Samantha Cristoforetti e il vero simbolo del degrado italiano

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma SIMBOLO DEGRADO ITALIANO Samantha Cristoforetti Radiofrequenza Rughe Cavitazione Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Mappatura Nevi Dietologo Dermatologia 1

Samantha ha raggiunto l’orbita da pochi secondi: il sorriso più bello è tra le stelle!

Una partita di calcio. Un derby, quindi sicuramente una gara particolarmente importante per i giocatori in campo e per i tifosi sfegatati, che sentono la stracittadina come qualcosa di fondamentale nelle loro vite. Ma sempre una partita di calcio. Come ce ne sono tante e come ce ne saranno tante in futuro. Ma cominciamo dal principio.

Erano quasi le dieci e Samantha stava per partire

Ieri sera torno a casa dal lavoro di fretta, erano le dieci meno dieci e alle 22 e 01 la nostra astronauta Samantha Cristoforetti (ne avevo parlato in questo articolo) doveva lasciare la Terra – prima donna italiana – per elevarsi a 400 km dal suolo, scrivere la storia e portare le italiane e l’Italia tra le stelle, sulla Stazione Spaziale Internazionale. Samantha Cristoforetti (Milano, 26 aprile 1977) è un'aviatrice e astronauta italiana.     Laureata in ingegneria all'Università Tecnica di Monaco di Baviera, laureata in Scienze Aeronautiche, Sciabola d'Onore per meriti accademici; in qualità di pilota militare si è specializzata presso la scuola di volo per piloti militari ENJJPT (Euro-Nato Joint Jet Pilot Training) di Wichita Falls, in Texas.     Ha accumulato più di 500 ore di volo su aerei da addestramento e combattimento.     Nel maggio 2009 è stata selezionata come astronauta dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA), prima donna italiana e terza europea in assoluto dopo la britannica Helen Sharman (in missione nel 1991) e la francese Claudie André-Deshays (2001). Alla selezione, che prevedeva la scelta di sei astronauti, avevano partecipato più di 8500 aspiranti.     Il 30 novembre 2014 raggiungerà a bordo di una Sojuz la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per una missione della durata di 6-7 mesi e sarà la prima donna astronauta italiana a volare nello spazio.     Grazie Samantha, porta l'Italia tra le stelle!
La 37enne della provincia di Trento parla italiano, tedesco, inglese, francese e russo (le lingue che parla l’italiano medio, insomma); laureata a Monaco in ingegneria meccanica, pilota espertissimo, specializzata in Texas, selezionata per fare l’astronauta tra quasi 9000 candidati preparatissimi (super-genio tra i geni) ma rimanendo sempre estremamente umile: insomma l’esempio di quanto di buono può fare una persona col proprio corredo di neuroni quando ha volontà, dedizione, capacità e coraggio. Un esempio da mostrare nelle scuole elementari. Neanche mi levo la giacca e corro in salone. Accendere il pc richiederebbe troppo tempo e lo streaming mi farebbe osservare in leggera differita un evento che invece volevo vivere in diretta. Accendo la televisione nella sicurezza di trovare le immagini della nostra astronauta, non certo a reti unificate, ma almeno sul primo canale e metto su Rai Uno: c’è un film. Metto su Rai Due: c’è una replica di NCIS. Cambio su Rai Tre: c’è Report. Ma dove diavolo mandano la diretta? La mente mi ricorda che siamo nella nazione dell’ignobile servizio televisivo del TG4 dove “la sonda Philae vìola la nostra pura immagine natalizia di una cometa, trapanandola senza pietà”. Ma possibile che davvero nessuno ne parli in tv? Con un po’ di timore mi sposto su RaiNews24 dove effettivamente c’è una diretta dell’evento, anche se – sinceramente – i commentatori non mi sembrano molto all’altezza della situazione. Ma per fortuna parlano le immagini dalla cabina e l’emozione è fortissima: Samantha saluta in telecamera, sorride e controlla la strumentazione di bordo con la stessa naturalezza con la quale io metto le frecce sulla mia Polo ed il mio sistema nervoso centrale si riempie di scariche di orgoglio. Penso a quanto ha dovuto affrontare per essere fisicamente ed intellettualmente in grado di sostenere un viaggio nello spazio. Penso che non siamo più da tempo un Paese di poeti o santi, ma abbiamo ancora grandi navigatori. Penso a quando in una intervista disse che nel suo paese natio (Malé) c’è poco inquinamento luminoso e la sera da bambina guardava un cielo limpido e pieno di stelle e che da li è nata la sua passione per gli astri. Sorrido pensando: “fosse nata a Las Vegas, che lavoro farebbe ora?!”. Quella bimba diceva di voler andare sulla luna, da grande, circondata dai sorrisi degli adulti.
Partenza.
Emozioni indescrivibili.
La netta certezza di vivere attimi che ricorderò anche tra trent’anni.

