Xanax (alprazolan) 0,25mg 0,50mg 1mg compresse, 0,75mg gocce, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTRODenominazione

XANAX

Categoria Farmacoterapeutica

Ansiolitici derivati benzodiazepinici.

Principi Attivi

Compresse da 0,25 mg: alprazolam 0,25 mg.

Compresse da 0,50 mg: alprazolam 0,50 mg.

Compresse da 1 mg: alprazolam 1 mg.

0,75 mg/ml gocce orali, soluzione: 1 ml contiene 0,75 mg di alprazolam.

10 gocce contengono 0,25 mg di alprazolam.

Eccipienti

Compresse da 0,25 mg: lattosio; cellulosa microcristallina; diottil sodio solfosuccinato; sodio benzoato; silice precipitata; amido di mais;magnesio stearato. Compresse da 0,50 mg: lattosio; cellulosa microcristallina; diottil sodio solfosuccinato; sodio benzoato; silice precipitata; amido di mais; magnesio stearato; E110; alluminio ossido idrato.Compresse da 1 mg: lattosio; cellulosa microcristallina; diottil sodio solfosuccinato; sodio benzoato; silice precipitata; amido di mais; magnesio stearato; E132; alluminio ossido idrato. 0,75 mg/ml gocce orali, soluzione: alcool; glicole propilenico; saccarinato di sodio; aromapompelmo; acqua depurata.

Indicazioni

Ansia, tensione ed altre manifestazioni somatiche o psichiatriche associate con sindrome ansiosa. Attacchi di panico con o senza agorafobia. Le benzodiazepine sono indicate soltanto quando il disturbo e’ grave,disabilitante e sottopone il soggetto a grave disagio.

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Controindicazioni/Eff.Secondar

Controindicato in pazienti con una nota ipersensibilita’ alle benzodiazepine, all’alprazolam o a uno qualsiasi degli eccipienti e nei pazienti affetti da glaucoma acuto ad angolo chiuso. Il prodotto puo’ essereusato nei pazienti con glaucoma ad angolo aperto che ricevono una terapia appropriata. Le benzodiazepine sono inoltre controindicate in pazienti con miastenia grave, insufficienza respiratoria grave, sindromeda apnea notturna, insufficienza epatica grave. Non somministrare ai bambini, nel primo trimestre di gravidanza e durante l’allattamento.

