Trainspotting (1996): trama, recensione e curiosità del film di Danny Boyle

MEDICINA ONLINE FILM  MOVIE Trainspotting is a 1996 British black comedy directed by Danny Boyle, and starring Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller, Kevin McKidd, Robert Carlyle, and Kelly MacdonaldUn film di Danny Boyle. Con Ewan McGregor, Robert Carlyle, Ewen Bremner, Kelly MacDonald, Jonny Lee Miller. Titolo originale Trainspotting. Drammatico, durata 115 min. – Gran Bretagna 1996.

Scegliete la buona salute, il colesterolo basso, la polizza a vita. Io ho scelto di non scegliere la vitacosì recita l’inizio dello straordinario monologo di Mark Renton, protagonista ed antieroe di Trainspotting, capolavoro visionario di ironia underground, tratto dall’omonimo splendido libro di Irvine Welsh del 1993, diretto da Danny Boyle nel 1996 e presentato fuori concorso al 49º Festival di Cannes del 1996. Ad oltre vent’anni di distanza ha avuto un seguito, T2 Trainspotting del 2017, sicuramente un fil interessante ma che ha diviso gli affezionati: l’unica certezza è che il sequel letteralmente scompare di fronte all’epicità del primo, ma di questo ci occuperemo un’altra volta.

Poche volte riportare la trama di un lungometraggio è così riduttivo come per Trainspotting: ventenne di Edimburgo, il vegetariano Mark Renton ha scelto per sé “un’onesta e sincera tossicodipendenza” in modo da non doversi preoccupare del sesso, del lavoro o dei rapporti sociali. Ha degli amici o meglio dei compari con cui rubacchiare, parlare a vuoto, bere birra e bucarsi le vene dimenticandosi del mondo attorno a loro: sono Sick Boy, tutto provocazioni e capelli ossigenati, Begbie, dalla imprevedibile violenza nonsense e alcolizzato, Tommy, che cerca di star fuori dal giro dell’eroina tenendosi in forma, e Spud, completamente fuori di testa ma forse l’unico di cui può fidarsi. Tra tentativi di disintossicazione, ricadute, corse all’ospedale ed un inatteso – improbabile – colpo che può cambiare la vita a tutti, l’irresponsabile Mark forse entrerà a far parte dell’odiata, ma rispettabile società… ma riuscirà a rimanerci dentro?

Quale migliore dichiarazione di nichilismo esistenziale e complessità concettuale: il bisticcio scegliere di non scegliere del famoso monologo di Mark denota il drammatico determinismo di fronte ad una vita e ad una società non-scelte (può bastare il conforto della buona salute, il colesterolo basso e lo scrupolo della polizza a vita?). Renton nega l’imposizione e preferisce l’eroina, come il suo amico Spud, goffo ma dall’animo candido; come Sick Boy, ossessionato dal mito di Sean Connery, del quale non perde occasione per citare i film (ironico contrappunto di conoscenza) ed il pacifico Tom, il più puro del gruppo al quale spetterà, tremenda nemesi, la sorte peggiore.

Tutto è più semplice, quando si ha un’onesta dipendenza dall’eroina. Al contrario di quanto si può credere il film non denuncia né tanto meno prende posizioni moralistiche nei confronti del mondo della droga. Basta il tema. Film realistico: non ti dice che l’eroina fa schifo, ti dice che l’eroina ti fa stare bene per un po’ ma la tua vita diventa uno schifo ed uscirne è durissima. I “giovani” sono molto meno stupidi di quello che si vuole credere ed è più facile che siano convinti a non drogarsi da un film come questo piuttosto che dal sentirsi dire le solite cose trite e ritrite su quanto la droga faccia schifo. Almeno con il sottoscritto a suo tempo funzionò così. Alla sua uscita nelle sale era stato criticato per un suo presunto compiacimento verso l’eroina e per le sue immagini crude e troppo dettagliate, quali la preparazione e somministrazione di dosi di droga. In realtà non manca la condanna, ma è espressa in maniera ellittica rispetto alle normali prassi drammaturgiche.

I chose not to choose life: I chose somethin’ else. And the reasons? There are no reasons. Who needs reasons when you’ve got heroin?

