La dieta per prevenire l’ernia iatale ed evitare il reflusso gastroesofageo

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Dietologo Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Linfodrenante Cellulite Calorie Peso Dieta Sessuologia Sex  Pene  Laser Filler Rughe Botulino Sesso DIETA ERNIA IATALE REFLUSSO GASTROESOFAGEO 1Cosa si intende per ernia e, più in particolare, per ernia iatale?

L’ernia è la protrusione di un organo o di un tessuto al di fuori della cavità corporea che lo ospita. Ebbene, l’ernia iatale (anche ernia dello iato o ernia diaframmatica paraiatale) rappresenta la protrusione – parziale o completa – dello stomaco attraverso lo iato esofageo, un piccolo foro del diaframma che permette il passaggio dell’esofago. Le ernie iatali più diffuse sono principalmente di due tipi e sono raffigurate nella figura in basso:

1) Ernia iatale da scivolamento: più frequente, la riscontro spesso nei miei pazienti obesi, la pressione nell’area addominale supera la pressione diaframmatica e lo stomaco tende ad essere spinto verso l’alto, nel mediastino, attraverso lo hiatus diaframmatico. Non è necessariamente una condizione permanente, poiché la parte di stomaco interessata si sposta spesso su e giù in base alla pressione esistente nell’addome: uno sforzo, un colpo di tosse, il sollevamento delle gambe in posizione sdraiata o qualunque contrazione dei muscoli addominali possono facilitare il fenomeno.

2) Ernia paraesofagea: consiste in una rotazione dello stomaco lungo la grande curvatura, in modo tale che la parte superiore della stessa erni attraverso lo hiatus esofageo. Questa tipologia è meno comune, ma è più temibile poiché la giunzione gastro-esofagea rimane nella sua posizione naturale, e l’erniazione del fondo dello stomaco porta alla sua compressione tra la parete dello iato e l’esofago. Può talvolta derivare da un intervento chirurgico correttivo di un’ernia iatale da scivolamento.

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A sinistra l’anatomia normale di stomaco ed esofago, nel centro una ernia iatale da scivolamento, a destra una ernia paraesofagea

Sintomi di ernia iatale

Piccole ernie iatali in uno stadio iniziale di solito non causano sintomi particolari; tuttavia, quando la porzione di stomaco erniata è consistente, la risalita del contenuto gastrico nell’esofago provoca sintomi come bruciore, rigurgito e dolore al petto in sede retrosternale. Altri sintomi spiacevoli sono diarrea, difficoltà digestive, eruttazioni frequenti, rigurgiti, stipsi e, anche se meno frequentemente, vomito. Tali sintomi possono essere accompagnati da tosse, dispnea, asma, mal di gola e difficoltà di deglutizione. Una delle complicanze più comuni riscontrabili in chi soffre di ernia iatale è il reflusso gastroesofageo (patologia caratterizzata da un ritorno di materiale acido dallo stomaco verso l’esofago). Un corretto approccio dietetico è un’arma che riveste una notevole importanza sia nelle prevenzione che nella cura dell’ernia iatale.

Una dieta errata può causare ernia iatale e reflusso gastroesofageo

La dieta sembra rappresentare un elemento molto importante non solo nella corretta gestione dell’ernia iatale, intesa come prevenzione degli episodi di eruttazione e reflusso gastroesofageo, ma anche nell’origine di questa diffusissima malattia. Sin dal 1973, grazie agli studi epidemiologici di Burkitt, sappiamo che l’ernia iatale risulta abbastanza rara nei Paesi in via di sviluppo e addirittura misconosciuta nelle società rurali che hanno mantenuto uno stile di vita semplice e tradizionale. Due sono i fattori additati come principali responsabili della maggior incidenza dell’ernia iatale negli occidentali: il ridotto apporto di fibre nella dieta e la stitichezza che ne consegue. In particolare, elementi come il ridotto apporto di fibre e liquidi, la necessità di ignorare lo stimolo dell’evacuazione (a causa di impegni lavorativi), la posizione innaturale assunta sul wc rispetto a quella fisiologica (alla turca), determinano un aumento della pressione all’interno dell’addome durante l’evacuazione; tale aumento pressorio, se perpetuato nel tempo, comporterebbe un rilassamento progressivo delle strutture di ancoraggio dell’esofago distale, favorendo la risalita dello stomaco attraverso lo iato esofageo del diaframma (quindi provocando l’ernia iatale).

