Insufficienza venosa e vene varicose: cause, prevenzione e trattamenti

MEDICINA ONLINE INSUFFICIENZA VENOSA CAUSE VENA VENE VALVOLE VARICI GAMBE CHIRURGIA TRATTAMENTI DOLORE FASTIDIO SANGUE CIRCOLAZIONE MICROCIRCOLO.jpgIl termine “insufficienza venosa” definisce una condizione patologica dovuta ad un difficoltoso ritorno del sangue venoso al cuore. L’insufficienza venosa degli arti inferiori innesca un aumento di pressione nei capillari, con successiva formazione di edema, ipossia generalizzata e lattacidemia (eccessiva presenza di acido lattico nel sangue).
Insufficienza VenosaL’insufficienza venosa richiede un intervento terapico, farmacologico e/o medico: quando non trattata o trascurata, la condizione può degenerare in una sindrome progressiva contraddistinta da dolore, gonfiore, alterazioni cutanee e, nei casi più gravi, varicoflebite (formazione di un trombo secondario insorto su varici).

Incidenza

L’insufficienza venosa costituisce una condizione patologica particolarmente diffusa nei Paesi Occidentali ed industrializzati, mentre nelle aree poco sviluppate, come i Paesi poveri di Africa ed Asia, il fenomeno si presenta in misura molto minore.
L’insufficienza venosa è una realtà attuale: in genere, le donne sono molto più colpite rispetto al sesso forte. In Italia, ad esempio, si stima che il 30% della popolazione femminile ed il 15% di quella maschile sia affetto da insufficienza venosa di entità variabile.
Da quanto riportato sulla rivista European journal of vascular and endovascular surgery si possono ricavare interessanti stime:

  • In età giovanile, l’insufficienza venosa colpisce il 10% dei maschi e il 30% delle femmine
  • Dopo i 50 anni, il fenomeno vascolare si manifesta nel 20% dei maschi e nel 50% delle donne.

Da questi dati si comprende non solo che l’insufficienza venosa colpisce prevalentemente il gentil sesso, ma anche e soprattutto che l’incidenza del disturbo aumenta proporzionalmente all’età.

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Cause e classificazione

In base alla causa scatenante, l’insufficienza venosa può essere classificata in due macrogruppi:

  1. INSUFFICIENZA VENOSA ORGANICA: causata da alterazioni patologiche delle vene. In questa categoria rientrano:
    • Dermatite da stasi: persistente infiammazione della cute degli arti inferiori, generata da una stasi vascolare. La dermatite da stasi è una condizione patologica tipica dei pazienti affetti da disturbi circolatori nelle vene delle gambe; il disturbo si presenta con edema cronico agli arti inferiori, prurito, escoriazioni ed essudazione.
    • Sindrome delle gambe senza riposo (RLS): alcuni pazienti affetti da questa sindrome sviluppano successivamente insufficienza venosa.
    • Trombosi venosa profonda: condizione patologica dovuta all’ostruzione di una vena a causa di un trombo (grumo di sangue). Una simile ostruzione del circolo profondo è responsabile, a sua volta, del difficoltoso ritorno venoso; si parla pertanto di insufficienza venosa profonda.
    • Varici: le vene varicose sono dilatazioni anomale e permanenti di vene ed arterie, espressione di un’alterazione dell’efficienza delle valvole venose.
  1. INSUFFICIENZA VENOSA FUNZIONALE: condizione dovuta ad un sovraccarico funzionale delle vene che, pur in piena salute, sono sottoposte ad un lavoro eccessivo rispetto alle loro possibilità.
    • Linfedema: il ristagno di linfa nei vari distretti dell’organismo, che caratterizza il linfedema, è dovuto ad una compromissione del sistema linfatico. Il linfedema richiede un superlavoro da parte delle vene, pertanto può favorire l’insufficienza venosa.
    • Ridotta mobilità degli arti (tipico dei soggetti che rimangono in posizione statica per lungo tempo → edema da immobilizzazione). Anche le anomalie posturali (piede piatto, alterazioni della morfologia del rachide ecc.) costringono le vene ad uniperlavoro, che può sfociare nell’insufficienza venosa.
Classificazione clinica dell’insufficienza venosa
Classe 0 Assenza di segni clinici visibili o palpabili di malattia venosa
Classe 1 Presenza di teleangectasie o vene reticolari
Classe 2 Presenza di vene varicose
Classe 3 Presenza di edema
Classe 4 Turbe trofiche di origine venosa: pigmentazione, eczema, ipodermite
Classe 5 Come classe 4 con ulcere cicatrizzate
Classe 6 Come classe 4 con ulcere in fase attiva

