Iperventilazione: cosa fare e come prevenire gli attacchi

MEDICINA ONLINE POLMONI LUNGS APPARATO RESPIRATORIO SISTEMA DIFFERENZA DRENAGGIO TORACE GABBIA TRACHEA VIE AEREE SUPERIORI INFERIORI TRACHEA BRONCHI BRONCHILI TERMINALI ALVEOLI POLMONARI RAMIFICAZIO LOBI ANATOMIA VERSAMENTOCon il termine “iperventilazione” in medicina si intende un aumento della frequenza degli atti respiratori in condizioni di riposo, volontario o involontario, con durata variabile. L’iperventilazione, oltre all’aumento della tachipnea, può manifestarsi anche con:

  • agitazione;
  • palpitazioni;
  • dolore toracico;
  • vertigini;
  • visione offuscata;
  • parestesie (formicolio agli arti);
  • sensazione di stordimento;
  • sincope.

Se il soggetto inizia a respirare affannosamente in condizioni di riposo accade che la quota di anidride carbonica eliminata col respiro supera quella prodotta dall’organismo; ciò determina:

  • un aumento massiccio dell’ossigeno nel sangue;
  • una notevole riduzione dell’anidride carbonica (ipocapnia).

L’ipocapnia si riflette sul pH del sangue, che aumenta: si verifica quindi una alcalosi respiratoria. Se l’iperventilazione è protratta a lungo, tali modificazioni provocano una contrazione e un irrigidimento dei muscoli, accentuando la sensazione di soffocamento. In alcuni casi, la dispnea è di intensità tale da essere paragonabile all’asfissia. Per approfondire leggi anche: Differenza tra acidosi ed alcalosi, metabolica e respiratoria

Come prevenire l’iperventilazione?

Ecco alcuni consigli per diminuire il rischio di iperventilazione:

Respira attraverso il naso

Si tratta di una tecnica efficace per combattere questo disturbo, perché non puoi introdurre tanta aria quanta ne passa invece dalla bocca. Pertanto, respirando dal naso riduci la frequenza respiratoria. Forse ci vorrà un po’ di tempo per imparare e probabilmente dovrai prima pulire i passaggi nasali, ma questa tecnica è più efficace, oltre al fatto che ti permette di filtrare meglio la polvere e altre microparticelle sottili presenti nell’aria rispetto alla respirazione attraverso la bocca. Inoltre, in questo modo puoi eliminare alcuni sintomi addominali tipici della sindrome da iperventilazione, come gonfiore, eruttazione e flatulenza. Respirando dal naso eviti anche la secchezza della bocca e l’alitosi, entrambe dovute al fatto di respirare dalla bocca e all’iperventilazione.

Fai dei respiri addominali profondi

Le persone che soffrono di iperventilazione cronica fanno di solito inspirazioni superficiali e solo con la parte superiore del torace (campo polmonare superiore). Si tratta di una tecnica insufficiente per soddisfare le necessità dell’organismo, dato che non apporta una quantità adeguata di ossigeno al flusso sanguigno e, di conseguenza, è necessario aumentare la frequenza degli atti respiratori. Se fai troppo spesso respiri superficiali, produci un’eccessiva quantità di anidride carbonica che deve essere eliminata, creando così un circolo vizioso negativo e innescando un’ulteriore iperventilazione. Prova invece a inspirare dal naso usando maggiormente il diaframma, in modo da introdurre più aria nel campo inferiore dei polmoni e fornire più ossigeno al sangue. Questa tecnica viene spesso chiamata comunemente “respirare dalla pancia” (o respirazione con il diaframma), perché il basso addome protrude all’esterno quando forzi il muscolo del diaframma verso il basso. Esercitati a fare respiri profondi dal naso e guarda l’addome che si dilata prima che si espanda il torace. Probabilmente, riesci a provare una sensazione di rilassamento e dopo qualche minuto gli atti respiratori si riducono. Cerca anche di trattenere l’aria nei polmoni un po’ più a lungo; per iniziare, prova per circa tre secondi.

Allenta gli abiti

E’ difficile riuscire a fare respiri profondi se i vestiti sono troppo stretti; slacciali quindi all’altezza dell’addome e verifica che i pantaloni siano comodi, soprattutto per facilitare la respirazione con il diaframma.[4] Fai in modo di avere indumenti larghi anche sul petto e sul collo, comprese le camicie e i reggiseni. Se soffri da tempo di questo disturbo, evita di mettere la cravatta, la sciarpa e i maglioni dolcevita, perché possono creare una sensazione di costrizione e indurre a un attacco di iperventilazione. Gli abiti troppo stretti possono aumentare il senso di soffocamento nelle persone particolarmente sensibili (o fobiche), per alcuni è quindi una buona idea indossare indumenti comodi.
Scegli possibilmente vestiti di tessuto morbido, come il cotone e la seta, perché quelli troppo ruvidi, come la lana, possono causare irritazione, disagio, surriscaldamento e agitazione in alcune persone.

