L’ecografia mammaria: un esame innocuo ed indolore che ti può salvare vita

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Senologia Mammografia Tumore Cancro Seno Mammella Diagnosi Mastectomia Medicina Chirurgia Estetica  Cavitazione  Dietologo Roma Cellulite Sessuologia Ecografia Mammella SenoCosa è l’ecografia mammaria?

L’ecografia della mammella è una modalità diagnostica basata sugli ultrasuoni, pertanto biologicamente innocua, in grado di produrre immagini delle componenti anatomiche e strutturali della mammella, della sottostante parete toracica e delle stazioni linfonodali satelliti. L’operatore esplora l’organo seguendo dei precisi protocolli e valuta all’istante le immagini ecografiche per identificare eventuali noduli solidi o cistici e per esaminare i dotti galattofori principali. Durante l’esame ecografico il medico può utilizzare la metodica Doppler per valutare l’eventuale presenza o assenza di flusso di sangue in un nodulo mammario: in alcuni casi tali informazioni possono essere utili per determinare lle caratteristiche dell’alterazione rilevata. Di particolare interesse per la tipizzazione dei noduli mammari è l’integrazione dell’ecografia con l’elastografia, metodica di recente introduzione in grado di differenziare con elevata accuratezza i noduli elastici, usualmente benigni, dai noduli anelastici, da considerare dubbi o sospetti sino a prova contraria.

Come si svolge l’esame?

Durante l’ecografia al seno l’operatore muove lentamente la sonda sulla cute del paziente per esaminare i tessuti sottostanti, soffermandosi su alcuni punti che possono essere “sospetti”. Gli impulsi sonori diretti all’interno del corpo incontrano innumerevoli interfacce tessutali che li riflettono generando degli echi. Questi ultimi dopo essere tornati alla sonda vengono convertiti in impulsi elettrici e digitalizzati per essere elaborati dal computer contenuto nell’apparecchiatura. Gli impulsi elettrici elaborati restituiscono l’immagine sullo schermo. L’esame ecografico della mammella è di solito completato da una accurata anamnesi e dalla palpazione della mammella.

Chi ha indicazione all’ecografia mammaria e perché è diversa dalla mammografia?

L’ecografia mammaria è un’indagine inserita in un iter di diagnostica senologica. Nelle donne di età inferiore ai 40 anni l’ecografia viene eseguita come indagine di prima scelta. Qualora venga riscontrata una lesione con caratteristiche sospette lo studio viene completato da una mammografia ed eventualmente da un’agobiopsia. Nelle donne di età superiore ai 40 anni, l’ecografia è complementare alla mammografia, in quanto l’abbinamento delle due metodiche aumenta l’accuratezza nel riconoscimento del cancro mammario specie nelle mammelle dense. Ciò è determinato dal fatto che, per motivi legati alla restituzione dell’immagine, l’ecografia permette di trovare lesioni più facilmente quando la mammella è giovane (maggiore componente ghiandolare), mentre la radiografia permette la localizzazione di lesioni quando è maggiore la componente adiposa (pazienti meno giovani). In campo senologico l’ecografia è un esame di fondamentale importanza per la diagnosi e la tipizzazione di una buona parte della patologia nodulare mammaria. Inoltre consente di guidare con precisione le procedure interventistiche (agobiopsia mammaria, svuotamento cisti, ecc.). L’ecografia contribuisce – in maniera non invasiva – a chiarire la natura di addensamenti o tumefazioni rilevate dalla paziente o dal medico durante l’esame clinico della mammella e rappresenta il primo passo per caratterizzare eventuali alterazioni rilevate alla mammografia.

Quali sono le applicazioni più comuni dell’ecografia mammaria?

L’ecografia è in grado di determinare se un’alterazione è solida (può trattarsi di un nodulo o pseudonodulo benigno o di tessuto tumorale) o liquida (cisti benigna) o ancora se ha struttura mista, in parte solida e in parte liquida. Gli ultrasuoni possono valutare anche altre caratteristiche strutturali di un tessuto alterato. L’indagine ecografica rappresenta un metodica di prima scelta anche per la rivalutazione delle dimensioni di un tumore dopo chemioterapia neoadiuvante e per valutare l’evoluzione di una flogosi o di un’alterazione post-traumatica. L’ecografia ha un ruolo fondamentale in alcune specifiche condizioni: – nelle donne con mammelle dense – nelle donne ad alto rischio di tumore e che non tollerano l’esame RM – nelle donne a medio rischio di tumore mammario per la familiarità o per precedenti tumori mammari – nelle donne con protesi mammarie e tessuto ghiandolare scarso non studiabile adeguatamente con la mammografia – nelle donne gravide che non possano essere esposte a raggi X.

Come ci si prepara per l’esame?

Non è necessaria alcuna specifica preparazione. Viene richiesto di spogliare il torace.

Come viene eseguita l’ecografia mammaria?

La maggior parte degli esami ecografici sono indolori, veloci e semplici. La paziente viene fatta sdraiare sul lettino, con le braccia rivolte sopra la testa. Sull’area del corpo da esaminare si applica un gel trasparente a base acquosa, anallergico, per eliminare il film d’aria tra la cute e la sonda per favorire la trasmissione degli ultrasuoni. Il gel conduttore viene generalmente utilizzato a temperatura ambiente; le più recenti apparecchiature consentono un parziale riscaldamento del gel per ridurre la sensazione di fastidio generata dal freddo.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’ecografia al seno?

Vantaggi:

– L’ecografia è un esame non invasivo e indolore che non utilizza radiazioni ionizzanti. E’ un esame economico rispetto alle altre tecniche, di veloce esecuzione e ripetibile nel tempo.

– L’ecografia dà un’immagine nitida dei tessuti molli; l’ecografia può visualizzare molto bene eventuali lesioni in donne con mammelle dense.

– L’ecografia può rilevare e classificare le lesioni mammarie non adeguatamente valutabili con la sola mammografia.

– L’ecografia genera immagini in tempo reale. E’ pertanto un metodo ottimale per guidare procedure mini-invasive come agoaspirati e agobiopsie.

– In alcuni particolari casi l’ecografia può essere immediatamente integrata dall’ecocolordoppler per valutare la vascolarizzazione delle alterazioni rilevate.

– I noduli solidi e le aree pseudonodulari identificate dall’ecografia possono essere contestualmente caratterizzate grazie all’elastografia, metodica di recente introduzione, in grado di differenziare le alterazioni elastiche, ad elevata probabilità di benignità, dalle alterazioni anelastiche, usualmente espressione di patologia.

– E’ un esame sicuro, senza effetti collaterali né controindicazioni (è l’unico esame che può essere effettuato senza problemi perfino in gravidanza).

Svantaggi:

– E’ una procedura operatore-dipendente, quindi il medico DEVE  essere esperto.

– L’interpretazione di un singolo esame ecografico della mammella può non essere sufficiente a fare una diagnosi, può quindi a volte essere necessario affiancare una procedura successiva, come un ulteriore controllo ecografico, un’elastografia o un agoaspirato.

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