Posologia

Il dosaggio ottimale va individualizzato a seconda della gravita’ deisintomi e della risposta soggettiva del paziente. Le indicazioni posologiche riportate dovrebbero coprire le esigenze della maggior parte dei pazienti. Qualora fosse necessario un dosaggio piu’ elevato le dosivanno aumentate gradualmente per evitare rischi di effetti collaterali. In questi casi e’ consigliabile aumentare prima la dose serale di quella diurna tranne nei pazienti affetti da agorafobia e/o disturbo daattacchi di panico. In tal caso si veda il paragrafo dedicato. In generale i pazienti mai trattati con psicofarmaci richiedono dosi minori rispetto a quei pazienti precedentemente trattati con ansiolitici o sedativi, antidepressivi, ipnotici o a pazienti alcolisti cronici. Si consiglia di usare sempre la dose piu’ bassa per evitare il rischio di sedazione residua o atassia. In caso di effetti collaterali gia’ con lasomministrazione iniziale si consiglia di diminuire il dosaggio. Il trattamento dovrebbe essere il piu’ breve possibile. I pazienti dovrebbero essere rivalutati regolarmente e la necessita’ di un trattamento continuato dovrebbe essere valutata attentamente, particolarmente se ilpaziente e’ senza sintomi. La dose massima non deve essere superata. La dose serale del farmaco deve essere assunta appena prima di andare aletto. Ansia: la dose iniziale varia da 0,25 a 0,50 mg 3 volte al di’. Questo dosaggio verra’ aumentato secondo le esigenze del paziente fino ad un massimo di 4 mg al giorno in somministrazioni suddivise per una durata non superiore a 8-12 settimane compreso un periodo di sospensione graduale. In determinati casi, puo’ essere necessaria l’estensione oltre il periodo massimo di trattamento; in tal caso, cio’ non dovrebbe avvenire senza rivalutazione della condizione del paziente. Nei pazienti anziani, in pazienti con epatopatia grave e/o funzione renalealterata o in presenza di malattie organiche debilitanti, si consigliadi iniziare con 0,25 mg 2-3 volte al giorno e di aumentare in caso dinecessita’, solo se tollerato. Il trattamento puo’ essere effettuatoanche utilizzando la confezione in gocce: 10 gocce corrispondono a 0,25 mg di alprazolam, 20 gocce a 0,50 mg. Le dosi raccomandate sono le stesse delle compresse. La concentrazione della formulazione in gocce e’ di 0,75 mg/ml. Agorafobia e disturbo da attacchi di panico: nei pazienti con agorafobia associata ad attacchi di panico o con disturbo daattacchi di panico con o senza evitamento fobico, la dose iniziale e’di 0,5-1 mg, somministrata prima di coricarsi, per uno o due giorni. La dose deve quindi essere adattata secondo la risposta del singolo paziente. Gli incrementi del dosaggio non devono superare 1 mg ogni tre oquattro giorni. Gli incrementi di dosaggio possono essere effettuatidapprima a mezzogiorno, poi al mattino e infine nel pomeriggio/sera fino al raggiungimento di uno schema posologico 3 o 4 volte al giorno per una durata non superiore a 8 mesi. In uno studio multicentrico internazionale che ha coinvolto un elevato numero di pazienti, la dose media giornaliera e’ stata 5,7 mg/die; soltanto in alcuni rari casi e’ stato necessario raggiungere 10 mg/die. Interruzione della terapia: la somministrazione deve essere sospesa lentamente. Si suggerisce di ridurre il dosaggio giornaliero di non piu’ di 0,5 mg ogni tre giorni. Alcuni pazienti possono richiedere una riduzione ancora piu’ graduale. Usopediatrico: la sicurezza e l’efficacia di alprazolam non sono state stabilite nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni, pertanto l’uso di alprazolam non e’ raccomandato.

Conservazione

Compresse: proteggere dalla luce. Conservare a temperatura inferiore a30 gradi C. Gocce: proteggere dalla luce. Tenere il flacone e i blister nella scatola di cartone.

