Intolleranza allo sperma: l’allergia al sesso, sintomi e terapie

sessualitàIn un certo senso l’allergia al sesso esiste davvero. Lo afferma una ricerca condotta da un gruppo di medici dell’Università di Cincinnati, negli Stati Uniti. Si tratta, in particolare, di un’intolleranza al liquido seminale da parte del corpo femminile. Un’allergia che può manifestarsi nei confronti di un solo partner o con tutti i partner. Si tratta di una forma allergica rara, che però è in aumento, anche se non è possibile determinare con certezza il numero di donne affette, dato che molte non rivelano il problema né al medico di famiglia né allo specialista.

Cause e sintomi
La reazione allergica sarebbe causata da frazioni glicoproteiche del liquido seminale, in particolare l’antigene PSA della prostata (lo stesso che viene dosato anche nel follow up dei pazienti operati di tumore alla prostata). I sintomi? Si possono manifestare durante o dopo il rapporto e possono essere sia locali, come bruciore o gonfiore vaginali, sia generali, come orticaria, difficoltà respiratorie, angioedema.

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Identikit della donna allergica
Secondo gli esperti, quasi tutte le donne colpite da allergie sessuali soffrono di altri tipi di allergie, come rinite e affezioni allergiche della cute. Hanno in genere un’età compresa tra i 20 e i 30 anni e circa il 40 per cento ha manifestato il disturbo già nel primo rapporto sessuale.

Diagnosi e terapie
L’allergia allo sperma può essere diagnosticata grazie allo skin-prick test, che consiste nell’applicare una goccia di estratto allergenico sulla pelle del braccio facendola penetrare negli strati superficiali della cute tramite la punta di una piccola lancetta sterile. Se il test risulta positivo, occorre intraprendere le terapie idonee. Nei casi più lievi può bastare l’utilizzo del preservativo, di antistaminici o di creme vaginali. Nelle forme più gravi è invece indispensabile desensibilizzare il sistema immunitario. In proposito, una delle terapie più efficaci consiste nel praticare una regolare attività sessuale, tre volte alla settimana, combinata a dosaggi di fluido seminale. Per le donne che desiderano una gravidanza, esistono metodi di lavaggio dello sperma, che consentono di separare gli spermatozoi dal fluido seminale, consentendo di fecondare direttamente l’utero.

Occhio al lattice
Se nei casi non gravi il profilattico può risolvere il problema, è anche vero che il condom stesso può essere fonte di allergie. In questo caso, sul banco degli imputati c’è il lattice, che può scatenare reazioni allergiche sia immediate che differite. A un’ora dal contatto, possono insorgere congiuntivite, rinite, asma, difficoltà respiratorie e orticaria, dopo 24-72 ore vari tipi di dermatite. Per chi accusa questi sintomi, l’ideale è il preservativo privo di lattice, realizzato con derivati del poliuretano.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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