Segno di Battle (ecchimosi mastoidea): il livido dietro l’orecchio

MEDICINA ONLINE SEGNO DI BATTLE ECCHIMOSI MASTOIDEA BATTLE'S SIGN LIVIDO DIETRO ORECCHIO FRATTURA BASE CRANICA CRANIO OSSO TEMPORALE PROCESSO MASTOIDEOCon segno di Battle (noto anche come “ecchimosi mastoidea“; in inglese “Battle’s sign” o “mastoid ecchymosis“) in medicina e semeiotica si intende un segno clinico caratterizzato da ecchimosi sul processo mastoideo dell’osso temporale a Continua a leggere

Segno di Tinel positivo o negativo: significato

MEDICINA ONLINE SEGNO DI TINEL HOFFMAN MANOVRA SEMEIOTICA MEDICA ESECUZIONE SIGNIFICATO POSITIVO FORMICOLIO DISTALE COMPRESSIONE PARESTESIE SINDROME TUNNEL CARPALE CUBITALE RADIALE TARSALE MANO POLSO NERVO COMPRESSIONEIl segno di Tinel (anche detto “segno di Hoffmann-Tinel” o “formicolio distale alla percussione“; in inglese “Tinel’s sign” o “Hoffmann-Tinel sign“) è un segno usato in semeiotica che mette in evidenza una Continua a leggere

Segno di Collier: la retrazione della palpebra superiore dell’occhio

MEDICINA ONLINE SISTEMA NERVOSO ANATOMIA DIENCEFALO MESENCEFALO ROMBOENCEFALO TELE CERVELLO CENTRALE PERIFERICO SIMPATICO PARASIMPATICO MIDOLLO SPINALE TRONCO ENCEFALICO CEREBRALE MESENCEFALO PONTE BULBO MIDOLLO ALLUNGATOIn semeiotica con segno di Collier (noto anche come segno della palpebra nascosta di Collier o sguardo della fossa posteriore) si indica un segno clinico caratterizzato dalla Continua a leggere

Segno di Argyll Robertson positivo o negativo: come si esegue e significato

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DIRETTORE MEDICINA ONLINE SEMEIOTICA NEUROLOGIA OCCHIO SEGNO DI ARGYLL ROBERTSON PUPILS RIFLESSO LUCE ASSENTE ACCOMODAZIONE CONVERGENZA PRESENTECon “segno di Argyll Robertson” (o “pupilla di Argyll Robertson”; in inglese “Argyll Robertson pupils” o “AR pupils”) in medicina e semeiotica si intende un segno clinico che consiste nell’abolizione della Continua a leggere

Segno Asboe-Hansen: indicazioni, esecuzione, positivo

MEDICINA ONLINE ANAMNESI MEDICO STUDIO ESAME OBIETTIVO VISITA ADDOME SEMEIOTICA ADDOME TORACE TUMORE CANCRO SENO MAMMELLA TERAPIE PALPAZIONE DOLORE DONNA acupunctureIl segno di Asboe-Hansen (o “segno di Nikolski indiretto”, in inglese “Asboe-Hansen sign” o “indirect Nikolsky sign” o “Nikolsky II sign”) è un segno diagnostico utilizzato in semeiotica medica, in particolare in dermatologia e allergologia, per individuare la Continua a leggere

Segno di Nikolsky: indicazioni, esecuzione, positivo

MEDICINA ONLINE PATOLOGIA CUTANEA DA FARMACI DERMATITE ESFOLIATIVA SINDROME DI LYELL SEGNO DI NIKOLSKI

Tipico scollamento dell’epidermide in paziente con sindrome di Lyell

Il segno di Nikolsky (o “segno di Nikolski diretto”, in inglese “Nikolsky’s sign”) è un segno diagnostico utilizzato in semeiotica medica, in particolare in dermatologia e allergologia, per individuare la Continua a leggere

Differenza tra sintomo e segno con esempi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MAL DI SCHIENA LOMBALGIA ESERCIZI DOLORE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari An Pene

Il mal di schiena è un sintomo

Tutti i disturbi, siano essi organici o funzionali, si manifestano attraverso dei sintomi e/o dei segni, che – seppur nell’uso comune sono diventati quasi sinonimi – indicano cose diverse e NON sono sinonimi.

