Ghost stories: spiegazione del finale e significato del film

MEDICINA ONLINE GHOST STORIES 2018 FILM SPIEGAZIONE FINALE HORROR SINDROME CHIAVISTELLO LOCKED IN.jpgGhost stories è un film horror uscito in Italia nel 2018, per la regia di Andy Nyman e Jeremy Dyson. Andy Nyman è anche il protagonista. Altri attori sono: Paul Whitehouse, Alex Lawther, Martin Freeman, Jake Davies.

Trama senza spoiler

Il professore di psicologia Phillip Goodman è un noto conduttore televisivo di un programma che si occupa di smascherare i sensitivi fraudolenti. Riceve una misteriosa lettera da un famoso investigatore del paranormale degli anni ’70, che contiene informazioni su tre casi rimasti irrisolti, che in teoria dovrebbero mettere a rischio le sue convinzioni sull’inesistenza del paranormale.

Spiegazione con spoiler

I tre casi sono, in sintesi:

  • un guardiano notturno, Tony Matthews, la cui moglie è morta di cancro e che si sente in colpa per aver smesso di visitare sua figlia che soffre di una sindrome chiamata “del chiavistello”, ha a che fare con una presenza sul posto di lavoro;
  • un adolescente, Simon Rifkind, investe una presenza demoniaca con la sua auto;
  • un finanziere, Mike Priddle, è tormentato da un fantasma in attesa della nascita di suo figlio e alla fine si suicida con un colpo di fucile in testa mentre parla con Goodman.

Dopo aver affrontato i tre casi Goodman torna dall’investigatore degli anni ’70, che si strappa una maschera di lattice dal viso e si rivela essere in realtà Priddle. Priddle porta Goodman indietro nel tempo sulla scena di un incidente infantile in cui ha visto due bulli invogliare un ragazzo con handicap mentale in uno scarico, dove il disabile è morto per un attacco d’asma di cui i bulli non sapevano che soffrisse. Dalla scena si capisce che Goodman si è sentito in colpa per tutta la vita per aver fatto morire il ragazzo disabile, senza aver fatto nulla per impedirlo. Il cadavere del ragazzo disabile tormenta Goodman e lo conduce in un letto d’ospedale, dove è costretto a sdraiarsi. Il demone giace su di lui e costringe il dito alla bocca di Goodman mentre Goodman grida “no, non ancora”, sottintendendo che si tratta di un evento ricorrente.

Qui la scena cambia: Goodman è nel letto di un ospedale, non si muove e sulla scena entrano un giovane medico (che ha le stesse sembianze di Simon Rifkind), un medico più anziano (che ha le stesse fattezze di Mike Priddle) ed un inserviente (identico a Tony Matthews). Da quello che dicono i due medici capiamo la verità: Goodman è in coma in ospedale da parecchio tempo e soffre della Sindrome del chiavistello, a causa di un tentativo di suicidio con il gas dell’auto, che però non è riuscito ad ucciderlo. Non si può muovere ma è cosciente. Tutti gli eventi narrati nel film (i tre casi) in realtà non sono mai esistiti nella realtà, ma solo nella mente di Goodman. Molti elementi che Goodman ha usato per “inventare” le tre storie sono rimandi a persone o fatti legati alla realtà: i tre protagonisti dei tre casi hanno le stesse sembianze dei due medici e dell’inserviente che vede tutti i giorni nella sua stanza di ospedale. Le tre storie contengono richiami alla realtà: la sindrome del chiavistello (di cui soffre, come la figlia dell’inserviente), la macchina (in cui ha tentato il suicidio, presente nel caso del medico più giovane), il suicidio col fucile (a cui si riferisce il medico più anziano mentre parla col più giovane come metodo migliore per togliersi la vita). Intuiamo anche che Goodman ha provato a suicidarsi probabilmente per il senso di colpa mai risolto di non aver aiutato il ragazzo disabile morto nell’incidente coi bulli.

Esiste davvero una patologia chiamata “Sindrome del chiavistello”? Purtroppo si, a tal proposito per approfondire leggi anche: Sindrome del chiavistello: cause, sintomi e riabilitazione

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