Nella casa dello spacciatore chiamato Madre Superiora (per l’età della sua dipendenza), punto di riferimento logistico di Renton e compagni, una bambina di cui si conosce la madre Alison (una delle ragazze drogate) ma non il padre, si muove a gattoni in mezzo ai drogati abbandonati tra i materassi. In seguito, contemporaneamente ad uno dei momenti in cui tutto il gruppo è alienato dall’effetto della droga, la bambina viene trovata morta nella sua culla. La cosa porta alla disperazione la madre e soprattutto Sick Boy, che si rivela essere il padre. Tutto verrà risolto con altra eroina, per cancellare tutti i dolori e le colpe. Questa scena, uno dei cardini del film, mostra la dipendenza e l’annebbiamento totale di chi gira a vuoto nel circolo vizioso di una tossicodipendenza – non solo quella dell’eroina – che porta alla colpa primigenia: l’assassinio di un figlio. Per quanto non volontario. La bimba morta appare piena di lividi, e non per caso: sembra che in una scena – poi cancellata – del film, i nostri “eroi” sotto effetto della droga, si fossero messi a giocare a calcio usando la povera bimba coma pallone

Il mondo di Trainspotting è colto nei suoi più fervidi e striscianti meandri figurativi. Esemplare è la scena di Renton che si tuffa nel lurido water di un locale per recuperare delle supposte di oppio, vendutegli dallo spacciatore Mikey Forrester, impersonificato da Irvine Welsh, l’autore del romanzo da cui è tratto il fim. Supposte che dovrebbero servire a placare i dolori dell’astinenza da eroina, visto che Mark si è messo in testa di “smettere con quella roba”. Astrazione e lirismo alludono grottescamente a un parossistico quanto teatralmente contraddittorio tentativo di salvezza: al suono di un arrangiamento della Carmen, il drogato si getta tra la sua stessa merda e manifesta una scelta diversa da quella di infilarsi l’ago in vena. La scena è tratta esplicitamente da un brano del libro di Thomas PynchonL’arcobaleno della gravità (il protagonista del romanzo si immerge nel gabinetto di un bar per recuperare la fisarmonica perduta imbattendosi in varie tipologie di escrementi di cui elabora una vera e propria tassonomia), e ciò dimostra quanto il regista abbia voluto evidenziare il canone di un tentativo di trascendenza che sfida le leggi della superficie (terrena). Mark si immerge nel mare, e nel mare si nuota, sgravati da imposizioni e condizionamenti. Il nuotatore è essere sovrano che libera il proprio corpo (persona) dai lacci del dover essere (compreso il laccio emostatico). Non c’è altra rarefazione e indipendenza per il drogato.

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Trainspotting è un film che sottende una sottile critica politica che in italiano si perde (preferibile vederlo in lingua originale: lo scozzese, non l’inglese) come se Mery per sempre di Marco Risi fosse recitato dai giovani detenuti in perfetto italiano e non in siciliano, anzi in palermitano per essere precisi. Mark ed i suoi colleghi si muovono nella Edimburgo della fine del secolo scorso. L’identità nazionale sembra non bastare a creare un tessuto sociale forte; avere come unico riferimento Sean Connery dimostra la mancanza di fondamentali modelli comportamentali. Quando Tommy passeggia con gli amici in montagna, glorificando la natura scozzese, Spud dissente dai prestigi nazionali, mentre Renton urla che…

è una merda essere scozzesi. Siamo il peggio, i più disgraziati, i più servili, patetici avanzi che siano stati cagati nella civiltà

Per la cronaca: nonostante il film sia ambientato ad Edimburgo, quasi tutte le scene sono state girate a Glasgow tranne la scena di apertura, girata realmente ad Edimburgo, e quella finale, girata a Londra. La famosissima scena di apertura che vede Renton e Spud inseguiti da due store detective è stata girata lungo Princes Street, ad Edimburgo. La scena in cui termina l’inseguimento è invece stata girata a Calton Road, sempre ad Edimburgo, vicino all’entrata posteriore della Waverley Station.