Passare dalla felicità al disgusto

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RaiNews24 a pochi minuti dal lancio

Dopo qualche minuto il veicolo spaziale Sojuz TMA-15M raggiunge l’orbita. La nostra Samantha è nello spazio. Mi affaccio alla finestra, il cielo di Roma è senza nuvole e i sassolini nel cielo luminosi come se vivessi anche io a Malé. Mi immagino quella esile donna appassionata di speleologia, che galleggia sulla mia testa a 27 mila km/h e mi scappa una lacrima di gioia che neanche il giorno della mia laurea o il primo giorno da medico in sala operatoria ero così felice. Mi emoziono ora anche solo a ricordare il suo sorriso pochi secondi dopo aver raggiunto l’orbita. Passano pochi minuti e su RaiNews24 si mettono a parlare di altro (vedi foto illuminante in alto). Non mi aspettavo certo cinque ore di trasmissione, ma smettere di parlarne appena dieci minuti dopo aver raggiunto l’orbita mi sembrava un po’ poco. Mi ritrovo a pensare che Samantha è così oltre da far apparire la nostra classe dirigente, ancor più meschina e grottesca di quello che già è. Ho la complottistica paura che una tale mente sia volontariamente tenuta il più possibile nascosta al popolo.
Ho la radio vicino e mi sintonizzo subito su Radio Uno. Radiocronaca in diretta della partita di calcio Milan-Inter. E’ solo allora che – ancora con la lacrima di gioia che mi cola sul viso – realizzo che la prima radio d’Italia, quella per cui tutti noi paghiamo il canone, durante la partenza della prima donna italiana verso lo spazio, ha diffuso la radiocronaca di una partita di calcio. Un derby, quindi una partita sicuramente importante. Ma una partita di calcio come ce ne sono tante e ce ne saranno tante in futuro. Ma sarebbe stato lo stesso anche se fosse stata la finale della coppa del mondo. In quel momento, che siate d’accordo o no, Samantha stava facendo la storia, e non parlo solo della storia dell’astronomia italiana, parlo proprio della Storia italiana, quella che i nostri nipoti studieranno sui libri di storia. E la prima radio nazionale parlava di calcio. Ma chiariamolo bene: il punto non è neanche il calcio, poteva anche parlare di qualsiasi altra cosa. Il punto è la poca considerazione che viene data in Italia ad un evento scientifico storico. Se pensate che questo sia un post contro il calcio o contro chi ha la più che legittima passione per il calcio, credetemi: sono stato frainteso. Il degrado cui faccio riferimento nel titolo, non è il calcio. Il degrado è quanto la cultura, che in altri lidi sarebbe valorizzata fino a diventare primo motore economico di una nazione, venga in Italia mortificata, anzi POLVERIZZATA come i ruderi di Pompei dissolti in una criminale noncuranza. Non è paradossale che la nazione che possiede un patrimonio artistico e culturale sterminato come il nostro, sia in queste condizioni indegne?
In seguito mi hanno detto che la radiocronaca della partita è stata interrotta qualche minuto per collegarsi col lancio. Qualche minuto su due ore di gara? Ah bene, allora questo cambia tutto! Qualcuno mi ha detto: “Ma non è una cosa così importante, le cose importanti sono altre“. Sono ormai anni che va di moda il “benaltrismo” e sono anni che in Italia la ricerca scientifica è vista come una zavorra inutile da un popolo un tempo germoglio della cultura universale ed ora al primo posto al mondo per analfabetismo funzionale (dati Ocse, rapportoSkills outlook 2013). Io mi sono francamente stancato di dare sempre risposte che cadono come un sassolino in un burrone perciò ad uno che vi dice una cosa del genere – se non ci arriva da solo – è impossibile spiegare alcunché, quindi issate bandiera bianca sin da subito e fatelo rimanere della propria opinione: lui tornerà presto a parlare di belen rodriguez e voi risparmierete il vostro tempo per questioni più importanti come ad esempio discutere con chi ha la mente ancora feconda.

