Colpo di calore: quanto dura, febbre, rimedi, Tachipirina, cure

MEDICINA ONLINE SOLE MARE ABBRONZATURA PELLE CUTE MELANINA SPIAGGIA MARE DONNA OMBRELLONE COSTUME SEA SAND GIRL BEACH SWIMMING WALLPAPER HI RES PICS PICTURE PHOTO BEAUTIFUL VETRO UVA UVB ULTRAVIOLETTI RADIAZIONE CANCRO NEOIl colpo di calore, anche chiamato “ipertermia”, è una condizione patologica dell’organismo che si verifica in seguito all’esposizione prolungata a due particolari condizioni climatiche tipiche dei mesi caldi dell’anno, che sono:

  • alta temperatura dell’aria: la quale innalza la temperatura del soggetto;
  • alta umidità: impedendo la corretta sudorazione, l’umidità elevata impedisce l’abbassamento della temperatura corporea (l’organismo assorbe più calore di quanto riesce a cederne all’esterno con la sudorazione).

Entrambi questi fattori possono determinare il colpo di calore, specie nei soggetti a rischio (bambini, anziani, soggetti disidratati, cardiopatici, persone sottoposte a sforzi fisici intensi). Al contrario dell’insolazione, in cui l’aumento della temperatura corporea avviene a causa dell’esposizione diretta del corpo (specie la testa) alla radiazione solare, il colpo di calore è causato anche da altre fonti di calore, anche se ovviamente il calore stesso del sole – aumentando la temperatura ambientale – può essere causa indiretta di colpo di calore, specie se l’ambiente è molto umido. Colpo di calore e insolazione, inoltre, non si escludono a vicenda ma possono presentarsi insieme. Entrambe si differenziano dalla febbre: mentre i colpi di calore e le insolazioni sono dovuti a fattori esogeni (cioè esterni all’organismo, come temperatura ambientale, umidità e sole), la febbre è dovuta invece a fattori endogeni (l’ipotalamo che innalza la temperatura corporea) e non è influenzata da fattori esterni. Una febbre può verificarsi anche con temperature miti, poco sole e bassa umidità, fattori invece necessari per colpo di calore ed insolazione. Sia colpo di calore che insolazione possono comunque determinare febbre. Per approfondire, leggi anche: Differenza tra febbre, ipertermia e colpo di calore

Ricordiamo inoltre che l’ipertermia può verificarsi anche in altre due condizioni particolari:

  • radiofrequenza: l’ipertermia può essere artificialmente suscitata in determinate aree del corpo, con uso di particolari strumenti a radiofrequenza usati in molti campi medici, dalla riabilitazione motoria (tecarterapia), all’estetica (per lassità cutanee e rughe), alla cura dei tumori e delle infiammazioni muscolo-scheletriche di natura traumatica;
  • ipertermia maligna o iperpiressia: è una ipertermia che si verifica come reazione anormale agli anestetici usati negli interventi chirurgici, dovuta ad una suscettibilità genetica ad alcuni tipi di miorilassanti come la succinilcolina.

Il primo soccorso in casi di ipertermia deve tendere a mantenere le funzioni vitali dell’infortunato, portandolo in un ambiente arieggiato ma senza provocare un raffreddamento repentino. Il rischio di shock ipovolemico, dovuto ad una perdita eccessiva di sali, rende indispensabile la richiesta di soccorso medico qualificato e l’ospedalizzazione. Se l’infortunato è cosciente, può essere somministrata dell’acqua, se possibile con integratori salini. Assolutamente da evitare alcolici e caffè, per le loro proprietà vasodilatatorie. Nell’attesa del soccorso, in caso insorgano i sintomi dello shock, l’infortunato può essere messo in posizione antishock, con gli arti inferiori sollevati.

