Iperventilazione: significato, sintomi, alcalosi e conseguenze

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-differenza-ventilazione-polmonare-alveolare-riabilitazione-nutrizionista-infrarossi-accompagno-commissioni-cavitazione-radiofrequenzaCon il termine “iperventilazione” (in inglese hyperventilation o overbreathing) in medicina si intende un aumento della frequenza degli atti respiratori in condizioni di riposo, volontario o involontario, con durata variabile. L’iperventilazione può verificarsi in condizioni:

  • fisiologiche (ad esempio: pressione dell’aria ridotta ad alta quota);
  • patologiche (trauma cranico, infezioni, acidosi metabolica, gravi disturbi respiratori e cardiovascolari).

L’iperventilazione, inoltre, si inserisce in contesti di stress emozionale, ansia, attacco di panico e disturbi dell’umore.

Conseguenze dell’iperventilazione (alcalosi respiratoria)
Se il soggetto inizia a respirare affannosamente in condizioni di riposo accade che la quota di anidride carbonica eliminata col respiro supera quella prodotta dall’organismo; ciò determina:

  • un aumento massiccio dell’ossigeno nel sangue;
  • una notevole riduzione dell’anidride carbonica (ipocapnia).

L’ipocapnia si riflette sul pH del sangue, che aumenta: si verifica quindi una alcalosi respiratoria. Se l’iperventilazione è protratta a lungo, tali modificazioni provocano una contrazione e un irrigidimento dei muscoli, accentuando la sensazione di soffocamento. In alcuni casi, la dispnea è di intensità tale da essere paragonabile all’asfissia. Per approfondire leggi anche: Differenza tra acidosi ed alcalosi, metabolica e respiratoria

Leggi anche:

Possibili cause di iperventilazione:

  • Embolia polmonare
  • Acidosi metabolica
  • Insufficienza cardiaca
  • Allergie respiratorie
  • Ansia
  • Sepsi
  • Asma
  • Aspergillosi
  • Polmonite
  • Infarto miocardico
  • Attacco di Panico
  • Scompenso cardiaco

Differenza tra iperventilazione e ipernea
L’iperventilazione non va confusa con l’ipernea, condizione simile ma legata ad un’accelerazione del metabolismo (es. aumento del ritmo e della profondità degli atti respiratori durante un’attività fisica). In quest’ultimo caso, infatti, l’aumento della ventilazione è appropriato poiché compensa l’aumentata produzione di anidride carbonica che si verifica durante l’attività fisica, cosa che non si verifica a riposo.

Sintomi
L’iperventilazione, oltre all’aumento della tachipnea, può manifestarsi anche con:

  • agitazione,
  • palpitazioni,
  • dolore toracico,
  • vertigini,
  • visione offuscata,
  • parestesie (formicolio agli arti),
  • sensazione di stordimento,
  • sincope.

Cura dell’iperventilazione
La cura dell’iperventilazione è relativa alla causa che la scatena a monte: se ad esempio è causata da polmonite, si dovrà curare l’infiammazione; se causata da fattori emozionali, si dovrà intervenire con psicoterapia. Quando si presenta, un modo pratico per evitare l’alcalosi respiratoria è quello di far respirare per un breve periodo il soggetto dentro un sacchetto di carta (per aumentare così il livello di anidride carbonica) fino alla risoluzione della crisi.

Iperventilazione: quando diventa pericolosa?
Se il soggetto ha varie crisi senza apparente motivo, oppure diventa cianotica (la sua cute diventa bluastra) o perde conoscenza durante l’episodio, è necessario il trasferimento presso il pronto soccorso più vicino.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in La medicina per tutti. Contrassegna il permalink.