Obesità come causa di ernia iatale

Spiegare la differente incidenza dell’ernia iatale tra le popolazioni rurali africane e quelle urbane dei Paesi occidentali semplicemente sull’apporto di fibra della dieta, appare perlomeno riduttivo. Ad esempio anche l’iperalimentazione in sé, fatta di abbuffate frequenti, dilatando in maniera abnorme le pareti dello stomaco può spingerle con forza contro lo iato esofageo, favorendone l’erniazione. Analogo discorso per l’obesità o per la cattiva abitudine di indossare corsetti od abiti troppo stretti. Infine, è indubbio che lo stile di vita sedentario si associ ad una minore motilità intestinale (che predispone alla stitichezza), ma anche ad ipotonia muscolare con riduzione dell’elasticità e della robustezza anche dei fasci muscolari e dei tendini diaframmatici.

Consigli alimentari generali per prevenire o non far peggiorare una ernia iatale

Un primo, importante consiglio è quello di evitare le cosiddette abbuffate e nutrirsi assumendo piccoli pasti pur restando comunque attenti a rispettare il corretto introito calorico quotidiano; gli alcolici, i superalcolici, le bevande gassate, il caffè, il tè, i formaggi grassi, le fritture, i condimenti piccanti e quelli a base di burro dovrebbero essere evitati; è consigliabile poi limitare il consumo di particolari cibi quali l’aglio, la cipolla, la menta e il cioccolato; devono essere assunti con moderazione anche gli agrumi e i succhi che da essi derivano nonché il pomodoro e relativo succo. In generale possiamo dire che dobbiamo, nei limiti del possibile, orientarci verso un tipo di alimentazione che tenda a non favorire l’acidità gastrica; è possibile consumare alimenti quali la pasta, il pane, il riso, carne magra, frutta (tranne, come detto, gli agrumi), formaggi magri, verdure e yogurt. Può essere utile bere un po’ più del normale pur senza esagerare. Oltre alla dieta vi sono altre semplici regole alle quali è bene attenersi; ne citiamo alcune che sono dei capisaldi di un buon stile di vita: abolire il fumo, evitare gli stati ansiosi, evitare le situazioni stressanti e l’abuso di farmaci. Un altro consiglio per chi avverte i sintomi dovuti all’ernia iatale è quello di evitare, subito dopo i pasti, di coricarsi oppure di compiere sforzi eccessivi. È consigliabile dormire mettendo la testa sopra un cuscino, posizione che ostacola il reflusso. Da abolire l’abitudine che alcuni hanno di posizionare un cuscino sotto la pancia, abitudine che è causa di un’eccessiva pressione sullo stomaco; è bene anche, sempre per evitare tale eccesso di pressione, non indossare abiti troppo stretti in vita.
Quando gli accorgimenti dietetici e gli altri consigli di cui sopra non sono in grado di risolvere i problemi causati dall’ernia iatale, si dovrà ricorrere a interventi di tipo farmacologico; se anche questi non fossero sufficienti si dovrà prendere in considerazione la possibilità di intervenire chirurgicamente.