Prova delle tecniche di rilassamento

Dato che i principali problemi di fondo responsabili della sindrome da iperventilazione cronica sembrano essere l’ansia e lo stress, e considerato il fatto che anche delle ricerche mediche hanno riscontrato che innescano degli episodi acuti, gestire meglio la risposta alle situazioni stressanti è una buona strategia per risolvere il problema. Delle pratiche per ridurre lo stress, come la meditazione, il tai chi e lo yoga, possono calmarti e favorire la salute emotiva.[5] Lo yoga soprattutto non è solo una pratica che porta ad assumere determinate posizioni, ma prevede anche degli esercizi di respirazione, che sono particolarmente importanti per combattere l’iperventilazione. Dovresti inoltre cercare di gestire lo stress quotidiano facendo dei cambiamenti positivi nella vita e/o imparando a controllare i pensieri che creano ansia, come quelli legati al lavoro, alla situazione finanziaria o ai rapporti interpersonali.
Se sei troppo stressato e/o ansioso, il corpo rilascia gli ormoni che inducono la reazione “combatti o fuggi”, che provoca un’alterazione del battito cardiaco e della respirazione.
Un altro fattore importante per gestire lo stress è un’adeguata qualità del sonno. Se dormi costantemente poco o male comprometti il sistema immunitario e potresti essere indotto a vivere spesso uno stato d’ansia o di depressione.

Fai esercizi aerobici

Se riesci a fare ogni giorno un’attività aerobica, come la camminata veloce, puoi rallentare o fermare l’iperventilazione, perché l’esercizio ti costringe a fare respiri profondi, migliorando così l’efficienza respiratoria. Senza contare che questa attività favorisce la perdita di peso, migliora la salute cardiovascolare, le prestazioni fisiche e riduce lo stato d’ansia responsabile del tuo disturbo. Per attività aerobica si intende qualunque movimento duraturo che aumenta il battito cardiaco e la velocità respiratoria al punto che diventa difficile riuscire a mantenere una normale conversazione.
Altri tipi di esercizi aerobici salutari sono il nuoto, il ciclismo e la corsa.
Non devi confondere un aumento del battito cardiaco dovuto all’attività aerobica (caratterizzato da respiri profondi per aumentare il livello di ossigeno nel sangue) con l’iperventilazione, che si manifesta con una respirazione superficiale scatenata dall’ansia e che a sua volta provoca un aumento dei livelli di anidride carbonica.

Riduci il consumo di caffeina

Questa sostanza è uno stimolante del sistema nervoso che si trova nel caffè, tè, bevande gassate, cioccolato, bevande energetiche, alcuni farmaci su prescrizione e prodotti da banco per dimagrire. La caffeina aumenta l’attività cerebrale (che disturba il sonno) e può innescare l’ansia, oltre al fatto che ha un impatto negativo sul respiro; è infatti ampiamente associata all’iperventilazione e all’apnea nel sonno (disturbo respiratorio mentre si dorme). Per questo motivo, dovresti ridurne o eliminarne il consumo, se manifesti frequenti episodi di iperventilazione. Per ridurre il rischio o la gravità dei disturbi del sonno, dopo il pranzo dovresti evitare di consumare tutti i prodotti che contengono caffeina. Se dormi poco o male, l’ansia tende ad aumentare, portando a sua volta a soffrire di iperventilazione. Alcune persone metabolizzano lentamente la caffeina, mentre altre in maniera più rapida. Coloro che la metabolizzano lentamente non dovrebbero assumerla affatto, mentre gli individui che hanno un processo metabolico più rapido possono berla fino a qualche ora prima di coricarsi.
Un consumo cronico giornaliero di bevande caffeinate non sembra avere un impatto significativo sul respiro (perché il corpo si adatta alla sostanza), diversamente da quanto succede quando se ne fa un consumo occasionale (anche esagerato).
Il caffè appena preparato tende ad avere una concentrazione maggiore di caffeina. Questa sostanza è presente anche nelle bibite a base di cola, nelle bevande energetiche, nel tè e nel cioccolato.

Cura dell’iperventilazione

La cura dell’iperventilazione è relativa alla causa che la scatena a monte: se ad esempio è causata da polmonite, si dovrà curare l’infiammazione; se causata da fattori emozionali, si dovrà intervenire con psicoterapia. Quando si presenta, un modo pratico per evitare l’alcalosi respiratoria è quello di far respirare per un breve periodo il soggetto dentro un sacchetto di carta (per aumentare così il livello di anidride carbonica) fino alla risoluzione della crisi.

Iperventilazione: quando diventa pericolosa?

Se il soggetto ha varie crisi senza apparente motivo, oppure diventa cianotica (la sua cute diventa bluastra) o perde conoscenza durante l’episodio, è necessario il trasferimento presso il pronto soccorso più vicino.

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