Fattori di rischio

Alcuni pazienti sono più predisposti all’insufficienza venosa rispetto ad altri.Quali sono i fattori di rischio?
  • Assunzione di una postura statica per lungo tempo
  • Gravidanza
  • Ipertensione
  • Obesità
  • Lavori in ortostatismo (che richiedono di rimanere in piedi e fermi per lungo tempo)
  • Predisposizione genetica
  • Fumo di tabacco
  • Pregressa storia di trombosi venosa profonda
  • Sesso femminile
  • Statura: i soggetti alti sono più a rischio di insufficienza venosa
  • Terapia ormonale estrogenica.

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Sintomi

I sintomi da insufficienza venosa sono piuttosto variabili: alcuni pazienti lamentano un semplice gonfiore a livello delle gambe, mentre per altri il disturbo può diventare persino invalidante, fino a compromettere seriamente la qualità della vita.
Il quadro clinico dei pazienti colpiti da insufficienza venosa può essere contraddistinto da uno o più dei seguenti sintomi:

  • Comparsa di macchie scure sulla pelle
  • Crampi ai polpacci (specialmente durante il riposo notturno) → la frequenza dei dolori crampiformi compromette la qualità del sonno, ripercuotendosi negativamente sulle normali attività quotidiane (sonnolenza durante il lavoro, irritabilità, calo dell’attenzione ecc.).
  • Dilatazione delle vene superficiali
  • Dolore in corrispondenza di una vena ectasica (dilatata) o varicosa
  • Edema persistente a livello dell’arto interessato → l’edema periferico tende a svanire in clinostatismo (posizione sdraiata)
  • Flebite: il 60% dei pazienti affetti da insufficienza venosa va incontro a flebite (infiammazione delle vene superficiali)
  • Formicolii alle gambe
  • Gambe gonfie e caviglie gonfie
  • Iperpigmentazione della pelle degli arti inferiori
  • Ispessimento della pelle (nell’area coinvolta da insufficienza venosa) → abbiamo osservato che l’insufficienza venosa nega il corretto trasporto di ossigeno e sostanze nutritive ai vari distretti. Questa condizione sembra dovuta ad un deposito esagerato di fibrina intorno ai capillari; ed è proprio l’accumulo esagerato di fibrina che può creare indurimento e prominenza nei tessuti attigui.
  • Porpora → l’insufficienza venosa costituisce un fattore di rischio per la formazione di piccoli ematomi sulla pelle, tra cui la porpora
  • Prurito a livello articolare
  • Sensazione di pesantezza alle gambe
  • Teleangectasie, espressione di un rallentamento del flusso sanguigno e della presenza di varici, rappresentano dilatazioni patologiche, esagerate ed abnormi delle vene, che assumono un andamento tortuoso
  • Trombosi venosa profonda: oltre a costituire una probabile causa di insufficienza venosa, la trombosi venosa profonda è una possibile complicanza della flebite, a sua volta dovuta al difficoltoso ritorno venoso al cuore.
  • Ulcere cutanee: in America, circa un milione di individui è colpito da ulcerazioni cutanee dipendenti da malattie venose, tra cui l’insufficienza venosa ricopre un ruolo da protagonista.
  • Vene varicose: un sintomo estremamente ricorrente nei pazienti colpiti da insufficienza venosa.

Complicanze

L’aumento della pressione intracapillare che caratterizza l’insufficienza venosa può causare:

  • Aumento del rischio di cellulite batterica
  • Distrofie cutanee: si tratta di un disordine degenerativo della pelle, che appare secca (xerosi cutanea), rugosa e poco elastica
  • Ischemia
  • Ulcerazioni cutanee
  • Varicoflebite: formazione di un trombo secondario insorto su varici.