Le regole da seguire in caso di ernia iatale e reflusso gastroesofageo

Sebbene la dieta non possa in alcun modo favorire il riassorbimento dell’ernia iatale, che se necessario può avvenire attraverso un intervento chirurgico, risulta senz’altro utile per il controllo dei sintomi associati e delle complicanze. Anche se una buona percentuale di pazienti affetti da ernia iatale non lamenta alcun sintomo, l’osservanza delle giuste regole dietetiche e comportamentali risulta importante per evitare che l’ernia cresca di dimensioni. In tal senso, la dieta corretta per il trattamento dell’ernia iatale non si discosta da quella vista per la corretta gestione alimentare dei pazienti colpiti da esofagite da reflusso:
1) consumare pasti piccoli e frequenti, evitando i pasti troppo elaborati ed abbondanti, specialmente prima di dormire
2) attendere almeno due o tre ore dal termine del pasto prima di coricarsi per il riposo notturno. Se durante il sonno dovessero manifestarsi episodi di reflusso acido, è consigliabile rialzare la testa del materasso per adottare una posizione leggermente elevata del torace
3) associare alla dieta regolare attività fisica, evitando gli sforzi fisici a testa in giù ed i carichi eccessivamente pesanti, che possono favorire la comparsa e l’aggravamento dell’ernia iatale
4) se in sovrappeso, adottare una dieta ipocalorica che aiuti a raggiungere il peso forma
5) limitare il consumo di grassi, specie se cotti, anche sottoforma di condimenti aggiunti, poiché aumentano i tempi di digestione e riducono il tono dello sfintere esofageo inferiore, favorendo il reflusso associato all’ernia iatale
6) evitare il fumo, che similmente ai grassi può ridurre il tono sfinteriale
7) preferire fonti proteiche magre, come il pesce o il pollo, che sembrano aumentare il tono dello sfintere esofageo inferiore, prevenendo il reflusso acido associato all’ernia iatale
8) preferire metodi di cottura salutari, come quella al vapore e al cartoccio, limitando arrosti, fritti e grigliate (da sostituire con una sobria cottura alla piastra, evitando nel modo più assoluto la formazione delle classiche righe in corrispondenza delle strisce metalliche della griglia)
9) masticare lentamente e deglutire con la stessa premura, se possibile consumare il pasto in un ambiente rilassato
10) se possibile, evitare di tornare di fretta al lavoro al termine del pasto
11) non praticare attività fisica intensa a breve distanza da un pasto importante (concessa dopo lo spuntino pomeridiano)
12) consumare una colazione abbondante ed abituarsi a mangiare poco a cena
13) in caso di problemi digestivi frequenti, le regole base della dieta dissociata possono aiutare anche il paziente affetto da ernia iatale
14) quando si mangia troppo, una camminata di 30-40 minuti a passo tranquillo, a breve distanza dal termine del pasto, può evitare l’insorgere di acidità e bruciori di stomaco
15) limitare il consumo di tè, caffè ed alcolici
16) ridurre la presenza di spezie come pepe, peperoncino, curry e noce moscata nella dieta: potrebbero peggiorare l’acidità gastrica
17) seguire una dieta ricca di fibre alimentari e di liquidi per prevenire la stitichezza; se necessario assumere lassativi, ma evitare l’utilizzo cronico
18) evitare l’uso di cinture ed abiti troppo stretti in vita

Se i sintomi peggiorano o diventano molto frequenti, consultate il vostro medico di fiducia e non sottovalutate mai il problema: come qualsiasi studente di medicina sa già dal secondo anno di università, un reflusso gastroesofageo cronico può costruire le basi per la formazione di un tumore esofageo.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

Ricevo su appuntamento presso il Centro Medico Polispecialistico Torlonia Salus, via Giovanni Battista De Rossi 12, Roma (zona Villa Massimo/Villa Torlonia; di fronte all’Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Roma) e presso il Centro Medico Fisioterapico Convenzionato Ferretti 10 (via Jacopo Ferretti 10, Roma).
Per prenotare una visita mandami una mail: dr.loiacono@libero.it oppure contattami al numero: 340.7214239 (per prenotazioni chiamare dal lunedì al venerdì possibilmente in orario pasti).

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