I deodoranti non sono tutti uguali

Pretty girl applying underarm deodorantPer evitare la formazione di cattivi odori corporei, sul mercato esistono svariati tipi di deodoranti, che possono essere classificati in:

deodoranti antimicrobici (batteriostatici e/o battericidi);
deodoranti antisudorali o antitraspiranti;
deodoranti antienzimatici;
deodoranti antiossidanti;
deodoranti adsorbenti;
deodoranti coprenti.

Tutti i deodoranti devono presentare delle caratteristiche ben precise come:
mascherare o prevenire la formazione di odori sgradevoli;
operare con sinergismo d’azione. I vari ingredienti devono agire con sinergia per contrastare e non per favorire la formazione di odori sgradevoli;
rispettare la flora batterica. Come visto in precedenza la flora dev’essere controllata e non eliminata.
essere utilizzati in alternanza per combattere le diverse cause di formazione dei cattivi odori.

1. DEODORANTI ANTIMICROBICI (BATTERIOSTATICI E/O BATTERICIDI)

I microrganismi che colonizzano la pelle sana non partecipano solamente alla formazione dei cattivi odori, ma ricoprono delle funzioni importantissime contro lo sviluppo della flora batterica patogena. Per ovviare allo sviluppo eccessivo di questi microrganismi si possono utilizzare deodoranti contenenti composti battericidi e/o batteriostatici.
I battericidi uccidono i microrganismi, ma se usati per lungo tempo possono compromettere l’equilibrio fisiologico cutaneo. Le concentrazioni di battericidi impiegate nelle formulazioni sono sempre vincolate al testo del Nuovo regolamento sui prodotti cosmetici; se usate in eccesso, infatti, possono pur sempre produrre degli effetti collaterali. Per contro, se usati in dosi opportune, gli antimicrobici sono di notevole importanza per la loro lunga durata d’azione.
I batteriostatici sono dei composti in grado di limitare la crescita della flora batterica. Queste sostanze sono da preferire alle precedenti, perché vanno ad evitare uno scompenso troppo marcato della flora batterica residente, riducendo la possibilità che altri batteri patogeni attecchiscano sulla cute.
Alcune sostanze vegetali sono in grado di rafforzare l’attività deodorante degli altri composti presenti nella formulazione. Le sostanze naturali, oltre a svolgere una limitata attività batteriostatica, offrono la possibilità di conferire una determinata profumazione al prodotto. Alcune sostanze naturali che possono essere impiegate nella formulazione dei deodoranti sono la salvia, il timo, il rosmarino, la lavanda, il bergamotto, il limone ecc…

Queste droghe, in particolare tutte le piante che producono oli essenziali, trovano impiego non solo nei deodoranti, ma anche in prodotti detergenti, vista la loro blanda proprietà batteriostatica.

2. DEODORANTI ANTISUDORALI O ANTITRASPIRANTI

Diminuire la sudorazione è di per sé è un atto contro natura, che se non adeguatamente equilibrato può provocare dei seri danni al nostro organismo. Le sostanze utilizzate in questi deodoranti antitraspiranti sono principalmente i sali di alluminio. Il loro meccanismo d’azione non è del tutto chiaro, perciò vengono prese in considerazione due diverse ipotesi. La prima consiste in un’occlusione del dotto escretore della ghiandola sudoripara: tale occlusione avviene attraverso la precipitazione delle proteine cellulari, originando una sorta di tappo sul dotto escretore. Il secondo meccanismo d’azione ipotizzato consiste nell’induzione, da parte dei sali di alluminio, di uno stimolo irritativo a livello del dotto escretore, con formazione di un edema locale: questo accumulo di liquidi causa un rigonfiamento che occlude il dotto escretore, con conseguente riduzione della secrezione sudoripara.
Oltre ai sali di alluminio possono essere impiegati anche altre sostanze, come zirconio (che è un sale), cloroidrossilattato, citrato di alluminio e sostanze naturali che contengono tannini dotati di proprietà astringenti. Tra le numerose piante che contengono tannini ricordiamo l’amamelide virginiana, la ratania e l’arnica.