Segni dell'Insufficienza Venosa

Diagnosi

La diagnosi di insufficienza venosa consiste nell’osservazione medica diretta delle lesioni (esame obiettivo) e nell’anamnesi (raccolta dei sintomi riportati dal paziente). Talvolta, il medico consiglia un ecodoppler, al fine di valutare la funzionalità delle vene e l’eventuale compromissione morfologica.
Importante la diagnosi differenziale con altre malattie contraddistinte da sintomi simili:

  • Allergia da contatto
  • Carcinoma basocellulare
  • Cellulite batterica
  • Dermatite da stasi
  • Erisipela
  • Manifestazioni cutanee di patologie cardiache/renali
  • Teleangectasie
  • Ulcere d traumi
  • Vene varicose
Classificazione clinica dell’insufficienza venosa
Classe 0 Assenza di segni clinici visibili o palpabili di malattia venosa
Classe 1 Presenza di teleangectasie o vene reticolari
Classe 2 Presenza di vene varicose
Classe 3 Presenza di edema
Classe 4 Turbe trofiche di origine venosa: pigmentazione, eczema, ipodermite
Classe 5 Come classe 4 con ulcere cicatrizzate
Classe 6 Come classe 4 con ulcere in fase attiva

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Cure

Come per la stragrande maggioranza delle patologie, anche nell’insufficienza venosa la cura dipende dalla causa scatenante. Quando possibile, l’intervento medico-farmacologico mira a correggere l’anomalia di fondo; in caso contrario, l’obiettivo principale del trattamento è alleviare i sintomi, al fine di migliorare la qualità di vita di chi ne soffre.Calze elastiche

ACCORGIMENTI PRATICI
Anzitutto, è importante gestire il quadro clinico del paziente, attraverso il perfezionamento dello stile di vita e delle abitudini alimentari, spesso scorrette. Ricordiamo, infatti, che sia obesità che vita sedentaria contribuiscono ad accentuare i sintomi dell’insufficienza venosa e, talvolta, persino ad innescare la patologia stessa. A tale scopo è necessario istruire il paziente sulla necessità di praticare esercizio fisico costante e regolare, e sull’importanza di seguire una dieta sana e bilanciata, nel pieno rispetto di quanto dettato dall’educazione alimentare.
Tra le altre misure utili per gestire l’insufficienza venosa, ricordiamo:

  • utilizzo di calze elastiche/bende a compressione, indicate per alleviare il gonfiore alle gambe e ridurne il dolore;
  • evitare di rimanere in posizioni statiche per lunghi periodi: i soggetti che, per motivi lavorativi, sono costretti a rimanere seduti per molte ore, dovrebbero muovere di tanto in tanto gli arti, al fine di favorire il ritorno del sangue al cuore;
  • evitare di rimanere in posizione eretta, quasi immobile, per lungo tempo;
  • evitare di rimanere in ambienti caldi, ad alta umidità, per lunghi periodi: un simile comportamento favorisce la vasodilatazione;
  • applicazione di creme o pomate ad azione capillaro-protettiva, antiedemigena e decongestionante: particolarmente indicate sono le preparazioni formulate con estratti di Meliloto, Vite rossa, Equiseto, Anice, Maggiorana, Amamelide e Ginkgo biloba.

La messa in pratica di questi semplici accorgimenti riduce il rischio di insufficienza venosa nei pazienti predisposti, e velocizza la guarigione nei soggetti affetti.
Per approfondimenti: leggi l’articolo sui rimedi per l’insufficienza venosa.

