dei Goonies, Chris Columbus, e nel quale appariva anche Corey Feldman. Altre citazioni: sul marchingegno usato per aprire il cancello a casa di Mikey, quando arriva Chunk, è dipinta la scritta “Rube G 83”: è un omaggio a Rube Goldberg, fumettista vincitore del Pulitzer per la satira, che nelle sue storie inseriva macchine complicatissime per eseguire azioni molto semplici. Senza di lui non ci sarebbero stati i The Incredible Machine, i Little Big Planet e molti altri videogiochi e pubblicità. Andiamo avanti. Brand segue gli altri sulla bicicletta a rotelle e decolla dopo esser stato agganciato all’auto da Troy: Spielberg – che oltre ad aver prodotto I Goonies e averne scritto il soggetto, ne ha anche diretto alcune scene – autocita ovviamente il suo ET. Quando Sloth arriva a salvare i Goonies sulla nave di Willy l’Orbo, scende fendendo una vela con il coltello, come nel film che stava vedendo prima alla TV (Capitan Blood con Errol Flynn). Poco dopo, si libera dei suoi due fratelli e mostra la maglietta di Superman, mentre partono le prime note del tema di John Williams. Anche qui trattasi di auto omaggio, perché Donner aveva diretto sia Superman, sia buona parte di Superman II. Nella scena tagliata all’esterno del ristorante, Data solleva la maglia per mostrare un altro dei suoi accrocchi, sul quale ha attaccato un adesivo dell’Uomo-Ragno. Il vascello di Willy che si vede veleggiare verso il tramonto alla fine era – come mostra impietosamente l’alta definizione – un modellino.

7 – Al cast non fu permesso di vedere la nave pirata prima di girare l’arrivo nella grotta con gli scivoli dell’Aquafan. Nel vederla partì qualche “Holy shit!” e dovettero rigirare la scena. Le parole “shit” e “bullshit” sono pronunciate in tutto 19 volte nel film, perlopiù dalla banda Fratelli. A un certo punto Data grida “HOLY S-H-I-T!”, facendo lo spelling, perché l’attore aveva promesso a sua madre di non dire parolacce nel film.

6 – I pipistrelli che volano fuori dal passaggio quando Brand rimuove la roccia erano pezzi di carta crespa nera pressata sparati da un cannone ad aria compressa.

5 – Anche ne I Goonies, come in molti film di quegli anni (come Ritorno al futuro) c’è una LEGGERISSIMA presenza della Pepsi Altri marchi buttati lì davanti alla cinepresa per parecchi secondi sono Domino’s Pizza e Baby Ruth, barretta al cioccolato sul quale è incentrata un’intera scena del film.

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4 – La signora Walsh è l’attrice Mary Ellen Trainor. Sposata tra il 1980 e il 2000 con il regista Robert Zemeckis, è apparsa in quattro suoi film, tra cui Ritorno al Futuro parte II (è l’agente Reese) e fa la parte della psicologa in tutti e quattro i film della serie Arma Letale. La signora accanto a lei, la colf Rosalita, è Lupe Ontiveros, Juanita di Desperate Housewives. Le scene in cui Mouth parla in spagnolo, rifilando alla povera donna quello scherzone sulle droghe e le altre abitudini perverse di casa Walsh, nella versione spagnola del film sono… in italiano: la governante in quella versione è italiana e si chiama Rosanna.

3 – Durante la scena dell’interrogatorio, Chunk tra le altre cosa confessa: “Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Eydie e poi ho dato la colpa al cane”. Eydie è il nome della vera sorella di Jeff Cohen,  che fa una piccola comparsa assieme agli altri familiari sulla spiaggia, a fine film. L’abbigliamento bislacco di Chunk nasce da un’idea di Spielberg: si doveva scegliere tra la camicia hawaiana ed i pantaloni a quadretti, e si decise alla fine di usarli tutti e due.

2 – La testa di Willy l’Orbo si trova ancora nell’ufficio di Richard Donner. Il nome completo di Willy l’Orbo, anche se nel film non viene rivelato (sulla mappa si legge solo il suo nome da pirata in spagnolo), è William B. Pordobell.

1 – Quelle macchie rosse sulla mappa di Willy? È sangue. Sangue umano. In un’intervista radiofonica, il production designer del film, J. Michael Riva, ha rivelato come poco prima di girare le prime scene con la mappa, quest’ultima non gli sembrasse sufficientemente vecchia. Perciò la inguacchiò nella sua camera d’albergo con del caffè e, non trovando della vernice, con un po’ di sangue. Il suo. Probabilmente ignorando la cosa, Sean Astin si portò a casa la mappa alla fine delle riprese, con il beneplacito della produzione. Solo che anni dopo la madre, trovando quello straccio incartapecorito e macchiato, lo prese per una cartaccia e lo butto via.

0 – Jeff Cohen si prese la varicella dopo esser stato scelto per il ruolo di Chunk. Si presentò sul set lo stesso, temendo che lo rimpiazzassero.

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