3. DEODORANTI ANTIENZIMATICI

I deodoranti antienzimatici presentano un’attività meno drastica rispetto ai precedenti. Infatti, per limitare la formazione dei cattivi odori utilizzano delle sostanze enzimatiche che inducono gli enzimi batterici a degradarle al posto delle componenti del sebo, interrompendo così la sequenza nella formazione degli odori.
La sostanza antienzimatica maggiormente impiegata nei deodoranti è il trietilcitrato. Si tratta di un olio che penetra nel follicolo, dove viene degradato dai batteri al posto del sebo. Dalla degradazione della molecola di trietilcitrato originano alcol etilico ed acido citrico. L’alcol etilico limita la crescita dei batteri (funzione batteriostatica), mentre l’acido citrico abbassa il pH della zona impedendo la formazione di acidi grassi a corta catena (come butirrico, caprico, caprinico, caprilico), responsabili del cattivo odore.
I deodoranti antienzimatici presentano delle caratteristiche specifiche, come la miglior azione deodorante, l’assenza di sensibilizzazione e l’innocuità per la flora batterica cutanea residente.

4. DEODORANTI ANTIOSSIDANTI

Gli antiossidanti sono delle sostanze che impediscono i processi ossidativi delle sostanze contenute nel sebo e nel sudore, da parte delle ossidasi prodotte dai microrganismi. Con il blocco di questi processi ossidativi si arresta anche la produzione di quei composti responsabili della formazione del cattivo odore. L’effetto antiossidante migliore si ottiene con una miscela di prodotti naturali, come vitamina E (tocoferolo) ed acido citrico, e sintetici, come il BHT ed il BHA.

5. DEODORANTI ADSORBENTI

In questa categoria di deodoranti rientra un gruppo di sostanze molto interessanti dal punto di vista del meccanismo d’azione. I principi attivi adsorbenti sono in grado di catturare gli odori volatili formati dall’ossidazione degli acidi grassi, agendo da chelanti o sequestranti di odori. Le sostanze chelanti maggiormente impiegate nella formulazione di deodoranti adsorbenti sono lo zinco ricinoleato, lo zinco glicinato, lo zinco carbonato e l’ossido di zinco, di calcio e di magnesio. Lo zinco ricinoleato è quello maggiormente utilizzato nella formulazione di prodotti cosmetici. Tuttavia, per quanto la sua attività sia prolungata nel tempo, non è in grado di svolgere un’azione antiodorante molto efficiente. È stato anche sperimentato a concentrazioni molto basse nei dentifrici e nei saponi.

6. DEODORANTI COPRENTI

Questi deodoranti non agiscono né sulla flora baterica, né sulla secrezione; il loro scopo, piuttosto, è quello di coprire gli odori con profumi molto forti.
La nota di profumo viene conferita dall’impiego degli oli essenziali estratti da alcune piante. Come accennato, gli oli essenziali – oltre ad esibire una blanda attività antimicrobica – possiedono il vantaggio di profumare. Nelle formulazioni deodoranti non vengono impiegati solamente oli essenziali, ma vengono aggiunti dei profumi sintetici per meglio camuffare gli odori sgradevoli. Nella formulazione di un deodorante, la concentrazione di queste sostanze odorose dev’essere ridotta al minimo (≈ 0,1%) per evitare l’insorgenza di irritazioni, allergie o sensibilizzazioni. L’ azione antimicrobica maggiormente efficace spetta agli oli essenziali del timo rosso e – fra le sostanze aromatiche – al citrale e all’eugenolo.
I deodoranti presenti in commercio sono disponibili in diverse forme, come per esempio soluzioni idro-alcoliche, spray, emulsioni ecc. Pertanto, oltre al principio attivo, a completare la formulazione ci sono delle sostanze di notevole importanza, come i solventi, i propellenti e gli emollienti. In particolare, i solventi sono sostanze che aiutano a solubilizzare gli altri componenti; quelli maggiormente utilizzati sono l’alcol etilico e isopropilico, entrambi impiegati a concentrazioni molto elevate. Possono agire favorendo la penetrazione degli antibatterici attraverso la cute ma, soprattutto l’alcol etilico, può dare luogo a fenomeni irritativi.
I propellenti sono dei gas liquefatti a temperatura ambiente e sotto una blanda pressione. Questi gas agevolano la fuoriuscita della formulazione dal recipiente sotto forma di minute goccioline o meglio ancora di aerosol. Alcuni propellenti, da sempre impiegati,, come per esempio i CFC o cloro-fluoro-carburi, sono sotto inchiesta per il forte impatto ambientale, soprattutto per l’atmosfera.
Le sostanze emollienti vengono impiegate nei prodotti cosmetici per migliorare la gradevolezza del prodotto durante l’applicazione. Conferiscono al cosmetico un effetto plastificante sullo strato più esterno della cute (strato corneo). La maggior parte di questi emollienti sono oli, grassi naturali, grassi sintetici o semi-sintetici.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Bellezza e cura della persona, Cosmetica, Dermatologia e venereologia e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...