FARMACI PER LA CURA DELL’INSUFFICIENZA VENOSA
Quando le misure e gli accorgimenti sopradescritti non sono in grado di prevenire o porre rimedio all’insufficienza venosa, è possibile seguire una terapia farmacologica. I principi attivi più utilizzati a tale scopo sono:

  • Farmaci anticoagulanti ad applicazione topica: favoriscono la circolazione sanguigna in occasione di insufficienza venosa;
  • Iniezione di sostanza sclerosanti;
  • Farmaci flebotonici: aumentano il tono della parete venosa, di conseguenza riducono la sensazione di affaticamento e di pesantezza alle gambe;
  • Farmaci profibrinolitici, utili per sciogliere gli accumuli di fibrina raccolti nelle vene varicose.

INTERVENTO CHIRURGICO
Quando l’insufficienza venosa è associata ad ulcere cutanee di severa entità, ispessimento patologico della pelle (lipodermatosclerosi) e dolore invalidante alle gambe, è pensabile un intervento chirurgico:

  • VALVULOPLASTICA: prevede la riparazione di una o più valvole del sistema circolatorio alterate da condizioni patologiche, senza tuttavia ricorrere alla loro sostituzione con una protesi.
  • RIMOZIONE DELLA PORZIONE VENOSA MALATA con successivo ricollegamento dei tratti a monte e a valle dell’escissione → indicata in caso di insufficienza venosa dipendente da vene varicose
  • ABLAZIONE CON RADIOFREQUENZA: intervento chirurgico che, grazie all’energia a radiofrequenza, permette di riscaldare la parete delle vene varicose coinvolte nell’insufficienza venosa. È possibile accedere alla vena mediante un piccolo taglio eseguito, generalmente, sopra il ginocchio. Con l’ausilio dell’ecografia, è possibile inserire un catetere nella vena coinvolta nella patologia. All’interno di questo catetere viene trasmessa energia a radiofrequenza (grazie ad una speciale sonda o sorgente): l’energia sottopone la vena al riscaldamento, che va a ledere le sue pareti chiudendola e bloccandola. A questo punto il sangue sarà naturalmente reindirizzato ad un circolo collaterale, scorrendo in una delle vene sane.
  • LASERTERAPIA: similmente all’intervento precedente, anche la laserterapia si avvale dell’ausilio di una guida ecografica e prevede l’inserimento di un catetere in vena. Un raggio laser, che viene fatto passare attraverso il catetere, rilascia l’energia necessaria per riscaldare la parete della vena varicosa responsabile dell’insufficienza venosa fino ad occluderla. Successivamente, il sangue sarà naturalmente reindirizzato a una delle vene sane attraverso un circolo collaterale.
Sia l’ablazione con radiofrequenza che la terapia laser possono creare effetti collaterali fastidiosi, anche se reversibili: piccoli ematomi, ustioni cutanee, formicolii alle gambe e lievi lesioni dei nervi. Entrambi gli interventi producono risultati eccezionali nel trattamento dell’insufficienza venosa.

Cosa fare e cosa non fare?

Cosa fare?

  • Praticare esercizio fisico e sport regolare: il movimento degli arti favorisce la circolazione sanguigna. Preferire sport che non richiedono scatti o movimenti bruschi come tennis o jogging, ma preferire sport come il nuoto o puntare sulle lunghe camminate di buon passo
  • Mantenere il proprio peso ideale: i pazienti obesi sono più a rischio di insufficienza venosa
  • Ricordare di muovere spesso le gambe: i soggetti che, per motivi lavorativi, sono costretti a rimanere nella stessa posizione per lungo tempo dovrebbero muovere di tanto in tanto le gambe e sollevarsi sui polpacci, per favorire la circolazione sanguigna
  • Indossare calze elastiche/bende a compressione graduata: utile rimedio per contrastare il ristagno di sangue nei capillari, segno distintivo dell’insufficienza venosa
  • Rialzare il letto nella zona in corrispondenza dei piedi
  • Seguire corsi di rilassamento e yoga: il controllo della respirazione pare costituire un buon rimedio per alleviare il fastidio alle gambe creato dall’insufficienza venosa

Cosa Non Fare?

