Differenze tra irsutismo e ipertricosi

MEDICINA ONLINE IRSUTISMO PELI PELURIA BARBA DONNA.jpg

Irsutismo

Anche se molti – sbagliando – non operano tale distinzione, ipertricosi ed irsutismo sono termini con diverso significato eziologico e terapeutico.

Sintomi diversi

Nell’ipertricosi:

  • si osserva un aumento dei peli in zone in cui essi sono normalmente presenti nella donna;
  • può interessare qualsiasi parte del corpo, sia quelle normalmente coperte dai peli, che quelle non coperte da peli.

L’irsutismo invece:

  • indica nella donna la presenza (ed un aspetto) della peluria in zone tipicamente maschili (vedi immagine in alto) come labbro superiore, mento, addome, schiena, intorno all’areola del capezzolo e petto centrale;
  • indica nell’uomo la presenza di peli in zone di norma glabre, cioè senza peli, come volto, spalle, basso addome, schiena ed interno coscia;
  • i peli sono “peli terminali“, cioè peli duri, spessi e pigmentati, assenti prima della pubertà.

Nell’irsutismo possono quindi comparire nella donna peli al volto, al torace o al dorso delle mani e dei piedi, zone cioè dove normalmente i peli sono presenti negli uomini e non nelle donne. Nell’irsutismo dell’uomo compaiono peli in zone in cui normalmente essi non sono presenti. Mentre l’ipertricosi è un problema prettamente quantitativo, l’irsutismo, regionale o diffuso, ha un significato di alterazione della quantità e soprattutto della qualità pilifera.

Diagnosi

Le fasi iniziali della diagnosi in un individuo con pelosità anomala sono sovrapponibili, per poi divaricarsi man mano che il medico sospetti l’ipertricosi o l’irsutismo. La diagnosi di entrambe le patologie si basa all’inizio essenzialmente sull’anamnesi e sull’esame obiettivo. L’anamnesi deve indagare:

  • l’età d’insorgenza;
  • l’anamnesi mestruale (ed esempio presenza di amenorrea);
  • l’eventuale presenza di infertilità o sterilità;
  • l’eventuale uso di farmaci (anche in campo sportivo, cioè doping).

E’ importante evidenziare inoltre l’eventuale presenza di:

  • pollachiuria;
  • diabete;
  • bulimia nervosa;
  • anoressia nervosa;
  • perdita di appetito/peso;
  • cambio di dieta recente;
  • febbre ricorrente;
  • patologie endocrine;
  • patologie surrenaliche;
  • patologie tiroidee;
  • patologie ovariche;
  • cancro (soprattutto tumori secernenti ormoni);
  • eccessiva crescita di peli in altri membri della famiglia (genitori, fratelli…).

L’esame obiettivo deve indagare:

  • l’estensione della peluria;
  • la distribuzione della peluria;
  • il tipo di pelo;
  • l’acuzie della crescita di peli;
  • la presenza di segni di virilizzazione, come calvizie di tipo femminile (alopecia androgenetica nelle donne), acne, massa muscolare aumentata in modo non fisiologico (ad esempio donna culturista), atrofia del seno, clitoromegalia (aumento delle dimensioni del clitoride), aumento dell’aggressività e calo della voce.

L’habitus generale deve essere esaminato per la distribuzione del grasso (in particolare il viso rotondo e l’accumulo di grasso alla base del collo posteriormente). La cute deve essere esaminata per ricercare una pigmentazione nera, vellutata in ascelle, collo e sotto il seno (acantosi nigricans) e smagliature. Devono essere esaminati gli occhi valutando i movimenti extraoculari e il campo visivo. Le mammelle devono essere esaminate ricercando galattorrea. L’addome (compreso l’esame pelvico) deve essere esaminato per la ricerca di masse palpabili.

La medicina di laboratorio si focalizza sui livelli sierici di alcuni ormoni, tra cui:

  • testosterone libero e totale;
  • deidroepiandrosterone solfato;
  • ormone follicolo-stimolante (FSH);
  • ormone luteinizzante (LH);
  • androstenedione;
  • prolattina;
  • cortisolo nelle urine per 24 ore (se si sospetta sindrome di Cushing o la presenza di una massa surrenalica).