Domanda ed offerta

E’ una vecchia legge e si coniuga così: il cittadino medio preferisce un derby o x factor ad un evento scientifico storico ed irripetibile (per qualcuno non così storico, per me si)? Ed ecco che la RAI, da educatore che era 50 anni fa, si trasforma in un venditore di tappeti dozzinali. Tutto questo immerso in un circolo vizioso che vede una platea sempre più anestetizzata ed ignorante, rincorsa da programmi sempre più scadenti che rendono il pubblico ancora più cafone, giorno dopo giorno, cronicamente ed inesorabilmente. Un vortice che ci porta sempre più giù, in una ignoranza che in Italia da decenni non conosce più confini né dignità, legittimata da una società che si auto-annienta premiando pregiudicati e persone ricolme di nulla, in una corsa esponenziale al ribasso dove se dici che preferisci un documentario sui delfini all’isola dei famosi, ti guardano come un EXTRATERRESTRE. Ti fanno sentire come un perdente. Ma, come dissi ai miei amici qualche tempo fa: in un mondo dove vince la prevaricazione, il latrocinio e la mediocrità, essere perdenti è il più grande degli onori, quindi siate orgogliosi di essere considerati degli sfigati in questo paese alla deriva. Un paese che premia la minetti con 200 mila euro per andare qualche giorno su un’isola a prendere il sole mentre un vigile del fuoco, che ogni giorno rischia la propria vita per salvare quella degli altri, deve lavorare quasi 20 anni per guadagnare la stessa cifra. Un pensiero “populista”? Forse, ma a me questa cosa fa schifo lo stesso.
Vi chiedete se il problema riguarda solo la televisione? NO! Il problema è più profondo perché radicato in fondo alla nostra stessa arrivista italianità. Stesso discorso vale per i giornali di questa mattina, dove rende di più parlare di Hamilton che vince il mondiale di formula 1, che non delle conquiste di una brillante mente italiana che – partita da un paesino del nord – passerà i prossimi sei mesi su una stazione spaziale a fare ricerca scientifica. Quella stessa ricerca che permetterà – domani – di creare un nuovo laser per rimuovere un tumore maligno dal seno di vostra moglie lasciandole intatta la mammella o forse una stampante 3D che vi permetterà di costruirvi un ecografo da tenere in casa per prevenire l’infarto di vostro padre. E sento ancora persone dire che i soldi spesi nella ricerca sono soldi buttati. Quindi la prossima volta che venite in ospedale, la risonanza magnetica non ve la facciamo, che ne dite? Così avrete più tempo per scagliarvi davanti ad una scatola che vi vomiterà addosso le immagini del plastico della casa dell’ultima probabile madre assassina, di cui saprete presto ogni scabroso particolare privato, prima ancora che sia entrata in tribunale, in barba alla presunta innocenza.
Ieri sera, demoralizzato e dopo essere stato mio malgrado informato del risultato di una partita di calcio (anche piuttosto piatta, visto il risultato), non ho poi neanche controllato se almeno su Radio Due parlavano di Samantha. Con la lacrima ormai ghiacciata sulla guancia, ho acceso il pc. Per fortuna esiste internet e ho potuto continuare a vivere (sulle televisioni straniere) questo evento storico, evento che sarebbe dovuto andare in diretta su Rai Uno e contemporaneamente su Radio Uno come invece accade il febbraio di ogni benedetto anno, quando c’è Sanremo e canta il solito Marco Mengoni. Lo ammetto: non sono un grandissimo appassionato di calcio (né di Sanremo, né tantomeno del buon Mengoni), ma qui la mia passione non c’entra nulla. C’entra invece uno stato dove ormai la cultura ed un evento storico della scienza, vengono superati da un cantante mediocre, dalla replica di un film e da una banale partita di calcio.

Mi spiace, ma ho perso la speranza.