Avvertenze

Tolleranza: una certa perdita dell’efficacia agli effetti ipnotici delle benzodiazepine puo’ svilupparsi dopo un uso ripetuto per alcune settimane. Dipendenza: l’uso di benzodiazepine, incluso l’alprazolam, puo’ condurre allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica da questi farmaci. La dipendenza puo’ verificarsi a dosi terapeutiche e/o in pazienti senza nessun fattore di rischio individuale. Sono stati riportati anche casi di abuso. Una volta che la dipendenza fisica si e’ sviluppata, il termine brusco del trattamento sara’ accompagnato da sintomi daastinenza. Questi possono consistere in cefalea, dolori muscolari, ansia estrema, tensione, irrequietezza, confusione ed irritabilita’. Neicasi gravi possono manifestarsi i seguenti sintomi: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia, intorpidimento e formicolio delle estremita’, ipersensibilita’ alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni o scosse epilettiche. Insonnia o ansia di rimbalzo: all’interruzione del trattamento puo’ presentarsi una sindrome transitoria in cui i sintomi che hanno condotto al trattamento con benzodiazepine ricorrono in forma aggravata. Puo’ essere accompagnata da altre reazioni, compresi i cambiamenti di umore, ansia, irrequietezza o disturbi del sonno. Poiche’ il rischio di sintomi da astinenza o da rimbalzo e’ maggiore dopo la sospensione brusca del trattamento, si suggerisce di effettuare una diminuzione graduale del dosaggio. Durata del trattamento: la durata del trattamento dovrebbe essere la piu’ breve possibile enel caso dell’ansia non dovrebbe superare le 8-12 settimane, compresoun periodo di sospensione graduale. L’estensione della terapia oltrequesto periodo non dovrebbe avvenire senza rivalutazione della situazione clinica. Puo’ essere utile informare il paziente quando il trattamento e’ iniziato che esso sara’ di durata limitata e spiegare precisamente come il dosaggio deve essere diminuito progressivamente. Inoltree’ importante che il paziente sia informato della possibilita’ di fenomeni di rimbalzo, minimizzando quindi l’ansia riguardo a tali sintomise dovessero accadere alla sospensione del medicinale. Ci sono elementi per prevedere che nel caso di benzodiazepine con una durata breve diazione, i sintomi da astinenza possono diventare manifesti all’interno dell’intervallo di somministrazione, tra una dose e l’altra particolarmente per dosaggi elevati. Quando si usano benzodiazepine con una lunga durata di azione e’ importante avvisare il paziente che e’ sconsigliabile il cambiamento improvviso con una benzodiazepina con una durata di azione breve, poiche’ possono presentarsi sintomi di astinenza. Interruzione del trattamento: il dosaggio deve essere ridotto gradualmente dal momento che l’interruzione brusca o troppo veloce puo’ portarealla comparsa di sintomi da astinenza. I sintomi da astinenza possonoincludere lieve disforia e insonnia o presentarsi come sindromi maggiori con crampi muscolari e addominali, vomito, sudorazione, tremori econvulsioni. Inoltre, possono verificarsi crisi di astinenza in seguito a rapida diminuzione o interruzione brusca della terapia con alprazolam. Sintomi da astinenza sono stati segnalati anche a seguito di brusca interruzione della somministrazione di dosaggi terapeutici di benzodiazepine. Pertanto l’interruzione brusca deve essere evitata e deve essere prescritta una riduzione graduale del dosaggio. Durante la sospensione del farmaco in pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico, a volte, si possono osservare sintomi legati alla ricomparsa degliattacchi di panico che simulano quelli tipici da astinenza. Amnesia:le benzodiazepine possono indurre amnesia anterograda. Cio’ accade piu’ spesso parecchie ore dopo l’ingestione del farmaco. Reazioni psichiatriche e paradosse: quando si usano benzodiazepine e’ noto che possanoaccadere reazioni come irrequietezza, agitazione, irritabilita’, aggressivita’, delusione, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni del comportamento. Se cio’ dovesse avvenire, l’uso del medicinaledovrebbe essere sospeso. Tali reazioni sono piu’ frequenti nei bambini e negli anziani. Gruppi specifici di pazienti: le benzodiazepine nondovrebbero essere date ai bambini senza valutazione attenta dell’effettiva necessita’ del trattamento; la durata del trattamento deve essere la piu’ breve possibile. Nei pazienti anziani e/o debilitati si consiglia di usare sempre la dose piu’ bassa per evitare il rischio di sedazione residua o atassia. Gli anziani dovrebbero assumere una dose ridotta. Egualmente, una dose piu’ bassa e’ suggerita per i pazienti coninsufficienza respiratoria cronica a causa del rischio di depressionerespiratoria. Si raccomandano le usuali precauzioni nel trattamento dipazienti con alterata funzionalita’ renale e insufficienza epatica lieve o moderata, mentre nei pazienti con grave insufficienza epatica, le benzodiazepine non sono indicate in quanto possono precipitare l’encefalopatia. Le benzodiazepine non sono consigliate per il trattamentoprimario della malattia psicotica. Le benzodiazepine non dovrebbero essere usate da sole per trattare la depressione grave o l’ansia connessa con la depressione (il suicidio puo’ essere precipitato in tali pazienti). L’associazione con altri psicofarmaci richiede particolare cautela e vigilanza da parte del medico ad evitare inattesi effetti da interazione. L’alprazolam in pazienti gravemente depressi o con tendenzesuicide deve essere somministrato con le dovute precauzioni e prescritto in confezione appropriata. Al disturbo da attacchi di panico e’ associata una concomitante patologia depressiva (primaria o secondaria) con aumento dei casi di suicidio nei pazienti non trattati. Pertanto lamedesima precauzione deve essere presa sia quando si utilizzano le dosi piu’ elevate del farmaco per il trattamento dei pazienti con disturbo da attacchi di panico sia quando si utilizza un qualsiasi farmaco psicotropo nel trattamento di pazienti depressi o di quelli in cui si sospetta ideazione o tentativo di suicidio. Le benzodiazepine dovrebbero essere usate con attenzione estrema in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool. Pazienti che abitualmente abusino di alcool e/osostanze stupefacenti, quando in trattamento con benzodiazepine devono essere tenuti sotto stretto controllo medico, a causa della predisposizione di tali soggetti all’assuefazione e alla dipendenza. Sono stati riportati casi di ipomania e mania in associazione all’uso di alprazolam nei pazienti con depressione. Pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di lattasi o malassorbimento di glucosio/galattosio non devono assumere le compresse. Gocceorali, soluzione: contiene etanolo (alcool).

