A 90 anni è morto Luciano De Crescenzo, ingegnere filosofo e artista poliedrico

MEDICINA ONLINE A 90 anni è morto Luciano De Crescenzo, ingegnere filosofo e artista poliedrico.jpgSolo ieri l’Italia ha perso Andrea Camilleri ed oggi piange la perdita di un altro grande artista: Luciano De Crescenzo. Se va un gigante del mondo della cultura italiana degli ultimi anni, che all’Italia ed in particolare a Napoli ha dedicato un’intera vita di opere letterarie e cinematografiche. L’ingegnere filosofo Luciano De Crescenzo è morto oggi a Roma, all’età di 90 anni, compiuti il 20 agosto dell’anno scorso. Da tempo le sue condizioni di salute non erano delle migliori e sono state aggravate da una polmonite. Classe 1928, il Maestro ci lascia un’eredità immensa: oltre cinquanta libri (tradotti in 19 lingue), 18 milioni di copie vendute di cui 7 in Italia e ben 11 milioni nel resto del mondo. Ai libri vanno aggiunte verie e proprie perle della commedia drammatica italiana, come “Così parlò Bellavista” del 1984 e il classico “32 dicembre” del 1988.

Biografia

De Crescenzo era nato nel quartiere di Santa Lucia a Napoli, il 28 agosto del 1928, figlio di un negoziante che vendeva guanti in via dei Mille; frequentò le elementari assieme a Carlo Pedersoli, suo vicino di casa, quello che conosciamo tutti col celebre nome “Bud Spencer”. Durante la Seconda Guerra Mondiale De Crescenzo si spostò a Cassino; sposatosi nel 1961 e poi separato, ebbe una figlia chiamata Paola, rimasta fino all’ultimo istante con lui. Il Maestro De Crescenzo si laureò in ingegneria idraulica col massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e fu allievo del grande genio Renato Caccioppoli. Prima di dedicarsi alla narrativa, alla saggistica e allo spettacolo, svolse la professione di ingegnere. Inizialmente però, non riuscendo a trovare adeguata sistemazione nel suo campo di studi, svolse attività differenti, quali il venditore di tappeti in un negozio nei pressi di piazza Municipio, a Napoli, e il cronometrista alle Olimpiadi di Roma, nel 1960. Dopo tale periodo, si spostò a Milano dove venne assunto all’IBM, rimanendovi per un ventennio circa e divenendone un dirigente.

La vera vocazione

Nonostante gli studi scientifici, De Crescenzo nel 1976 scoprì la sua vera vocazione, quella di scrittore divulgatore, motivo per il quale, dopo l’immenso successo del suo libro d’esordio, «Così parlò Bellavista», decise di lasciare la IBM e diventare scrittore a tempo pieno. Fu Maurizio Costanzo a lancialo; anche grazie alla sua partecipazione al talk show «Bontà loro» condotto da Costanzo, fra il 1976 e il 1977 il libro vendette più di 600.000 copie e fu tradotto anche in giapponese, diventando un caso letterario senza eguali. Seguirono una lunghissima serie di romanzi («Oi dialogoi» del 1985, «Sembra ieri» del 1997, «La distrazione» del 2000) e opere di saggistica divulgativa («Storia della filosofia greca», «Il pressappoco» del 2007, «Il caffè sospeso» del 2008, «Socrate e compagnia bella» del 2009, «Ulisse era un fico» del 2010, «Tutti santi me compreso» del 2011, «Fosse ‘a Madonna» del 2012, «Garibaldi era comunista» del 2013, «Gesù è nato a Napoli» dello stesso anno e «Ti porterà fortuna» del 2014.

Televisione

Luciano De Crescenzo ebbe molto successo anche in televisione: basti pensare a programmi come «Zeus – Le Gesta degli Dei e degli Eroi» sui miti e sulle leggende degli antichi greci. Per non parlare del successo cinematografico, immortalando sullo schermo il personaggio napoletanissimo del professor Bellavista e recitando persino con Sophia Loren in «Sabato domenica e lunedì» della Wermuller. Sul grande schermo aveva però esordito come attore ne «Il pap’occhio» (1980) nel ruolo del Padreterno, al fianco dell’amico Roberto Benigni e diretto da Renzo Arbore.

Chiudiamo ricordando alcune frasi famose di Luciano De Crescenzo:

Gli uomini sono angeli con un’ala sola. Possono volare solo abbracciati.

La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere. Quelli uguali non contano.

La vita potrebbe essere divisa in tre fasi: Rivoluzione, Riflessione e Televisione. Si comincia con il voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali.

Molti studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla.

Nel Fedro di Platone, Socrate diceva che la scrittura era una minaccia per la cultura perché a un libro non si possono fare domande. A Socrate mancava Internet.

Alcuni temono che la felicità sia un bene molto lontano, quasi irraggiungibile, motivo per cui corrono a più non posso nella speranza di avvicinarla, senza mai rendersi conto che più corrono e più se ne allontanano.

Non conviene fare sesso. Dura poco, si fa una gran fatica e la posizione è ridicola.

«Napoli è una mazza, come quelle che si usano per suonare i gong. La mazza è sempre la stessa, ma il suono che ne esce è diverso perché sono diversi i piatti che rimbombano.»

«E noi saremmo i piatti?» chiedo io. «In altre parole, non suoniamo ma siamo suonati.»

Correvo per il motivo più vecchio del mondo: per amore.

Lo studio non è lavoro ma la forma più gloriosa di gioco.

Oggi il settanta per cento dell’umanità muore di fame… e il restante trenta per cento fa la dieta.

Non c’è niente da fare, io l’ho sempre detto: eleganti si nasce. Uno può anche diventare ricco da un momento all’altro, però se non ha classe resta sempre ‘nu pezzente!

Una famiglia non si sceglie: nasci e te la trovi intorno che ti sorride.

La stupidità è il motore del mondo. I politici, gli uomini di marketing, i religiosi, i personaggi dello spettacolo, campano tutti, chi più chi meno, sulla stupidità umana.

“Solo gli imbecilli non hanno dubbi”; “Ne sei sicuro?”; “Non ho alcun dubbio!”.

La doccia è milanese perché ci si lava meno, consuma meno acqua e fa perdere meno tempo: quindi è produttiva. La vasca è invece un appuntamento con i pensieri, è napoletana.

Il Punto Interrogativo è il simbolo del Bene, così come quello Esclamativo è il simbolo del Male. Quando sulla strada vi imbattete nei Punti Interrogativi, nei sacerdoti del Dubbio positivo, allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate i Punti Esclamativi, i paladini delle Grandi Certezze, i puri dalla Fede incrollabile, allora mettevi paura perché la Fede molto spesso si trasforma in violenza.

Il Dubbio invece è una divinità discreta, è un amico che bussa con gentilezza alla vostra porta. Il Dubbio espone con calma le sue idee ed è pronto a cambiarle radicalmente non appena qualcuno gli dimostrerà che sono sbagliate».

Non esistono razze, categorie o popoli cattivi, ma solo singoli individui non dotati di pietas.

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