Termino con il mio status di ieri sera che racchiude – in una frase – tutta la mia disperazione:

La prima donna italiana va nello spazio e su radiouno va in onda la radiocronaca di milan-inter: questo è il vero simbolo dell’ormai irrecuperabile degrado italiano… Vai Samantha!

Leggi anche: Alex Zanardi e lo scandalo italiano

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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687 risposte a Samantha Cristoforetti e il vero simbolo del degrado italiano

  1. cico ha detto:

    la NASA in USA ha fatto per anni propaganda governativa, utilizzando spesso filmati falsi e taroccati. Perchè le tv pubblica nazionale italiana dovrebbe trasmettere la missione ?
    Perchè l’astronauta è italiana ?
    Sai cosa, a me piace la pesca ma non obbligo ogni italiano a guardare quello che voglio io solo perchè lo reputo un bello sport, o perchè ci sono competitori del mio paese.
    E di certo non mi metto ad offendere gli altri se non guardano una trasmissione che può piacere solo a me.
    Inoltre torno a farti notare che le missioni spaziali sono solo una stupida propaganda governativa inventata dagli statunitensi.
    Anche altri paesi hanno un programma spaziale ma non lo usano come strumento per fare il lavaggio del cervello alla popolazione su quanto sia buono e bravo e avanzato il loro governo…
    hai perso un’occasione per tacere, chiunque tu sia e qualunque cosa tu scriva su questo blog !

  2. Pingback: Samantha Cristoforetti, la prima italiana nello spazio, un sogno che si avvera, la missione Futura e….il maschilismo italico! – Bambole Spettinate e Diavole Del Focolare

  3. sara ha detto:

    Dottore se tutte le persone avessero pensieri di questo genere e il suo liberale coraggio,di sicuro l’ Italia sarebbe una nazione migliore e il paese dove sceglierei di vivere. So che questo non accadra’ mai. Ma anche se ancora ho pochi hanni sono contenta e mi da speranza sapere che non sono l’unica persona che si sente vittima di una societa’ ignorante e crudele che ti toglie il fiato e la speranza di poter continuare a respirare…sono stanca di vivere in questa società maligna dottore,pensó di avere una malattia molto grave e non so se mai riusciro’ a guarire,sto lottando contro di essa…ODIO LA SOCIETA’ E A VOLTE L’ESSERE UMANO. Chi puo aiutarmi?

  4. Anonimo ha detto:

    @Grace O’Connell (@GraceWongraven)
    Cara Grace O’Connell,
    sicuramente non c’è differenza tra una casalinga e una Cristoforetti, dopotutto parlare 6 lingue è pressochè normale, avere un Q.I altino altrettanto e… ATTENZIONE non è invidia la sua e certamente si capisce che lei non vuole assolutamente svilire l’operato della CRISTOFORETTI. No, certamente no……………………………..
    Forse comprendiamo male noi il concetto che Lei esprime.
    P.S. mi permetto di segnalarLe un link che potrebbe tornare utile alla bambina poliglitta:
    http://www.mensa.it.
    Senza offesa.
    Cordiali Saluti

  5. AkabeLogongo ha detto:

    Shamanthah du palle !!! meglio la partita milan-inter !!!
    atleticamente i giocatori di calcio so pure mejo degli astronauti.
    Eppoi ricerca de che ? che in oncologia ancora non si è ottenuto quasi nulla ?

  6. Pingback: True colors of Hypocrisy. Benetton e la violenza sulle donne. | projectBlareout

  7. alice ha detto:

    @Tommy

    “donna al 100%” ? Una donna non lo è al 100% solo perchè lesbica? Ma da dove vieni?
    Caro il mio minorato mentale, io sono lesbica e sono più donna di tua madre, tua sorella e tua moglie messe insieme.. E tu, fattelo dire, non varrai mai un’unghia di una lesbica.
    SFIGATO!

  8. Francesco ha detto:

    “se dici che preferisci un documentario sui delfini all’isola dei famosi, ti guardano come un EXTRATERRESTRE. Ti fanno sentire come un perdente.”
    …sarà che sarò un perdente, ma io i delfini li reputo molto più intelligenti di tantissimi italiani.

  9. Sara Scotti ha detto:

    Chi segue il calcio è un povero imbecille !