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Interazioni

Le benzodiazepine producono effetti depressivi aggiuntivi sul SNC quando somministrate in concomitanza di alcool o altri farmaci aventi azione depressiva sul SNC. L’assunzione concomitante con alcool va evitata. L’effetto sedativo puo’ essere aumentato quando il medicinale e’ assunto congiuntamente ad alcool. Cio’ influenza negativamente la capacita’ di guidare o di usare macchinari. Particolare attenzione, specialmente nei pazienti anziani, deve essere usata con i farmaci ad azione deprimente respiratoria come gli oppioidi (analgesici, sedativi della tosse, trattamenti sostitutivi). Alprazolam deve essere usato con cautela in combinazione con altri deprimenti del SNC. Associazione con i deprimenti dell’SNC: l’effetto depressivo centrale puo’ essere accresciuto nel caso di uso concomitante con anti-psicotici (neurolettici), ipnotici, ansiolitici/sedativi, antidepressivi, analgesici narcotici, antiepilettici, anestetici, e antistaminici-H1 sedativi. Nel caso di analgesici narcotici puo’ avvenire aumento dell’euforia conducendo ad un aumento della dipendenza psichica. Molecole che inibiscono determinati enzimi epatici (specialmente citocromo P4503A4) possono aumentare la concentrazione plasmatica di alprazolam e potenziare la sua attivita’. In grado inferiore, questo si applica anche alle benzodiazepine che sono metabolizzate soltanto per coniugazione. La co-somministrazione di alprazolam con potenti inibitori del CYP3A4 come antifungini azolici (ketoconazolo, itraconazolo, posaconazolo, voriconazolo), inibitori della proteasi o di alcuni macrolidi (eritromicina, claritromicina, telitromicina) deve essere effettuata con cautela e deve essere presa in considerazione una riduzione sostanziale della dose. Agenti antimicoticiazolici – chetoconazolo e itraconazolo sono potenti inibitori del CYP3A ed hanno mostrato in vivo la capacita’ di aumentare le concentrazioni di alprazolam rispettivamente di 3,98 volte e 2,70 volte. Si sconsiglia la somministrazione concomitante di alprazolam con questi due farmaci. Altri agenti antimicotici di tipo azolico devono essere considerati potenti inibitori del CYP3A e non e’ consigliata la loro somministrazione insieme ad alprazolam. Studi clinici e in vitro con l’alprazolam e studi clinici con farmaci metabolizzati come l’alprazolam, mostrano variabilita’ di interazioni e possibilita’ di interazioni tra alprazolam e diversi farmaci. In base al grado di interazione e al tipo di dati disponibili, devono essere prese in considerazione le seguenti raccomandazioni: si sconsiglia la somministrazione concomitante del farmaco con ketoprofene, itraconazolo o altri antifungini del gruppo degliazoli; si raccomanda attenzione e cautela nel diminuire la dose quandoil farmaco e’ somministrato in concomitanza con nefazodone, fluvoxamina e cimetidina; si raccomanda cautela quando il medicinale e’ somministrato in concomitanza a fluoxetina, propossifene, contraccettivi orali, diltiazem o antibiotici macrolidi come eritromicina e troleandomicina; ke interazioni tra gli inibitori della proteasi HIV (es. ritonavir) e l’alprazolam sono complesse e tempo dipendenti. Basse dosi di ritonavir causano una riduzione della clearance di alprazolam, prolunganola sua emivita di eliminazione e aumentano gli effetti clinici. Tuttavia, a seguito di una prolungata esposizione al ritonavir, l’induzionedel CYP3A compensa questa inibizione. Questa interazione richiedera’ un aggiustamento della dose o un’interruzione del trattamento con il farmaco. Le concentrazioni plasmatiche allo steady-state di imipramina edesipramina aumentano rispettivamente del 31% e del 20% a seguito disomministrazione concomitante del prodotto in dosi fino a 4 mg/die. Sono state descritte interazioni cinetiche tra le benzodiazepine ed altri farmaci. Per esempio, la clearance dell’alprazolam e di alcune altrebenzodiazepine puo’ essere diminuita dalla somministrazione concomitante di cimetidina o antibiotici macrolidi. Il significato clinico di questi effetti non e’ stato definito.

