Spalla e articolazione scapolo-omerale: anatomia e funzioni in sintesi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ROTTURA CUFFIA ROTATORI SPALLA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene VaginaLa spalla – più propriamente chiamata cingolo scapolare – è la parte dell’organismo umano tramite la quale l’arto superiore, in particolare il braccio, si unisce al tronco e con esso si articola. Ha la funzione di connettere il tronco con il braccio e permettere a quest’ultimo ampie possibilità di movimento. Ciascun cingolo scapolare si compone di:

  • una scapola:
  • una clavicola;

connesse con la parte prossimale (cioè più vicina al tronco) dell’osso omero.

I principali muscoli presenti nel cingolo scapolare sono:

  • il trapezio;
  • l’infraspinato;
  • il deltoide;
  • il grande pettorale;
  • il sopraspinato;
  • il sottoscapolare;
  • il piccolo rotondo;
  • il grande rotondo.

Per approfondire leggi: Differenza tra muscolo deltoide, sovraspinato, sottospinato ed altri muscoli della spalla

I tendini dei muscoli sopraspinato, infraspinato, sottoscapolare e piccolo rotondo contribuiscono alla stabilizzazione dell’articolazione glenomerale formando la cuffia dei rotatori.

Le articolazioni proprie della spalla sono cinque:

  • l’articolazione gleno-omerale (o articolazione della spalla o articolazione scapolo-omerale);
  • l’articolazione acromio-clavicolare;
  • l’articolazione sterno-clavicolare;
  • l’articolazione scapolo-toracica;
  • l’articolazione sotto-deltoidea.

In questo articolo ci occuperemo in particolare dell’articolazione scapolo-omerale, così importante nella spalla da prendere il nome di “articolazione della spalla”. Essa è un enartrosi ed è l’articolazione più mobile del corpo umano, in quanto prevede la presenza di una sfera che si articola con una superficie concava, permettendo il movimento della rotazione. Il capo semisferico è rappresentato dalla testa dell’omero, la sua epifisi prossimale che si articola con la cavità glenoidea della scapola. Tra le due superfici è interposta una struttura fibrocartilaginea chiamata labbro glenoideo, che circonda la cavità glenoidea aumentandone la profondità. Nello specifico possiamo affermare che l’articolazione permette movimenti di abduzione, adduzione, flessione, estensione; in poche parole movimenti su tutti i piani che confluiscono nella rotazione.

Essendo molto mobile l’articolazione ha bisogno di numerosi mezzi di fissitàche ne permettono la stabilità. Tra questi individuiamo la capsula fibrosa, che si estende dal collo anatomico dell’omero fino al labbro glenoideo a livello della scapola. La capsula si inspessisce a formare i legamenti di rinforzo:

  1. Il gleno-omerale inferiore parte dal labbro glenoideo inferiore e si protende fino al grande tubercolo;
  2. Il legamento gleno-omerale superiore si protende dal superiore dal labbro superiore, nel margine tra la testa ed il collo anatomico dell’omero, fino alla piccola tuberosità;
  3. Infine, c’è il legamento gleno-omerale mediale, che è situato tra il margine mediale della cavità glenoidea, alla piccola tuberosità.

Una piccola porzione posteriore dell’articolazione è scoperta, non ci sono legamenti di rinforzo a sostenerla, ed è presente solo la capsula articolare. Il legamento coraco-omerale è l’unico legamento a distanza che sostiene l’articolazione: ha origine sul processo coracoideo della scapola e si inserisce biforcandosi sui due tubercoli dell’omero.

I muscoli della spalla, sono:

Per approfondire, leggi: Muscoli, borse mucose e fasce della spalla: anatomia e funzioni

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