    • Daniel ha detto:

      Perdonami ma l’imbecille è chi insulta le persone senza nemmeno conoscerle, vittima di pregiudizio e ignoranza esattamente come coloro che seguono i “reality” e simili. Prima di avere l’arroganza di elevarsi allo stato di “meglio italiani” e guardare dall’alto in basso “l’italiano medio” bisogna dimostrare di essere veramente degli italiani migliori della media.

      Daniel

  10. assistente42 ha detto:

    Ipocritamente si sostiene che Samantha non valga più di una casalinga quadratica media. Mi si spieghi, dunque, quanto vale al giorno d’oggi parlare cinque lingue, essere ingegnere, pilota militare, astronauta, sbaragliare novemila candidati e godere di un paesaggio mica male.

    • Dunque. Cinque lingue ? L’italiano : ci mancherebbe che non parlasse la sua lingua madre . Inglese ? Lo parlo anche io e discretamente e non sono laureata. Tedesco? Ha vissuto e ha studiato per anni a Monaco in Germania,ci mancherebbe non sapesse il tedesco. Francese ? l’ha studiato a scuola. Russo? Ha solo un’infarinatura,l’ha studiato per 6 mesi perchè le toccava,se voleva andare nello spazio. 2 lauree ? Perchè non si è laureata qui in Italia,che ci sono università fantastiche ,migliori di quella dove ha studiato a Monaco ? Ingegneria meccanica poteva farla in tante università italiane eccezionali. Ma è molto più facile laurearsi altrove che non qui,è risaputo. Con questo non la voglio sminuire,per carità. Seconda laurea? la danno ” d’ufficio “,dopo aver frequetnato l’accademia che ha frequentato. Ed è stata scelta anche per la sua resistenza fisica. Lo sapete che almeno il 90% di chi si propone per andare nello spazio viene scartato perchè fisicamente non sopporta l’assenza di gravità ? E,ultima cosa,non tutti possono permettersi di studiare per 6 anni all’estero,aiutati economicamente dalla famiglia,come ha fatto lei. E non tutti possono permettersi una specializzazione di ANNI negli USA,come ha fatto lei. Ci vogliono soldi,e non pochi per vivere lontano da casa e senza lavorare,dedicandosi solo allo studio. Quindi non basta la volontà,la bravura,la dedizione,ma ci vogliono spalle ben coperte economicamente. Con questo,ho mia figlia che parla 6 lingue correntemente ( inglese,francese,spagnolo,tedesco,romeno e norvegese ,l’italiano non lo tengo neanche in conto . 2 delle quali a livello madrelingua,escludendo l’italiano) ,ha voti altissimi,ha tante altre qualità,e lavora fin dai 18 anni. Ma purtroppo non potrà mai fare quello che ha fatto la Cristoforetti,perchè abbiamo a malapena di che mangiare e pagare l’affitto.
      Brava e complimenti alla Cristoforetti, il suo è un lavoro privilegiato che anzi non mi sento di incensare,perchè ha fatto ciò che voleva ,voleva fare questo fin da piccola . E ci è riuscita perchè evidentemente in famiglia non c’erano solo 1000 euro al mese che entravano.
      Attenzione,non è invidia,ho solo constatato i fatti. Non tutti possono fare quello che fatto lei,volere non è sempre potere. Come non basta essere bravi e dei geni per fare lavori speciali. Se la Cristoforetti non avesse avuto manco i soldi per i viaggi e per mantenersi negli USA e in Germania,col cavolo che ora sarebbe nello spazio. Ci sono ragazzi e ragazze bravissimi,fantastici,che però non avendo possibilità economiche non possono studiare,fare quello che vorrebbero e a 20 anni già lavorano o lavoravano.
      Non è tutta questione di genialità . E se hanno dedicato non molto tempo al suo lancio,è normale. Al 90% della gente non importa poi molto,forse perchè son ormai 50 anni che gli astronauti vanno nello spazio. Non importa se era donna,italiana e bla bla bla.. Onore a lei,brava,ma non c’è nulla di così eclatante. fatalità nel mentre c’era una partita,ma anche se non ci fosse stata una partita,si sarebbero comportati uguale,alla radio o in tv. Son finiti i tempi che si stava incollati alla tv per un lancio nello spazio. Siamo nel 2014,non nel 1969 /anni ’70.