  • Indossare spesso scarpe con tacchi alti: le scarpe basse obbligano i muscoli della gamba a lavorare di più, preservando l’integrità delle vene
  • Indossare abiti troppo aderenti, come pantaloni, intimo troppo stretto, cinture e collant: questo tipo di abbigliamento ostacola il circolo del sangue
  • Rimanere seduti o in piedi per lunghi periodi: il cambio di posizione incoraggia il flusso sanguigno
  • Sedersi con gambe incrociate: alcuni medici ritengono che questa posizione possa in qualche modo aggravare l’insufficienza venosa
  • Chi è a rischio d’insufficienza venosa dovrebbe evitare di assumere la pillola anticoncezionale
  • Fumare: il fumo aumenta il rischio di insufficienza venosa, specie nei soggetti predisposti
  • Esporsi per lunghi periodi al sole o fare bagni molto caldi

Cosa mangiare e cosa non mangiare?

  • Seguire un’alimentazione sana e bilanciata; se necessario, seguire una dieta ipocalorica.
  • Consumare alimenti ricchi di vitamina C e di colore viola/blu scuro
  • Evitare Cibi fritti, iperlipidici: il controllo del peso è indispensabile per gestire l’insufficienza venosa
  • Evitare l’eccesso di alcool e caffè

Cure Farmacologiche

  • I rimedi fitoterapici sono particolarmente indicati in caso di insufficienza venosa, da utilizzare anche come completamento della cura farmacologica. Da preferire gli estratti naturali ad azione capillarotropa-protettiva:
    • Centella asiatica (Centella asiatica L.) → proprietà flebotoniche, stimolanti il microcircolo
    • Ippocastano (Aesculus hippocastanum) → proprietà capillarotropa/protettiva, antinfiammatoria. I principi attivi aumentano la resistenza capillare, riducono la permeabilità e favoriscono il drenaggio linfatico.
    • Rusco o pungitopo (Ruscus aculeatus) → proprietà antiinfiammatorie, antiedemigene, vaso-protettive
    • Vite rossa (Vitis vinifera) → proprietà flebotoniche, capillaroprotettive, antiossidanti, antiflogistiche
    • Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) → proprietà protettiva dell’endotelio vasale, antiossidante

    I principi attivi estratti dalle piante descritte possono essere sfruttati sottoforma di impacchi, creme ad applicazione topica o compresse (reperibili in farmacia o in erboristeria).

  • Farmaci anticoagulanti ad azione topica: favoriscono la circolazione nel contesto dell’insufficienza venosa:
    • Eparan solfato (es. Clarema, Hemovasal), applicazione topica
  • Farmaci Profibrinolitici: questi attivi sciolgono gli accumuli di fibrina, raccolti nelle varici:
    • Streptochinasi (es. Streptase)
  • Farmaci flebotonici:
    • Diosmina (es. Daflon, Diosven)
    • Oxerutina (es. Venoruton)
  • Sostanze sclerosanti iniettabili: rimedio farmacologico largamente impiegato per i vasi di medio calibro. L’iniezione del farmaco provoca una reazione flogistica ed una fibrosi della parete venosa: così facendo, è possibile migliorare sensibilmente il circolo ematico, dato che il sangue viene deviato nelle vene sane.
    • Sodio tetradecilsolfato (es. Fibro Vein)
    • Etanolamina oleato (es. Ethamolin)

Prevenzione e trattamenti medici

  • Elevare le gambe al di sopra del livello del cuore: da sdraiati in posizione supina, appoggiare le gambe su 3-4 cuscini. Così facendo, è possibile prevenire l’insufficienza venosa, incoraggiando il flusso sanguigno
  • Non fumare
  • Evitare di rimanere in posizione eretta per lungo tempo
  • Evitare ambienti eccessivamente caldi: le temperature elevate favoriscono la vasodilatazione
  • Indossare calze elastiche a compressione graduata e tenere le gambe sollevate: questo “doppio trattamento” aiuta a prevenire e a gestire le vene varicose nel contesto dell’insufficienza venosa
  • Mantenere il peso forma e mantenersi attivi
  • L’insufficienza venosa associata ad ulcerazioni cutanee gravi ed ispessimento patologico della pelle, va curata con specifici trattamenti medici:
    • Valvuloplastica
    • Rimozione della porzione venosa malata
    • Ablazione con radiofrequenza
    • Laserterapia

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