Sintomo

Etimologicamente, il termine sintomo significa avvenimento, evento, fatto nuovo, coincidenza. Nel linguaggio tecnico, rappresenta una sensazione soggettiva di cambiamento nel benessere personale. Trattandosi di un vissuto soggettivo, non ne risulta possibile un’esatta misurazione: i sintomi verranno descritti dal paziente al medico durante la prima parte della visita medica, chiamata anamnesi. Proprio perché il sintomo è soggettivo ed avvertito dal paziente, quest’ultimo in teoria può fingere di averlo (descrivendolo in “cattiva fede” al medico) o immaginare di averlo (in “buona fede”). Il sintomo – in quanto narrazione soggettiva – deve quindi essere “preso con le pinze” dal medico, visto che può essere inventato, o ingigantito o ridotto nelle dimensioni dal paziente, consciamente o inconsciamente. Il sintomo non è quasi mai un’entità fenomenica unica, ma l’effetto finale, non standardizzato, di un convergere di molteplici azioni e reazioni. Non sempre è possibile per il medico raccogliere i sintomi; pensiamo ad esempio ad un paziente appena giunto da solo ad un pronto soccorso in stato di incoscienza: in questo caso il paziente non potrà comunicare quello che prova, cioè i propri sintomi. Esempi di sintomi comuni a molte patologie sono:

  • il dolore in generale (mal di testa, dolore all’addome, dolore articolare, dolore durane la minzione o l’evacuazione…),
  • l’ansia,
  • il nervosismo,
  • l’astenia (la sensazione di stanchezza),
  • le vertigini,
  • l’acufene (il fischio nell’orecchio),
  • il malessere generale,
  • la nausea,
  • le allucinazioni visive ed uditive,
  • la confusione mentale,
  • la paura,
  • la sordità,
  • la cecità,
  • la pesantezza alle gambe,
  • l’ageusia (cioè la perdita del senso del gusto),
  • l’anosmia (cioè la perdita dell’olfatto),
  • la sonnolenza.

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Una tumefazione è un segno

Segno

E’ chiamato segno invece, qualsiasi elemento fisico anomalo che venga rilevato da un osservatore esterno e che, in quanto oggettivo, può essere misurato. Mentre il sintomo è soggettivo e può essere “inventato” dal paziente, al contrario il segno è oggettivo e non può essere inventato, perché è visibile, palpabile e/o ascoltabile, tuttavia un segno può essere comunque simulato – in modo più o meno verosimile – dal paziente: ad esempio il tremore di una mano è un segno e può essere abbastanza facilmente simulato da chiunque. Non tutti i segni possono comunque essere simulati: ad esempio un soggetto non può simulare una mancata costrizione pupillare alla luce. Per comodità e per brevità, nel linguaggio clinico abituale, sintomi e segni sono accomunati nel termine omni-comprensivo di “sintomi”, quindi un paziente tenderà a descrivere come sintomi quelli che in realtà sono segni, ad esempio potrebbe dire: “dottore, tra i sintomi della mia malattia c’è il rossore sulla spalla”, quando invece il “rossore” è uno dei segni dell’infiammazione. Mentre i sintomi venivano elencati dal paziente al medico durante la prima parte della visita (l’anamnesi), i segni vengono individuati dal medico durante la seconda parte della visita, chiamata esame obiettivo, grazie ad alcune manovre:

  • ispezione: il medico guarda il corpo del paziente (interamente o una sua parte specifica),
  • palpazione: con le proprie mani, il medico palpa il corpo,
  • percussione: tramite le dita, il medico percuote il corpo,
  • auscultazione: tramite un fonendoscopio, il medico ascolta i suoni che arrivano dal corpo.

Esempi di segni, sono:

  • torace ingrandito,
  • ingrossamento del collo (ad esempio per patologie alla tiroide o dei linfonodi),
  • tagli ed abrasioni,
  • epistassi (perdita di sangue dal naso),
  • cambi di colore della pelle (ad esempio ittero o arrossamento),
  • retrazione palpebrale,
  • mancata costrizione pupillare alla luce,
  • rinorrea (“naso che cola”),
  • scialorrea (salivazione intensa),
  • cicatrici,
  • aumento della frequenza cardiaca,
  • diversa lunghezza degli arti,
  • ematomi,
  • tremori,
  • tumefazioni.

Alcuni segni possono essere rilevati con precisione solamente mediante strumenti particolari e/o provocazione da parte del medico, ad esempio con ausili come il martelletto neurologico di Dejerine (strumento per l’evocazione, la valutazione e lo studio dei riflessi muscolo-tendinei).