Un discorso a parte merita l’amicizia. Mark Renton chiama i suoi compagni cosiddetti amici. Misura relativa. Tommy (un giovane Kevin McKidd, ora dottor Owen Hunt in Grey’s Anatomy) cade in depressione in seguito alla rottura con la fidanzata perché una videocassetta con delle riprese dei due che fanno sesso è stata da Mark indegnamente scambiata con dei filmati di calcio; Begbie è più temuto per la sua violenza che considerato per la sua amicizia. Non c’è un vero legame tra questi ragazzi se non quello sotteso creato dalla dipendenza dalla droga. E anche quando Mark, finalmente disintossicato, scapperà a Londra per iniziare una nuova vita si ritroverà tra i piedi tutti i cosiddetti amici: saranno loro ad impedirgli un’esistenza normale ed a trascinarlo nuovamente verso l’illegalità. In Trainspotting non c’è compiacimento né romanticismo. La dipendenza dalla droga viene rappresentata come puro atto narrativo, l’ironia impedisce alla vicenda toni insistentemente drammatici, o melodrammatici. Non occorre né il disgusto né una troppa didascalica morale: i personaggi sono rappresentati, non descritti, vale la narrazione non la spiegazione.

L’eroina distrugge tutto ciò che di bello ed innocente che tocca. Si è già citata la bambina, ma è il caso di ricordare l’innocenza traviata di Tommy, si fumatore ma comunque sportivo ed in forma, che in seguito all’abbandono da parte della fidanzata decide di provare l’eroina, unico alla fine a morire di AIDS. A parte la bambina si tratta di vittime assolutamente consapevoli del loro destino: HANNO SCELTO DI NON SCEGLIERE! Ma è davvero una scelta? L’eroina non è che la triste alternativa della non-scelta.

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Curiosità sul titolo

Il titolo Trainspotting si riferisce all’episodio del paragrafo Guardando i treni alla stazione centrale di Leith, del romanzo originale di Welsh, dove Renton e Begbie vengono avvicinati da un vecchio barbone mentre stanno urinando nell’ormai dismessa stazione centrale di Leith: costui chiede loro se stanno facendo del trainspotting, ossia se fossero disoccupati che per ingannare il tempo osservano i treni in arrivo ed in partenza dalla stazione. Renton rimane interdetto perché Begbie non risponde in malo modo né malmena il barbone, come ci si potrebbe aspettare, anzi sembra addirittura in imbarazzo: solo mentre si allontanano si rende conto che l’ubriacone è il padre dell’amico.

Alcune ambientazioni:

  • Il parco dove Sick Boy e Renton discutono di James Bond, Sean Connery, e Il nome della rosa è Rouken Glen Park, nei pressi di Thornliebank. Il parco è anche stato il luogo della tomba nel precedente film di Boyle Piccoli omicidi tra amici.
  • La stazione ferroviaria di Corrour è l’ambientazione per la grande scena in esterni del film.
  • L’appartamento che Renton mostra alla giovane coppia appena riceve il lavoro di agente immobiliare, dove in seguito nasconderà Begbie e Sick Boy, si trova a Londra, a Talgarth Road numero 78A, nei pressi della North End Road, di fronte alla stazione della metropolitana di West Kensington.
  • La scena in cui riescono a vendere la droga è girata a Bayswater; quella in cui fanno la parodia di Abbey Road dei Beatles parte da Smallbrook Mews e si completa nell’attraversamento di Craven Road fino all’Hotel Royal Eagle, ancora presente ai numeri 26–30 di Craven Road a Londra.
  • La scuola frequentata da Diane è la “Jordanhill School” di Glasgow.

Canzoni famose

Una delle componenti ad aver reso celebre questa pellicola, è senza dubbio la sua azzeccatissima colonna sonora. Alcune scene ormai appaiono imprescindibili dalla musica che le accompagnano. Nell’ultima scena, quando Mark scappa con i soldi, la canzone che apre la sua fuga dal Motel è Born Slippy .NUXX degli Underworld. Per la prima scena, quella della fuga dagli agenti, invece è stato scelto la mitica Lust for Life, storico brano del cantante statunitense Iggy Pop, che viene nominato numerose volte durante il film. Nella scena in cui Mark va in overdose, la musica scelta è Perfect Day di Lou Reed.

Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?