Effetti Indesiderati

Frequenze effetti indesiderati: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1, 000 a <1/100), raro (>=1/10, 000 a <1/1,000), molto raro (<1/10, 000), non nota. >>Studi clinici. Disturbi delmetabolismo e della nutrizione. Comune: diminuzione dell’appetito; non comune: cambiamenti di peso. Disturbi psichiatrici. Comune: stato confusionale, depressione, disorientamento, diminuzione della libido; non comune: ansia, insonnia, nervosismo. Patologie del sistema nervoso.Molto comune: sedazione, sonnolenza; comune: atassia, compromissione dell’equilibrio, problemi di coordinazione, compromissione della memoria, disartria, disturbo dell’attenzione, ipersonnia, letargia, capogiri, cefalea, biascicamento, difficolta’ di concentrazione, vertigini; non comune: amnesia, tremore. Patologie dell’occhio. Comune: offuscamento della vista. Patologie gastrointestinali. Comune: stipsi, secchezzadella fauci, nausea; non comune: vomito. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: debolezza muscolare.Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento, irritabilita’; sconosciuta: edema periferico. A seguito dell’esperienza post-marketing, sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati aggiuntivi. Patologie endocrine. Non comune: iperprolattinemia. Disturbi psichiatrici. Non comune: ipomania, mania, allucinazioni, collera, aggressivita’, comportamenti ostili, agitazione, alterazione della libido, pensieri anomali, iperattivita’ psicomotoria. Patologie del sistema nervoso. Non comune: distonia; sconosciuta: squilibrio del sistema nervoso autonomo. Patologie gastrointestinali. Non comune: patologia gastrointestinale. Patologie epatobiliari.Non comune: epatite, alterazioni della funzionalita’ epatica; sconosciuta: epatiti. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: dermatiti; sconosciuta: angioedema. Patologie renali e urinarie.Non comune: incontinenza, ritenzione urinaria. Patologie renali e urinarie. Non comune: incontinenza urinaria, ritenzione urinaria. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. non comune: disfunzioni sessuali, irregolarita’ nel ciclo mestruale. Patologie dell’occhio.Non comune: aumento della pressione intraoculare. L’uso (anche a dositerapeutiche) puo’ condurre allo sviluppo di dipendenza fisica: la sospensione della terapia puo’ causare fenomeni di sospensione o di astinenza. Puo’ verificarsi dipendenza psichica. L’abuso di benzodiazepinee’ stata riportata. In molte delle segnalazioni spontanee per gli effetti avversi sul comportamento, i pazienti sono stati trattati in concomitanza con altri farmaci per il SNC e/o avevano mostrato problemi psichici preesistenti. I pazienti con problemi di personalita’ borderline, con una storia pregressa di comportamenti aggressivi o violenti, o che abusano di alcool o altre sostanze, possono essere a rischio di tali eventi. Reazioni di irritabilita’, ostilita’ e pensieri invasivi sono stati riportati a seguito dell’interruzione del trattamento con il farmaco in pazienti con disturbo post-traumatico da stress. Amnesia: anche se per il farmaco ad oggi non sono pervenute segnalazioni in merito, le benzodiazepine possono provocare amnesia anterograda. Questa puo’ avvenire anche ai dosaggi terapeutici ed il rischio aumenta ai dosaggi piu’ alti. Gli effetti amnesici possono essere associati con alterazioni del comportamento. Depressione: durante l’uso di benzodiazepinepuo’ essere smascherato uno stato depressivo preesistente. Reazioni psichiatriche e paradosse: le benzodiazepine o i composti benzodiazepino-simili possono causare reazioni come: irrequietezza, agitazione, irritabilita’, aggressivita’, delusione, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni del comportamento. Tali reazioni possono essere abbastanza gravi: sono piu’ probabili nei bambini e negli anziani. Dipendenza: l’uso di benzodiazepine (anche alle dosi terapeutiche) puo’ condurre allo sviluppo di dipendenza fisica: la sospensione della terapiapuo’ provocare fenomeni di rimbalzo o da astinenza. Puo’ verificarsidipendenza psichica. E’ stato segnalato abuso di benzodiazepine.