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Fasi del colpo di calore: la progressione termica

Il colpo di calore è diviso, dal punto di vista temporale, in due momenti distinti: l’esaurimento da calore (anche chiamato “stress da calore”) ed il colpo di calore vero è proprio:

  • stress da calore (esaurimento da calore): è il primo stadio, che precede il colpo di calore vero e proprio. E’ caratterizzato da confusione, crampi muscolari e spesso nausea o vomito; a questo stadio iniziale la vittima suda copiosamente, per dissipare il calore corporeo in eccesso;
  • colpo di calore vero e proprio (ipertermia conclamata): si verifica se l’individuo ha uno stress da calore e l’esposizione al calore prosegue, condizione a volte favorita dallo stato di confusione del soggetto che non si rende bene conto della situazione di pericolo in cui si trova e non mette in atto misure terapeutiche. La temperatura corporea raggiunge un livello tra i 39 ed i 40°C e, se l’esposizione prosegue, può superare i 40°C, fatto che mette a rischio la vita del soggetto. A 41°C  il cervello inizia a subire danni ed inizia il processo di morte cerebrale, mentre temperature del cervello di 45°C non sono compatibili con la sopravvivenza umana. Temperature interne oltre i 50°C causano rigidità muscolare e morte immediata in tempi brevissimi.

Cosa succede durante un colpo di calore?

I due problemi fondamentali alla base di una ipertermia sono:

  • l’umidità: che porta a sudorazione inefficace;
  • la temperatura ambientale: che porta il corpo a riscaldarsi e disidratarsi.

Spieghiamo per prima cosa che il nostro organismo è dotato di un meccanismo fisiologico di termoregolazione, mediante il quale è in grado di mantenere la temperatura corporea intorno ai 36-37°C. In caso di eccessivo calore interno (da febbre, esercizio fisico…) o esterno (caldo ambientale) il metodo più efficace a disposizione del corpo umano per dissipare il calore è la sudorazione: essa sottrae calore all’interno del corpo e lo porta sulla superficie cutanea, dove l’evaporazione, un processo molto endotermico, sottrae grandi quantità di calore alla pelle, raffreddandola. Il primo problema entra in gioco nel momento in cui l’ambiente è molto umido: l’umidità impedisce una corretta sudorazione e quindi la temperatura del corpo non può essere dissipata in modo ottimale, fatto che la fa aumentare.

Il secondo problema riguarda la temperatura ambientale che porta a disidratazione: la perdita di acqua dovuta alla grande sudorazione tipica di ambienti caldi, se non compensata bevendo acqua, porta alla disidratazione dell’organismo, che oltre un certo limite non può più sostenere la sudorazione. A questo punto la vittima smette di sudare, e la temperatura corporea inizia a salire velocemente, inoltre la diminuzione dei liquidi corporei porta ad ipovolemia (riduzione del volume dei liquidi) con conseguente ipotensione arteriosa (pressione bassa) e possibile collasso da calore.

Soggetti a rischio più elevato

Il colpo di calore colpisce più frequentemente le fasce di popolazione che vivono nelle grandi città, in zone con poco riparo all’ombra, in abitazioni surriscaldate e con scarsa ventilazione e senza condizionamento dell’aria. Vi sono inoltre alcune categorie di soggetti ad elevato rischio, per i quali i consigli di prevenzione dovrebbero valere ancor di più rispetto alla popolazione a rischio minore.

  • anziani: gli anziani sono generalmente meno idratati, inoltre avvertono meno la sensazione di sete, per questo occorre monitorare la quantità di acqua che assumono. Tra gli anziani è a maggior rischio chi soffre di malattie cardiovascolari, ipertensione, patologie respiratorie croniche, insufficienza renale cronica, malattie neurologiche;
  • neonati e bambini piccoli: a causa della loro ridotta superficie corporea e la mancanza di una completa autosufficienza, possono essere esposti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea e a disidratazione, con possibili conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico, strutture delicatissime specie nei neonati e lattanti;
  • malati cronici: sono a rischio in particolare i malati di malattie croniche polmonari (Broncopatia cronica ostruttiva Bpco) e cardiovascolari (ipertesi, cardiopatici), diabete, malattie neurologiche come il morbo di Parkinson e le demenze;
  • persone non autosufficienti: ad esempio persone con disabilità motorie o ritardo mentale, sono più a rischio di colpo di sole  perché dipendono dagli altri per regolare l’ambiente in cui si trovano e per l’assunzione di liquidi, inoltre potrebbero avere maggiori problemi a rendersi conto di stare male o a comunicarlo a chi si prende cura di loro;
  • donne in gravidanza: le donne in gravidanza devono prestare molto attenzione ai colpi di calore ed all’eccessivo calore in generale per evitare problemi a sé stesse ed al feto;
  • chi svolge attività fisica all’aperto: persone anche giovani e sane che svolgono un’intensa attività fisica sportiva, o sforzi intensi per lavoro, all’aperto, possono disidratarsi più facilmente degli altri e perdere sali minerali. Anche individui in forma perfetta, come gli sportivi professionisti, non sono immuni ai colpi di calore.

