I frutti buonissimi che forse non mangeremo mai in tutta la nostra vita

frutti tropicali non mangeremo mai

Quali sono i frutti che forse non abbiamo mai mangiato nè mangeremo in vita nostra? Sono i frutti tropicali, di certo meno diffusi sulle nostre tavole rispetto alla nostra tipica frutta “italiana” come mele, pere e arance! Fino a qualche anno fa erano dei completi sconosciuti sulle nostre tavole, ma nel giro di poco tempo i frutti tropicali hanno conquistato un posto stabile tra le preferenze degli italiani. Oramai infatti non è più così raro trovarli nei più comuni supermercati o fruttivendoli, e spesso ci si lascia attrarre dal loro aspetto, talvolta poco conosciuto, dal loro fascino esotico, dal loro nome insolito e, perché no, anche dal sapore così diverso da una tradizionale mela.

E se kiwi, banana e cocco oramai sono frutti esotici presenti stabilmente anche sul nostro territorio, mango, papaia e avocado diventano preziosi su un vassoio di frutta tropicale. Nonostante il loro appeal non a tutti piacciono, ma è necessario sapere che il loro costo a volte portato a prezzi “stellari” è contraccambiato da strabilianti proprietà nutrizionali.

Il mango

Il mango è un frutto esotico d’aspetto molto colorato, appartiene alla famiglia delle Anacardiaceae ed è di origine indiana. Di aspetto ricorda le pesche, ma rispetto a queste è più allungato, come un piccolo melone e ha la buccia piena di buchini; può essere completamente verde, gialla, rosso cupo o una combinazione di questi colori. La polpa è di colore giallo arancio, compatta, sugosa e profumata, con pochi o con nessun filamento, il suo sapore ricorda un “frullato” di pesca, arancio e ananas. Il nocciolo è appiattito e piuttosto duro, aderente alla polpa.
“Mezzo mango al giorno assicura il 40% della vitamina A di cui abbiamo bisogno e il 15% di vitamina C; fornisce 62 calorie per 100 grammi di frutto e presenta una buona dose di calcio. Sembra abbia proprietà antibiotiche, è diuretico e lassativo.
Il frutto duro si conserva a temperatura ambiente finché non si ammorbidisce.
Da evitare il frigo, perchè diminuisce le sue qualità organolettiche. E’ bene rinfrescare il frutto in frigo solo per qualche minuto prima di mangiarlo. Viene consumato al naturale, come sorbetto, in macedonia, in torte di frutta fresca”.

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L’avocado

L’avocado è una pianta originaria dell’America Centrale conosciuta già in epoca precolombiana; oggi è diffuso in America Latina, California e Florida; nel Mediterraneo è presente in Israele e Spagna. Pianta arborea di alto fusto sempre verde con sistema radicale molto espanso. I frutti sono di colore verde o violaceo, con un solo seme e una polpa burrosa, ricca in grassi.
“E’ un frutto ricco di grassi quasi quanto le olive e di proteine. Infatti fornisce più di 200 calorie per ogni 100 grammi. Molto ricco di vitamina A (utile per la vista), B1 (antinevritica), B2, favorevole alla crescita e al benessere, inoltre apporta vitamine del gruppo D, E, K, H, PP. Il suo consumo è particolarmente indicato per i bambini e per chi segue una dieta vegetariana.
E’ maturo quando risulta morbido ad una leggera pressione delle dita; l’avocado acquistato duro impiegherà da 3 a 5 giorni per maturare in casa, a temperatura ambiente. Maturo può essere conservato per 5-7 giorni in frigorifero; per accelerare la maturazione chiuderlo dentro un sacchetto di carta e tenerlo a temperatura ambiente. Dato che imbrunisce al contatto con l’aria, conviene prepararlo all’ultimo momento prima di servire, meglio se spruzzato con qualche goccia di limone. Un consiglio: è da mangiare più come ortaggio che come frutta: la polpa infatti si può condire con olio, aceto, sale e pepe. La polpa cremosa può essere spalmata sul pane; tagliato a dadini arricchisce l’insalata mista”.

La papaia

La papaia proviene dalla Costa Rica e dal Brasile è un frutto oblungo, leggermente a forma di pera, la buccia sottile e verde, maturando, diventa gialla. La polpa fine ricorda la polpa del melone e può essere rosa o rossa o gialla a secondo della varietà. La cavità centrale è piena di semini neri non commestibili.
Quali sono le sue proprietà nutrizionali? “Sono relativamente poche le calorie: 40 per 100 grammi. Ricco di vitamine A e C. Nei paesi d’origine si consuma abitualmente alla fine dei pasti perché facilita la digestione, grazie ad un’enzima, la papaina, che ha la stessa azione della bromelina (nell’ananas) e dell’actinidina (nel kiwi), cioè aiuta la digestione delle proteine. E’ considerato antibiotico e vermifugo. Il frutto si presenta maturo quando è tutto, o quasi, giallo. Teme il freddo, quindi il consiglio è di metterlo in frigo soltanto nello scomparto della verdura dove può conservarsi fino a 15 giorni. Il frutto matura a temperatura ambiente. E’ ottimo se utilizzato fresco con una spruzzata di limone, in macedonia”.Una curiosità: in cosmetica è considerata una vera rivoluzione per le sue qualità rigeneranti e rassodanti.

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Il dattero

Proviene da Israele, fresco, a forma cilindrica, più grosso del dattero che siamo abituati a vedere sui nostri banchi di frutta, lucido e non appiccicaticcio. “Anche i datteri freschi hanno un valore calorico alto, sono *indicati nella stitichezza atonica per l’elevato contenuto in fibra. Buona la presenza di vitamine e sali minerali. Il dattero si mantiene a lungo nella parte bassa del frigorifero; prima di mangiarli lasciarli a temperatura ambiente almeno per un’ora. Dovrebbe essere consumato fresco ma siamo soliti vederli secchi, il dattero fresco è notevolmente meno dolce”.

Chiudiamo ora con un frutto esotico che invece tutti noi abbiamo mangiato almeno una volta:

L’ananas

E’, come spesso si sente dire, un vero “brucia grassi”. “Perché contiene un enzima, la bromelina, che aiuta la digestione delle proteine. Per questo viene consigliato come fine-pasto. La bromelina viene distrutta dal calore, perciò non è presente nell’ananas in scatola e quando è sottoposto a cottura (marmellate, crostate, ecc.).
In linea di massima è indicato a tutti, anche se i preparati a base di ananas potrebbero essere scarsamente tollerati da persone con ulcera peptica attiva e devono essere evitati da chi è in trattamento con anticoagulanti a causa della loro moderata attività antiaggregante piastrinica. Le donne in gravidanza non devono esagerare con le dosi perché potrebbe creare complicazioni nella normale crescita del feto”.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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