Differenza tra macula, papula, pustola, vescicola, bolla, flittene e pomfo

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA MACULA PAPULA PUSTOLA VESCICOLA BOLLA FLITTENE POMFO ORTICARIA ESANTEMA ERITEMA SOLARE SOLE ROSSORE PELLE CUTE.jpgCon il termine “macula” in dermatologia si intende una lesione elementare della cute, piana e non infiltrante, caratterizzata da una modificazione del colore rispetto al resto della cute. Le macule possono avere origine di diversa natura, come un’emorragia circoscritta, un’alterazione della pigmentazione, infiltrati infiammatori. Possono avere diversi colori ed essere più o meno scure in base alla quantità di melanina. Sono macchie anche le ecchimosi. Vengono definite macchie melanodermiche le macchie scure come le efelidi, le lentiggini, i nevi o il cloasma e leucodermiche le macchie chiare come i nevi anemici, la vitiligine o la pitiriasi alba. Frequente è l’evoluzione della macula verso la papula.

Con “papula” si intende un piccolo rilievo della pelle, solido e generalmente di forma conica, che non contiene pus il che le distingue dalle pustole. Spesso le papule sono presenti in grappoli e sono accompagnate da rash cutaneo. Una condizione che causa le papule è detta papulosi o papulomatosi. Esempi di papulosi sono il tipo linfomatoide o la papulosi a cellule chiare. Le papule possono essere determinate da angiomi, da infiammazione, da infezioni, da acne, da accumulo di secrezioni di tessuto epiteliale (iperplasia) o di fluidi ghiandolari.

Con “pustola” si intende una lesione circoscritta della pelle a carattere transitorio, caratterizzata da una cavità superficiale contenente una piccola raccolta di pus ed evidente all’osservatore come rilievo della pelle. La sede di raccolta è generalmente intraepidermica e il liquido è un essudato opalescente, torbido. Esempi molto comuni di pustole sono i brufoli e l’acne (giovanile o dell’adulto). Raccogliendo il liquido con un tampone, all’esame microbiologico si possono distinguere: pustole purulente (contaminate da batteri o altri microrganismi) e pustole sterili (derivanti da pustolosi o da una forma particolare di psoriasi). I comedoni (punti neri) sono spesso lo stadio iniziale del processo che porta alla formazione delle pustole.

Con “vescicola” si intende una piccola raccolta di liquido chiaro al di sotto dello strato esterno dell’epidermide, rilevabile come una piccola rilevazione superficiale, quasi sempre in sede intraepidermica, di rado in sede dermo-epidermica. Possono apparire vescicole nelle dermatiti irritative o allergiche da contatto. Prendono il nome di “vescicole” tumefazioni di piccole dimensioni, con diametro inferiore a 0,3 cm, in caso contrario si parla di bolle. Il liquido deriva da uno stravaso di siero o sangue proveniente da vasi sottocutanei circostanti la lesione, se si tratta invece di pus, quindi torbido anziché limpido, la tumefazione prende il nome di pustola. Le vescicole si formano anche in presenza di affezioni cutanee: in alcuni casi rappresentano la manifestazione più importante della malattia come ad esempio nel pemfigo e nel pemfigoide; in altri invece sono associate a lesioni quali l’eritema, i noduli e le pustole.

Con “bolla” si intende un rigonfiamento dovuto a una raccolta di liquido limpido al di sotto dello strato esterno dell’epidermide, e può essere di varie dimensioni, a seconda della causa scatenante. come abbiamo visto nel paragrafo precedente, è comunque più grande di una vescicola.

Con “flittena” si intende un tipo di vescicola subepidermica caratterizzata da un rigonfiamento dovuto a una raccolta di liquido, generalmente sieroso[1], al di sotto dello strato esterno dell’epidermide. Tuttavia la flittena può essere riempita da sangue (si parla allora di flittena ematica) o pus (in genere a seguito di sovrainfezione batterica). La flittena può essere di varie dimensioni, a seconda della causa scatenante. Sono invece dette flittene o flitteni in particolare le bolle dovute a ustione.

Con “pomfo” si intende una lesione edematosa del derma caratterizzata da un rilievo cutaneo tondeggiante e liscio, di colore rosso o bianco, con alone eritematoso e pruriginoso. Il pomfo si verifica generalmente in conseguenza di dermatosi, di allergie alimentari e farmacologiche, di infezioni virali, parassitosi intestinale, puntura di insetti. Lo si trova tipicamente nell’orticaria.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Dermatologia e venereologia e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.