Gravidanza E Allattamento

I dati relativi alla teratogenicita’ e agli effetti sullo sviluppo postnatale e il comportamento a seguito del trattamento con benzodiazepine sono incoerenti. Esistono prove fornite da alcuni primi studi con gli altri composti della classe delle benzodiazepine che mostrano che l’esposizione in utero puo’ essere associata a malformazioni. Studi successivi con farmaci della classe delle benzodiazepine invece non hannofornito nessuna prova chiara di qualsiasi tipo di difetto. Una grandequantita’ di dati basati su studi in coorte indicano che l’esposizionealle benzodiazepine durante il primo trimestre non e’ associata ad unaumento del rischio di malformazioni maggiori. Tuttavia, alcuni primistudi epidemiologici caso-controllo hanno evidenziato un aumentato rischio di schisi orale. I dati hanno indicato che il rischio di avere un bambino con una schisi orale, dopo un’esposizione materna alle benzodiazepine e’ inferiore a 2/1000 a fronte di un tasso atteso per tali difetti di circa 1/1000 nella popolazione generale. Il trattamento conbenzodiazepine a dosi elevate, durante il secondo e/o il terzo trimestre di gravidanza, ha rivelato una diminuzione di movimenti attivi fetali e una variabilita’ del ritmo cardiaco fetale. Quando il trattamentodeve essere somministrato per ragioni mediche durante l’ultima partedella gravidanza, anche a basse dosi, si possono osservare i sintomi della sindrome “floppy infant” quali ipotonia assiale e problemi di suzione che portano ad un ridotto aumento di peso. Questi segni sono reversibili, ma possono durare da 1 a 3 settimane, secondo l’emivita del prodotto. Dosi elevate, durante l’ultimo periodo della gravidanza o durante il travaglio, possono causare effetti nel neonato quali depressione respiratoria o apnea e ipotermia, dovuti all’azione farmacologica del farmaco. Se il trattamento con alprazolam e’ necessario durante l’ultima parte della gravidanza, devono essere evitate dosi elevate, e isintomi di astinenza e/o della sindrome “floppy infant” devono esseremonitorati nel neonato. Inoltre, sintomi da astinenza neonatale come ipereccitabilita’, agitazione e tremore si possono osservare alcuni giorni dopo la nascita, anche se non si osserva la sindrome “floppy infant”. La comparsa di sintomi di astinenza dopo la nascita dipende dal tempo di dimezzamento del prodotto. A causa di potenziali rischi di malformazioni congenite, gia’ osservate con altre benzodiazepine, non somministrare il farmaco nel primo trimestre di gravidanza. Se il prodottoviene prescritto ad una donna in eta’ fertile, ella deve mettersi incontatto con il proprio medico, sia se intende iniziare una gravidanza, sia se sospetta di essere incinta, per quanto riguarda la sospensione del medicinale. Se durante la gravidanza viene somministrato il farmaco o se la paziente scopre di essere incinta durante il trattamento,la paziente deve essere informata circa il potenziale pericolo per ilfeto. Tenendo conto di questi dati, l’uso di alprazolam durante la gravidanza puo’ essere preso in considerazione, solo se le indicazioni terapeutiche e la posologia sono rigorosamente rispettati. Poiche’ le benzodiazepine sono escrete nel latte materno, esse non dovrebbero essere somministrate alle madri che allattano al seno.

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