Come vivere spendendo due euro al giorno


ìStando al rapporto Coop 2014 “Consumi e Distribuzione”, uscito all’inizio di settembre di quest’anno, gli italiani spendono in media per cibo e bevande il quattro percento in più rispetto agli altri paesi europei, ovvero il 18 percento delle spese totali. Dall’inizio della crisi sono comparsi articoli che illustrano strategie per massimizzare il risparmio. Tempo fa lessi anche di un libro, realizzato dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, pensato appositamente per spiegare ai pensionati come fosse possibile mangiare in modo soddisfacente con soli due euro al giorno. La storia dei due euro, però, non era esattamente veritiera: la stima che il libro proponeva andava da un minimo di 1,60 a un massimo di cinque euro al giorno, quindi una spesa che oscillava fra i 50 e i 150 euro mensili. Ho deciso allora di sottopormi personalmente, e in modo immersivo, a un esperimento sociale: provare a vivere per cinque giorni con due euro al giorno da destinare al cibo.

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Qualsiasi studente fuorisede potrebbe spiegarvi come si riesce a tirare avanti con così pochi soldi: ovvero riempiendosi la pancia di pasta e tonno economici acquistati al discount. Ma il mio obiettivo era testare il fatto che fosse effettivamente possibile mettere insieme cinque pasti al giorno con soli due euro, pasti economici che allo stesso dovevano essere il più possibile salutari. A questo proposito vi invito caldamente a NON PROVARE QUESTO ESPERIMENTO DA SOLI, ma – nel caso voleste comunque provare a cimentarvi anche voi in questa folle avventura – vi consiglio di farvi seguire dal vostro medico visto che una alimentazione di questo tipo può arrecare DANNI ALLA VOSTRA SALUTE. Fatta questa importantissima premessa, si comincia!

PIANIFICAZIONE

Il requisito fondamentale del risparmio è un’attenta pianificazione, quindi nei giorni precedenti all’inizio della mia dieta economica ho visitato vari supermercati, confrontando prezzi e cercando le opportunità migliori. Sono stato in tutti i discount della mia zona ma non ero arrivato ancora a capo della questione: quindi ho deciso di affidarmi al parere di esperti. Sul sito di Altroconsumo, la più nota associazione di consumatori italiana, c’è un servizio che permette di individuare il posto più economico dove poter fare la spesa nella vostra zona. Ho scoperto quindi che l’Eurospin – mediamente – è il più economico.

Per quanto riguarda l’acqua, invece, mi sarei servito della fonte gratuita comunale (vedi foto).

LUNEDÌ

La mattina del primo giorno, determinatissimo, ho fatto il mio ingresso all’Eurospin. Mi sono accorto subito che la mia presenza stonava fra le massaie veterane, e dopo un po’ ho cominciato a temere atti di nonnismo, tipo che mi speronassero con il carrello.

Sapendo di avere a disposizione dieci euro in totale, ho deciso che avrei investito un capitale iniziale che potesse permettermi di colmare più vuoti alimentari possibili, dovendomi preoccupare solo delle cene e delle verdure nei giorni successivi. Ho preso un un pacco da 500 grammi di penne lisce per 37 centesimi, assicurandomi così 100 grammi di carboidrati al giorno.

A questo punto mancava solo il condimento, così mi sono avvicinato allo scaffale dei sughi pronti. La scelta si riduceva a due sughi soltanto: pomodoro e basilico oppure sugo alla salsiccia (in offerta). Entrambi venivano 99 centesimi. Ho deciso di investire nel secondo, anche se il colore non era proprio allettante, perché nonostante il rischio ciofeca, con il suo 12 percento di salsiccia rappresentava un apporto di proteine che non potevo trascurare. Ho preso anche del sale grosso (17 cent), risolvendo definitivamente (presumevo) il problema pranzo.

Mi sono poi accaparrato un litro di latte intero per 59 centesimi e una confezione di pane in cassetta a 35. Cercando qualcosa da mangiare a metà mattina, ho preso anche quattro yogurt da 19 centesimi l’uno, sfruttando sempre il fattore offerta. Per la merenda del pomeriggio, invece, sono andato al reparto ortofrutta e ho messo in un sacchetto cinque mele a 69 cent: l’unico apporto di frutta che potevo permettermi.

Tutto sommato mi era sembrato più facile di quanto immaginassi. Ero riuscito a mettere insieme quattro pasti al giorno con 3,92 euro. Avevo ancora la bellezza di 6.08 euro da spendere in cene e verdura. Per la prima sera mi sono preso una confezione da 6 uova a 85 centesimi e una di pomodori per 70. Dovevo però rimediare qualcosa per friggere le uova, e visto che l’olio e il burro mi sembravano una spesa superflua, ho optato per della economica margarina (45 cent). Non l’avevo mai provata, ma ho pensato che avrei potuto anche spalmarla sul pane in cassetta la mattina.

