Differenza tra distopia, utopia e ucronia: spiegazione e esempi

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Utopia

Con il termine “utopia” (pronunciato con l’accento sulla “i”) si intende un assetto politico, e/o sociale e/o religioso immaginario, che non trova riscontro nella realtà, ma che viene proposto come ideale e come modello, inteso nell’uso comune più come obiettivo puramente ideale che come una meta realmente raggiungibile. Un’utopia è per esempio l’idea di una società umana in cui tutti gli esseri viventi possano vivere senza alcuna patologia, senza guerre e senza povertà: società senz’altro auspicabile ma – nei fatti – di difficile se non impossibile realizzazione. L’utopia è, per certi versi, l’amplificazione di quel che c’è di buono nella nostra società attuale: ad esempio una persona che aiuta una anziana signora ad attraversare la strada, diventa – nell’utopia – una umanità fatta di persone che si aiutano tutte a vicenda, in modo disinteressato. Quello che per una persona è una utopia, può però non esserlo affatto per un’altra persona, pensiamo ad esempio ad un mondo interamente governato dal comunismo o ad un mondo dove non esiste più alcuna religione.
Una persona “utopista“, nel gergo comune, è generalmente colui che tende a credere nella reale possibilità del realizzarsi di una società perfetta e che nel suo piccolo prova ad impegnarsi per realizzarla. L’utopista è generalmente visto dalle altre persone, specie quelle più realiste e pessimiste, come una sorta di “sognatore”.

Distopia

Con il termine “distopia” (pronunciato “distopìa”) si intende invece un assetto politico, e/o sociale e/o religioso immaginario, che non trova riscontro nella realtà, ma che viene proposto come modello di società o comunità altamente indesiderabile o spaventosa, almeno dal punto di vista del cittadino “buono”: una distopia in cui si sviluppa ad esempio un totalitarismo politico potrebbe infatti essere altamente desiderabile dal dittatore che ne è a capo. Sinonimi di distopia sono vari altri termini, tra cui: antiutopia, pseudo-utopia, utopia negativa o cacotopia. Le distopie sono esattamente l’opposto delle utopie e sono un tema ricorrente nel filone cyberpunk. Per approfondire l’argomento, leggi anche: Distopia: definizione, significato, etimologia, esempi nei film

Ucronia

Con “ucronia” (pronunciata con l’accento sulla “i”)  si intende un genere di narrativa fantastica spesso fantapolitica basata sulla premessa generale che la storia del mondo – in un dato momento storico – abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale, per questo motivo viene anche detta storia alternativa, allostoria o fantastoria. Una ucronia classica è immaginare come sarebbe il mondo attuale se Hitler avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale (come accade in “Fatherland“, romanzo giallo fantapolitico del 1992 scritto da Robert Harris da cui è stato tratto il film “Delitto di stato” del 1994) o se Mussolini fosse sceso in guerra al fianco degli USA anziché con Hitler. Una ucronia è “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino che nel 2009 immaginava un mondo in cui Adolf Hitler e Joseph Goebbels muoiono assassinati dagli “Inglourious Basterds”, quando nella storia vera invece muoiono suicidandosi rispettivamente il 30 aprile ed il 1º maggio del 1945, pochi giorni prima della resa della Germania nazista. Altra ucronia cinematografica decisamente fantascientifica è quella rappresentata nel film “Iron Sky” del 2012 diretto da Timo Vuorensola che narra la storia di nazisti che, dopo essere stati sconfitti nel 1945, hanno creato una colonia sulla Luna dove hanno costruito una flotta di dischi volanti per conquistare la Terra. Una interessante ucronia è rappresentata nel film del 2006 “Fido” di Andrew Currie, dove si racconta come negli anni ’50, al termine della guerra degli zombie, questi ultimi siano stati sottomessi e trasformati dalla scienza in servitori.

Distopia o ucronia?

Non sono considerate ucroniche le storie ambientate in un’epoca futura rispetto a quella in cui sono state scritte, come ad esempio il romanzo 1984 di Orwell scritto nel 1948 che è invece una distopia. Altro esempio di distopia che apparentemente potrebbe sembrare una ucronia è il film “The Day After – Il giorno dopo” girato nel 1983, che ipotizza una improvvisa escalation di violenza nella guerra fredda, in cui Stati Uniti ed Unione Sovietica usano armamenti nucleari: lo stesso identico film girato oggi (quando sappiamo che la guerra fredda non terminò con bombardamenti nucleari) sarebbe considerato ucronia, ma siccome è stato girato quando gli eventi narrati erano ancora possibili nel prossimo futuro, si parla di distopia.
Un caso interessante è il capolavoro grottesco di Terry Gilliam “Brazil“, interpretato dal grande Jonathan Pryce. Il film esce al cinema nel 1985 ed è ambientato “da qualche parte nel Ventesimo Secolo”. Non essendo specificato l’anno ma solo il secolo (1900), potrebbe essere ambientato nel futuro rispetto all’anno di uscita del film, ad esempio nel 1995 ed essere considerato distopia, oppure essere ambientato nel passato rispetto al 1985, ad esempio nel 1980, ed essere considerato una ucronia.

La questione del tempo

Fin qui abbiamo parlato di “ucronia” come passato alternativo dove qualcosa è andata peggio di come i nostri libri di storia raccontano, mentre abbiamo relegato la “distopia” solo al futuro, ma è davvero così? E’ importante ricordare che, secondo alcuni, la distopia (così come l’utopia), non ha a che vedere tanto con il tempo, quanto con il tipo di società descritta, mentre solo con “ucronia” s’intende invece una catena di eventi alternativi a quelli reali e quindi necessariamente ambientata nel passato: in questo senso una realtà alternativa del passato non desiderabile, sarebbe considerata “ucronia distopica“, mentre una realtà alternativa del passato desiderabile, sarebbe considerata “ucronia utopica“. Ad esempio nel film Bastardi senza gloria Hitler viene ucciso anzitempo rispetto alla storia vera, quindi è una “ucronia utopica”, mentre nel film Fatherland Hitler vince la guerra, quindi è una “ucronia distopica”. Secondo alcuni quindi la distopia – pur essendo comunemente collocata nel futuro – non è necessariamente un termine correlato al tempo futuro, bensì potrebbe essere anche applicato al passato.

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