Sintomi premonitori, precoci e tardivi del colpo di calore

Chi subisce un colpo di calore può avere allucinazioni, perdere lucidità e mostrarsi ostile verso i soccorritori: quindi non meravigliatevi se il soggetto ha un comportamento anomalo, aggressivo o riferisce di vedere (o sentire) cose che non esistono. Spesso riferisce mal di testa, e il suo stato può essere scambiato per una intossicazione. Può essere talmente confuso da riferire di sentirsi assolutamente bene, informazione che non viene confermata dai segni del colpo di calore. La disidratazione riduce la pressione sanguigna e può portare a confusione mentale o svenimento, soprattutto se la vittima si alza in piedi all’improvviso (ipotensione ortostatica). La pelle diventa arrossata, perché i capillari si dilatano nel tentativo di portare più calore verso la pelle, tuttavia – man mano che l’ipertermia si aggrava – la pressione sanguigna cala al punto che il sangue viene richiamato e la pelle diventa pallida o bluastra, e la vittima prova brividi e pelle d’oca, come nella febbre alta. Con l’aumentare della temperatura gli organi interni smettono di funzionare e sopraggiungono il coma e la morte. I bambini molto piccoli possono soffrire di convulsioni. La forte disidratazione che accompagna l’ipertermia da colpo di calore può provocare nausea e vomito (più raramente diarrea); sono stati riportati rari casi di cecità temporanea. In circostanze molto rare una persona può avere gli stessi sintomi di un colpo di calore senza esserne affetta.

IMPORTANTE: chi ha un colpo di calore può non avere alcun sintomo premonitore dell’arrivo dell’ipertermia, o può averlo ma aspecifico (ad esempio un senso di stanchezza o mal di testa) o addirittura può non avere alcun sintomo del tutto (asintomatico). Se state per lunghi periodi in ambienti caldi ed umidi, evitate di stare da soli ma fatevi sempre accompagnare da una persona che può rendersi conto di vostri comportamenti anomali e – all’occorrenza – soccorrervi.

I sintomi classici di un colpo di calore, schematicamente, sono:

  • malessere;
  • disidratazione;
  • cute secca;
  • nausea;
  • diarrea;
  • vomito;
  • debolezza;
  • fatica eccessiva;
  • mal di testa;
  • vertigini;
  • pelle inizialmente arrossata e successivamente cianotica (pallida e bluastra);
  • pelle d’oca;
  • brividi;
  • alterazione nella frequenza cardiaca e respiratoria;
  • alterazione della pressione sanguigna;
  • comportamenti anomali (ad esempio ostilità verso i soccorritori);
  • nervosismo immotivato;
  • allucinazioni visive ed uditive;
  • cecità temporanea;
  • dolori muscolari e/o crampi;
  • sensazione di confusione;
  • svenimento;
  • ipotensione ortostatica (ipotensione arteriosa che si verifica quando il soggetto passa repentinamente dalla posizione sdraiata a quella in piedi);
  • convulsioni (specie nei bimbi);
  • coma e morte nei casi più gravi.

Primo soccorso: cosa fare e cosa non fare?

Il colpo di calore è una condizione potenzialmente grave che richiede un intervento sanitario, tuttavia ci sono alcune cose che anche il personale non sanitario può fare, per approfondire, leggi: Colpo di calore: cosa fare e cosa non fare per soccorrere la vittima

Colpo di calore e Tachipirina

Non somministrare farmaci antipiretici, per esempio aspirina o Tachipirina (paracetamolo), a meno che non sia un medico a farlo.

Colpo di calore: quanto dura e prognosi

Quanto dura un colpo di calore e quali conseguenze può avere? La risposta in questo articolo: Colpo di calore: quanto dura, prognosi e conseguenze

Consigli per prevenire i colpi di calore

I colpi di calore si possono evitare seguendo alcune precauzioni dettate dal buonsenso, che trovate a questo link: Consigli per prevenire i colpi di calore: cibi, farmaci, climatizzatore

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