  11. Simon ha detto:

    C’è di peggio.
    nel TG4 (troppo facile l’ironia, fanno quello che richiede il loro pubblico) che scorrevo alla ricerca di notizie, ho dovuto subire l’affronto del commento sui bookmakers che scommettevano con chi si sarebbe fidanzata nello spazio…
    triste.
    simon

  12. Cruciani ha detto:

    Hai ragione su tutto, ma rincarerei la dose:
    il calcio ha rotto le balle e chi lo segue da tifoso sfegatato è un coglione frustrato!

    • Daniel ha detto:

      Questo non è corretto nei confronti di chi, per una ragione o per l’altra, è appassionato di questo sport e lo segue con dedizione. Bisogna imparare ad aver rispetto anche di ciò che non ci piace ma che altri apprezzano per ragioni che noi non possiamo comprendere perchè abbiamo passioni differenti, altrimenti anche il senso di questo articolo va praticamente a puttane.

      Io condivido praticamente tutto ciò che ha scritto il dottore, l’evento in sè, indipendentemente dal patriottismo (che non è certo lo stesso in ogni “italiano) o dell’eventuale interesse/passione nel campo della scienza e dell’astronomia, andava approfondito dai media nazionali e approfondito per la grandissima importanza che aveva, e non farlo è stato disdicevole, per usare un eufemismo. Detto questo, ciò non ci autorizza a denigrare chi ha la passione per il calcio solo perchè a qualcuno del calcio non frega, è una forma di arroganza e ignoranza che non ci rende migliori del tanto stereotipato “italiano medio”. Il rispetto prima di tutto, per tutti; si deve ripartire da questo ed è ciò che i nostri figli dovranno imparare a tutti i costi, se vogliamo sperare in generazioni migliori delle precedenti.

      Daniel

  13. Un italiano fuggito all'estero ha detto:

    Sarò limitato ma alcuni commenti sembrano veramente fuori luogo.

    Samantha fa un lavoro come tanti altri, richiede impegno forza di volontà e Tanto Tanto altro. Lavori cosi ce ne sono diversi. Il suo lavoro non la rende speciale, eroe o altro, ne la rende migliore rispetto ad una casalinga un netturbino o un ingegenre nucleare.

    Emilio ha esposto un concetto ben chiaro. L’impresa di una donna che rappresenta l’Italia che ha passato con successo selezioni fisiche, psicologiche e di competenza (non l’ultimo dei concorsi truccato….), e che rappresenta l’Italia.
    Bene quest’impresa vale meno del pallone che rotola sul terreno di San Siro. meno di uno dei milioni di fili d’erba che compongono il manto erboso di San Siro, meno dei titoli di coda di NCIS.
    Il nostro orgoglio di vedere una donna Italiana nalla ISS vale meno di tutto ciò.
    Nulla a che vedere che il suo status, o con il suo sesso (se non per il fatto che é la prima donna).
    Ciò é stato vero anche con il primo astronauta uomo italiano.

    Il servizio pubblico, ma l’intero apparato (si é un apparato !) dell’informazione italiano, dovrebbe cogliere queste occasioni non solo per valorizzare il nostro paese, ma per divulgare conoscenza, informazioni, essere da stimolo alla futura Samantha che magari vedendo Quella di oggi sulla ISS possa dirsi domani vorrò andare su Marte.

    Il nostro Paese é culturalemente (nel senso più lato del termine) ignorante, rozzo, senza ambizioni, e non ditemi che é colpa dei politici. I politici sono li perché li votiamo.

    Siamo ultimi in tutto, considerati men che meno in qualsiasi sede europea (ancor meno mondiale), sbeffeggiati, derisi, alcune classifiche ci vedono dietro Paesi con tradizioni cultirali e democratiche in teoria ben lontani dalle nostre… appunto in teoria.

    E questi eventi fanno ben capire il perché.