Livelli elevati di testosterone con livelli normali di deidroepiandrosterone solfato indicano che le ovaie (non i surreni) sono le responsabili della produzione eccessiva di androgeni. Alti livelli di testosterone con moderato aumento del deidroepiandrosterone solfato, suggeriscono invece un irsutismo di origine surrenale. Nelle donne con ovaio policistico, i livelli di ormone luteinizzante sono spesso aumentati mentre quelli di ormone follicolo-stimolante sono ridotti (rapporto LH/FSH elevato, in genere maggiore di 3 per la sindrome ovarica policistica).

Relativamente alla diagnostica per immagini, in base alla patologia sospettata dal medico in sede di anamnesi ed esame obiettivo, il paziente può essere sottoposto a varie tipologie di esami per individuare la patologia a monte responsabile dell’ipertricosi, ad esempio:

  • ecografia tiroidea
  • ecografia pelvica;
  • TC pelvica (soprattutto quando il livello di testosterone totale è > 150 ng/dL o se è > 100 ng/dL nelle donne in menopausa; oppure quando il livello del deidroepiandrosterone solfato (DHEAS) è > 7000 ng/dL o se è > 4000 ng/dL nelle donne in menopausa).

Cause differenti e differenti terapie

Mentre nell’ipertricosi l’abnorme sviluppo pilifero è sostenuto da fattori locali ed è di interesse soprattutto dermatologico, l’irsutismo è più spesso legato a disturbi ormonali ed è quindi di interesse endocrinologico. Solo in una percentuale minima dei casi, l’ipertricosi è dovuta a squilibrio ormonale, mentre al contrario oltre l’80% dei casi l’irsutismo è associato a alterazioni ormonali, come l’eccesso di androgeni. Da quanto detto appare chiaro che i due disturbi debbano essere diagnosticati in modo differenziale e successivamente curati in modo diverso, dal momento che la terapia specifica per un disturbo potrebbe rivelarsi del tutto inefficace nell’altro e viceversa.

E’ infine importante notare altri due fatti relativi ad irsutismo ed ipertricosi:

  • entro certi limiti, la quantità di crescita di peli è considerata eccessiva o normale anche in base all’età della paziente, delle caratteristiche etniche e dell’interpretazione colturale;
  • gli uomini con irsutismo o ipertricosi non gravi, arrivano ad essere anche molto pelosi, ma raramente si presentano per una valutazione medica; al contrario le donne tendono – per motivi estetici – a presentarsi dall’endocrinologo o dal dermatologo appena il problema si presenta anche in modo lieve.

Trattamento

Non esiste una terapia unica che valga per tutti i tipi di ipertricosi e di irsutismo: il trattamento dipende dalla causa a monte che ha determinato l’aumento dei peli. Se ad esempio la causa dell’ipertricosi è un farmaco, potrebbe essere sufficiente la sua sospensione per fare in modo che l’anomalia della pelosità scompaia o almeno diminuisca. In caso di causa infettiva potrebbe essere utile un antibiotico; in caso di tumore secernente potrebbe essere necessario un intervento chirurgico; in caso di sindrome dell’ovaio policistico si interviene con una diminuzione della secrezione androgenica ovarica tramite resezione ovarica cuneiforme o contraccezione orale e con l’aumento della produzione di FSH (ad esempio con terapia con clomifene), oltre a correzione dello stile di vita mediante dieta e attività fisica adeguata ed eventualmente l’assunzione di multivitaminici multiminerali. Il trattamento dell’irsutismo di per sé, in assenza di altri sintomi e qualora sia lieve, è necessario solo se la paziente trova esteticamente discutibile l’eccessiva peluria. I pazienti con irsutismo dipendente da androgeni richiedono una combinazione di rimozione dei peli e terapia antiandrogena. In caso di ipertricosi ed in generale per tutte le condizioni caratterizzate da eccessiva crescita di peli non dipendente da androgeni, è indicata principalmente l’asportazione fisica dei peli (ad esempio con luce pulsata medicale). Un irsutismo che deriva da eccesso di androgeni in genere richiede una terapia a lungo termine con:

  • contraccettivi orali: riducono la secrezione di androgeni ovarici e aumentano la globulina legante gli ormoni sessuali, diminuendo i livelli di testosterone libero;
  • terapia antiandrogena: ad esempio finasteride (5 mg PO 1 volta/die) o spironolattone.

Agonisti dell’ormone rilasciante gonadotropina come leuprolide acetato, nafarelina e triptorelina possono essere usati per forme gravi di iperandrogenismo ovarico.

Per approfondire, leggi:

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Questa voce è stata pubblicata in Bellezza e cura della persona, Dermatologia e venereologia, Inestetismi della cute, Ormoni ed endocrinologia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.