Differenza tra olio di lino e olio paglierino

MEDICINA ONLINE STUDIO STUDIARE LIBRO LEGGERE LETTURA BIBLIOTECA BIBLIOGRA LIBRERIA QUI INTELLIGENTE NERD SECCHIONE ESAMI 30 LODE UNIVERSITA SCUOLA COMPITO VERIFICA INTERROGAZIONE ORALE SCRITTO Library PICTURE HD WALLPAPEREsistono principalmente tre tipi di olio usati nella pittura e nel restauro: l’olio di lino cotto, l’olio di lino crudo e l’olio paglierino.

Olio di lino cotto e crudo

L’olio di lino cotto è usato al posto della vernice, sia per esterni (serramenti in legno) che per mobili ordinari in legno dolce; può essere impiegato anche per creare una mano di fondo perché regala una tonalità calda al legno, e quando è asciutto vi si può applicare la gommalacca. E’ consigliabile, prima di usarlo su di un mobile, fare delle prove su pezzi di scarto della stessa essenza per rendersi conto dell’effetto che produce sia per imparare ad usarlo. Il suo utilizzo, inoltre, andrebbe limitato a legni teneri e porosi. L’olio di lino cotto può essere colorato con le terre e gli ossidi. L’olio di lino è essiccativo: ciò significa che una volta essiccato, resta. L’olio di lino non cotto penetra di più, ma essicca in un tempo più lungo. Quello cotto, nel caso si voglia una penetrazione profonda, basta diluirlo molto con acquaragia e quest’ultima agirà da veicolo. Unico accorgimento da seguire è quello di togliere tutte le eccedenze, altrimenti resterà appiccicoso. Per un legno nuovo meglio usare l’olio di lino crudo, per ravvivare un mobile è preferibile
usare il cotto ma senza fargli formare la patina.
L’olio di lino è perfettamente compatibile con la cera.
L’olio di lino crudo è l’olio così com’è dopo l’estrazione dai semi, senza essere riscaldato come invece avviene in quello cotto. L’olio di lino crudo viene utilizzato come medium per i colori “ad olio” in pittura, al contrario di quello cotto che viene usato principalmente per la lucidatura ad olio nei mobili. L’olio di lino crudo viene usato per il primo trattamento di un legno, mentre quello cotto è più indicato per restauro e/o conservazione di mobili antichi, e impermeabilizzazione di pavimenti in “cotto”.

Olio paglierino

L’olio paglierino è un olio di origine vegetale, chiamato paglierino appunto per il colore giallo chiaro e la trasparenza, i cui usi sono molteplici. Nel restauro viene usato in diverse fasi:

  • in fase di pulitura del mobile va a costituire assieme ad alcool e trementina la soluzione triplice;
  • dopo la sverniciatura viene usato per ravvivare e “nutrire” il legno se è sfibrato.

L’olio paglierino è anche usato come mezzo per scurire il legno che assumerà tonalità calde e piacevoli. Il livello di scuro raggiunto dipende dalla qualità del legno, ed è bene fare sempre una prova in un angolo nascosto, anche perché l’operazione di oliatura non è reversibile. Dopo aver passato l’olio è bene aspettare almeno un giorno per dargli il tempo di essere assorbito, ed in seguito, prima di intervenire con altri prodotti, è bene passare la superficie trattata con paglietta d’acciaio e un panno asciutto per togliere l’olio in eccesso, non bevuto dal legno).

Viene usato nella procedura della lucidatura a tampone svolgendo un doppio ruolo: da un lato lubrifica il tampone permettendo un più facile scorrimento sul legno, dall’altro contribuisce a conferire lucentezza al legno. Occorre comunque usarlo con parsimonia, in quanto se usato in eccesso ostacola l’assorbimento della gommalacca ; non bisogna infatti dimenticare che il lucido dell’olio ha breve durata, mentre una bella lucidatura dipende dalla paziente applicazione di vari strati di gommalacca con il tampone.

E’ usato anche per togliere le puntinature di turapori che restano nei pori del legno di mogano, soprattutto nei mobili inglesi, dopo averli sverniciati (lavorare le superfici del mobile con una paglietta e contemporaneamente con un batuffolo bagnato di olio paglierino; ed infine è utilizzato come lubrificante della pietra per affilare gli scalpelli (se si vuole che sia meno abrasiva, altrimenti usare l’acqua).

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