  14. Luca ha detto:

    Io sono esterrefatto dal leggere certi commenti…
    Samantha ha scritto un pezzo di storia dell’Italia e i media non se la sono cagata di striscio.
    Vedo che si scade nella “posizione della donna nella società”, o nel “non serve essere un genio o fare l’astronauta, conta solo che persona sei”. Ma stiamo scherzando? Qui si parla di una conquista enorme. Cosa c’entrano i soldi spesi per la missione? Io davvero non mi capacito del giudizio e del buon senso che evita costantemente i neuroni di molti italiani.
    Cercate di ragionare quando scrivete una critica ad un evento tanto importante e non fatevi lavare il cervello dai media o dal parlar comune.
    Quello che abbiamo ottenuto è un passo gigantesco. La nostra Samantha scelta tra 9000 candidati, tutti con un cervellone. Ma hanno scelto un’italiana.
    Pensate bene a quello che vuol dire questo. Rifletteteci.

  15. joanna ha detto:

    Che disgusto. Non ho altro da dire.

  16. Anonimo ha detto:

    è tutta colpa di una vite da 0,8 mm di diametro per 2 mm di lunghezza finita nell’interstizio (non più grande della vite stessa ) tra il battiscopa ed il pavimento, a 4 metri dal lampadario posto a 2,20 metri di altezza. Una volta estratta con l’utilizzo di una calamita, ho provato per 30 volte ad inserirla di nuovo nell’interstizio posizionandomi a 30 cm e spingendola con un dito (in modo diretto e non casuale), esperimento non riuscito.

  17. veronica ha detto:

    Condivido la lacrima del Dottore. Non guardo la tv e quindi non ho seguito anche il pensiero di Crozza, ma mi sembra giusto che piú persone abbiano reso noto un aspetto cosí importante. Non siamo tutte pecore in questa societá e penso sia un diritto poter partecipare ad un evento unico ed importante, seppur dietro ad uno schermo, per chi ha scelto di non dedicare tempo alla spazzatura che ci mettono a disposizione tramite i media. Il nostro paese ha bisogno di ricevere una sana e corretta informazione, ma soprattutto ha bisogno di conoscere e credere in persone come Samantha. Grazie Samantha e grazie agli italiani che vogliono rispetto e merito.

  18. Michele ha detto:

    Praticamente la copia di quello che ha detto Crozza.

  19. Pingback: Media e disinformazione: come viene trattata la scienza in tivù? - Italia che Raglia

  20. Donatello ha detto:

    Gentile Dottore, potrei anche condividere in toto il suo articolo, ma è viziato fondamentalmente da una cosa semplicissima: nel suo sito si parla di cose veramente aberranti per la donna (non oso pensare dove va a finire quello sperma che lei dice)…Non credere più né nei poeti né tantomeno nei santi non e’ proprio il sistema migliore per sperare in qualcosa di nuovo, bello e positivo!
    Per quel che mi riguarda, una donna che fa per propria scelta la casalinga ha altrettanta dignita’ e genio della Signora Cristoforetti…Eppoi la scienza se non e’ usata per giusti scopi fa piuttosto danni che altro.
    Bisognerebbe quindi avere maggiore rispetto per la donna sotto tutti gli aspetti, soprattutto quello sessuale, da cui derivano tutti i soprusi nei loro confronti.
    Cordiali Saluti.

    • Batounga ha detto:

      Donatello, tuo commento e sbaliato. Qua non centra dignita di la donna o la rispetto sesuale ma che questa tv fa schifo. Io venuto qua del Senegal ho studiato e lavora e pago le tasse. Questo stato va bene solo per pagare tasse. Questa tv e quello che stato vuole stato che primo fa donna uno giocatolo con culo di fuori e muove tette in tv. E io pago tasse per vedere solo culo che balla? O calcio? E cosa frega me di calcio? Se io vuolevo calcio restavo mio paese anche la ce calcio. Italiani crede solo a calcio e culi che balla e piace solo. E quando uno donna di voi fa una cosa cosi grande vostra tv neanche dice. Questo e problema. Italia ha tv di merda e radio di merda e diventa sempre pegio. Io credeva stare bene in italia. Qua e pegio che senegal. Trovato solo stato che fa sempre tasse e tasse e non da nula in contro. Tu dice rispeto per donna? Quale rispetto che vostra tv mette culo di donne e tette di donne e solo come se loro e putane. Rispetto comincia de in alto. Io a Senegal studiava per fare pilota de aerei e qua io lavora operaio. Io sta mettendo via soldi per finire miei studio. E tu sai cosa dico? Tutti che diceva me Italia era bella tutti sbagliava. Io sai cosa faccio? Finisco mette via mio soldi e poi vado a Francia. Finisco li studio pilota che costa anche meno e poi torna a Senegal. Quando io faro pilota de aerei a Senegal io racontera questo a miei amici che tutti sa che paese e Italia. E quando io e tornato a Senegal io avra tanti ricordi brutti di Italia ma uno bello di una donna che ha fatto grande cosa anche in uno paese piccolo come Italia. Una di vostre donne ha dimostra avuto grande cervello in uno paese di piccolo cervello che vuole solo che donna balla e muove culo. Forse che questa donna e troppo grande per vostro paese.

