Fumare in auto aumenta di cento volte l’esposizione alle sostanze nocive della sigaretta

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Fumare in auto aumenta di cento volte l’esposizione alle sostanze nociveFumare, come ormai tutti certamente sapranno, è sempre e comunque dannoso e, naturalmente, sarebbe uno di quei vizi e di quelle abitudini che gli abituali consumatori dovrebbero certamente eliminare dal proprio stile di vita così da evitare, o per lo meno cercare di evitare, le più gravi e letali conseguenze e ripercussioni del fumo di sigaretta.

Fumare in posti ristretti fa ancora più male alla salute

E’ bene dire che fumare fa sempre male, tuttavia ci sono situazioni in cui fumare fa ancora più male, mi riferisco a quando ad esempio si fuma in posti ristretti o con scarso ricambio d’aria. Una delle situazioni peggiori è quando ci accendiamo una sigaretta in automobile: fumare in macchina, specialmente nel caso in cui si sia particolarmente giovani e specialmente quando i finestrini sono abbassati (come avviene quando fa caldo e si accende il climatizzatore), potrebbe essere veramente molto rischioso o, comunque, molto più pericoloso del consueto e del normale. Questo poiché, come dimostrato in un ampio studio dai ricercatori scozzesi della prestigiosa Università di Abeerden, le concentrazioni di nicotina, di particolato sottile, di tabacco e, più in generale, di smog conseguenti al consumo di almeno una sigaretta, aumenterebbero – sino a centuplicarsi – in uno spazio ristretto qual è quello dell’abitacolo dell’automobile rispetto a quanto, invece, non farebbero in uno spazio il più possibile aperto, ventilato ed arieggiato.

Lo studio scozzese

Lo studio in questione, descritto dalla rivista scientifica Tobacco Control quale uno dei più vasti mai condotti sul delicato argomento oggi alla nostra attenzione, avrebbe coinvolto ben 17 guidatori, 14 dei quali fumatori di almeno 10 sigarette al giorno, dei quali sarebbero stati monitorati, valutandone le concentrazioni di particolato sottile all’altezza della testa di un bambino posto nella zona posteriore della vettura, un totale di ben 104 viaggi della durata media di 27 minuti (le rilevazioni, in particolar modo, sarebbero state effettuate ogni 60 secondi).
Ebbene, come dichiarato in questi giorni dai ricercatori scozzesi della prestigiosa Università di Abeerden autori del programma di ricerca sin qui accuratamente analizzato, per quanti stratagemmi di ricircolo dell’aria i guidatori adottassero, le concentrazioni di particolato sottile avrebbero in ogni singolo caso superato la soglia d’attenzione stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Salute che, come forse saprete, sarebbe equivalente a 25 microgrammi di polveri fini per ogni metro cubo d’aria (questi valori, nel caso di viaggi particolarmente lunghi effettuati da fumatori particolarmente accaniti, avrebbero raggiunto gli 880 microgrammi di polveri fini per ogni metro cubo d’aria).

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