Erezioni notturne dolorose, bisogno di urinare e ipertrofia prostatica

MEDICINA ONLINE NAUSEA MAL DI PANCIA REFLUSSO GE ESOFAGO STOMACO DUODENO INTESTINO TENUE DIGIUNO ILEO APPARATO DIGERENTE CIBO TUMORE CANCRO POLIPO ULCERA DIVERTICOLO CRASSO FECI VOMITO SANGUE OCCULTO MILZA VARICI CIRROSI FEGATOLe “erezioni notturne” sono erezioni del pene che avvengono durante il sonno, senza che l’uomo neanche se ne accorga, di solito quattro o cinque volte per notte con una durata di circa 10 minuti per episodio, ciò significa che un uomo passa circa 40/50 minuti a notte con una erezione in atto. Generalmente non indicano alcuna patologia, anzi sono un segnale di salute dei meccanismi di erezioni del pene e se scompaiono potrebbero indicare disfunzione erettile, tuttavia – se si associano spesso a risveglio notturno con annessa urgenza di urinare – potrebbero essere uno dei sintomi di prostatite o di ipertrofia della prostata.

Prostatite

Con il termine “prostatite” (in inglese “prostatitis“) si intende l’infiammazione della prostata, ghiandola maschile che si trova sotto la vescica e annovera tra le sue funzioni la produzione di liquido seminale. Si stima che la prostatite colpisca fino al 14% della popolazione maschile, indipendentemente da età ed etnia. Per approfondire, leggi: Prostatite batterica ed abatterica: cause e cure dell’infiammazione della prostata

Ipertrofia prostatica benigna

L’ipertrofia prostatica benigna è una delle malattie più frequenti dell’uomo oltre i 50 anni e consiste in un aumento di volume della prostata (generalmente associato ad un aumento del PSA rilevato con l’analisi del sangue): ciò determina un quadro sintomatologico che interferisce sulla qualità della vita dell’uomo. Non è ancora definito se ciò sia da considerare una naturale conseguenza delle modificazioni ormonali correlate con il processo dell’invecchiamento od una malattia conseguente a molteplici fattori di diversa natura. È certamente un problema destinato a crescere proporzionalmente all’invecchiamento della popolazione: studi istologici hanno rilevato che il 50% degli uomini al di sopra dei 60 anni ed il 90% di quelli con più di 80 anni presentano una ipertrofia prostatica. In circa un quarto della popolazione maschile al di sopra dei 60 anni l’ipertrofia può essere presente pur non essendo clinicamente evidente.
L’aumento di volume della prostata determina una compressione ed uno stiramento del condotto uretrale che la attraversa, causando così una ostruzione meccanica che, combinata alla contrazione del muscoli del collo vescicale (ostruzione dinamica), ostacola più o meno fortemente il passaggio dell’urina.

L’ipertrofia prostatica benigna viene suddivisa in tre stadi clinici:

  1. in un primo stadio compaiono segni di tipo irritativo: aumentata frequenza diurna e notturna (pollachiuria), minzione imperiosa e disuria;
  2. il secondo stadio è caratterizzato dall’ostacolo alla evacuazione totale dell’urina. I sintomi predominanti sono: ritardo o incapacità ad iniziare la minzione con necessità della contrazione dei muscoli addominali; si riducono calibro e forza del getto urinario che è prolungato nel tempo ed accompagnato da sgocciolamento perdurante alla fine dell’atto; talora vi è minzione in due tempi con la sensazione di uno svuotamento incompleto della vescica;
  3. il terzo stadio è contraddistinto da ritenzione cronica di urina, minzione per rigurgito, spesso complicata da infezione urinaria recidivante, da ematuria e nei casi avanzati da uretero-idro-nefrosi bilaterale e conseguente insufficienza renale. Non sono infrequenti turbe della sfera sessuale quali eiaculazione precoce, erezioni notturne frequenti e fastidiose, emospermia e turbe della funzione erettile.

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Per approfondire:

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