Tornato a casa mi sono cucinato il primo pasto da attento consumatore, 100 grammi di penne lisce con due cucchiai di sugo alla salsiccia. Non è stata una grande epifania: quel 12 percento di salsiccia proteica che all’Eurospin mi era sembrato tanto allettante, si è rivelato abbastanza gommoso e maleodorante. Prima mossa sbagliata.

Nel pomeriggio, mentre sbrigavo alcune cose, mi sono accorto che a differenza di quanto è mia abitudine, non ero molto stimolato dall’avvento del prossimo pasto. Mi sono dunque chiesto se fosse una sorta di tecnica di risparmio anche quella: sottoporsi ad un regime di cibo nauseante per ridurne il bisogno. In un’ipotesi del genere devo ammettere che il sugo alla salsiccia sarebbe un ottimo alleato.

A metà pomeriggio ho mangiato una mela, e il suo sapore fresco mi è parso sano e rigenerante come niente che avessi mangiato prima.

Arrivato a casa la sera mi sono cucinato due uova. La margarina aveva dato alle uova un sapore metallico e strano, che ho dovuto coprire con i pomodorini sconditi.

Alla fine del primo giorno l’euforia per la facilità con cui ero riuscito a procurarmi il cibo era notevolmente diminuita. Sazio ero sazio, ma una zona sottocorticale del mio cervello inviava impulsi di protesta.

Totale spesa a lunedì: 5,92 euro.

MARTEDÌ

Martedì mattina mi sono svegliato abbastanza preoccupato. Avevo sottostimato l’impatto della bontà del cibo sul mio umore; e con ormai il 60 percento del budget nel frigo e nella credenza, le mie possibilità di mettere insieme delle pietanze non dico buone, ma almeno decenti, non mi sembravano molte.

Mentre consumavo la colazione mi sono ricordato improvvisamente che latte, pane raffermo e margarina erano una delle principali fonti di sostentamento della famiglia Frank durante la clandestinità, e la cosa non ha ravvivato il mio umore.

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A pranzo cominciavo a rimpiangere amaramente il caro vecchio pomodoro e basilico, e mentre ingurgitavo rapidamente il pranzo, mi sono appuntato la prima importantissima lezione di questi cinque giorni: in un regime di ristrettezze esasperate NIENTE può essere sottovalutato. L’attenzione che è richiesta durante la spesa deve essere estrema.

Nel pomeriggio sono tornato all’Eurospin. Visto che ormai la giornata era stata pessima, ho deciso di destinare il minimo indispensabile per la cena: ho comprato dei wurstel al formaggio (59 cent) e due peperoni freschi per 44 cent.

Il secondo giorno è stato senza dubbio il più difficile di questa esperienza.

Totale spesa al martedì: 6,95 euro.

MERCOLEDÌ

Il terzo giorno ho deciso di dare una svolta creativa. I miei villi intestinali minacciavano di prendere la Bastiglia se solo mi fossi azzardato a introdurre altro sugo alla salsiccia nel mio organismo, ma sapendo di non poter spendere altri soldi per il pranzo dovevo fare di necessità virtù. Quindi ho deciso di utilizzare il wurstel che mi era avanzato e un uovo per cucinarmi una “carbonara dei poveri”. Il risultato era nettamente più buono del sugo pronto.

Avendo il pomeriggio libero, ho pensato che avrei potuto prepararmi del seitan da solo. Lo avevo visto fare a un’amica vegana, e il risultato era stato ottimo. Molto meglio di quello confezionato. Così sono tornato al discount, e ho preso la farina manitoba (79 cent) e una confezione di dadi vegetali (60). Ho comprato anche una busta di insalata mista per 89 centesimi. Tornato a casa ho guardato il tutorial di questo signore, rendendomi conto che per insaporire il mio seitan avrei avuto bisogno di molti più ingredienti per il brodo. Partivo malissimo quindi.

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Nell’impastare ho dimostrato la stessa maestria e manualità di qualcuno che tenta di autocirconcidersi durante un attacco convulsivo. Dopo un po’ però, a forza di impastare e strizzare amido, ho ottenuto una palletta gommosa che ho avvolto in un pezzo di stoffa. Quindi l’ho buttata nel brodo e l’ho fatta cuocere per un’ora e mezzo: le mie proteine vegetali, grigie, erano pronte.

Ho deciso di cucinarne un po’ alla piastra con dell’insalata. Nonostante il brodo l’avessi fatto utilizzando solo i dadi, è stata senza dubbio la cosa più buona che abbia mangiato in questi cinque giorni.

Totale spesa al mercoledì: 9,23 euro.