Il successo in Italia

Nel lontano 1996 nessuno voleva distribuire Trainspotting in sala, un film così scottante e ritenuto scomodo per l’allora mercato cinematografico italiano. Ci pensò allora una neonata casa di distribuzione, formatasi l’anno prima dalla dissoluzione della Penta Film a comprare i diritti dell’opera di Danny Boyle e a distribuirla al cinema. Dopo alcuni “colpi di mercato” di assoluto livello come Il corvo, Stargate Johnny Mnemonic, la Medusa Film, si accaparrò la distribuzione italiana di Trainspotting e segnò un’epoca. Da quel momento in poi anche le major si resero conto che potevano puntare su film meno commerciali per raggiungere il successo in sala. Trainspotting fu distribuito in italia da Medusa il 4 ottobre del 1996 fu un gran successi. Nonostante il film venne inizialmente snobbato dalle major di distribuzione internazionali, l’opera di Boyle concquistò in poco tempo una popolarità tra i giovani senza uguali e si inserì nella top 20 dei film più visti nella stagione cinematografica italiana 1996/97. Nell’anno dominato da Il ciclone, Trainspotting fu 17° assoluto subito dietro a Sono pazzo di Iris Blond e davanti a film quali Jerry Maguire, Crash – Contatto fisico, Daylight – trappola nel tunnel e Ritratto di signora.

Alcune curiosità su Trainspotting:

  • Ewen Bremner (Spud) aveva precedentemente interpretato Renton in un adattamento teatrale del romanzo;
  • le feci nel water durante la scena del Peggior Bagno in Scozia erano in realtà cioccolato ma anche con la consapevolezza di ciò la scena del bagno risulta rivoltante comunque tanto che Ewan McGregor ebbe dei problemi a girarla;
  • Kelly Macdonald ha ottenuto la parte quando la crew di produzione del film stava distribuendo volantini in tutta Glasgow, per chiunque volesse fare un provino. Quando Danny Boyle ha posato per la prima volta gli occhi su di lei durante il provino ha capito che era la persona giusta per il ruolo di Diane. Voleva un volto sconosciuto, così nessuno si sarebbe accorto che l’attrice che stava interpretando la parte di una scolaretta avesse in realtà 19 anni. Macdonald conserva tutt’oggi il volantino promozionale del provino, come ricordo della sua prima parte in un film;
  • per interpretare la parte Ewan McGregor in soli due mesi ha perso 12 chili;
  • Kelly Macdonald ha compiuto 20 anni il giorno dell’uscita al cinema del film il 23 febbraio 1996;
  • le scritte sul muro del Vulcano Nightclub richiamano quelle del Korova Milk Bar in Arancia meccanica (1971). Sparsi per il locale ci sono anche dei posters di Robert De Niro Jodie Foster in Taxi Driver (1976);
  • per prepararsi al ruolo Ewan McGregor ha letto libri sul crack e l’eroina. Andò anche a Glasgow ad incontrare un gruppo di recupero di tossicodipendenti per parlare con loro e capire le sensazioni di chi ha provato l’eroina. Gli è stato poi insegnato a cucinare l’eroina con un cucchiaio utilizzando al posto della sostanza glucosio in polvere;
  • Per calarsi ancora meglio nel ruolo, McGregor ha anche preso in considerazione l’idea di sottoporsi a un’iniezione di eroina per comprendere meglio gli effetti così da interpretare il personaggio più verosimilmente, ma alla fine decise – fortunatamente – di non farlo;
  • tutto il film è stato girato in sole sette settimane e mezzo, cioè molto poche specie se consideriamo il fatto che sono state usate molte location differenti, costringendo tutta la produzione a mobilitarsi molto spesso;
  • per i primi piani di Ewan McGregor mentre si inietta l’eroina, è stato costruita una protesi del suo braccio, con le vene attraversate da del sangue finto che sarebbe apparso nel momento in cui la pelle fosse bucata all’ago;
  • dopo tre film assieme Piccoli Omicidi Tra Amici, Trainspotting e lo sfortunato Una vita esagerata, Danny Boyle decide, per il suo quarto film (The Beach del 2000) di puntare tutto sull’asso della cinematografia Leonardo DiCaprio reduce dallo stratosferico successo di Titanic. La star americana viene preferita all’amico e collega McGregor che non la manda giù e proprio per questo decide di troncare di netto i rapporti con il regista londinese. L’ipotesi di realizzare un sequel di Trainspotting venne quindi accantonata e dovettero passare oltre venti anni da quel 1996 anno di uscita del film. I due si riappacificheranno infatti solamente 15 anni dopo poco prima di dare il via al sequel del film T2 – Trainspotting, ecco cosa ha dichiarato l’attore scozzese a riguardo: “Fu tutto un malinteso. Mi rammarico grandemente che si sia protratto per così tanto tempo. Ho partecipato ai primi tre film di Danny e poi non mi fu chiesto di essere nel quarto, ma non era per il film, quanto per la nostra amicizia. Non partecipare al film mi fece un po’ sentire alla deriva e non lo mandai giù.”;
  • Trainspotting fu presentato fuori concorso al 49º Festival di Cannes del 1996 divenne in poco tempo un vero e proprio cult tanto che nel 1999il British Film Institute l’ha inserito al decimo posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo. Nel 2004 il film è stato definito come il miglior film scozzese di tutti i tempi in un sondaggio di pubblico generale. A tutt’oggi non è difficile per le strade di Londra o in Gran Bretagna incontrare persone o negozi che vendano gadget legati al film, uno dei più popolari ed amati dai britannici assieme a The Italian Job, Momenti di gloria, Full Monty e This Is England;
  • In collaborazione con la Columbia Tristar e distribuito in Italia dalla Warner Bros. il sequel T2 – Trainspotting vide la luce nei cinema italiani il 23 febbraio del 2017. Anche il seguito è tratto parzialmente dal secondo romanzo di Irvine Welsh, chiamato “Porno” (2002).

