Morto Sergio Marchionne: ecco le cause della morte

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26 giugno 2018, l’ultima uscita pubblica di Marchionne

Questa mattina, dopo vari giorni di notizie sulle sue disperate condizioni di salute, è purtroppo deceduto Sergio Marchionne nella clinica dove era ricoverato da alcuni giorni. Marchionne, 66 anni compiuti il 17 giugno scorso, è morto all’ospedale universitario in Svizzera dove era stato ricoverato il 27 giugno per un intervento alla spalla destra, due giorni dopo la sua ultima uscita pubblica avvenuta il 26 giugno 2018 per presenziare alla consegna di una Jeep Wrangler all’Arma dei Carabinieri (vedi foto in alto).

La causa della morte

Dopo l’intervento la situazione clinica di Marchionne è improvvisamente precipitata a causa di quelle che sono state chiamate genericamente “complicanze postoperatorie”. In realtà, stando a quanto rivelato dal suo amico Franzo Grande Stevensun (avvocato e presidente onorario della Juventus), Marchionne aveva un tumore alla pleura (una membrana sierosa che avvolge ciascun polmone) e – nell’ultimo periodo – la malattia si era rapidamente aggravata. La causa esatta della morte di Marchionne, tuttavia, non è ancora del tutto chiara: alcune fonti parlano infatti di un cancro alla prostata che avrebbe dato origine a metastasi, altre di un tumore al polmone per le troppe sigarette fumate, o ancora di una embolia polmonare o di un sarcoma, un tumore maligno del tessuto connettivo che prende il nome dal tessuto da cui origina: ad esempio “osteosarcoma” se origina dalle ossa o “liposarcoma” se origina dal tessuto adiposo.

Embolia

Una delle possibili cause più accreditate sembrerebbe quella dell’embolia che si sarebbe formata come complicanza post operatoria dell’intervento chirurgico: a causa di questa embolia, nonostante i tentativi dei medici, Marchionne sarebbe entrato in coma ed infine oggi deceduto, dopo essere stato tenuto in vita artificialmente dalle macchine per alcuni giorni. Ricordiamo che con “embolia” in medicina si intende l’ostruzione di un vaso sanguigno, generalmente una arteria, causata da un “embolo“, cioè un corpo estraneo al normale flusso sanguigno, che è di solito una bolla d’aria o un coagulo di sangue: quest’ultimo in particolare è una complicanza temibile ed abbastanza frequente degli interventi chirurgici. Quando l’embolo si blocca in una arteria, non permette il passaggio di sangue ed il tessuto vascolarizzato da quell’arteria – se il flusso ematico non viene ripristinato velocemente – va in ischemia e necrosi (morte), fatto particolarmente grave nel caso in cui il tessuto in questione sia vitale per la sopravvivenza, come quello cerebrale, polmonare o miocardico: in questi casi l’embolo è capace di determinare danni irreparabili e la morte del paziente. Per approfondire, leggi anche: Infarto, ischemia, necrosi, aterosclerosi, trombo, embolo, ictus, miocardio… Facciamo chiarezza

La rivoluzione della Fiat

Marchionne, nato a Chieti il 17 giugno 1952 e laureato in filosofia ed in legge, lascia due figli, Alessio Giacomo di 29 anni e Jonathan Tyler di 24, nati dal primo matrimonio con l’ex moglie Orlandina; dal 2012 era legato alla manager Manuela Battezzato. Marchionne, molto conosciuto negli Stati Uniti, è stato indubbiamente uno dei personaggi più importanti dell’economia italiana recente, famoso per aver profondamente rivoluzionato il mondo della Fiat. E’ stato amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles N.V., FCA Italy e Presidente ed amministratore delegato di FCA US; Presidente di CNH Industrial N.V. e Ferrari N.V., oltre che Presidente e amministratore delegato di Ferrari S.p.A. E’ stato pochi giorni fa sostituito da Michael Manley come amministratore delegato di FCA.

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