In sintesi

Il sintomo si differenzia quindi dal segno, essendo il primo descritto dal paziente e quindi soggettivo e di difficile precisa misurazione, mentre il secondo è un riscontro oggettivo individuato da parte del medico e di più facile misurazione. Il sintomo può essere “inventato” dal paziente (in “buona o cattiva fede”), mentre il segno no, perché è visibile, palpabile e/o ascoltabile, salvo i casi in cui il segno venga simulato dal paziente (anche se non tutti i segni possono essere simulati). Il sintomo viene raccolto dal medico durante l’anamnesi, mentre il segno viene individuato dal medico durante l’esame obiettivo.

Sono più importanti i sintomi o i segni?

E’ una domanda che ha poco senso, dal momento che sintomi e segni sono entrambi estremamente importanti per la diagnosi in egual misura, tranne alcuni casi in cui un dato sintomo o un dato segno siano talmente specifici e caratteristici da “bastare” per elaborare una diagnosi. Qualora sintomi e segni non fossero sufficienti a raggiungere una diagnosi certa, cosa che si verifica il più delle volte, il medico si può servire di vari esami, come quelli di laboratorio (esame delle feci, esame delle urine, spermiogramma, emocromo, biopsie…), di diagnostica per immagini (radiografie, TC, risonanza magnetica, ecografia, endoscopia, PET…), o altri esami ancora come ad esempio la misurazione della pressione arteriosa, l’elettrocardiogramma, la polisonnografia, l’elettroencefalogramma, l’elettromiografia o la spirometria. Grazie a tali esami, il dubbio diagnostico avanzato dal medico durante l’anamnesi e l’esame obiettivo, può essere confermato o smentito.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Come capire se un uomo sta provando o no piacere sessuale: ecco i segnali

MEDICINA ONLINE SESSO SEX 10 COSE NON DOVETE MAI DIRE SESSUALITA COPPIA AMORE UOMO DONNA AMPLESSO COITOIdentificare un orgasmo maschile è una cosa molto più semplice rispetto a quello femminile, dal momento che, nella maggior parte dei casi, le sensazioni fisiche sono associate all’espulsione di sperma; tuttavia l’eiaculazione può non essere presente come ad esempio nel caso dell’eiaculazione retrograda o nell’aneiaculazione, oppure lo sperma può essere emesso in quantità estremamente ridotte come nel caso dell’ipoposia; a tal proposito leggi anche:

A parte l’eiaculazione, esistono altri segni chiari del piacere maschile e dell’orgasmo (nella maggioranza dei casi questi segnali sono simili a quelli femminili):

  • Durante un orgasmo maschile, al pari di quello femminile, vi è un marcato aumento della frequenza cardiaca/respiratoria, delle palpitazioni e della sudorazione.
  • Quando il piacere sessuale diventa intenso, si può verificare midriasi, cioè dilatazione delle pupille degli occhi.
  • L’erezione del pene aumenta all’aumentare del piacere sessuale ed è solitamente massima durante l’eiaculazione.
  • L’ano dell’uomo può contrarsi ritmicamente ed involontariamente per alcuni secondi durante l’orgasmo, a causa della contrazione del muscolo pubo-coccigeo, a tal proposito leggi anche: Esercizi di Kegel: allena il tuo muscolo pubococcigeo per aumentare la potenza sessuale e contrastare l’eiaculazione precoce
  • Si può verificare che, durante l’apice del piacere, i globi oculari si spostino molto in alto, al punto che le pupille siano quasi completamente nascoste dalla palpebra, ciò accade anche nella donna.
  • Durante l’orgasmo maschile, gli arti tendono ad irrigidirsi, specie quelli inferiori, ed è anche possibile che le dita delle mani e – più spesso – dei piedi tendano a piegarsi su sé stesse.
  • Tutta la zona genitale diventa turgida ed arrossata, specie il glande.
  • L’eccitazione dell’uomo è visibile anche tramite i suoi capezzoli che si inturgidiscono, esattamente come avviene nella donna.
  • Altro segno di piacere sessuale maschile è la pelle d’oca.
  • Aumentando l’eccitazione maschile ed avvicinandosi il momento dell’orgasmo, i movimenti del pene dell’uomo tendono ad aumentare in profondità, ampiezza e frequenza.

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