Erezione prolungata del clitoride: il priapismo femminile

MEDICINA ONLINE EREZIONE CLITORIDE VULVA VAGINA SESSO DONNA LABBRA GRANDI PICCOLE CLITORYS 01Quando un uomo è colpito da un’erezione persistente e dolorosa si parla di priapismo (ne abbiamo parlato in questo articolo: Priapismo: quando l’erezione dura più di quattro ore). Tuttavia, pare che la stessa condizione possa essere sperimentata anche dalle donne. Uno studio apparso sul Journal of Sexual Medicine rivela il caso di una ragazza di 29 anni che ha subito un’erezione clitoridea lunga 5 giorni.

Colpa di un farmaco

Come riportato da livescience.com, la donna stava assumendo un farmaco per stimolare la libido, ma ha notato un gonfiore delle labbra e dolore nella zona del clitoride. La giovane ha sospeso il trattamento, ma le sue condizioni sono peggiorate nei cinque giorni successivi. Alla fine, la donna aveva addirittura difficoltà a rimanere in piedi e a camminare.
Visitandola, i medici hanno verificato l’estremo gonfiore del clitoride, di colore viola, che misurava 2 x 0,7 centimetri. I sanitari le hanno allora somministrato per tre giorni un farmaco decongestionante che pian piano ha eliminato il dolore e prodotto lo sgonfiamento della regione clitoridea.

Una erezione indipendente dal desiderio sessuale

Il priapismo è un disturbo principalmente maschile che causa nell’uomo una permanente erezione. Questa condizione, oltre a provocare imbarazzo e fastidio, alla lunga può causare danni alla salute come disfunzioni erettili o addirittura gangrena all’organo genitale. L’erezione che si ottiene con il priapismo è del tutto involontaria ed indipendente dall’eccitazione sessuale.

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Le cause del priapismo

Alcuni ricercatori dell’Università del Texas sono convinti di avere scoperto le vere cause del priapismo. “All’origine del disturbo – spiegano gli scienziati sul Journal of Clinical Investigation – ci sono i livelli troppo alti di adenosina, una sostanza chimica che regola la dilatazione dei vasi sanguigni. E che dunque fa aumentare l’afflusso di sangue nei corpi cavernosi del pene determinandone l’erezione”.
Questa tesi è stata verificata facendo delle sperimentazioni sui topi. Gli animali sono stati “creati” geneticamente modificati in modo da non avere un enzima in grado di contrastare l’adenosina. Avendo la sostanza chimica a livelli molto alti, anche i topi erano affetti da priapismo.
Dopodiché alle cavie è stata somministrata una molecola, il polietilene glicole, che riduce i livelli di adenosina senza tuttavia eliminarla del tutto. Dopo questo trattamento i topi risultavano guariti. “Una scoperta con implicazioni cliniche di enorme importanza”, enfatizzano gli scienziati convinti di riuscire ora a mettere a punto una terapia in grado di contrastare i livelli della sostanza alla base del priapismo. Anche se, aggiungono, “altri studi saranno necessari per capire se il meccanismo biochimico dell’adenosina è la causa della forma molto più rara di priapismo femminile, che colpisce le donne con un perenne rigonfiamento del clitoride”.

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