Carlo Angela, lo psichiatra che salvò gli ebrei dalle persecuzioni razziali

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO Carlo Angela padre papà di Piero Angela psichiatra che salvò gli ebrei dalle persecuzioni razziali Carlo Angela, nato a Olcenengo (Vercelli) il 9 gennaio 1875 e morto a Torino, il 3 giugno 1949, famoso anche per essere stato il padre del celebre divulgatore Piero Angela, ebbe una vita piena e ricca di successi. A soli 24 anni si laureò in medicina nel 1899 all’Università di Torino. A Parigi frequentò i corsi di neuropsichiatria del celebre neurologo Joseph Babinski, celebre per aver descritto per primo il riflesso di Babinski. Fu ufficiale medico della Croce Rossa Italiana (raggiungendo il grado di tenente colonnello nel 1937). Prestò servizio nella guerra italo-turca, come direttore dell’ambulanza da montagna CRI n.2, e durante la Prima Guerra Mondiale, presso l’ospedale territoriale “Vittorio Emanuele III” di Torino e presso il Comitato regionale della Croce Rossa Italiana di Torino, ottenendo due Croci al Merito di Guerra. Altri notevoli riconoscimenti ottenuti da Carlo Angela, sono stati il titolo di Cavaliere della Corona d’Italia, la Croce d’Oro di anzianità di servizio della Croce Rossa Italiana, la Medaglia interalleata della Vittoria ed il titolo di Cavaliere dell’Ordine Reale del Leone .

L’impegno politico e antifascista

Al termine della Grande Guerra aderì inizialmente al movimento Democrazia Sociale, un gruppo politico nato dalle ceneri del Partito Radicale Italiano, per poi spostarsi con i socialisti riformisti quando alcuni membri di Democrazia Sociale si avvicinarono (e poi divennero ministri) al governo Mussolini. Famoso per il suo impegno antifascista, Carlo Angela fu nominato sindaco di San Maurizio Canavese e divenne presidente dell’ospedale Molinette di Torino. E’ oggi sepolto nel cimitero di San Maurizio Canavese (Torino). Non tutti sanno che durante le persecuzioni razziali della Seconda Guerra Mondiale nascose nella sua clinica ebrei, uomini e donne perseguitati, accogliendoli sotto falso nome e falsificando le cartelle cliniche per giustificarne il ricovero. Li istruì su come fingersi falsi malati e in questo modo li salvò da morte certa. Nel febbraio del 1944 fu sospettato di nascondere perseguitati e per questo interrogato: rischiò di essere fucilato e si salvò per una serie di fortunate coincidenze.

Giusto tra le Nazioni

Le azioni compiute da Angela rimasero sconosciute per oltre mezzo secolo, a causa della discrezione della sua famiglia, e vennero alla luce soltanto nel 1995, quasi 50 anni dopo la sua morte, quando Anna Segre decise di pubblicare il diario del padre Renzo, scritto durante il periodo in cui era scampato ai campi di sterminio, con la moglie Nella, nella clinica “Villa Turina Amione“. Sulla base delle prove e delle testimonianze raccolte, il 29 agosto 2001 una commissione israeliana conferì a Carlo Angela l’importante onorificenza di Giusto tra le Nazioni e il suo nome è stato inserito nel Giardino dei Giusti di Yad Vashem a Gerusalemme. La cerimonia avvenne a San Maurizio Canavese il 25 aprile 2002. Il consigliere dell’ambasciata d’Israele a Roma Tibor Schlosser, a nome di tutta la comunità ebraica mondiale, consegnò il riconoscimento a Sandra e Piero, i figli di Carlo Angela. A lui è anche dedicata una stele nel Giardino dei Giusti del Mondo a Padova, nel rione Terranegra, posta tra il monumento simbolo del parco e il Lungargine Terranegra.

L’esempio per i suoi figli

Piero Angela disse di suo padre: “Lui non ha mai voluto esibire queste azioni, che fanno parte dei doveri civici, di una certa etica, è venuta fuori per caso. Sarebbe stato indegno non aiutare. Una persona non si può tirare indietro di fronte a certe cose. Si dice che è nei momenti più difficili che si vedono le qualità migliori e peggiori di un uomo.
Purtroppo è morto quando avevo vent’anni, proprio nella fase in cui si comincia a comunicare tra persone adulte. Ma l’esempio che mi ha lasciato è forte: mi ha trasmesso dei valori, come l’onestà, il senso del dovere, il tenere la schiena diritta. Ha rischiato la vita per gli altri: l’esempio vale per i figli molto più di tante prediche.”

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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