Differenza tra sintomo e segno con esempi

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Il mal di schiena è un sintomo

Tutti i disturbi, siano essi organici o funzionali, si manifestano attraverso dei sintomi e/o dei segni, che – seppur nell’uso comune sono diventati quasi sinonimi – indicano cosa diverse e NON sono sinonimi.

Sintomo
Etimologicamente, il termine sintomo significa avvenimento, evento, fatto nuovo, coincidenza. Nel linguaggio tecnico, rappresenta una sensazione soggettiva di cambiamento nel benessere personale. Trattandosi di un vissuto soggettivo, non ne risulta possibile un’esatta misurazione, cosicché nella pratica clinica corrente si prendono in seria considerazione solamente quei sintomi che impongono limitazioni nella vita personale o inter-personale. Il sintomo non è quasi mai un’entità fenomenica unica, ma l’effetto finale, non standardizzato, di un convergere di molteplici azioni e reazioni, inoltre è soggettivo. Esempio classico di sintomo è il dolore.

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Segno
E’ chiamato segno invece, qualsiasi elemento psichico anomalo che venga rilevato da un osservatore esterno, come un medico o uno psicologo, e che, in quanto oggettivo, può essere misurato. Per comodità e per brevità, nel linguaggio clinico abituale, i due tipi di informazione – sintomi e segni – sono accomunati nel termine omni-comprensivo di “sintomi”. Alcuni segni possono essere rilevati con precisione solamente mediante ausili medici, come per esempio il martelletto neurologico di Dejerine (strumento per l’evocazione, la valutazione e lo studio dei riflessi muscolo-tendinei) o l’oftalmoscopio (apparecchio per l’esame del fondo dell’occhio, che – rappresentando un lembo periferico di tessuto nervoso – fornisce informazioni sulle condizioni di salute dell’encefalo).

Il sintomo si differenzia quindi dal segno, essendo il primo descritto dal paziente (soggettivo) mentre il secondo è un riscontro patologico (oggettivo) individuato dal medico all’esame obiettivo del paziente stesso.

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