Errori presenti nel film:

  • Primissima scena del film. Renton corre con ai piedi un paio di Adidas. Qualche scena più tardi ai piedi porta un paio di All Star, lo avevate notato?
  • All’inizio di Trainspotting, Swanney prepara la dose di Sick Boy, ma quando poi va ad inniettarla si nota chiaramente che la siringa e’ vuota!
  • Quando in Trainspotting il gruppo di drogati fissa la bambina morta, si nota chiaramente che è un pupazzo.
  • Quando Ewan McGregor cerca di disintossicarsi stando chiuso nella sua camera e ha le allucinazioni, si vede benissimo la guida che fa camminare il pupazzo della bambina sul soffitto.
  • In Trainspotting, prima della rissa nel bar, scatenata gettando un boccale di birra, quando il tipo va a prendere gli stessi boccali, urta un avventore (con maglietta a strisce nere e azzurre) e ciò causa una fuoriscita di birra dai boccali sulla camicia, dallo sterno in giù. Quando si rigira, possiamo notare come la camicia sia sporca dal colletto in giù…
  • Begbie colpisce l’incauto avventore del bar che aveva osato “distrarlo”…ma si vede chiaramente che con la stecca da biliardo da’ un forte colpo alla sedia, non al malcapitato cliente del pub!
  • In Trainspotting i ragazzi dividono i soldi della droga (16000 sterline) equamente, prendendo quindi 4000 sterline a testa. Ma in realtà Mark e Sick boy avrebbero dovuto recuperare i soldi per l’aquisto, ovvero 1000 sterline a testa, e poi dividere le rimanenti 14000 con gli altri, come mai ciò non avviene? Mistero…
  • Spud è fuori dal locale con la sua ragazza. Nella mano sinistra tiene una bottiglia di birra. Nel primo piano la tiene per il collo, nel campo lungo la tiene più in basso.
  • In Trainspotting il protagonista parla con Diane a letto, mentre lei sta fumando. Ad un certo punto si porta lo spinello alla bocca, ed è quasi finito, nello stacco successivo è più lungo.
  • La mazzetta che Mark lascia nell’armadietto è in una posizione diversa quando Spud va a prenderla: quando Mark la inserisce è parallela alle pareti, nella scena dopo è obliqua.
  • In Trainspotting quando Mark Renton va da Madre Superiora per bucarsi (subito dopo che Spud è finito in carcere) si toglie la cintura per legarsela intorno al braccio, ma dopo, quando ha l’overdose e Swanney lo trascina dentro al taxi la cintura è di nuovo attorno alla vita.
  • In Trainspotting Renton va da Madre Superiora dopo la sentenza, si vede chiaramente che si prepara il braccio sinistro per iniettarsi l’eroina, ma dall’inquadratura ravvicinata della siringa sembra che sia il braccio destro.

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