      • pinka ha detto:

        Il tuo commento mi ha commosso. Grazie davvero, a nome di tutte le donne italiane che hanno puntato tutto sulle loro qualita’ intellettuali e sulla preparazione, fra le mille difficolta’ di un paese maschilista e retrogrado che non ti lascia via di scampo. O sei una puttana libertina, o sei una santa sacrificata alla famiglia, o sei una figa di legno snaturata che vuole svilirizzare gli uomini. Non ci sono altri ruoli per noi donne italiane, qualunque sia la tua scelta non puoi vincere. Personalmente ho fatto l’unica cosa possibile per preservare la mia sanita’ mentale: sono emigrata all’estero, in un paese civile nel quale valgono la mia preparazione, il mio curriculum, le mie capacita’, e tette e culo sono fuori discussione. Ora sorrido pensando all’italiano che leggera’ il mio commento e pensera’ immediatamente che devo essere brutta o lesbica per parlare in questo modo, ma la verita’ e’ questa: l’italia e’ un paese di merda, e chiunque con un minimo di capacita’ fa bene ad andarsene e non voltarsi indietro mai piu’. Ti auguro tutto il meglio dalla tua permanenza in francia, e grazie ancora per le tue parole.

        • Batounga ha detto:

          Grazie a te e tu ha fato bene di andare via.
          Pure io fine di anno questo o forse meta anno nouvo va a Francia e quando finito prendo ATPL e torno a Senegal. E a Senegal gia lavoro con aereo aspeta me.
          Io dico forza a tute donne di italia e tanto de auguri per tute che anche in paese come Italia.

    • Andrea ha detto:

      Mah! Saro’ banale ma ste donne che fanno di tutto per essere simili agli uomini mi sembrano delle gran cretine! Una donna diventa migliore perche va nello spazio??? Credo proprio di no! Fa notizia??? No. Forse trent’anni fa! Ogni persona e’ eccezionale nella propria semplicita’…quella quotidiana…senza bisogno di andare su una navetta spaziale! Donna o uomo che sia, una persona e’ immensa per quello che e’…senza tv senza navette spaziali, senza x factor.. le persone speciali non hanno bisogno di pubblicita’. Punto.

      • Giovanni ha detto:

        Questa è la voce dell’invidia. Invidia e niente più.

      • Anonimo ha detto:

        IN generale se uno va nello spazio deve essere fottutamente fiero di ciò che ha fatto e gli deve essere riconosciuto, io non ne avevo neanche sentito parlare ai tg… Questi telegiornali che devono informarci e farci crescere culturalmente su cosa succede ogni giorno nel mondo in realtà mettono in prima pagina “questo ammazza quello” “quello ha ammazzato quell’altro”
        Ma ci rendiamo conto che per quei 10 minuti sprecati in quelle notizie senza senso avrebbero potuto mettere molti più servizi che trattavano politiche estere,scienza,arte,cultura e altri problemi mondiali che effettivamente hanno una priorità maggiore?

    • Lor ha detto:

      Ignorante, stai zitto

    • Anonimo ha detto:

      Scusate se mi intrometto, ma se vi riferite all’articolo in cui si parla della missione spaziale mi sembra di capire che l’autore cerchi di comunicare il proprio disappunto per il poco spazio che i media italiani dedicano alle notizie scientifiche, parlando disinvoltamente di calcio nei momenti meno opportuni e declassando deliberatamente il pubblico italiano.

  21. ellarend ha detto:

    L’ha ribloggato su Jumbleskine.

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