GIOVEDÌ

Il penultimo giorno ho deciso di immolare una parte dei soldi rimasti per comprarmi della pastina da fare in brodo. Al momento di pagare mi sono accorto che la cassiera, al terzo giorno di fila in cui mi presentavo con una spesa esigua, mi guardava con un malinconico sguardo intriso di pietà.

Per consolarmi ho mangiato due yogurt, visto che me ne avanzava uno.

L’idea della pastina si è rivelata disastrosa: il brodo fatto con il dado non è mai veramente buono. Il lato positivo è che l’ultimo giorno la pasta con il sugo pronto non mi sarebbe sembrata tanto male.

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Durante il pomeriggio mi sentivo stanco e nervoso, ed ero incapace di smettere di pensare al cibo. Ed ecco il secondo grande insegnamento empirico: dover fare calcoli così minuziosi su cosa puoi o non puoi mangiare ti mette spiritualmente in contatto con cosa veramente vorresti mangiare ad un livello contemplativo superiore.

Arrivato a casa mi sono fatto un’insalata con quello che avevo: le uova rimaste, un peperone, l’insalata e i pomodorini.

Totale spesa al giovedì: 9,60 euro.

VENERDÌ

Per pranzo ho deciso di onorare il sugo alla salsiccia rimasto, e quindi sulla pasta ne ho messa una doppia razione. Mentre mangiavo ho notato sull’etichetta con gli ingredienti una scritta entusiasmante: “può contenere tracce di cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, latte, frutta a guscio, sedano, senape, anidride solforosa e molluschi.” Insomma potenzialmente il sugo mi aveva anche portato i benefici del pesce, che per motivi di costi uniti a porzionatura non ero riuscito ad acquistare. Per non parlare poi dell’anidride solforosa.

Il sapore del traguardo ha allungato a dismisura le ore del pomeriggio.

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Una volta fatta merenda con l’ultima mela sono andato a far fruttare gli ultimi cent che mi rimanevano. Nella mia dieta mancavano i legumi, quindi ho deciso di comprarmi un barattolo di ceci al costo di 35 centesimi.

Per il mio ultimo pasto da risparmiatore folle mi sono fatto dell’altro seitan con l’intero barattolo di ceci sconditi. E ho definitivamente chiuso questa esperienza.

Totale spesa finale: 9,95 euro.

CONSIDERAZIONI

Nonostante la premessa che avevo fatto sull’organizzarsi e il pianificare, non si può certo dire che il mio programma non presenti delle falle. Con una certa disponibilità di supermercati — e tempo a disposizione — avrei potuto scegliere quali prodotti comprare in quali supermercati o affinare le mie doti in cucina. Tuttavia, anche se dal punto di vista salutare non è stata certo la settimana migliore della mia vita, il mio esperimento è andato comunque a buon fine. Sono riuscito a non sforare il budget, mi è avanzato addirittura cibo sufficiente per qualche altro pasto e ho messo insieme una dieta (quasi)decente dal punto di vista del fabbisogno energetico. Per certi versi è anche una liberazione: limitare i bisogni è la via verso la redenzione dell’anima, e anche un modo per vedere le cose più nitidamente.

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PS L’esperimento, anzi chiamiamolo “la prova”, non aveva NULLA di scientifico ma voleva essere una esperienza simpatica e “fantozziana” da condividere con i lettori del blog. Mi arrivano messaggi di persone che, con fare incredibilmente aggressivo, dicono che avrebbero comprato cose diverse. A queste persone dico: “va bene, anziché lamentarvi fate voi una prova per 5 giorni e documentatela con dati e foto, sarò felice di pubblicarla sul mio blog”. Ma una cosa è certa: se continuate a vederlo come un esperimento scientifico o come un modello applicabile sul medio/lungo periodo… vi state sbagliando alla grande!

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Una risposta a Come vivere spendendo due euro al giorno

  1. mario ha detto:

    Peccato che oggi termina il mio collegamento a internet, altrimenti avrei postato le foto della mia “dieta”quotidiana. Pranzo: 2 etti di pasta con burro, oppure aglio e olio, 1 pomodoro crudo e basilico, metà scatoletta di tonno da 70 gr e un cucchiaio di olio EVO (quello buono in offerta lo si trova al max a 3,50 € al litro al supermercato) . Per la cena: 2 fette di pane con olio e pomodoro, 1 hamburger, 2 bastoncini di pesce, 1 uovo fritto, un pezzetto di mortadella e simili, x contorno 1 pomodoro o una carota. La mattina 1 caffè, niente merenda e niente frutta. Se esco in bici preparo 3/4 panini al latte con salame che mi servono per allenamento e pranzo durante i 100 km circa, poi la sera niente cena ma pranzo!!! Facendo due conti siamo molto bassi.

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