Differenza tra “consumare entro” e “preferibilmente entro”: cibo e data di scadenza

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma NOVE CIBO MANGIARE DATA SCADENZA Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia HD Filler BotulinoApriamo il frigorifero, controlliamo la data di scadenza di uno dei barattoli di yogurt che avevamo comprato una settimana prima e ci accorgiamo che il prodotto è ormai scaduto. Tutti gli alimenti scaduti sono da buttare? Non sempre è così. Gli esperti ci aiutano a fare chiarezza sulle differenti date di scadenza.

Esistono date di scadenza perentorie ed altre date di scadenza che rappresentano invece una raccomandazione. Insomma, c’è differenza tra “consumare entro”, data di scadenza assoluta, e “consumare preferibilmente entro”. Le maggiori attenzioni, a parere dell’esperto, devono essere riservate a carne e pesce.

Se l’alimento deve essere consumato entro una certa data, significa che oltre quella data NON potrà essere assunto.

Se l’alimento deve essere consumato preferibilmente entro una certa data, può essere ancora mangiato alcuni giorni dopo la scadenza indicata sulla confezione. Le sue qualità organolettiche infatti dovrebbero rimanere invariate, così come non vi sarebbero rischi per la salute. In ogni caso, è sempre bene controllare lo stato del prodotto che si vorrebbe consumare. In presenza di cattivi odori, di macchie sospette o di muffe è bene gettare il tutto.

Consumare cibo scaduto o andato a male può provocare delle vere e proprie intossicazioni alimentari. Il pesce è l’alimento maggiormente responsabile di intossicazioni in Italia, mentre nel Regno Unito la prima causa delle stesse è associata a alla carne di pollo e di maiale. Per quale motivo?

Secondo alcuni esperti le contaminazioni della carne causate da agenti patogeni sono da imputare alle condizioni di vita e alle modalità di macellazione degli animali all’interno degli allevamenti intensivi. La loro morte avviene per stordimento e dissanguamento. Un’evenienza che porta ad un indebolimento del sistema immunitario ed alla conseguente presenza di batteri nocivi nelle loro carni.

Ricordiamo che i prodotti scaduti, per legge, non possono essere venduti e che la data di scadenza “preferibilmente entro” indica che le caratteristiche organolettiche del prodotto potrebbero non essere più garantite trascorso il giorno indicato sulla confezione, ma che la sicurezza alimentare non è compromessa. Le uova possono essere consumate fino a una settimana dalla data di scadenza, meglio se sode e ben cotte, mentre dai formaggi a pasta dura è possibile rimuovere l’eventuale muffa formatasi.

La questione della data di scadenza è fortemente legata al grave problema degli sprechi alimentari. Per evitare di gettare del cibo scaduto che fino a poco tempo prima sarebbe stato perfettamente commestibile, cerchiamo di porre sempre grande attenzione alle date di scadenza indicate sulle confezioni, regoliamoci in base ad esse mentre facciamo la spesa e controlliamo sempre in frigorifero e in dispensa quali prodotti dovremmo consumare il prima possibile.

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